In occasione dell'"Anno Sacerdotale", la Redazione del Bollettino parrocchiale ha ritenuto opportuno ricordare tutti i sacerdoti che, nel corso dei secoli, hanno guidato la comunità parrocchiale. Questi pastori, con il titolo di "parroci", "rettori", "curati" o "presbiteri", hanno plasmato e tramandato la fede, dando vita e perpetuando una comunità cristiana. Questo percorso storico contribuisce a delineare la figura del sacerdote all'interno della Chiesa, una figura da sempre valorizzata e, talvolta, ingiustamente criticata. È fondamentale partire dal principio che il sacerdote è, prima di tutto, un uomo, con le sue virtù e le sue debolezze, che ha risposto alla chiamata di Dio mettendo la propria vita al Suo servizio.
Mentre ai fedeli è richiesto di dedicare a Dio solo una parte del proprio tempo, i sacerdoti scelgono liberamente di dedicare l'intera esistenza al loro ministero, al servizio di Dio e della comunità. Ogni cristiano ha il dovere di sostenere i sacerdoti con la preghiera, la solidarietà e la collaborazione, impegnandosi attivamente nella propria comunità come laico.

Le Origini della Comunità e i Primi Documenti
La ricerca sulle origini della comunità si è rivelata complessa, specialmente per i primi anni. L'archivio parrocchiale non conserva documenti anteriori al 1630, probabilmente perduti a causa della peste che afflisse la Lombardia. Le prime notizie sulla comunità di San Giovanni Bianco sono scarse e frammentarie, insufficienti per ricostruire in modo esaustivo le vicende storiche iniziali.
La Famiglia dei Conti di Calusco e i Primi Atti Notarili
Una pergamena conservata nell'Archivio Capitolare di Bergamo (n. 2269) contiene un atto di vendita del 1090, redatto a Calusco. In questo documento, Attone, appartenente alla potente famiglia dei conti di Calusco e Carvico, cede terre in Val Brembana. Attone, figlio di Alkerio, capostipite della famiglia, si definisce "de loco Brene qui profeso sum ex natione mea legem vivere (longobardorum)", indicando la sua appartenenza alla legge longobarda. Questa famiglia esercitava un dominio esteso da Milano a Bergamo nel Medioevo.
Per approfondire le vicende della famiglia dei Conti di Calusco, si rimanda al volume "Lombardia Feudale" di François Menant. La stessa pergamena è stata pubblicata e commentata dal Professor Salvetti Tarcisio nella storia di "San Giovanni Bianco e le sue contrade", indicando il 1093 come anno di stipula dell'atto di vendita.

Il Primo Documento che Menziona la Chiesa di San Giovanni Bianco
Circa cinquant'anni dopo, il 15 e 16 novembre 1243, viene redatto a Sentino il primo documento che menziona la "chiesa di San Giovanni Bianco". Si tratta di una pergamena conservata nell'Archivio Vescovile della Curia di Bergamo (n. 2207), contenente la ricognizione dei beni posseduti dalla Cattedrale di Bergamo nel Comune di San Giovanni Bianco. Il documento elenca diciannove appezzamenti di terreno, alcuni dei quali confinano con un sentiero che conduceva alla chiesa ("…a meridie sentero per quod itur a loco de La runcalia de intra ad ecclesiam S. ti Ioannis Blanci").
L'importanza di questo documento è notevole, poiché attesta l'esistenza, nel 1243, di un luogo dedicato al culto nella comunità di San Giovanni Bianco. L'atto menziona anche le località dove si trovavano i terreni e le famiglie che li coltivavano, molte delle quali oggi inesistenti o trasformate, ad eccezione della famiglia dei Paninfurnis, presente ininterrottamente da circa otto secoli.
Figure Sacerdotali e Benefici Ecclesiastici
Una notizia rilevante per la chiesa sangiovannese è fornita dal Prof. Ettore Boffelli, che cita un documento del 1239 riportato dal Parroco di Strozza Giovan Battista Angelini. Questo documento menziona un "fu Lazzaro figliolo del signor Gio.", suggerendo la presenza di una figura dedita al servizio della comunità cristiana già nella prima metà del XII secolo, sebbene non possa essere considerata una guida spirituale in senso stretto.
Durando Tricardo e il Beneficio della Chiesa di San Giovanni Bianco
Il 10 agosto 1347, compare tra i testimoni di un atto rogato dal notaio Simone de Pilis a Bergamo, un certo Durando Tricardo, beneficiario della Chiesa di San Giovanni Bianco ("benefitialis ecclesie S. ti Ioannis Albi…"). Era già presente come testimone in un atto precedente del 17 ottobre 1346, identificato come "Benefitialis". Durando Tricardo era nipote del vescovo di Bergamo Bernardo Tricardo. Possedeva il beneficio della Parrocchia di San Giovanni Bianco e anche quello della Parrocchia di San Dalmazio di Paderno.
È necessario chiarire che l'accusa di simonia fu rivolta al vescovo dal Capitolo della Cattedrale di Sant’Alessandro. I titolari dei benefici, in questo periodo, sembravano non risiedere nelle rispettive parrocchie, limitandosi a riscuoterne le rendite. Per approfondimenti, si rimanda alla storia del Professor Salvetti.
La presenza e l'esercizio del ministero sacerdotale da parte di Durando Tricardo nella comunità sangiovannese attestano che la chiesa di San Giovanni Bianco aveva raggiunto l'autonomia dalla Pieve di Dossena. Il beneficio ammontava a otto lire annue, pagate in due rate, sufficienti a mantenere decorosamente la chiesa. Questo dimostra una maturità di fede degna di encomio da parte della comunità, che si privava del necessario per dotare la chiesa di un beneficio.

Periodi di Scarsità di Documentazione e Nuovi Rettori
Dal 1348 al 1474, un periodo di 127 anni, i documenti conosciuti permettono di identificare i rettori della chiesa solo per cinque anni, limitando la conoscenza della crescita della fede in quel periodo.
Dopo Durando Tricardo, che nel 1347 risultava beneficiario della rendita della chiesa, vi fu un periodo di tredici anni privo di notizie. Si ipotizza che con il trasferimento del vescovo Bernardo Tricardo a Brescia nel 1349, anche il nipote lo abbia seguito.
Nel 1360, si viene a conoscenza che titolare del beneficio della chiesa è Guidotus de la Crota, sostituito da Pecino de Ulmo, il quale, pur non avendo ancora ricevuto gli ordini sacri, era probabilmente un chierico autorizzato a svolgere funzioni minori. La notizia è riportata nel notiziario "Bergomum" del marzo 1957. Pecino de Ulmo apparteneva probabilmente alla famiglia Mascheroni di Olmo al Brembo, legata al capo dei guelfi della Valle Brembana, Merino.
Dopo circa trent'anni, si ha notizia di Montino de Berlingonibus, "rettore" della chiesa di San Giovanni Bianco dal 2 giugno 1389 al 27 dicembre 1391. Originario di San Giovanni Bianco, era figlio di Giovanni Berlingoni. Un documento del 2 giugno 1389 lo attesta come testimone in qualità di "Presbiter Montinus del S.to Iohanne Albo rector ecclesia ….dicti loci". Il 27 dicembre 1391, Montino Berlingoni rinunciò al beneficio e alla cura delle anime, probabilmente per passare al servizio della Cattedrale di Bergamo.
La chiesa di Cornello dei Tasso , borgo della Val Brembana tra i più belli d'Italia
Il Contesto Storico e le Guerre tra Guelfi e Ghibellini
Seguirono cinquant'anni di disordini dovuti alle continue guerre tra guelfi e ghibellini, che interessarono anche San Giovanni Bianco e la Valle Brembana. Il "Chronicon" del notaio Castello Castelli narra gli eventi dal 1378 al 1407.
Con il passaggio di Bergamo sotto il dominio di Venezia nel 1428, la situazione iniziò a normalizzarsi, ma le guerre tra la Repubblica veneta e il Ducato di Milano continuarono, causando invasioni e devastazioni nella valle.
La Nomina di Polidoro Foscari e l'Affidamento della Chiesa
Il 21 ottobre 1437, Polidoro Foscari, patrizio veneto, fu nominato vescovo di Bergamo. Egli ritardò il suo ingresso in diocesi fino al 29 ottobre 1441 per evitare i conflitti bellici.
Il 12 luglio 1440, al presbitero Giovanni o Zaninus de Bosellis fu affidata "in commendam" per sei mesi la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Bianco, con il diritto di godimento del beneficio ecclesiastico. L'incarico fu prorogato e, probabilmente, rinnovato almeno fino al 1469, quando Zaninus de Bosellis compare come testimone come "rectore ecclesie S.ti Johannis Albi".
Si rileva un'incongruenza: in un documento del 25 maggio 1444, viene citato come testimone il presbitero Mafio de Grati, "rectore ecclesia Domini Sancti Johannis Apostoli Evangeliste Bianchi". Questo documento fa parte di una raccolta di atti intitolata "Pro Causae Bosellis".
Consacrazione della Chiesa e Autonomia Parrocchiale
Il 19 aprile 1447, la chiesa di San Giovanni Bianco fu consacrata dal vescovo Polidoro Foscari. Successivamente, il professor Ettore Boffelli riporta che la chiesa venne eretta in parrocchia autonoma nel 1451 dal vescovo Baroni. Questa informazione è tratta dalle note aggiuntive del Cardinale Giorgio Gusmini.
Dalla seconda metà del XV secolo in poi, è possibile seguire le vicende della Chiesa sangiovannese con maggiore continuità, almeno per quanto riguarda i nomi dei rettori.
Differenze nell'Elezione dei Rettori
È importante precisare che, a differenza di altre parrocchie dove i rettori erano eletti dai capifamiglia con contratti biennali, il rettore della parrocchia di San Giovanni Bianco era nominato direttamente dal Vescovo di Bergamo. Pur dovendo sottoscrivere un atto di "accordo" e rispettare i "capitoli" in esso contenuti, la posizione del rettore nominato dal vescovo era più favorevole per svolgere il ministero con maggiore libertà.

Dopo Zaninus de Bosellis, che fu rettore provvisorio, la documentazione si fa più frammentaria per il periodo immediatamente successivo.
Eventi Religiosi Recenti e Riflessioni
Il testo include anche riferimenti a eventi religiosi più recenti e a figure ecclesiastiche, come la professione solenne di Massimo Siboldi il 12 ottobre 2024. Si menzionano anche celebrazioni come la Festa delle Stimmate a La Verna e l'Ordinazione diaconale di Fr. Andrea Polverino e Fr. Giovanni Greco.
Vengono inoltre citate riflessioni teologiche e storiche, come la "Consacrazione mediante la Professione Religiosa nella riflessione giuridica di p. Andrea Boni ofm" e la "Nudità di San Francesco".