Il Vittoriano e il Marmo Botticino: Un Simbolo dell'Italia Unita

Dopo la nascita dell'Italia, avvenuta nel 1860, si cercava un simbolo che potesse rappresentare l'unità nazionale sotto la guida del nuovo Re. Fu così che si decise di costruire un grande monumento, in seguito chiamato Complesso del Vittoriano, in onore di Vittorio Emanuele II, primo Re d'Italia. La sua statua equestre si staglia proprio al centro del complesso, che è oggi uno dei simboli più importanti di Roma e attira migliaia di turisti ogni anno, affascinati dal suo colore splendente e dalle sue dimensioni imponenti.

La Nascita di un Simbolo Nazionale

Il Concorso e la Scelta del Luogo

L'idea del progetto iniziale era quella di creare un simbolo del potere di Roma Capitale, affiancandosi ai già esistenti simboli della Roma papale (il Vaticano) e della Roma imperiale (il Colosseo). Nel rispetto della volontà governativa dell'epoca, si scelse di insediare il monumento nel cuore di Roma storica, fungendo quasi da contrappeso alla “città sui colli” piuttosto che collocarlo nel centro della città nuova.

Le regole di partecipazione al concorso, aperto a livello mondiale, prevedevano la progettazione di un monumento celebrativo dedicato esclusivamente al monarca, non ammettendo qualsiasi idea di sacrario rivolto alla memoria storica dell’unità. I temi possibili erano la colonna, la statua equestre o l’arco trionfale, con una raccomandazione per quest'ultimo; non vi era alcuna prescrizione di luogo o forma, per permettere la completa e libera espressione del genio artistico dei partecipanti.

Nel 1882 venne bandito un ulteriore concorso: questa volta, prendendo spunto da un progetto presentato in precedenza, la commissione impose il tema di una “statua equestre con sfondo architettonico e opportune scalee” da collocarsi sul Colle Campidoglio. Il monumento, infatti, è costituito da un'imponente scalinata che segue la forma del Campidoglio, uno dei sette colli su cui fu fondata Roma e da sempre luogo rappresentativo del potere romano.

Il Progetto di Giuseppe Sacconi e le Sfide Costruttive

L’esito del concorso si ebbe nel 1884 con la vittoria dell’architetto Giuseppe Sacconi. Egli propose una struttura ispirata ai templi classici, come l’Altare di Pergamo o il Tempio della Fortuna Primigenia di Palestrina, che doveva adagiarsi in modo naturale lungo le pendici del colle capitolino. Un problema rilevante fu, tuttavia, che il Campidoglio fosse già affollato di case, chiese, strade, quartieri e di un vasto patrimonio archeologico.

Oltre a cancellare un intero brano di città antica con espropri e demolizioni tra il 1885 e il 1888, l’architetto fu obbligato a modificare il progetto iniziale per fare in modo che la struttura non gravasse eccessivamente sul colle, anticamente anche utilizzato come cava di tufo e profondamente scavato. Sacconi non vide l'opera ultimata, morendo nel 1905. I lavori proseguirono sotto la direzione di Gaetano Koch, Manfredo Manfredi e Pio Piacentini, chiudendosi definitivamente solo nel 1935.

Il risultato delle tante modifiche e dei diversi interventi fu un'enorme struttura in stile neogreco, alta circa 80 metri e larga 100 metri, per una superficie totale di oltre 20.000 metri quadrati. Campeggiando sul colle capitolino, nasconde completamente alla vista sia il Palazzo del Campidoglio che l’Ara Coeli.

Pianta o ricostruzione del progetto originale del Vittoriano di Sacconi sul Campidoglio

Il Marmo Botticino: Materiale e Impatto Estetico

La caratteristica più evidente del Vittoriano è il suo colore splendente, dovuto all'utilizzo del marmo botticino. Per costruire il monumento, l'architetto Sacconi scelse, invece del classico travertino romano, il marmo bianco di Botticino, estratto dalle cave dei comuni bresciani di Botticino e Rezzato. Ne furono trasportati a Roma ben 40mila metri cubi, ovvero 110 mila tonnellate, una vera montagna. La fornitura di questo marmo per il più grande monumento dell’Italia unita fu una straordinaria occasione di sviluppo per il bacino di Botticino.

Il colore bianco candido del marmo Botticino, impermeabile al cambio di luce e in netto contrasto con le tonalità tenui e naturali di Roma, come il bianco morbido del travertino, il marrone, l’ocra e l’arancio, gli valse in passato i dispregiativi di "torta nuziale" o "macchina da scrivere". Nonostante le critiche iniziali, il presidente del consiglio Giovanni Giolitti lo definì un “Marmoreo inno alla patria”, un'“epopea scritta sopra pagine di marmo e di bronzo che sfidano i secoli”.

Dettaglio ravvicinato del marmo Botticino del Vittoriano, con contrasto di colore

L'Altare della Patria e il Sacrificio del Milite Ignoto

Il 4 giugno 1911, in occasione dell'esposizione internazionale per i cinquant'anni dell'Unità d'Italia, si inaugurava a Roma il grande complesso del Vittoriano dedicato a Vittorio Emanuele II. Tuttavia, il monumento fu completato definitivamente solo nel 1935.

Nel 1921, il Vittoriano fu designato quale Altare della Patria e luogo di sepoltura del Milite Ignoto. Questo onore fu conferito per commemorare i 600mila caduti della Grande Guerra. La salma, simbolo di tutti i militari morti per la patria e vittima sconosciuta della Prima Guerra Mondiale, fu scelta tra undici non identificate da una madre che in battaglia aveva perduto proprio il figlio. Accanto all'urna, nel monumento venne collocato anche il fregio allegorico dello scultore bresciano Angelo Zanelli, raffigurante l'Amor patrio «che combatte e vince», il Lavoro «che edifica e feconda» e, al centro, la statua della dea Roma.

Altare della Patria - Il Vittoriano - ROMA

Il Complesso del Vittoriano Oggi: Tra Storia e Cultura

Musei e Spazi Espositivi

Nato come un luogo simbolico e celebrativo, oggi il Complesso del Vittoriano è anche uno dei maggiori spazi espositivi di Roma. Al suo interno, infatti, si trovano il Museo Centrale del Risorgimento, dedicato alla storia d'Italia dalla fine del XVIII secolo fino alla Prima Guerra Mondiale, e il Sacrario delle Bandiere.

Inoltre, adiacenti a questi due musei, ci sono alcune sale adibite alle mostre temporanee, sempre varie e interessanti. Le esposizioni sono dedicate ad alcuni degli artisti più importanti della scena culturale di tutti i tempi, come per esempio Botero, Monet, Antonio Ligabue, Andy Warhol e Pollock, offrendo una vasta gamma di esperienze artistiche.

Un Luogo di Riconoscimento e Riflessione

Chiuso al pubblico per decenni dopo un allarme bomba nel 1968, oggi il Vittoriano vive da tempo una seconda giovinezza, meta di turisti e luogo di arte e cultura. Il Vittoriano non è solo uno dei monumenti più importanti della Capitale, ma è anche un luogo privilegiato per conoscere una parte fondamentale della storia italiana. È il posto ideale per chi vuole sapere com'è nato il Bel Paese e quali sono stati gli eventi che hanno portato alla sua costituzione. Se, invece, si è appassionati all'arte moderna e contemporanea, qui si possono trovare esposizioni di grande interesse.

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