Liturgia dei Santi Simone e Giuda

La celebrazione liturgica dei Santi Simone e Giuda Apostoli offre un'occasione preziosa per approfondire la natura della Chiesa, intesa sia come corpo di Cristo che come tempio dello Spirito Santo. Queste due dimensioni sono inscindibili: non si può ricevere lo Spirito Santo senza far parte del corpo di Cristo, poiché lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo e si riceve nel corpo di Cristo.

La Chiesa, quale corpo di Cristo, presenta anche un aspetto visibile. Per questo motivo, Gesù scelse i Dodici e continua a scegliere nel tempo i loro successori, i quali formano la struttura visibile del suo corpo, quasi una continuazione dell'incarnazione. Appartenendo al suo corpo, i fedeli possono ricevere il suo Spirito ed essere intimamente uniti a Lui in un solo corpo e in un solo Spirito.

Illustrazione dei Santi Simone e Giuda Apostoli con i loro attributi iconografici: la sega per Simone e l'alabarda per Giuda.

La Scelta Apostolica: Fondamento della Chiesa

La prima lettura, tratta dalla lettera agli Efesini (Ef 2,19-22), evidenzia queste due dimensioni fondamentali della Chiesa. Si afferma che i fedeli sono "edificati sopra il fondamento degli Apostoli e dei profeti, avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù". Questo sottolinea l'aspetto visibile del corpo di Cristo, un organismo con una propria struttura, dove "in Cristo la costruzione cresce ben ordinata", e ogni membro ha la propria funzione e il proprio posto.

Paolo, nella stessa lettera, prosegue descrivendo come Cristo abbia stabilito alcuni come Apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori, ognuno avendo ricevuto la grazia "secondo la misura del dono di Cristo". Questo introduce la seconda dimensione, quella invisibile: "In lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito".

L'autore della Lettera agli Efesini continua a descrivere, con accenti lirici, il modo in cui la grazia di Dio è stata offerta a tutti, pagani o circoncisi, indistintamente. Essendo stati chiamati e, un tempo lontani, ora resi vicini grazie al sangue di Cristo, siamo stati riconciliati con Dio e tra di noi. Sulla croce, Cristo ha portato la pace, ai lontani e ai vicini, rendendoci tutti concittadini e familiari, un'unica famiglia, un unico tempio santo, abitazione di Dio in mezzo ai popoli della terra.

Ogni muro divisorio dell'ostilità è stato abbattuto; non ci sono più stranieri o ospiti. Per questo motivo, resi vicini a Dio, rappacificati ed edificati sulle solide fondamenta, siamo chiamati a continuare quella costruzione ben ordinata della casa del Signore, in cui ogni persona possa trovare pace e calore di famiglia. Il Signore stesso passa a servire, offrendoci abbondanza di pace, di bontà, di misericordia, cioè se stesso.

Illustrazione della Chiesa come edificio spirituale, con gli Apostoli come fondamenta e Cristo come pietra angolare.

La Preghiera e la Scelta Divina

La riflessione sul Vangelo di Luca (Lc 6,12-19) rivela che è sempre il Padre a scegliere chi deve compiere la sua opera, spesso con scelte che vanno al di là di ogni logica umana. Gesù stesso, consapevole che solo il Padre può scegliere, si reca sul monte e passa una notte in orazione prima di chiamare coloro che il Padre ha scelto. Il Figlio vive di purissima obbedienza; nella sua vita tutto è dal Padre.

Molte delle nostre scelte, anche nella Chiesa, provengono dal cuore umano e non da quello del Padre, di Dio, e l'obbedienza è scarsa. Da questo istante, Gesù inizia a mostrare ai suoi Apostoli come si edifica il regno di Dio. La sua scelta è fatta nella preghiera notturna sul monte, è la forza della preghiera che squarcia le tenebre e le illumina della divina presenza. Questa informazione, evidenziata dall'evangelista Luca, sottolinea che la chiamata dei Dodici non fu una mera scelta terrena, ma condivisa col Padre suo, e quindi secondo la Sua Volontà.

L'evangelista offre una visione suggestiva: mentre le tenebre avvolgono il mondo, lassù sul monte, cielo e terra si fondono nella intensa comunione trinitaria, e colui che potrà dire di essere la luce vera che illumina ogni uomo rischiara il buio del mondo e i cuori degli uomini. Quando poi radioso splenderà il mattino, la voce di Cristo comincerà a chiamare, a scandire nomi, a lanciare il suo messaggio, la buona notizia.

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La Scelta Sconcertante degli Apostoli

Gesù scelse dodici persone perché stessero sempre con lui, dando loro il nome di apostoli. Tra questi figurano Simone (che chiamò anche Pietro), Andrea, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d’Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante, dove una gran folla di discepoli e moltitudine di gente da tutta la Giudea, Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli tormentati da spiriti immondi venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.

Guardando i nomi delle persone riportate nella lista dei Dodici, si potrebbe pensare che la scelta non sia stata delle migliori. Si tratta infatti di persone molto mediocri, tra cui rozzi pescatori che fanno fatica a comprendere il messaggio del Maestro, un peccatore pubblico (Matteo-Levi), un ribelle indocile (Simone Zelota), due "figli del tuono" (Giovanni e Giacomo) intransigenti e intolleranti, uno che Lo ha rinnegato tre volte (Pietro) e il traditore (Giuda Iscariota).

Gesù ha operato questa scelta sconcertante per farci capire che il Suo Vangelo non si fonda sul valore e la potenza dell'uomo, ma unicamente sulla potenza di Dio, e per insegnarci che la Grazia di Dio è capace di operare al di là di ogni nostro limite: "Nulla è impossibile a Dio". Se Gesù, obbedendo al Padre, ha chiamato i Dodici, che erano così imperfetti, può chiamare e scegliere anche noi; l'importante è seguirlo con fede e con totale abbandono alla sua Grazia.

I Santi Simone e Giuda: Storia e Tradizione

La storia tace sull'azione specifica di questi due apostoli. Nel Nuovo Testamento, Simone è soprannominato "zelota" ("Cananeo" ha forse lo stesso significato) (Mt 10,4; Atti 1,13), probabilmente perché era molto attaccato all'idea teocratica e messianica degli Ebrei e animato da decisa opposizione ai Romani. Giuda è l'apostolo che ha il soprannome di Taddeo: quello che nell'ultima Cena chiese a Cristo perché si era manifestato solo ai discepoli e non al mondo (cf Gv 14,22). Lo si ritiene autore della lettera del Nuovo Testamento che porta il suo nome.

Tra i "fratelli del Signore" (Mt 13, 55), sono nominati un Simone e un Giuda, ma non vi sono argomenti per affermare con certezza che siano i due apostoli che oggi festeggiamo. Gli Orientali li ricordano separati: Simone il 10 maggio e Giuda il 19 giugno.

La tradizione attribuisce a San Simone la crocifissione a testa in giù o la morte a causa della sega, strumento con cui sarebbe stato martirizzato. A San Giuda Taddeo è attribuita la guarigione di un re di Edessa, Abgar, afflitto da una grave malattia, e l'uccisione con l'alabarda o la clava.

Federico Barocci, Madonna col Bambino e i Santi Simone e Taddeo e i donatori, detta “Madonna di San Simone”, 1567 circa.

Preghiere e Inni Liturgici

La liturgia dei Santi Simone e Giuda è ricca di preghiere, inni e canti che elevano lo spirito e celebrano la gloria di Dio e l'opera dei suoi apostoli.

Orazione iniziale:

V: O Dio, vieni a salvarmi.
R: Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre:

Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno (Ufficio delle Letture - ore diurne):

Vita dei santi, Cristo, unica via, o sola speranza del mondo, o sorgente di pace e di giustizia, voci e cuori a te inneggiano. Se qualche luce di virtù tu vedi, ogni parola vera, ogni infiammata volontà di bene, è, Signore, tua grazia. Dona quiete ai tempi incerti, salda custodisci la fede, rinvigorisci i deboli, perdona i peccatori. Gloria si canti al Padre e all’unico suo Figlio, dolce si levi la lode allo Spirito negli infiniti secoli. Amen.

Inno (Ufficio delle Letture - ore notturne/mattino):

O Creatore eterno delle cose, che, notte e giorno avvicendando, rendi più vario e grato il tempo. Alta regna la notte e già s’ode il canto del gallo, gioioso presagio di luce all’ansia del viandante. Si desta allora e ad oriente appare la stella palpitante del mattino, la torma squagliasi dei vagabondi, abbandonando i vicoli del male. Il gallo canta. La sua voce placa il furioso fragore dell’onda; e Pietro, roccia che fonda la Chiesa, la colpa asterge con lacrime amare. Orsù leviamoci animosi e pronti: tutti risveglia il richiamo del gallo e gli indolenti accusa che si attardano sotto le coltri dormigliando ancora. Il gallo canta. Torna la speranza: l’infermo sente rifluir la vita, il sicario nasconde il suo pugnale, negli smarriti la fede rivive. Gesù Signore, guardaci pietoso, quando, tentati, incerti vacilliamo: se tu ci guardi, le macchie dileguano e il peccato si stempera nel pianto. Tu, vera luce, nei cuori risplendi, disperdi il torpore dell’anima: a te sciolga il labbro devoto la santa primizia dei canti. Gloria a Dio Padre e all’unico suo Figlio con lo Spirito santo nella distesa dei secoli. Amen.

Salmo Responsoriale (Sal 18):

Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio.
I cieli narrano la gloria di Dio,
l'opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto,
e la notte alla notte ne trasmette notizia.
Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio.

Antifone e Responsori:

Ant. 1 «Voi siete miei amici - dice il Signore - , * se farete ciò che io vi comando».

Ant. 2 Voi siete la luce del mondo * e la lucerna per quelli di casa.

Ant. 3 «Ecco, io vi ho dato il potere di camminare * sopra ogni potenza del nemico».

Ant. Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio.

Ant. «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: * se avrete amore gli uni per gli altri».

Ant. Per tutta la terra si diffuse la voce degli apostoli, * la loro parola raggiunse i confini del mondo.

Orazione finale:

O Dio, Creatore e Signore dell’universo, che hai scelto gli apostoli Simone e Giuda come araldi della tua gloria, accogli la supplica della Chiesa che confida nel loro aiuto: donale di vivere nella pace e di crescere nella fede e nell’amore operoso. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

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