Maria Vergine e l'Educazione di Gesù: Una Guida alla Fede e alla Vita

La figura della Vergine Maria ha sempre occupato un posto centrale nella spiritualità cristiana, radicandosi nel mistero dell'Incarnazione e nell'esperienza della Chiesa. La devozione mariana, pur essendo spesso frutto di tradizione popolare e affetto sentimentale, non deve far dimenticare che Maria partecipa in maniera essenziale alla Redenzione e incarna la bontà e la tenerezza di una madre, con la sua capacità di educare i propri figli e di intercedere per noi.

Theological drawing of the Virgin Mary, Jesus and the Holy Spirit

L'Intercessione Materna di Maria

La Vergine Maria intercede per ognuno di noi, proprio come per una madre i suoi figli sono unici e diversi l'uno dall'altro. Si va a Gesù e si ritorna a Lui attraverso Maria. La preghiera insistente al Cuore Immacolato della Vergine Maria, Madre di Dio, si basa sulla fiducia che la sua intercessione materna può tutto davanti al Sacro Cuore del Figlio. Dio ha voluto unire "all'intercessione sacerdotale del Redentore l'intercessione materna della Madonna".

I titoli con cui noi cristiani ci rivolgiamo alla Madonna quando recitiamo le litanie che accompagnano la preghiera del Santo Rosario, "ci aiutano a comprendere meglio la natura del suo intervento nella vita della Chiesa e di ogni fedele".

Maria come Avvocata e Aiuto

Come Avvocata, Maria difende i suoi figli e li protegge dai danni causati dalle loro stesse colpe. Riceve il titolo di Aiuto perché è vicina a coloro che soffrono o si trovano in situazioni di grave pericolo. San Josemaría Escrivá, nel suo libro "Il cammino", esorta a chiamarla a gran voce: "Madre! -Chiamatela a gran voce, a gran voce. -Ti ascolta, ti vede forse in pericolo, e ti dà, la tua Santa Madre Maria, con la Grazia di suo Figlio, il conforto del suo grembo, la tenerezza delle sue carezze: e ti troverai confortata per la nuova lotta".

Image of Our Lady of Fatima

Maria non vuole attirare l'attenzione su di sé. Ha vissuto sulla terra con gli occhi fissi su Gesù e sul Padre celeste. Il suo desiderio più intenso è far convergere lo sguardo di tutti nella stessa direzione, dal Cuore Immacolato della Vergine Maria al Sacro Cuore di suo figlio Gesù, promuovendo uno sguardo di fede e di speranza nel Salvatore inviatoci dal Padre. Questo concetto è ripreso dall'Omelia su Nostra Signora pronunciata da San Josemaría Escrivá l'11 ottobre 1964 e inclusa nel libro "Amici di Dio".

Maria nel Mistero della Redenzione

Maria era intimamente unita al sacrificio del Figlio. Nel "Sacrificio della Croce, la Santa Maria era presente, ascoltando con dolore Quelli che passavano di lì bestemmiavano, scuotendo il capo e gridando: 'Tu che abbatti il tempio di Dio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso; se sei il Figlio di Dio, scendi dalla Croce'". La Madonna ascoltò le parole di suo Figlio, unendosi al suo dolore: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Ancora una volta Gesù è confortato dalla presenza discreta e amorevole di sua Madre. Maria non grida, non corre da una parte all'altra, ma "Stabat", sta in piedi accanto al Figlio.

Gesù la guarda e poi guarda Giovanni, ed esclama: "Donna, guarda tuo figlio". Poi dice al discepolo: "Ecco tua Madre". La Chiesa canta "Felix culpa", felice colpa, quella di essere arrivata ad avere un così grande Redentore. Possiamo anche aggiungere, felice colpa, di aver meritato di ricevere Maria Santissima come nostra Madre. Ora siamo sicuri, ora nulla ci deve preoccupare: perché la Madonna, incoronata Regina del cielo e della terra, è l'onnipotente supplicante davanti a Dio.

L’INTERCESSIONE DI MARIA - S. GRIGNION DE MONFORT, BELLA E SOAVE COME LA LUNA

Maria Sposa dello Spirito Santo e Madre di Misericordia

Maria, Sposa dello Spirito Santo, ottiene per noi il dono inestimabile della trasformazione in Cristo. Con la stessa forza dello Spirito che, stendendo la sua ombra su di lei, l'ha resa Madre del Salvatore, ci aiuta affinché Cristo, suo Figlio, nasca anche in noi. Come Madre di Misericordia, è stato suo Figlio Gesù a chiamarci ad essere come Lui: luce del mondo e sale della terra (cfr. Mt 5, 13-14).

Maria è anche Madre della Chiesa. Noi sacerdoti, e tutti i fedeli, vogliamo essere pastori che non si nutrono di se stessi, ma che si donano a Dio per i loro fratelli e sorelle, trovando in questo la felicità, e ripetendo umilmente ogni giorno il nostro "eccomi".

Come Avvocata e Mediatrice di grazia, unita all'unica mediazione universale di Cristo, Maria chiede a Dio per noi un cuore completamente rinnovato, che ami Dio con tutte le sue forze e serva l'umanità come ha fatto lei. Ripete al Signore quella sua parola efficace: "non hanno più vino" (Gv 2, 3), affinché il Padre e il Figlio riversino su di noi, come una nuova effusione, lo Spirito Santo.

La sua presenza costante consola e sostiene, rendendo verde il deserto della nostra solitudine e facendo risplendere il sole nelle nostre tenebre, affinché ogni uomo possa vedere la salvezza del Signore, che ha il nome e il volto di Gesù, riflesso nei nostri cuori, uniti per sempre al Suo.

Verso una Devozione Matura alla Santissima Vergine Maria

La devozione alla SS. Vergine è un elemento costitutivo della Vita cristiana, con una carica positiva ma suscettibile di approfondimento e maturazione. Paolo VI nell'Esortazione Apostolica "Il Culto Mariano" ha tracciato le quattro caratteristiche di un'autentica devozione mariana:

  1. Conoscenza
  2. Amore
  3. Imitazione
  4. Diffusione

1. Conoscere Maria

Conoscere Maria significa accostarsi ai vangeli, specialmente a quelli di Luca e di Giovanni, e leggere in essi la testimonianza che di lei ci lasciarono i discepoli di Gesù. Luca fu il 'pittore' di Maria non perché l'abbia disegnata ma perché nel suo vangelo ce ne tracciò un ritratto spirituale, delineandone la figura. Questi evangelisti la videro come donna credente ("Benedetta tu che hai creduto"), come vera madre del Figlio di Dio ("A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?") e madre nostra ("Donna, ecco tuo figlio"), e quindi come educatrice della fede dei discepoli.

2. Amare Maria

Non si ama ciò che non si conosce, così come non si conosce veramente ciò che non si ama. Dobbiamo amare Maria con un affetto che non sia solo romantico o nostalgico. Bisogna amarla perché ci ha dato "il frutto benedetto del suo seno, Gesù". Siamo in debito con lei, dobbiamo alla sua collaborazione, al suo 'sì', l'aver ricevuto la salvezza di Dio nella persona di Gesù. E la dobbiamo amare anche perché è viva, perché ha già raggiunto la sua pienezza in Dio, in virtù della sua assunzione al cielo.

3. Imitare Maria

Conoscere la Madonna dovrebbe condurci necessariamente ad amarla di più e, di conseguenza, ad imitarla meglio in quegli atteggiamenti e valori evangelici che visse in grado così elevato e che seppe inculcare al proprio figlio. I vangeli segnalano tre grandi elementi da imitare:

  • L'accettazione e la ricerca della volontà di Dio nella propria vita (v. racconto dell'Annunciazione).
  • L'attenzione alle necessità altrui e la sua capacità di servizio (come le esemplifica il racconto della Visitazione e quello delle Nozze di Cana).
  • La sua fede come sorgente e coronamento di tutto, come dichiara lo stesso Gesù quando relativizza la maternità fisica di Maria e ne mette in rilievo la vera grandezza: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!" (Lc 11,28).

4. Diffondere la Devozione a Maria

Questo è il risultato, quando la si conosce, si ama e si imita. "Dalla pienezza del cuore parla la lingua". Parliamo con effusione di coloro che più amiamo, e lo stesso avviene con Maria. Il recente documento del Dicastero per la Dottrina della Fede, Mater Populi fidelis, chiarisce che la devozione mariana è un tesoro della Chiesa. Non si tratta di correggere la pietà del popolo fedele, ma di valorizzarla e promuoverla, poiché è un'espressione mistagogica e simbolica di quell'attitudine evangelica di fiducia nel Signore che lo Spirito Santo suscita nei credenti. I poveri "incontrano la tenerezza e l'amore di Dio sul volto di Maria."

Maria Educatrice: Un Nuovo Sguardo sulla sua Figura

L'immagine della Vergine Maria è stata oggetto di diverse interpretazioni nel corso dei secoli. Critiche recenti, da parte di Michela Murgia, Simone de Beauvoir e Ida Magli, hanno evidenziato come l'immagine di Maria sia stata talvolta esibita come un modello di modestia e sottomissione per le donne, incoraggiate a sopportare sacrifici e violenze, diventando un prototipo di umile accettazione.

Maria: Testimone di Fede Attiva

Oggi le teologhe femministe si interrogano se Maria possa ancora essere considerata un esempio per le donne, rappresentando una nuova umanità che soffre e aspira alla libertà. Va riconsiderato come Maria non sia un modello da additare alle sole donne e, soprattutto, non sia icona di silenziosa e passiva accettazione; al contrario, lei è testimone di fede attiva e lo è per tutti i credenti. Lo stesso Lutero, pur combattendo le deviazioni del culto mariano, la considerava modello di vita cristiana, discepola alla sequela di Cristo, simbolo della Chiesa, madre ed educatrice. Anche il Corano ne esalta le virtù, additandola come la vera credente a cui si deve onore e rispetto, punto di riferimento spirituale per tutti i musulmani.

Painting of Mary teaching the doctors in the Temple

Il Ruolo Formativo di Maria nella Vita di Gesù

Si deve recuperare il ruolo formativo che Maria ha svolto nella vita di Gesù. L'avvicinarsi oggi all'ebraicità della famiglia di Nazaret aiuta a riscoprire positivamente la figura di "Maria educatrice", determinante nello sviluppo della personalità di Gesù. Nella cultura ebraica, il delicato compito dell'educazione religiosa era affidato anche alla madre, che aveva un posto dominante nella casa e il compito di santificare la famiglia. Se Gesù è quell'uomo armonico, integrato e inclusivo che conosciamo, lo dobbiamo a sua madre.

Il vangelo di Luca presenta Maria come una ragazza autonoma e decisamente coraggiosa, una donna tutt'altro che subalterna: non interpella il padre, non si consulta con il marito, come sarebbe apparso naturale per quei tempi. Il suo "sì" non è accettazione passiva e sottomessa, ma risposta al progetto di Dio così come era stato per Abramo e Mosè. È lei la protagonista, il prototipo del credente che si affida all'iniziativa salvifica di Dio. Non è una serva umilmente sottomessa, ma è la serva del Signore, colei che rappresenta il popolo di Israele rimasto fedele a Dio e che aspetta con impazienza il compimento della promessa.

Questa immagine di donna forte ha avuto presa nell'esperienza spirituale di tante donne che sono state formate alla "scuola di Maria", come le religiose del monastero di Sant'Anna a Foligno, che hanno voluto rappresentare Maria in cattedra, nel Tempio con il libro delle Scritture, seduta su un seggio autorevole, mentre insegna e annuncia la Parola di Dio. Nell'esperienza della storia religiosa femminile, Maria si presenta sostanzialmente nella veste di figura autorevolmente attiva nella vita dei credenti: non più donna dalla passività oblativa, inerme davanti al dolore, ma, al contrario, madre presente e compassionevole, donna vicina alla sofferenza dell'umanità perché il dolore si trasformi in vita.

Numerose fondazioni a carattere assistenziale o educativo hanno trovato ispirazione nella figura della Vergine, come l'ospedale di S. Maria del Popolo degli Incurabili (1521, Napoli) o la Compagnia di Maria Nostra Signora (1606, di Giovanna di Lestonac). Maria di Nazaret può essere un modello di formazione per le donne d'oggi, riletta con una diversa chiave interpretativa, aiutando a rappresentare le istanze delle nuove generazioni di donne e il loro bisogno di libertà e autorevolezza.

Maria, Madre e Guida della Chiesa

La devozione alla Vergine è sempre viva e suscita nelle anime cristiane l'impulso soprannaturale a operare come domestici Dei, come membri della famiglia di Dio (Ef 2, 19). Come in una riunione di famiglia, quando i figli si ritrovano accanto alla madre, così i fedeli si sentono più inseriti nella Chiesa e più fratelli. Maria edifica continuamente la Chiesa, la aduna, la mantiene unita. È difficile avere un'autentica devozione alla Madonna e non sentirsi più che mai legati alle altre membra del Corpo Mistico, più che mai uniti al suo Capo visibile, il Papa. "Omnes cum Petro ad Iesum per Mariam", tutti con Pietro a Gesù per Maria.

L’INTERCESSIONE DI MARIA - S. GRIGNION DE MONFORT, BELLA E SOAVE COME LA LUNA

Tutti abbiamo sperimentato gli effetti soprannaturali di una sincera devozione alla Vergine. Maria è strettamente unita alla suprema manifestazione dell'amore di Dio, l'incarnazione del Verbo che, fattosi uomo come noi, prese su di sé le nostre miserie e i nostri peccati. Maria, fedele alla missione divina per la quale è stata creata, si prodiga continuamente al servizio degli uomini, chiamati tutti a essere fratelli di suo Figlio, Gesù. Così la Madre di Dio è veramente anche Madre degli uomini. Lo Spirito Santo dispose che rimanesse scritto: "Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: 'Donna, ecco il tuo figlio!'. Poi disse al discepolo: 'Ecco la tua madre!'. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa" (Gv 19, 25-27).

Giovanni, il discepolo che Gesù amava, accoglie Maria presso di sé, nella sua casa, nella sua vita. Gli autori spirituali hanno visto in queste parole un invito, rivolto a tutti i cristiani, ad accogliere Maria nella loro vita. Maria è una Madre che addirittura previene le nostre suppliche, perché conosce le nostre necessità e viene sollecitamente in nostro aiuto, dimostrando con i fatti che non dimentica mai i suoi figli.

I brani della Sacra Scrittura che parlano della Vergine dimostrano chiaramente che la Madre di Gesù accompagna assiduamente suo figlio, si associa alla sua missione redentrice, gioisce e soffre con Lui, ama quelli che Gesù ama, dedica la sua sollecitudine materna a quanti lo seguono. L'episodio delle nozze di Cana (Gv 2, 3) è un chiaro esempio della sua premura materna. Giovanni ci vuol ricordare che Maria era presente all'inizio della vita pubblica del Signore e ci fa capire di aver saputo approfondire l'importanza della sua presenza. E Gesù sapeva bene a chi affidava sua Madre: a un discepolo che l'aveva amata, che aveva imparato ad amarla come madre ed era in grado di capire.

Nei giorni che seguirono l'Ascensione, in attesa della Pentecoste, i discepoli erano "cum Maria matre Iesu, con Maria, la Madre di Gesù" (At 1, 14). La preghiera dei discepoli accompagnava la preghiera di Maria: era la preghiera di una famiglia unita. San Luca, l'evangelista che ha narrato con maggior ampiezza l'infanzia di Gesù, sembra quasi volerci far capire che Maria, così come ebbe un ruolo di primo piano nell'Incarnazione del Verbo, in modo analogo fu presente alle origini della Chiesa, che è il Corpo di Cristo. La Madonna può essere chiamata veramente Madre di tutti i cristiani. Sant'Agostino lo afferma chiaramente: "Cooperò con la sua carità a generare alla Chiesa i fedeli, che sono membra di quel Capo di cui Ella fu effettivamente Madre secondo il corpo".

La Devota Intimità con la Madre di Dio

Il desiderio di intimità con la Madre di Dio e Madre nostra sorge in noi spontaneamente. Vogliamo esserle vicini come lo si può essere con una persona viva: su di Lei, infatti, la morte non ha trionfato, ed Ella sta in corpo e anima accanto a Dio Padre, a suo Figlio e allo Spirito Santo. La fede cattolica ha saputo riconoscere in Maria un segno privilegiato dell'amore di Dio: Dio ci chiama fin da ora suoi amici; la sua grazia opera in noi, ci rigenera dal peccato, ci dà la forza affinché, pur nella debolezza di chi è sempre polvere miserabile, possiamo riflettere in qualche modo il volto di Cristo. Maria stessa ci comunica questa sicurezza, questo calore, questa fiducia. Ecco perché il suo nome tocca diritto il cuore.

Photo of a rosary and a statue of Mary

Come si comportano i figli con la Madre del Cielo?

Il rapporto di ciascuno di noi con la propria madre può servire come modello e guida per il nostro rapporto con Maria, la Signora dal dolce nome. Dobbiamo amare Dio con lo stesso cuore col quale amiamo i nostri genitori, i nostri fratelli, le altre persone della nostra famiglia, i nostri amici: abbiamo un cuore solo. Con questo solo cuore dobbiamo rivolgerci a Maria.

I figli si comportano con la madre in tanti modi diversi, ma sempre con affetto e fiducia. Lungi da ogni freddezza, si creano tenere e intime consuetudini domestiche fatte di piccole attenzioni quotidiane che il figlio sente il bisogno di rivolgere alla madre e di cui la madre sente la mancanza se il figlio le dimentica. Anche i nostri rapporti con la Madre del Cielo richiedono norme di pietà filiale che guidino il nostro comportamento verso di Lei.

Molti cristiani adottano l'antica consuetudine dello scapolare, o usano salutare le immagini di Maria, anche solo con un pensiero. Altri vivono quella preghiera meravigliosa che è il santo Rosario, nel quale l'anima non si stanca di ripetere le stesse cose, come non se ne stancano gli innamorati che si amano veramente, e in cui si impara a rivivere i momenti centrali della vita del Signore. Altri ancora si sono abituati a dedicare alla Madonna un giorno della settimana, come un'occasione per offrirle qualche piccola attenzione e per meditare più intensamente sulla sua maternità.

Coloro che considerano superate le devozioni alla Madonna, dimostrano di essersi lasciati sfuggire il profondo senso cristiano che esse racchiudono e di aver dimenticato la fonte da cui provengono: la fede nella volontà salvifica di Dio Padre, l'amore per Dio Figlio che si fece realmente uomo e nacque da una donna, la fiducia in Dio Spirito Santo che ci santifica con la sua grazia. È Dio che ci ha dato Maria e non abbiamo il diritto di rifiutarla, anzi, dobbiamo rivolgerci a Lei con amore e gioia di figli.

Farsi Piccoli per Avvicinarsi a Dio

Il mistero di Maria ci dimostra che, per avvicinarci a Dio, bisogna farsi piccoli. "In verità vi dico - esclama il Signore rivolgendosi ai suoi discepoli - che se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli" (Mt 18, 3). Farsi bambini significa rinunciare alla superbia, alla sufficienza, riconoscere che, per imparare a camminare e perseverare nel cammino, da soli non possiamo nulla, ma abbiamo bisogno della grazia, del potere di Dio nostro Padre. Essere piccoli significa abbandonarsi come sanno abbandonarsi i bambini, credere come credono i bambini, pregare come pregano i bambini. E tutte queste cose le impariamo nell'intimità con Maria.

La devozione alla Vergine non è qualcosa di dolciastro, di poco virile: è consolazione e gioia che riempiono l'anima proprio in quanto presuppongono un esercizio profondo e pieno della fede, tale da farci uscire da noi stessi e riporre la speranza nel Signore. L'inizio del cammino che ha per termine l'amore folle per Gesù, è un fiducioso amore alla Madonna. Se si cerca Maria, si troverà Gesù. E si imparerà a capire un po' che cosa c'è nel cuore di un Dio che si annulla, che rinuncia a manifestare il suo potere e la sua maestà per presentarsi in forma di schiavo (cfr Fil 2, 6-7).

Il Ruolo Educativo della Donna e di Maria nella Chiesa

La Chiesa si è occupata di educazione da sempre ed è per sua stessa natura e per il suo supremo fine una realtà educativa. Tuttavia, in nome di un falso concetto di laicità, il messaggio evangelico è stato spesso non esplicitato, con il risultato che "la fede è calata semplicemente perché non l'abbiamo più proposta in nome del politicamente corretto". È necessario tornare alle origini, riscoprire le potenzialità della Chiesa e avere un'ottica di speranza che nasce dalla fiducia nell'altro. Questa è la grande lezione di Maria.

L’INTERCESSIONE DI MARIA - S. GRIGNION DE MONFORT, BELLA E SOAVE COME LA LUNA

Maria, Educatrice della Chiesa

Il materno intervento di Maria non reca pregiudizio all'efficacia predominante e insostituibile di Cristo, nostro Salvatore; al contrario, esso trae dalla mediazione di Cristo la propria forza e ne è una prova luminosa. La Madre della Chiesa esercita sugli uomini redenti un altro influsso: quello dell'esempio. Le parole muovono, gli esempi trascinano. Come gli insegnamenti dei genitori acquistano un'efficacia ben più grande se sono convalidati dall'esempio di una vita conforme alle norme della prudenza umana e cristiana, così la soavità e l'incanto emananti dalle eccelse virtù dell'Immacolata Madre di Dio attraggono in modo irresistibile gli animi all'imitazione del divino modello, Gesù Cristo, di cui ella è stata la più fedele immagine.

tags: #maria #vergine #insegna #a #gesu