La Maternità tra Arte, Psicoanalisi e Società Contemporanea

La maternità è un tema universale che ha affascinato e inquietato l'umanità attraverso i secoli, assumendo molteplici sfumature nell'arte, nella psicologia e nel tessuto sociale. Le riflessioni su questo complesso ruolo esplorano non solo l'ideale della madre, ma anche le sue perturbanti e talvolta oscure manifestazioni.

La Maternità nell'Arte: L'Elemento Perturbante

Se si pensa alla maternità come elemento perturbante nell’arte, viene subito in mente la donna gravida che ci sorride dal dipinto La speranza di Gustav Klimt (1903). Nell’immagine prende vita la sognante rêverie di colei che contiene e cova il suo stesso essere luna piena.

La gestante archetipica klimtiana crea da sola il proprio feto-pesce, culla quell’essere ancora privo di forma, lo stesso che, nero e oblungo, il corpo ancora indefinito e caudato, si mostra abnorme eppure in nuce - ed è lo stesso essere vivente che fa capolino al fianco della rossa e pallida protagonista. La donna del quadro sembra avvolta dall’ombra dell’ignoto e dal riflesso del desiderato, nutrita di timore e, al contempo, immersa nel suo stesso essere madre in fieri.

Dietro di lei, altre ombre avanzano portando il rischio dell’incompiutezza, dell’aborto, del taglio del filo innanzi tempo. Le forbici di Atropo sono sempre all’erta mentre la vita freme in ogni angolo del corpo di terra e mare, nel ventre pregno del possibile.

Sappiamo che la presentazione del dipinto avvenne dopo sei anni dalla sua realizzazione, e che l’immagine destò inquietudine nella Vienna dei benpensanti. Che si potesse appunto pensare male della maternità, o che si potesse pensare il male come elemento fra le trame della stessa, non era faccenda buona e giusta per i gusti dell’epoca. Non lo è, sovente, nemmeno per i nostri tempi, ma la psicoanalisi e la psicologia analitica ci hanno insegnato a fare spazio allo stupore, alla meraviglia che perturba, al panico persino, poiché in ciò che ci scuote c’è un dio che preme per essere ascoltato e accolto.

Dipinto

La "Madre Sufficientemente Buona" e le Sfide Contemporanee

Dire madre presuppone ancora, nell’immaginario collettivo e nella psiche del singolo - lo si vede in ambito clinico così come nell’ideale mediatico - una sorta di morbidezza che accoglie e lenisce ogni pena, una dolcezza mammifera che offre alla creatura creata atmosfere Eden prima della caduta. Tuttavia, circola ormai come acqua nei meandri della realtà cosciente, l’idea che la madre sufficientemente buona di winnicottiana memoria sia una meta costellata di erranti errori agiti quotidianamente da migliaia di volonterose eroine dello smettere di fumare in gravidanza, della tetta somministrata a piacere, del pannolino ecologico. E così via, tentativo fallito dopo tentativo abbozzato, dalla fecondazione alla tarda adolescenza della prole (e oltre).

Femminismo, Non-Maternità e la Riscoperta del Generativo

Insieme alla psicoanalisi, il femminismo come filosofia e pratica ha scosso la società occidentale, richiamando dal buio un femminile plurale: madri e non madri, tutte le donne possono viversi creature generative. Nella non-maternità delle madri c’è oggi lo spazio per rigenerarsi: scrivere un libro, per esempio, è attività che spesso viene paragonata al parto, e i figli di carta, a ben guardare, richiedono impegno e responsabilità sulla via del reiterare il Sé nell’Altro.

Pensarsi madri eppure non generare è oggi una scelta possibile, meta di un percorso che, seppur ancora troppo spesso metta in gioco pregiudizi sociali, diventa lecito e anche a tratti desiderabile, se si osserva attentamente lo scenario da teatro dell’assurdo della contemporaneità distopica eppure reale.

Le Molteplici Facce della Maternità: Contributo di Valeria Bianchi Mian

Secondo Valeria Bianchi Mian, come espresso in Vit[amor]te, "Naturalezza, istinto. Sono parole che oggi fatichiamo ad associare al corpo, figuriamoci alla relazione." L'autrice ha affrontato questi temi anche in un accenno a SOS Gaia TV, su Rete 7, riflettendo sulla figura della madre in termini complessi: "Dico Mamma. Dico Grande Madre o piccola madre. Buona, cattiva, orrenda, calda, de-genere, meravigliosa nutrice o carnefice."

Mian prosegue la sua riflessione con un'immagine potente: "Diana morta di fame e di sete ha donato a tutti noi un sentimento di grande angoscia, quella insopportabile tristezza, indigeribile." La discussione si estende alle crudeltà e alle sofferenze legate alla genitorialità, evidenziando che "milioni di figlie/i [sono] spezzati sul nascere dalle madri e dai padri." Viene sottolineato come "i padri uccidono per primi. Le madri seguono, non tanto a debita distanza."

L'analisi non si sottrae a toccare aspetti più oscuri: "Ci sono donne che uccidono bambini. Donne così tanto dipendenti dagli uomini che il figlio è un peso. Donne che trascurano, torturano, feriscono a morte." Si evidenzia un paradosso nel grido delle Madri: "Io sì che faccio di tutto per i miei figli. Come ha potuto?" Questa domanda riecheggia la capacità di donne e uomini di "gigantesche crudeltà, cattiverie inaudite."

L'autrice esplora le dualità della condizione umana e genitoriale con immagini evocative: "Dal fallo, stupro e violazione. Dalla vagina, risucchio e castrazione. Dal cielo, tempeste. Dalla terra, terremoti. Da Zeus, saette. Da Era, incantesimi devastanti." Si parla anche di "Assassini nati", e di individui "sofferenti, depresse, Blue, incoscienti che arrivano a lanciare un neonato dal finestrino di un’auto in corsa per poi gettarsi a loro volta." Vi sono poi "Grandi Manipolatrici che i figli li distruggono giorno per giorno in vita, Vampire votate al martirio dell’eroe, quelle che nessun tribunale punirà mai."

Valeria Bianchi Mian ha esplorato il tema delle Madri Grandi - Buone e Crudeli - nel suo ultimo romanzo Noir: Le signore dei giochi, Capricorno edizioni (Piemonte in Noir, La Stampa). Conclude le sue riflessioni affermando: "Siamo sufficientemente buone per non sconvolgerci. Siamo Madri e Non Madri abbastanza consapevoli per soffrire. Nello spazio tra l’Io e l’Altro vediamo Angeli e Mostri coesistere." Sul tema dell’incontro con la Madre bambina, la Madre prima che diventasse tale, per creare un dialogo immaginativo originalissimo, Valeria Bianchi Mian condurrà con Silvia Rosa un Lab Online: Riflessi d’Infanzia.

Le Equilibriste 2022: la maternità in Italia, a che punto siamo?

tags: #maria #rosa #zanotto #parolini