Basilica di San Petronio: Tra Arte, Storia e Controversie

La maestosa Basilica di San Petronio domina Piazza Maggiore a Bologna. Nonostante non sia il Duomo di Bologna, è la chiesa più amata dai visitatori. La sua facciata è il trionfo del contrasto tra chiari e scuri: di notte il marmo sembra risplendere di luce propria e la sommità in laterizio si fonde con la notte stellata. La Basilica è caratterizzata da una facciata incompiuta, divisa a metà: la parte inferiore, marmorea, appare chiara, mentre quella superiore, in materiale laterizio, è più scura.

Foto della facciata incompiuta della Basilica di San Petronio a Bologna, che mostra il contrasto tra la parte inferiore in marmo e quella superiore in laterizio.

La Basilica di San Petronio: Un Gigante Incompiuto nel Cuore di Bologna

San Petronio doveva essere la chiesa più grande del mondo! Nel progetto iniziale, infatti, sarebbe dovuta essere la chiesa più grande mai costruita. Tale progetto però non fu mai portato a termine; Papa Pio IV intervenne sollecitando la costruzione dell’Archiginnasio, che interferì con il progetto della Basilica. I documenti storici rimasti e un modello ligneo del progetto originario sono visibili nel museo di San Petronio. I lavori non furono mai portati a termine e la facciata, che doveva essere interamente marmorea, è rimasta incompleta. Ciò nonostante, la Basilica di San Petronio è la settima chiesa più grande al mondo.

Architettura e Dimensioni

L’interno della chiesa è in stile gotico a 3 navate, dove si possono ammirare ben 22 cappelle e vedere le opere di numerosi artisti italiani vissuti tra Medioevo e Rinascimento. In origine, il frontone della facciata ospitava una statua in bronzo raffigurante Papa Giulio II ad opera di Michelangelo Buonarroti, andata distrutta nel 1511.

La Meridiana di Cassini

All'interno di San Petronio si trova la meridiana più lunga al mondo. La meridiana è uno strumento utilizzato per indicare l’istante del mezzogiorno. Questo tipo di sistema era molto comune nel Medioevo e la sua costruzione non era di per sé particolarmente complessa. Tuttavia, la meridiana di San Petronio è unica nel suo genere per accuratezza e realizzazione. Inizialmente, la Basilica ospitava la meridiana di Egnazio Danti, che cessò di funzionare nel 1565 poiché la chiesa era ancora in fase di costruzione e variazioni strutturali ne guastarono la precisione. La realizzazione della nuova meridiana fu affidata a Gian Domenico Cassini. L’accuratezza del sistema di misurazione e la lunghezza della meridiana ne fanno uno strumento unico nel suo genere.

Dettaglio della meridiana di Cassini all'interno della Basilica di San Petronio, che mostra il fascio di luce.

La Cappella Bolognini e l'Affresco dell'Inferno

La Cappella Bolognini è probabilmente la cappella più famosa della Cattedrale bolognese. Voluta dal mercante di seta e benefattore Bartolomeo Bolognini, fu totalmente affrescata da Giovanni da Modena tra il 1410 e il 1420.

Giovanni da Modena e le Storie dell'Aldilà

Nella IV cappella, totalmente affrescata da Giovanni da Modena, sono rappresentati gli episodi della vita di San Petronio sulla parete di fondo, mentre sulle pareti di destra e di sinistra raffigurò, rispettivamente, le Storie dei Re Magi e il Giudizio Universale. Nella parete destra, le Storie dei Re Magi includono scene che descrivono i preparativi per la partenza al seguito della stella cometa, l'incontro con un ostacolo come un fiume in piena, l'apparizione della cometa e l'incontro con Erode. Nella penultima scena è invece rappresentato l'arrivo dei Magi alla capanna, nell'atto di porgere doni e di baciare i piedi del Bambino.

La parete di sinistra è divisa in due parti: la parte superiore rappresenta il Paradiso, quella inferiore l'Inferno. Nel Paradiso troneggia dall'alto la figura di Dio, racchiuso nella mandorla mistica, con la colomba dello Spirito Santo e Gesù ai suoi piedi che incorona la Vergine Maria. Funge da cerniera fra Inferno e Paradiso la figura dell'arcangelo Michele, rappresentato con una lunga spada in mano e nel mentre calca con il piede sinistro un diavolo.

La Rappresentazione di Maometto nell'Inferno Dantesco

L'Inferno è dominato dalla gigantesca figura centrale di Lucifero, rappresentato con il corpo color marrone scuro coperto di peli e un triplice volto con corna e occhi giallastri. Le facce sono collocate in modo particolare: la seconda fra le gambe, al posto dei genitali, e la terza dal fianco sinistro del mostro. Lucifero è raffigurato mentre mastica Giuda Iscariota nella sua bocca centrale. Proprio nella sezione bassa del Giudizio Universale, in questa rappresentazione dell'inferno di ispirazione dantesca, appare la figura di Maometto.

Il Profeta è rappresentato nudo, riverso al suolo, con il corpo squartato e martoriato da un demone cornuto che lo afferra per la testa e lo lega con dei serpenti. Il personaggio è indicato a chiare lettere con la scritta «Machomet». La raffigurazione è quella dantesca: esattamente come nella Divina Commedia, il Profeta subisce l’eterno supplizio. Nel XXVIII canto dell’Inferno dantesco, Maometto compare insieme a suo cugino Alì, suo genero e successore come Califfo. I due si trovano tra i seminatori di discordia della IX Bolgia dell'VIII Cerchio dell'Inferno. Nelle descrizioni, Dante non si esime dall'impiegare termini volgari e immagini raccapriccianti, indicando Maometto tagliato da un diavolo dal mento fino all'ano, con le interiora che gli pendono e il torace aperto.

Dettaglio dell'affresco di Giovanni da Modena nella Cappella Bolognini che mostra Maometto all'Inferno, seviziato da un demone.

Divergenze tra l'Affresco e la "Divina Commedia" di Dante

Nonostante il dipinto sia presentato sempre come di ispirazione o suggestione dantesca, in realtà di dantesco ha ben poco. In Dante, il demonio ha tre teste affiancate (una gialla, una rossa e una nera) nelle cui bocche sono triturati Bruto, Giuda e Cassio, e ha volto e ali "come di pipistrello". Gli elementi dell'affresco che divergono totalmente da Dante sono soprattutto i peccatori, le cui pene e rappresentazioni sono un salto indietro nei secoli a stilemi predanteschi, duecenteschi più che trecenteschi, di carattere ingenuo e di 'grosso' realismo. Bartolomeo Bolognini aveva richiesto al pittore nel suo testamento di rappresentare le pene horribiles quantum plus potest, 'orribili il più possibile'.

I peccatori sono suddivisi in due fasce: quella superiore, con diverse categorie di dannati (scismatici, sacrileghi, bestemmiatori, idolatri, eretici), e quella inferiore, in cui i peccatori sono distribuiti in sette schiere, in base ai sette peccati capitali. Ad esempio: gli avari sono trascinati per i capelli e un diavolo versa loro in bocca dell'oro fuso; i superbi (re, papi e cardinali) sono accoccolati ai piedi di Lucifero, tormentati da serpenti e da demoni; i lussuriosi sono infilzati allo spiedo o morsi da serpenti. La visione dell'oltretomba rappresentata non conserva quasi nulla dell'elaborato sistema dantesco, basato sulla legge del contrappasso, che instaura una relazione diretta e ben precisa fra quanto commesso in terra e quanto bisogna espiare post mortem. Demoni con spiedi, fuoco e fiamme rimandano a un'idea dell'oltretomba predantesca, ingenua e popolare, che mira a atterrire e incutere spavento nell'animo del popolo.

Contesto Storico e Interpretazione dell'Affresco

La raffigurazione di Maometto nell'Inferno è ritenuta blasfema dal mondo islamico e l’immagine di Maometto fu oggetto di uno scandalo mediatico già nel 2002. Certamente, l'arte è arte, e il Medioevo è Medioevo: sarebbe folle giudicare Dante - o altri come lui - con i criteri di oggi, così come sarebbe oltremodo stupido censurare l'arte del passato per un malinteso senso del rispetto.

Il Pensiero Medievale sull'Islam

Il riferimento a Maometto è l'indicazione del fatto che egli avrebbe infranto l'unità della Chiesa, giacché nel Medioevo, in Occidente, si pensava all'Islam come ad uno scisma cristiano. Era una rappresentazione che andava contestualizzata nell'epoca e nel poema dantesco della Divina Commedia, da cui l'affresco trae ispirazione. La collocazione di Maometto nell’inferno è quindi soltanto l’indicazione del fatto che egli avrebbe infranto l’unità della Chiesa.

Il Parere di Monsignor Oreste Leonardi

"Non c'è niente di offensivo o irriverente nell'affresco" presente all'interno della Basilica di San Petronio a Bologna. A sostenerlo è Monsignor Oreste Leonardi, primicerio della Basilica, sulle pagine di Bologna Sette, inserto domenicale della Curia bolognese allegato ad Avvenire. "È la tragica rappresentazione di una umanità destinata a perdersi, se non recupera il senso vero della propria vita" ha dichiarato Monsignor Leonardi. Anche il nostro Sommo Poeta, Dante Alighieri, si è permesso di mettere ognuno al suo posto: politici, vescovi, imperatori e semplici uomini, assegnando a ogni figura la giusta punizione perché il peccato è di tutti. Anche il filosofo Averroè, ad esempio, oggi universalmente riconosciuto tra i massimi sapienti del Medioevo, viene messo da Dante nel limbo solo perché "non cristiano".

Le Controversie e la Sicurezza

Da più di dieci anni, quell’affresco è considerato dagli estremisti islamici uno dei target cattolici più a rischio, visto che si tratta dell’unica effige di Maometto ritratto in modo insolito e caricaturale. Sin dall’attentato dell’11 settembre 2001, la basilica di San Petronio è sottoposta a uno stringente regime di sorveglianza. La celebre chiesa di Piazza Maggiore è perennemente tenuta sotto osservazione con militari e polizia a controllare ogni ingresso.

Minacce Terroristiche e Misure di Sorveglianza

Di recente, dopo le stragi di Parigi, nella basilica simbolo di Bologna sono stati ripristinati i controlli agli accessi, con l’impiego dei metal detector. Anche in passato ha rischiato di essere al centro di piani terroristici che però sono stati intercettati e neutralizzati dai Carabinieri. Nel 2002 il primo piano terroristico venne scoperto grazie alle intercettazioni di una decina di marocchini e tunisini residenti a Milano che stavano organizzando un attentato. Questo gruppo interagiva con alcuni fiancheggiatori in Italia e aveva come obiettivo le Basiliche di Bologna e Padova. Anche recentemente San Petronio è tornato al centro delle preoccupazioni: alcuni quotidiani avevano riportato che i servizi segreti del Marocco si erano attivati per dare informazioni utili a sventare un piano, stavolta di una cellula di jihadisti, naturalmente per colpire San Petronio e vendicare Maometto all’inferno. Ogni tanto fermano qualcuno, e la Basilica è sorvegliata speciale per quell’immagine.

La Mancanza di Informazioni Ufficiali

Nonostante la rilevanza storica e artistica, molti sono all’oscuro della raffigurazione di Maometto all'inferno, perché quella raffigurazione non viene pubblicizzata. Ammirata la Chiesa, i visitatori spesso non trovano informazioni dettagliate. La guida che coordina le visita non ne parla, l’audioguida non menziona l'affresco e nella teca informativa non c'è traccia. Il nome di Maometto non compare in alcuna descrizione, guida o foglietto informativo sulla Chiesa, neppure nella brochure fornita ai visitatori.

La Terrazza Panoramica

Dopo aver visitato l’interno della Basilica, i visitatori possono ascendere al cielo salendo sulla terrazza.Gli orari della Basilica sono tutti i giorni dalle 08:30 alle 18:00, mentre la terrazza è aperta il Sabato e la Domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.

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