Santu Lussurgiu: Storia, Cultura e Tradizioni nel Cuore del Montiferru

Santu Lussurgiu è un affascinante borgo situato nel cuore della Sardegna, un territorio ricco di storia, tradizioni e bellezze naturali. Questo comune di collina, adagiato sul versante orientale del Montiferru, offre un viaggio tra paesaggi mozzafiato, antiche usanze e prodotti enogastronomici d'eccellenza.

Il Montiferru: Un Contesto Geografico e Storico

Il Montiferru è una Regione della Sardegna che prende il nome dal massiccio di origine vulcanica Monte Ferru, situato a nord di Oristano. I comuni che ne fanno parte si trovano tutti in Provincia di Oristano e sono: Bonarcado, Cuglieri, Santu Lussurgiu, Scano di Montiferro, Seneghe e Sennariolo. Il complesso vulcanico, spento da più di un milione di anni, era caratterizzato da eruzioni la cui lava finì per creare nuove terre sia a est, con il vasto altopiano di Abbasanta, caratterizzato da terreni basaltici, sia a ovest fino alla fascia costiera.

Si tratta di un’area coperta da fitti boschi, caratterizzata da formazioni rocciose come i basalti colonnari di Cuglieri, e dalla grande abbondanza di sorgenti. È una zona agricola, abitata sin dalla preistoria, come dimostra la Città di Cornus. La costa è caratterizzata da falesie calcaree come quelle di S’Archittu, e da scogliere di basalto.

Mappa della regione del Montiferru in Sardegna con i comuni principali

In Viaggio verso Santu Lussurgiu

In questa tappa del nostro viaggio, partendo da Cuglieri, ci recheremo a Santu Lussurgiu, esplorando il suo centro e i dintorni, nei quali si trova la rinomata località termale di San Leonardo de Siete Fuentes. Dal centro di Cuglieri si prende verso sud-est la via Vittorio Emanuele II, che diventa la SP19 all'uscita dall'abitato. Seguendola per quasi diciotto chilometri, si entra nell’abitato di Santu Lussurgiu, percorrendo un totale di circa 19.4 chilometri dal Municipio di Cuglieri a quello di Santu Lussurgiu.

Il Comune di Santu Lussurgiu: Caratteristiche e Origini

Il Comune di Santu Lussurgiu (il cui nome in lingua sarda è Santu Lussurzu), situato a 503 metri sul livello del mare e con una popolazione di 2.215 abitanti al 31 dicembre 2021, è un tipico paese medievale. Si estende sul versante orientale del Montiferru, fino all’altopiano di Abbasanta verso est, dove sugherete si alternano ai pascoli. Si ritiene che il paese si sviluppi all’interno di un’antica e inattiva conca vulcanica; sebbene tutto il massiccio del Montiferru sia di origine vulcanica, non è provato che il sito dove si sviluppa il paese sia all’interno di un cratere.

Fitti castagneti e lecceti, minacciati nel 1994 dal gravissimo incendio che devastò il Montiferru, fanno da cornice al paese. La vallata che lo circonda è caratterizzata da una rigogliosa vegetazione e numerose sorgenti. Il territorio comunale è in gran parte montagnoso e presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, dato che si raggiungono i 1.050 metri di quota. Il monte Urtigu, la cima più alta del Montiferru, cade interamente nel suo territorio.

Origine del Nome

Il nome del paese riflette, con la fonetica dialettale, il culto del soldato Lussorio (o Lussorio), che qui predicò, martirizzato nel 303 o nel 304 sotto l’imperatore romano Diocleziano, e in seguito santificato. Il nome del Santo viene citato per la prima volta in un documento del 559 indirizzato da papa Gregorio Magno a Gianuario, Vescovo di Cagliari.

Veduta panoramica di Santu Lussurgiu, borgo medievale

L'Economia Locale e i Prodotti Tipici

Santu Lussurgiu è un comune di collina che basa la sua economia soprattutto sulle attività agro-pastorali e industriali. Il perno dell’economia locale è l’agricoltura, che rappresenta una fonte di sostentamento importante per la popolazione. Le coltivazioni più diffuse sono quelle di cereali, ortaggi, foraggi, vite, olivo, frutteti e agrumi. Si pratica anche l’allevamento, in particolare di bovini (tra i quali il celebre Bue Rosso, bovino di razza sarda allevata al pascolo brado), di ovini, caprini, equini, suini e anche avicoli.

Per quanto riguarda il settore secondario, l’industria è costituita da aziende che operano nei comparti della produzione alimentare, del legno, del tessile, dell’energia, dell’elettricità, della metallurgia e dell’edilizia. Il settore artigianale è molto sviluppato, fiorente è l’attività legata alla lavorazione dei tessuti, del ferro battuto, del legno, dei coltelli, delle selle e finimenti per cavalli. Il terziario si compone di una sufficiente rete distributiva oltre che dell’insieme dei servizi.

Prodotti Tipici di Santu Lussurgiu

  • Il Casizolu: un formaggio di latte vaccino a pasta filata ottenuto tipicamente dal latte delle vacche di razza sardo-modicana, ossia Bue Rosso, allevate tutto l’anno allo stato brado.
  • La Triza: dalla stessa pasta del Casizolu si ottiene anche un formaggio fresco dalla forma intrecciata con decorazioni sul dorso.
  • L’Abbardente: il distillato noto per la caratteristica di essere ottenuta direttamente dalla distillazione del vino.

Lo stupendo panorama, l’artigianato, i prodotti tipici della sua cucina, nonché il ricco patrimonio archeologico, attirano un notevole flusso turistico sul posto. Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e di soggiorno.

Foto di Casizolu, formaggio tradizionale di Santu Lussurgiu

Il Coltello Tradizionale Sardo: Sa Lussurgesa

I coltelli tradizionali sardi si suddividono in tre categorie di base: la Sa leppa, ovvero il coltello a manico fisso ancora oggi in uso soprattutto presso pastori e contadini; il coltello a serramanico chiamato nel nord Sa resolza e nel sud S’Arresoja; e la Sa Còrrina, il coltello più semplice e antico, che presenta una lama fissa a foglia d’ulivo e manico in corno di capra, ed è usato tipicamente dai pastori.

Esistono tantissime varietà di Sa leppa, a seconda della zona geografica di produzione e della struttura morfologica del coltello stesso. I principali tra quelli ad oggi ancora realizzati sono la Pattadese, l’Arburese e la Guspinese, ai quali la Regione Sardegna, per tutelare la produzione artigianale dell’Isola, ha conferito il marchio Doc. Altri centri di eccellenza per la produzione di coltelli sono Tempio Pausania, Dorgali, Alghero, Santu Lussurgiu e Assemini.

Un’abitudine diffusa in Sardegna, soprattutto tra gli uomini, è quella di ricevere in regalo uno di questi coltelli che gli artigiani realizzano in manico d’osso e lama in acciaio. Non è un regalo come gli altri, dato che ha un significato molto profondo: oltre a essere un gesto di grande amicizia, è un auspicio di un felice futuro, poiché serve a tagliare tutti i rami secchi del passato e concentrarsi sul futuro. Ma tecnicamente il coltello non si regala: chi lo riceve è obbligato, secondo la tradizione, a regalare una moneta, anche di pochissimo valore, alla persona da cui lo riceve. In questo modo il coltello non servirà mai a separare l’amicizia.

Il Coltello di Santu Lussurgiu: Sa Lussurgesa

Il coltello prodotto oggi a Santu Lussurgiu, chiamato Sa Lussurgesa (ossia la Lussurgese), è un coltello da scanno, ovvero un coltello con la punta particolarmente acuminata che veniva utilizzato per scannare gli animali. Ha una foggia simile a quella di Sa Pattadesa, ma si contraddistingue da essa per la sua duttilità e per il rigoroso utilizzo dei materiali tradizionali, che ne esaltano luminosità e pregio. I materiali impiegati per la realizzazione di questi coltelli sono, per quanto riguarda le lame, gli acciai al carbonio e quelli inossidabili; per i manici si utilizza il corno di montone o muflone, legni pregiati, con fornimenti in ottone, alpacca e altri metalli preziosi.

Illustrazione o foto di coltelli tradizionali sardi, in particolare Sa Lussurgesa

Cenni Storici e Patrimonio Archeologico

Il territorio di Santu Lussurgiu è frequentato sin da epoche prenuragiche, come testimoniano le domus de janas e alcuni dolmen. Numerosi sono i nuraghi, alcuni in buono stato di conservazione, così come le tombe dei giganti e alcuni pozzi sacri. Il passaggio dei Romani è attestato anche da resti di terme. In seguito, Santu Lussurgiu vede l’arrivo del Cristianesimo, che si sovrappone ai culti pagani grazie a San Lussorio, che qui predica ed erige una piccola chiesa, per poi morire martire a Fordongianus.

La fondazione di San Leonardo de Siete Fuentes, risalente al XII secolo, è antecedente a quella di Santu Lussurgiu. Quando, intorno alla chiesa di San Leonardo, è nato un insediamento stabile, nel sito dove oggi sorge la chiesa della Santa Croce era presente solo una piccola chiesa con le reliquie di San Lussorio. L’abitato nasce in seguito, attorno a questa piccola chiesa, e fa parte del Giudicato del Logudoro fino al 1259, poi del Giudicato di Arborea nella curatoria del Montiverru. Nel 1410, a seguito della battaglia di Sanluri, il territorio perde la sua indipendenza e cade sotto il controllo degli Aragonesi.

Nel 1417 il paese viene incorporato nella Baronia di Montiferro, data in feudo da Alfonso V il Magnanimo, Re d’Aragona, a Guglielmo de Montagnana. Alla fine del Quattrocento passa per Santu Lussurgiu il beato Bernardino da Feltre, che fonda la chiesa di Santa Maria degli Angeli e il Convento dei Frati Minori Osservanti. Nel 1839, con la soppressione del sistema feudale, il paese viene riscattato agli Amat di San Filippo, ultimi feudatari, divenendo un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio Comunale.

Dagli inizi del 1900 Santu Lussurgiu segue le vicende storiche degli altri paesi del Montiferru, facendo parte della Provincia di Cagliari e divenendo capoluogo di mandamento insieme a Bonarcado. Nel 1906 Antonio Gramsci frequenta il Ginnasio Comunale, del quale non è però molto soddisfatto, tanto da descriverlo come "Un piccolo ginnasio in cui tre sedicenti professori sbrigavano, con molta faccia tosta, tutto l’insegnamento delle cinque classi". Nel 1974, dopo la creazione della Provincia di Oristano, il Comune di Santu Lussurgiu viene trasferito dalla Provincia di Cagliari, alla quale precedentemente apparteneva, a quella di Oristano.

Rappresentazione storica di un nuraghe o dolmen in Sardegna

Personalità Legate a Santu Lussurgiu

Tra i personaggi nati a Santu Lussurgiu vanno citati il politico Francesco Maria Barracu e, nel dopoguerra, il bandito Salvatore Fais.

Francesco Maria Barracu

A Santu Lussurgiu nasce, nel 1885, Francesco Maria Barracu, che nel 1921 si iscrive al Partito Nazionale Fascista e ottiene diversi incarichi, tra cui quello di presidente del Fascio della Sardegna. Partecipa alle operazioni militari durante la guerra d’Etiopia, perdendo un occhio a seguito delle ferite ricevute, e riceve la medaglia d’oro. Dopo l’8 settembre del 1943, segue Benito Mussolini e partecipa alla fondazione della Repubblica Sociale Italiana. Nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ha un notevole ruolo sul trasferimento al nord dei funzionari dei ministeri e nell’organizzazione dell’amministrazione Repubblicana. Tenta anche, ma senza successo, di annettere la Sardegna al governo di Salò, poi costituisce una legione di militi sardi nota come Battaglione Volontari di Sardegna Giovanni Maria Angioy. Il 25 aprile 1945 segue Mussolini nella sua fuga verso il lago di Como, ma viene preso prigioniero a Dongo dai partigiani, che tre giorni dopo lo fucilano. Prima dell’esecuzione, chiede inutilmente, essendo una medaglia d’oro, di essere fucilato al petto. Viene fucilato alle spalle e ne viene esposta la salma in Piazzale Loreto.

Salvatore Fais (Speedy Gonzales)

A Santu Lussurgiu nasce, nel 1956, Salvatore Fais, detto Speedy Gonzales. Viene condannato nel dicembre del 1982 a 29 anni di carcere per essere uno degli autori del sequestro nel 1978 del commerciante sassarese Pupo Troffa, e per il sequestro nel 1979 dei due fratelli torinesi Marina e Giorgio Casana. L’11 agosto 1984 evade dal carcere di Oristano e si dà alla latitanza. Gli inquirenti ritengono che sia il capo della banda che nel 1985 sequestra Tonino Caggiari, piccolo imprenditore di Oliena, per la cui liberazione avviene, il giorno successivo, un tremendo scontro a fuoco durato sei ore con agenti di polizia, carabinieri, volontari civili, presso Osposidda, in territorio di Orgosolo. In questo conflitto rimangono uccisi i latitanti Giovanni Corraine, Giuseppe Mesina e Nicolò Floris, tutti di Orgosolo, e viene ucciso anche lui, Salvatore Fais, oltre al poliziotto Vincenzo Marongiu, di Mogoro. Questo conflitto a fuoco viene ricordato come la battaglia di Osposidda. I cadaveri dei banditi verranno trasportati su camion scortati dalla polizia a sirene spiegate, il che causerà accese polemiche, perché molti interpreteranno il fatto come un’ostentazione dei cadaveri alla stregua di trofei di caccia, dato che il trasporto per le vie del paese si usa nella caccia al cinghiale, e l’evento ispirerà la canzone Osposidda del cantautore Piero Marras, nella quale si canta "Sonende bos passizan finas'in S’istradone omines assimizan a peddes de sirbone", ossia "al suono di clacson vi esibiscono per la strada: assimilano uomini a pelli di cinghiale".

Il Patrimonio Religioso e le Tradizioni Festivarie

Santu Lussurgiu vanta un ricco patrimonio di tradizioni religiose e culturali, con chiese storiche e festività che animano il paese durante tutto l'anno.

La Chiesa di Santa Maria degli Angeli

La Chiesa di S.Maria degli Angeli, in stile gotico-aragonese, sorse nel 1473 per volere dei frati minori osservanti e del Beato Bernardino da Feltre, che vennero a Santu Lussurgiu nel 1420. La chiesa è stata recentemente restaurata e ha al suo interno una preziosa statua del 1500 della Madonna degli Angeli col Bambino e un altare in legno policromo nelle cui nicchie si possono apprezzare le statue della Madonna, di S. Diego e di S. Pasquale. Il Convento, purtroppo, fu demolito nel periodo fascista (1935) per dar luogo alla costruzione delle scuole elementari.

Foto della facciata della Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Santu Lussurgiu

Feste e Sagre Tradizionali

A Santu Lussurgiu è attiva l’Associazione di Tradizione e Cultura Popolare Ammentos Lussurzesos, che si esibisce nelle feste che si svolgono nel Comune e in altre località, e nelle cui esibizioni è possibile ammirare il costume tradizionale di Santu Lussurgiu. In molte sagre a Santu Lussurgiu si svolgono esibizioni equestri, che in Sardegna risalgono ai secoli scorsi, quando i giudici di Arborea prima, e i viceré spagnoli dopo, avevano impiantato e favorito l’allevamento dei cavalli, tanto da ottenere razze speciali per le corse.

Accanto ai riti Cristiani si ripetono usanze e tradizioni che portano le tracce dell’antico retaggio pagano, soprattutto le Ardie, delle quali Santu Lussurgiu ne conserva ancora due: quella organizzata a fine giugno o inizio luglio dalla Pia Società del Sacro Cuore di Gesù, e il 21 agosto quella organizzata dalla Pia Società di San Lussorio; in passato erano molto più numerose. A Santu Lussurgiu l’abbigliamento dei cavalieri è costituito da un costume formato da Su cappottinu ’e fresi (un Giubotto d’orbace), Su zippone (una giacca che sagoma il busto fino alla vita), Su cossu ’e pedde ’e ittellu (ossia il corsetto di pelle di vitello), e la camicia bianca.

Tra le principali feste e sagre che si svolgono a Santu Lussurgiu citiamo:

  • Nei primi mesi dell’anno, generalmente una settimana prima del carnevale: la manifestazione Cantigos'in Carrela, esibizioni canore lungo le vie del paese e il corteo seguito da due asinelli che trasporteranno le botticelle dalle quali viene spillato il buon vino.
  • Il Carnevale con la Sa Carrela ’e Nanti, corsa a cavallo su una strada sterrata del centro.
  • I riti della Settimana Santa, Sa Chida Santa, con la rievocazione tradizionale della passione di Cristo nella settimana che precede la Pasqua.
  • La prima domenica di giugno: la Festa di San Leonardo de Siete Fuentes, nella località omonima, in concomitanza con la quale si svolge la manifestazione Cavalli in fiera, che è la fiera regionale del cavallo.
  • A fine giugno: la Sagra de Su Casizolu, in località San Leonardo de Siete Fuentes.
  • A fine giugno o nei primi giorni di luglio: l’Ardia de Coro ’e Zesusu.
  • Il 21 agosto: la Festa patronale di San Lussorio, con l’Ardia de Santu Lussurzu in onore del patrono.
  • Nel periodo di Natale: la manifestazione Artes e Sabores.

Di particolare interesse storico e culturale sono le Confraternite legate al culto religioso che si attua con i riti della Settimana Santa, e attraverso esse si è tramandato il Canto a cuncordu di carattere laico e religioso.

Santu Lussurgiu - Camper 29/06/2022

tags: #mail #parrocchia #san #pietro #apostolo #santu