Il 5 settembre la Chiesa fa memoria di una santa che con la sua umiltà, ma soprattutto con fede e forza, ha minato le basi dei palazzi dei ricchi benpensanti, mettendo in evidenza il bisogno di non chiudere gli occhi davanti alla povertà e alla miseria dilagante del suo tempo. Questa santa è una suora, piccola di statura ma un gigante della fede: Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, conosciuta nel mondo come Madre Teresa di Calcutta.

Le origini e il cammino verso la missione
Nata il 26 agosto 1910 a Skopje da una famiglia benestante, all'età di otto anni perse il padre e la sua famiglia si trovò in gravi difficoltà finanziarie. A 18 anni decise di prendere i voti, entrando come aspirante nelle Suore di Loreto (Dame Inglesi). Nel 1929 fu inviata in Irlanda per il noviziato e nel 1931, assunto il nome di Maria Teresa ispirandosi a Santa Teresa di Lisieux, partì per l'India.
A Calcutta divenne insegnante presso il collegio cattolico di Saint Mary's High School, distinguendosi per le sue capacità organizzative. Tuttavia, l'incontro con la povertà drammatica della periferia di Calcutta la spinse a una profonda riflessione interiore. Nel 1948 ottenne dal Vaticano l'autorizzazione a vivere da sola in periferia per dedicarsi ai bisognosi, fondando nel 1950 la congregazione delle Missionarie della Carità.
Il servizio ai poveri: "I thirst"
Madre Teresa aveva educato le sue suore a cercare e servire il Cristo nei poveri più poveri, senza distinzione di razza, colore o fede. Il tempo per la preghiera non doveva mancare mai, nonostante i mille impegni di una missione in prima linea. Lei stessa, che ebbe per cinquant’anni la prova del silenzio, non sentì mai la voce di Dio, ma si fidò ciecamente del suo istinto e del suo amore incondizionato.
Nelle sue cappelle aveva fatto porre un crocifisso con la frase: “I thirst” (Ho sete!). Questo desiderio profondo di dissetare Cristo attraverso il servizio ai sofferenti chiude ogni perplessità sulla sua santità. Come lei stessa affermava: “Ci sono due diversi tipi di povertà: quella materiale, dove la gente patisce la vera fame, e una fame d'amore molto profonda e grave”.

L'eredità spirituale e l'insegnamento sulla vita
Madre Teresa ha lasciato un grande insegnamento sulla dignità dell'esistenza umana. Per lei, la vita è un'opportunità da cogliere, una sfida da affrontare e un dono prezioso da difendere. Il suo impegno non si limitava all'assistenza materiale, ma cercava in ogni persona, dal lebbroso al senzatetto, il volto del fratello da salvare.
Principi guida della sua missione
- Preghiera e perdono: Il fondamento per ogni relazione umana e per il ministero.
- Servizio incondizionato: Non chiedere mai la carta d'identità o l'appartenenza religiosa di chi soffre.
- Umiltà: Essere come Maria, “vuota di sé” per poter essere piena di Dio.
- Fedeltà: Non ci viene chiesto di essere bravi, ma di essere fedeli.
Madre Teresa di Calcutta | Documentario COMPLETO
Riconoscimenti e memoria
Per i suoi nobili atti di umanità, nel 1979 ricevette il Premio Nobel per la Pace. Madre Teresa si è spenta il 5 settembre 1997 a Calcutta. Il 19 ottobre 2003 Giovanni Paolo II l'ha proclamata “beata”, mentre il 4 settembre 2016 è stata canonizzata da Papa Francesco.
| Data | Evento |
|---|---|
| 1910 | Nascita a Skopje |
| 1950 | Fondazione delle Missionarie della Carità |
| 1979 | Premio Nobel per la Pace |
| 1997 | Scomparsa a Calcutta |