Un'ampia operazione antimafia ha colpito duramente il clan di Tortorici, nell'area dei Nebrodi, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L'indagine ha portato a misure cautelari per 94 persone, con 48 arresti in carcere e 46 ai domiciliari, oltre al sequestro di 151 imprese e quasi duecento indagati complessivi. Questo procedimento, convenzionalmente definito “Nebrodi”, è il frutto di due diverse deleghe di indagini che la DDA di Messina ha affidato al G.I.C.O. e al R.O.S.

L'Organizzazione Mafiosa: Clan dei "Batanesi" e "Bontempo Scavo"
L'indagine delegata al R.O.S. ha consentito di ricostruire l'attuale assetto e operatività del clan dei "Batanesi", diretto da Sebastiano Bontempo (cl. ’69) e Sebastiano Bontempo (cl. ’48), e del gruppo mafioso operante nella zona di Tortorici e in gran parte del territorio della provincia di Messina, che include anche Sebastiano Conti Mica e Vincenzo Galati Giordano.
La Storia e le Attività del Clan
L'ultimo colpo ai danni del clan risale al 2008 con il blitz "Rinascita", che pose fine alla riorganizzazione della famiglia mafiosa dei Bontempo Scavo. Rosario Bontempo, detto “u vau”, riconosciuto leader dei Batanesi e reggente per i fratelli ergastolani Vincenzo e Cesare, continuava a imporre il pizzo agli imprenditori nebroidei. Accanto alle estorsioni, i tortoriciani nell’ultimo ventennio hanno continuato a gestire il fiorente mercato della droga.
Tra gli anni ’80 e i ’90, i tortoriciani misero a ferro e fuoco la vallata, dilaniandosi in una faida interna che vide il clan dei Bontempo Scavo contrapporsi a quello dei Galati Giordano. Questa faida fu acuita dall'alleanza delle due famiglie con le due frange che negli stessi anni si contendevano il potere tra Barcellona e Terme Vigliatore. Le vite spezzate dalla guerra tra i clan furono decine, con moltissime vittime incolpevoli, giovani e bambini uccisi per errore. Come Biagio Foti Belligambi e Sebastiano Montagno Bozzone, poco più che ventenni, freddati nel ’91 a Galati Mamertino. I sicari dei Bontempo Scavo dovevano uccidere il boss Galati Giordano, ma sbagliarono macchina. L’unico superstite, Giuseppe Arcodia Pignarello, dopo essersi finto morto e aver aspettato la fuga dei killer, raggiunse a piedi l’ospedaletto di Tortorici. Per quel duplice omicidio era stato condannato a 16 anni proprio il padre di Francesco Conti Mica, Sebastiano ”u bellocciu”. Stanchi dei morti, degli attentati e della morsa del pizzo richiesto da ormai due gruppi mafiosi locali, i commercianti di Capo d’Orlando diedero vita alle prime associazioni antiracket, esportando un modello che in questi anni sta dando frutti anche migliori in Campania.
Collegamenti e Alleanze Mafiosi
Le indagini hanno evidenziato come la mafia dei Nebrodi abbia uno stretto collegamento con la cosca Santapaola di Catania, con alcuni mandamenti di Cosa Nostra palermitana e sia proiettata su questa grande alleanza. Dalle investigazioni, rese particolarmente complesse dal contesto territoriale ostile ed ermetico, è emersa l’immagine di un’associazione mafiosa estremamente attiva, osservante delle regole e dei canoni dell’ortodossia mafiosa, in posizione egemone nell’area nebroidea della provincia di Messina ma capace, al tempo stesso, di rapportarsi - nel corso di riunioni tra gli affiliati - con le articolazioni territoriali mafiose di Catania, Enna e finanche del mandamento delle Madonie di Cosa Nostra palermitana.
La Gestione dal Carcere
Esemplari alcune delle frasi intercettate dai microfoni dei carabinieri, piazzati nella sala visite del carcere. Mostrano uno spaccato di come Francesco Conti Mica, nel 2011, malgrado l’arresto, continuasse a gestire tutto: dalla cassa comune agli approvvigionamenti di droga, passando per i traffici barcellonesi (sospesi per via del suo arresto) ai regolamenti di conti. In un’altra conversazione, Francesco Conti Mica parla con lo zio Antonio di problemi con un altro giovane di Tortorici, problemi da regolare facendo leva sul peso criminale della famiglia. Francesco Conti Mica è nipote e figlioccio di Rosario Bontempo, detto “u vau”. L'inchiesta ha inoltre rivelato che le direttive partivano dal carcere "colabrodo" di Gazzi, da dove uscivano pizzini ed entrava droga. Numerosissimi, poi, gli omissis posti alle conversazioni degli intercettati, a celare brandelli di quelle conversazioni.
Come le mafie controllano il mondo
I Dettagli dell'Operazione Nebrodi: Arresti e Sequestri
L’operazione "Nebrodi" condotta dalla DIA di Messina, scattata lo scorso 15 gennaio, ha smantellato i clan dei Bontempo-Scavo e dei Batanesi. Il G.I.P. presso il Tribunale di Messina ha emesso 94 misure cautelari (48 in carcere e 46 ai domiciliari) nei confronti di altrettanti indagati, accusati a vario titolo di aver truffato indebitamente l’Unione Europea per la percezione dei contributi e di concorso esterno in associazione mafiosa. L’indagine delegata al Ros e alla Guardia di Finanza ha permesso di disarticolare l’organizzazione mafiosa dedita soprattutto alle truffe nei confronti dell’UE attraverso i finanziamenti comunitari per l’agricoltura.
Le Misure Cautelari: Carcere e Domiciliari
Di seguito l’elenco dei primi nomi diffusi dal Comando dei Carabinieri di Messina tra i 94 arrestati nell’operazione "Nebrodi":
Elenco degli Arrestati in Carcere
- AGOSTINO NINONE PASQUALINO, nato a Naso (ME).
- BARBAGIOVANNI CALOGERO, nato a Catania, pregiudicato.
- BARBAGIOVANNI CARMELO, nato a Tortorici (ME), in atto detenuto per altra causa presso Casa Circondariale di Cuneo.
- BONTEMPO GINO, nato a Tortorici (ME).
- BONTEMPO GIUSEPPE, nato a Tortorici (ME).
- BONTEMPO SALVATORE, nato a Biancavilla (CT).
- BONTEMPO SEBASTIANO, nato a Tortorici (ME), inteso “U UAPPO”.
- BONTEMPO SEBASTIANO, nato a Tortorici (ME), inteso “U BIONDINO”.
- BONTEMPO SCAVO SEBASTIANO, nato a Tortorici (ME).
- CALA’ LESINA SALVATORE, nato a Tortorici (ME).
- CALCÒ LABRUZZO GINO, nato a Tortorici (ME).
- CAPUTO ANDREA, nato a S. Agata di Militello (ME).
- COCI DOMENICO, nato a Sant’Agata di Militello (ME).
- CONDIPODERO MARCHETTA GIUSEPPE, nato a Piraino (ME).
- CONTI MICA SAMUELE, nato a Sant’Agata di Militello (ME).
- CONTI MICA SEBASTIANO, nato a Tortorici (ME), inteso “U BELLOCCIU”.
- CONTI TAGUALI IVAN, nato a Messina.
- COSTANZO ZAMMATARO GIUSEPPE, nato a Tortorici (ME).
- COSTANZO ZAMMATARO GIUSEPPE, nato a Biancavilla (CT).
- COSTANZO ZAMMATARO GIUSEPPE, nato a Biancavilla (CT).
- COSTANZO ZAMMATARO SALVATORE, nato a Tortorici (ME), in atto detenuto per altra causa presso Casa Circondariale di Cuneo.
- COSTANZO ZAMMATARO SALVATORE, nato a Biancavilla (CT).
- DESTRO MIGNINO SANTO, nato a Sant’Agata di Militello (ME).
- DESTRO MIGNINO SEBASTIANO, nato a Tortorici (ME).
- GALATI GIORDANO VINCENZO, nato a Tortorici (ME).
- GALATI GIORDANO VINCENZO, detto Lupin, nato a Tortorici (ME), in atto detenuto per altra causa presso Casa Circondariale di San Gimignano.
- HILA ALFRED, nato a Shkoder (Albania).
- MARINO AGOSTINO ANTONINO, nato a Tortorici (ME).
- MARINO ROSARIO, nato a Messina.
- MARINO GAMMAZZA GIUSEPPE, nato a Tortorici (ME).
- PROTOPAPA FRANCESCO, nato a Sant’Agata di Militello (ME).
- SCINARDO TENGHI GIUSEPPE, nato a Gross-Umstadt (Germania).
- TALAMO MIRKO, nato a Catania.
- VALERIO LABIA GIUSEPPE, nato a Patti (ME).
- Armeli Moccia Giuseppe
- Armeli Moccia Rita
- Coci Sebastiano
- Crascì Katia
- Crascì Sebastiano
- Craxì Sebastiano
- Faranda Aurelio Salvatore
- Faranda Davide
- Faranda Emanuele Antonino
- Faranda Gaetano
- Faranda Gianluca
- Faranda Massimo Giuseppe
- Faranda Rosa Maria
- Vecchio Giovanni
Elenco degli Arrestati ai Domiciliari
- BONTEMPO ALESSIO, nato a Sant’Agata di Militello (ME).
- BONTEMPO LUCREZIA, nata a Patti (ME).
- BONTEMPO GIOVANNI, nato ad Adrano (CT).
- BONTEMPO GIUSEPPE, nato a Sant’Agata di Militello (ME).
- CALA’ CAMPANA SEBASTIANA, nata a Tortorici (ME).
- CERAULO VINCENZO, nato a Randazzo (CT), consigliere comunale del Comune di Randazzo.
- COCI JESSICA, nata a Sant’Agata di Militello (ME).
- COSTANZO ZAMMATARO CLAUDIA, nata a S. Agata di Militello (ME).
- COSTANZO ZAMMATARO LORETTA, nata a Tortorici (ME).
- COSTANZO ZAMMATARO VALENTINA, nata a Tortorici (ME).
- COSTANZO ZAMMATARO ROMINA, nata a Tortorici (ME).
- GALATI PRICCHIA DANIELE, nato a Messina.
- SCIUTO ALESSANDRA, nata a Catania.
Le Imprese Sequestrate
Nel corso dell'operazione, sono state sequestrate numerose imprese, tra cui:
- Tortorici: La Perla Calatina, Balchino, Tempesta srl, La Contessa sarls, La Stella, la ditta individuale Faranda Emanuele Antonino, azienda agricola Conti Pasquarello Giusy, Rosa sarls, Il Gabbiano, Birba coop, ditta individuale Lupica Spagnolo Rosa Maria, Pascolo Calatino, La Speranza, La Risorsa, società Lupica Spagnolo Francesca, azienda agricola Spagnolo Angelica Giusy, Terra e Sole, Le Quattro Stelle, Siria, ditta individuale Andrea Favazzo, Mercurio società agricola, ditte individuali Conti Pasquarello Giuseppe, Mirici Cappa Giuseppe, Favazzi Carmelina, Armeli Moccia Rita, Montemagno Emanuele, Coci Domenico, Bontempo Scavo Emilia e Dolcemaschio Mirko Sebastiano, Armeli Moccia Giuseppe, Altobrando, Natura Verde, Azienda Agricola Oricense, Allevamento Crascì, Allevamento Alba, Allevamento Nebro Faranda, La Licra, società SC srl, società coop Craxi, D.I. Craxi Sebastiano, La Primula, Aurora, La Rosa, Nocciola D’Oro, La Galassia scarl, Crascì Sebastiano, Pruiti Elena, CS srl, L’Altra Terra, AMCL, Sa.Sha, La Vallata, La Fenicia, L’Airone, La Prateria, Lula, ditta individuale Faranda Antonino, Faranda Antonino Mattia, D.I Coci Vincenzo, Zootecnica, Campi Verdi.
- Grammichele: Di Stefano Maurizio ditta individuale, Felice Maria, Cusumano Concetta.
- Pedara: ditta individuale Visconte Antonina.
Il Ruolo dei "Colletti Bianchi" e le Truffe all'UE
La percezione fraudolenta delle somme è stata possibile grazie all’apporto compiacente di "colletti bianchi" identificati dalle indagini: ex collaboratori dell’Ag.E.A., un notaio e numerosi responsabili dei centri C.A.A. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, reati previsti e puniti dagli artt. 416 bis e 416 ter del Codice Penale.

Sviluppi Successivi: Revisioni e Scarcerazioni
Decisioni del Tribunale del Riesame
Il Tribunale del Riesame di Messina ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare e, quindi, rimesso in libertà 20 indagati. Tra questi figurano: Danilo Rizzo Scaccia; Giuseppe Valerio Labia; Giuseppe Villeggiante; Giuseppe Ferrera; Innocenzo Floridia; Salvatore Dell’Albani; Andrea Caputo; Sebastiano Bontempo Scavo; Massimo Pirriatore; Antonino Marino Agostino; Samuele Conti Mica; Salvatore Armeli Moccia; Carmelo Barbagiovanni; Lucrezia Bontempo; Giovanni Bontempo (classe 1991); Vincenzo Galati Giordano (classe 1958); Salvatore Costanzo Zammataro (classe 1985); Claudia Costanzo Zammataro; Romina Costanzo Zammataro. Il TdR ha inoltre modificato il provvedimento restrittivo nei confronti di: Giuseppe Costanzo Zammataro (classe 1950), Mirko Talamo e Katia Crascì, che passano dagli arresti in carcere ai domiciliari.
Altre Scarcerazioni dopo gli Interrogatori di Garanzia
Nei giorni scorsi, al termine degli interrogatori di garanzia, il GIP Mastroeni aveva rimesso in libertà, essendo venute meno le esigenze cautelari pur permanendo l’impianto accusatorio, il sindaco di Tortorici Emanuele Galati Sardo (prima sospeso dalla prefettura e poi reintegrato anche nella carica), Alessio Bontempo ed Elena Pruiti. Erano tornati liberi, su decisione del GIP di Messina Salvatore Mastroeni, altri due indagati di Tortorici: Rosa Maria Faranda, alla quale è stata revocata la custodia cautelare, e Barbara Crascì, che si trovava ai domiciliari. Altri cinque indagati sono tornati in libertà pochi giorni dopo l’operazione: Carmelino Zingales, di Caprileone (al quale è stato applicato un obbligo), operatore di un Centro di assistenza agricola, come Massimo Costantini, di Messina; Antonia Strangio, originaria di Locri (operatrice del Caa Unic di Tortorici); Marinella Di Marco (operatrice del Caa Acli di Cesarò) e Angelica Giusy Spasaro, tutti arrestati ai domiciliari e poi rilasciati. Successivamente sono sopraggiunte altre tre scarcerazioni: Giusy Conti Pasquarello, di Tortorici (obbligo di firma), Roberta Linares e Giovanni Vecchio.
Arresti Separati: Coltivazione di Cannabis a Capri Leone
In un’attività investigativa distinta, i carabinieri, a conclusione di prolungati ed insistenti servizi di osservazione, pedinamento e controllo, hanno localizzato in una zona rurale di Capri Leone, ben occultata dalla fitta vegetazione, una vasta piantagione di cannabis indica composta da circa 80 piante in avanzato stato vegetativo, molte delle quali alte circa due metri e mezzo. L’articolata attività investigativa protrattasi per diversi giorni ha consentito di individuare i responsabili, identificati nel 28enne Rosario Galati Massaro e nel 39enne Saro Conti Mica, entrambi residenti nel comune di Tortorici (ME). I due sono stati sorpresi ad irrigare la piantagione. Già da tempo i militari dell’Arma avevano rilevato anomali movimenti di soggetti che improvvisamente si dileguavano nel nulla inerpicandosi nelle campagne circostanti la località Cammà del Comune di Capri Leone. Sui luoghi i due giovani avevano installato un sistema di irrigazione accurato, composto da un reticolo di tubi che permetteva di dare la giusta dose di acqua alle piante, nutrite anche con concimi per aumentare la resa nella crescita. La droga ricavata, immessa sul mercato, avrebbe fruttato diverse decine di migliaia di euro di guadagno. Questa attività si inquadra nell’ambito dei servizi predisposti dalla Compagnia Carabinieri di S. Agata di Militello.
