Il nome completo della celebre cantante e attrice statunitense di origine italiana è Madonna Louise Veronica Ciccone. Nata a Bay City, Michigan, il 16 agosto 1958, Madonna è la terza di sei fratelli. Il padre, Silvio Ciccone, è di origine abruzzese, proveniente da Pacentro (AQ), mentre la madre, Madonna Louise Fortin, era canadese. Purtroppo, Madonna perse la mamma a causa di un tumore al seno quando aveva solo 5 o 6 anni. In seguito, il padre decise di risposarsi.
Le Origini e i Primi Passi nel Mondo Artistico
Fin da piccola, le doti di Madonna non tardarono a emergere, soprattutto nella danza e nel canto, tanto da prendere subito lezioni di ballo. Istruita in scuole cattoliche, dopo il diploma decise di lasciare gli studi e recarsi a New York nel 1977 per intraprendere la carriera di ballerina e cantante.
Cominciò la sua avventura nella Grande Mela con appena 37 dollari in tasca. Per sopravvivere, si adattò a compiere vari lavori, tra i quali quello di modella per studenti di pittura e fotografi. Alla fine degli anni Settanta, si trasferì a New York per lavorare nella compagnia di danza di Alvin Ailey, in cui riuscì a entrare dopo una serie di audizioni. Nel frattempo, arrotondava lo stipendio lavorando come commessa in un fast food. A New York conobbe il suo primo fidanzato, Dan Gilroy, che le insegnò a suonare la chitarra e, soprattutto, la batteria. Da questa unione, che divenne principalmente artistica, vennero fuori diverse canzoni, ma il duo non riuscì a sbarcare il lunario. Per questo motivo, Madonna si fece fotografare nuda per riviste maschili e girò qualche b-movie come A Certain Sacrifice (1983).
L'Ascesa Musicale e l'Impatto Culturale
Nel 1982, Madonna ottenne il suo primo contratto discografico con la Sire Record. Con la collaborazione del DJ Mark Kamins, produsse il suo primo singolo "Everybody" con un notevole successo, seguito da "Burning Up/Physical Attraction", ma specialmente "Holiday" e "Lucky Star", che imposero il suo nome negli ambienti dance dell'America intera e crearono il suo primo album di esordio: "Madonna".
La "missione popstar" partì a New York, dove Veronica Louise si trasferì per lavorare in una compagnia di danza. Entrò nell'entourage di Patrick Hernandez, l'autore di "Born To Be Alive". Dopo una breve permanenza a Parigi, formò con il suo boyfriend Dan Gilroy il duo di dance Breakfast Club, del quale fu prima batterista e poi cantante. Poi, con l'altro ex-fidanzato e amico di college Stephen Bray, formò gli Emmy, iniziando a lavorare a una serie di brani da discoteca. Alcune di queste canzoni vennero programmate al Danceteria di New York dal disc-jockey Mark Kamins, che produsse "Everybody", primo singolo a nome Madonna. Grazie a un contratto con la Sire Records, anche il successivo, contagioso singolo funky "Burning Up/ Physical Attraction" spopolò negli ambienti dance. Nel giugno 1983, il DJ John "Jellybean" Benitez, nuovo compagno della cantante, scrisse per lei "Holiday", inno dance intriso di genuina freschezza e vitalità. Il successo fu bissato dall'altrettanto trascinante "Lucky Star" e dal midtempo "Borderline", che svelò la sua miglior performance vocale del periodo. Tutti questi brani, più alcuni non meno intriganti inediti, vennero raccolti nell'album d'esordio, intitolato semplicemente Madonna (1983).

Gli Anni '80: La Consacrazione e la Nascita di un Fenomeno
Si affermò negli anni Ottanta come una delle più acclamate popstar e, più che un personaggio, creò un fenomeno in grado di investire ogni angolo della terra, diventando più che una donna un evento mediatico e più che una cantante una forza della natura. Con Like a Virgin (1984) riuscì ad avere un impatto formidabile con il pubblico mondiale e diede origine a un folto numero di fan che la innalzarono come la "Nuova Marilyn Monroe". Quest'album conteneva anche l'altro famosissimo "Material Girl", che da quel momento divenne il soprannome di Madonna. Fu il lavoro discografico che maggiormente la caratterizzò, il punto di inizio per la creazione di un proprio stile e dell’immagine di grande sensualità che la cantante avrebbe dato di sé d’ora in avanti.
In cabina di regia per Like a Virgin, salì Nile Rodgers, ex-Chic. La produzione si fece più ricca e sofisticata, così come gli arrangiamenti. Madonna interpretò "Like A Virgin" uscendo da una torta in abiti da sposa e dimenandosi oltraggiosa, con una vistosa cintura griffata dalla scritta "Boy Toy" durante una cerimonia di premiazione di MTV. Il relativo videoclip, girato a Venezia, e la copertina dell'album, che la immortalava sposa sexy tra pizzi e merletti, contribuirono ad alimentare il mito. L'album è un luccicante caleidoscopio dance, che aggiornava i canoni della disco-music al tempo del pop levigato e delle superproduzioni degli anni '80.
L'impero della "material girl" conobbe un successo planetario e debordante. Per il suo primo tour, si fece accompagnare da un combo di ebrei bianchi di nome Beastie Boys. Per due anni, ogni singolo di Madonna vendette milioni di copie e l'immagine della cantante e ballerina si consolidò ulteriormente. Nel 1985, emersero anche gli "scheletri dall'armadio": uscì il video soft-porno girato nel 1979, mentre Playboy e Penthouse si scatenavano alla caccia di foto compromettenti risalenti al 1977. Lungi dallo scalfire la sua immagine, gli scandaletti a luci rosse ne alimentarono il magnetismo. Madonna divenne una formidabile icona gay e lesbica, mentre adolescenti "madonnare", addobbate con pizzi, merletti e crocifissi, proliferarono in ogni angolo del globo.
Maestra dei camaleontici cambiamenti di look, divenne un sex symbol e fece della provocazione il suo marchio di fabbrica, mietendo successi discografici grazie a "Papa don't preach", "True Blue" e "La isla bonita". Con True Blue (1986), prodotto con Patrick Leonard e Stephen Bray, si puntò su una maggior varietà di stili e arrangiamenti, convergenti verso un pop "middle-eighties". Tra i brani, "Papa Don't Preach" era un bozzetto di provincia su una ragazza incinta che non voleva abortire, e "La Isla Bonita" mescolava sonorità e ritmi latinoamericani. I testi dimostrarono una maturazione del personaggio Madonna, da ruvida punkette di periferia a diva turbata e controversa, con un look che abbandonava pizzi e merletti per capelli più corti biondo platino, jeans e magliette casual.
Turbata da problemi familiari che avrebbero portato al divorzio da Sean Penn, Madonna tornò in studio per incidere Like A Prayer (1989), altra tappa della sua emancipazione. Il singolo omonimo, un vibrante rock-soul con coro gospel finale, fece scandalo nella sua versione video. Il disco conteneva anche spensierate ballate pop ("Cherish") e scosse di adrenalina funky ("Keep It Together", "Express Yourself" e "Love Song", scritta e interpretata con Prince). I testi si fecero più meditati e intimisti, con diversi risvolti autobiografici: i tormentati rapporti col padre ("Oh Father"), il trauma della madre morta quando aveva solo 6 anni ("Promise To Try"), alla quale fu dedicato l’intero album, e il suo burrascoso divorzio con Penn ("Till Death Do Us Part").
Prima di diventare MADONNA: la fame, il dolore, la ribellione - PARTE 1
La Carriera Discografica: Dagli Anni '90 al Nuovo Millennio
Tra i suoi album più importanti si ricordano:
- Like a Virgin (1984)
- True Blue (1986)
- Like a Prayer (1989)
- Erotica (1992)
- Bedtime Stories (1994)
- Something to Remember (1995)
- Ray of Light (1998)
- Music (2000)
- American Life (2003)
- Confessions on a Dance Floor (2005)
- Hard Candy (2008)
- MDNA (2012)
- Rebel Heart (2015)
- Madame X (2019)
L'Avventura Cinematografica
Madonna ha tentato anche la carriera d'attrice, ottenendo il primo ruolo di rilievo come attrice cinematografica con Desperately Seeking Susan (Cercasi Susan disperatamente, 1985) di Susan Seidelman, che lanciò Patricia Arquette e Aidan Quinn, ma non Madonna, che fu stroncata dalla critica. In precedenza, aveva avuto un piccolo ruolo di una cantante da pub nel film romantico Crazy for You (1985). Il successo di Desperately Seeking Susan fu seguito da Shanghai Surprise (1986) e Who's That Girl? (1987), che furono però dei flop.
Trasgressiva e risoluta, nei decenni successivi ha valorizzato le proprie qualità interpretative in film come:
- Dick Tracy (1990)
- Shadows and Fog (Ombre e nebbia, 1992)
- A League of Their Own (Ragazze vincenti, 1992)
- Dangerous Game (Occhi di serpente, 1993)
- Evita (1996), per il quale ha ricevuto ampi elogi
- The Next Best Thing (Sai che c'è di nuovo?, 2000), per il quale ha inciso "American Pie"
- Swept Away (Travolti dal destino, 2002)
Il film che fu naturalmente un flop, per la sceneggiatura non certo perfetta e la recitazione all'acqua di rose, tenne lontana Madonna dai set cinematografici per un bel po', preferendo, ai grandi ruoli da protagonista, piccoli camei come quello della maestra d'armi in 007 - La morte può attendere (2002) di Lee Tamahori e in Le valigie di Tulse Luper - La storia di Moab (2003) di Peter Greenaway. Il suo decimo film da protagonista, Travolti dal destino (2002), diretto dal marito Guy Ritchie nel remake del film della Wertmuller, deluse tutti. Il destino di Madonna sembrava essere quello di non sfondare come attrice.
Su di lei è stato realizzato il film biografico Madonna. Truth or Dare (A letto con Madonna, 1991), di Alek Keshishian, che descriveva l'estenuante tour mondiale del Novanta della cantante e che fu accompagnato dall'uscita del provocatorio libro fotografico "Sex".
Regia Cinematografica
Più recentemente, Madonna si è cimentata nella regia con due pellicole molto diverse tra loro:
- Filth and Wisdom (Sacro e profano, 2008), una commedia gypsy-punk che racconta il tentativo di sfondare nel mondo artistico di due giovani ragazzi.
- W.E. (W.E. - Edward e Wallis, 2011), storia tra leggenda e verità della gentildonna americana Wallis Simpson, di cui si innamorò Edoardo VIII d'Inghilterra.
L'Immagine e le Controversie
Madonna è stata una popstar mutante e cannibale, multiforme e postmoderna, capace di lanciare le mode ma anche cavalcarle con astuzia, farsi icona e feticcio e al contempo ridicolizzare gli istinti più dozzinali di un pubblico assetato di idoli da adorare e sacrificare sull'altare della stardom. Fingendosi oggetto sessuale e facile preda, ha di fatto sottomesso sempre tutti, dai discografici ai suoi fan. Una spregiudicata dominatrice, insomma, come la "Mistress Dita" di "Erotica", ma in versione manager: guanto di velluto e pugno di ferro. Una diva viziosa e irriverente, capace di farsi beffe tanto dei cliché femministi tradizionalmente associati alle rockeuse quanto dei dogmi di quell'impenitente circo maschilista che è da sempre il music business.

Impossibile, per un personaggio simile, non attirarsi, oltre alla venerazione dei fan, il livore sempiterno di quanti non avrebbero mai accettato un simile ribaltamento di prospettiva o, più banalmente, non sarebbero mai riusciti a vedere oltre la cortina fumogena della "material girl". Eroina dell'era post-punk e post-disco, Madonna ha fatto della promiscuità e degli eccessi sessuali la sua strada maestra, mescolando sacro e profano in modo animalesco, spregiudicato e opportunista. Ha dimostrato una straordinaria lucidità nel comprendere come il suo riflesso nello specchio potesse diventare persino più importante di lei stessa. Madonna si è presentata nei panni di un'artista più matura e riflessiva, ma talvolta ha smarrito la travolgente verve naif dei dischi precedenti, affogando in una serietà eccessiva.