Maria di Nazaret, la madre di Gesù, è una figura di centrale importanza nel cristianesimo e riveste un ruolo significativo anche in altre tradizioni religiose. La sua figura è stata oggetto di profonda riflessione teologica, venerazione popolare e ispirazione artistica nel corso dei secoli.

Maria nelle Fonti Storiche e Bibliche
Le testimonianze evangeliche
Le fonti evangeliche ed extracristiane sono concordi sul fatto che accanto a Gesù c'era una madre, una figura ricordata; quando si cita questo rabbi si ricorda che era seguito da donne, tra cui sua madre. Maria gioca un ruolo minore nella Bibbia e le Sacre Scritture danno solo vaghe informazioni al riguardo.
Tra i vangeli sinottici, quello che presenta in maniera più diffusa la figura di Maria è il Vangelo secondo Luca. Vi si racconta che viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall'arcangelo Gabriele l'annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio rimanendo vergine (Lc 1,26-38). Lo stesso Vangelo racconta la sua pronta partenza per Ayn Karin, per aiutare la cugina Elisabetta, più anziana di lei e incinta di sei mesi. Da Elisabetta Maria è chiamata "la madre del mio Signore". Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì in un luogo disagiato suo figlio, al quale Giuseppe, seguendo le indicazioni dell'arcangelo Gabriele, impose il nome Gesù. Quando Gesù compì dodici anni, Maria e Giuseppe lo accompagnarono nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù e, preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Un'indicazione della sua posizione di rilievo è data dalle parole dell'angelo Gabriele in Luca 1:28-30: "E lui entrò da lei e le disse: Ave, favorito! Il Signore è con voi. Ma era costernata dalla parola e si chiedeva che tipo di saluto fosse. E l'angelo le disse: 'Non temere, Maria. Perché avete trovato il favore di Dio'."
Nel Vangelo secondo Giovanni, Maria è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell'Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino della nuova alleanza (Nozze di Cana). Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (At 1,14).
Il ruolo nei Vangeli Apocrifi e la Tradizione
Le informazioni contenute in alcuni vangeli apocrifi trovano conferma nella Tradizione della Chiesa. Altre fonti, molto meno attendibili, si concentrano sulla sua vita prima della nascita di Gesù. La vita di Maria è descritta in modo più dettagliato in scritti religiosi al di fuori della Bibbia, i cosiddetti Apocrifi. Questi non sono da intendersi come un resoconto, ma come un'interpretazione personale di un evento da parte del suo autore. Un esempio è il Protoevangelium di Giacomo del II secolo, che si riferisce ai Vangeli. In essa si legge, tra l'altro, che Maria è la figlia di Gioacchino e di sua moglie Anna. Il papiro Bodmer 5 è il più antico manoscritto del Protoevangelium del IV o III secolo dopo la nascita di Cristo.
L'importanza di Maria fu immediatamente riconosciuta dai primi cristiani, come testimoniano i graffiti sulle pareti della Santa Casa e altri testi dei Padri della Chiesa.
La questione della storicità e della verginità
Maria era una ragazzina ebrea palestinese di 14-15 anni che viveva in un villaggio insignificante della provincia della Galilea, Nazaret. Nei vangeli di Marco, Luca e Matteo, Maria non compare neppure sotto la croce, dove sostarono invece alcune altre donne. Secondo i vangeli, Gesù era fuori dagli schemi e faceva preoccupare i suoi parenti. Gesù stesso, quando torna a Nazareth, per predicare dice di non essere compreso né dai suoi concittadini né dai suoi familiari, e si intende con questo che anche Maria non lo capisse. Un altro episodio dei vangeli dimostra la povertà della Madonna che, quando con Giuseppe presenta Gesù al Tempio, a soli 40 giorni di età, fa sacrificare un paio di economiche tortore al posto dell'agnello di rito.
La questione della verginità di Maria alla nascita di Gesù è un atto di fede. Gli evangelisti Luca e Matteo, nel raccontare l'annuncio della resurrezione con il ruolo messianico di Gesù, intendevano affermare che Gesù doveva essere il Messia fin dalla nascita, con l'Annunciazione. Per i primi tre secoli, il grosso problema per i cristiani è stato Gesù: l'esperienza che avevano fatto. L'affermazione biblica che Maria era ancora vergine quando Gesù è nato è un mito, dovuto a un errore di traduzione. Nell'originale ebraico si chiamava ancora "giovane donna", solo attraverso la traduzione greca Maria è diventata "vergine". Tuttavia, la Chiesa cattolica ha elevato la verginità di Maria a dogma, a dottrina inalterabile.
Sviluppo Teologico e Dottrinale
Il Concilio di Efeso e la Theotokos
La storia della salvezza ha origine in Dio e termina in Dio. Dal punto di vista storico-teologico c'è un dibattito molto forte sul nodo centrale, iniziale, che è quello risolto al Concilio di Efeso (431 d.C.). La questione era se si dovesse dire "Madre di Gesù" e basta, o se si dovesse dire "Madre di Dio". Il Concilio di Efeso stabilisce il termine Theotokos (Madre di Dio) e lo mette come uno dei capisaldi, non solo teologici, ma anche liturgici. Questo significa che la festa della Madre di Dio ha lo stesso grado di importanza della festa di Pasqua e della memoria della nascita del Signore. Affermare "Madre di Dio" fu una risposta alla posizione sostenuta dai nestoriani, secondo i quali la Madonna non poteva essere definita “Madre di Dio”, ma solo “Madre di Cristo” (Christotokos), ossia della persona umana e non divina del Cristo. Con il Concilio di Efeso si stabilì che Maria era effettivamente la Madre di Dio poiché Cristo stesso era Dio: negandole il titolo di Madre del Signore si sarebbero scisse in modo troppo evidente la natura umana e quella divina del Salvatore, lasciando la figura di Gesù solamente come un uomo che aveva ricevuto un’“ispirazione” divina. Per i primi tre secoli la Chiesa pensò le questioni legate a Cristo, cercando il modo giusto di spiegare l'esperienza e trasmetterla ad altri, mantenendo l'esperienza stessa.

Il significato antignostico della figura di Maria
Il cristianesimo si fonda su due assi fondamentali. L'asse orizzontale, dalla creazione alla parusìa, rappresenta la storia della salvezza, che ha origine e termina in Dio. Questo asse afferma una differenza ontologica, una frattura e distanza tra Creatore e creatura, tra Dio e uomo, insuperabile per natura. La seconda verità fondamentale è l'asse verticale, che supera questa incommensurabilità per Grazia. Il punto d'incontro dei due assi è l'Incarnazione di Cristo. In Gesù, vero Dio e vero uomo, si supera questa impossibilità ontologica, e l'esito di un cristiano ben riuscito è diventare "figli nel Figlio", essere introdotti nella Trinità.
La figura di Maria ha una funzione fondamentalmente antignostica. La riflessione su Maria serve da contrappeso a un rischio nel raccontare la vicenda di Gesù, ponendo la struttura umana e il posto della creatura. Per un Vero Dio-Vero uomo ci vuole una madre vergine: due contraddizioni. Non è un problema di gnosi, ma un corpo che funziona in un altro modo e un tempo che funziona in un altro modo. Questo doppio schema ha nettamente, nell'insegnamento cristiano, una funzione antignostica. Per questo il Concilio Vaticano II afferma che: “Maria è icona del credente e della Chiesa”. È la parte umana in questa vicenda, nettamente in funzione non gnostica. La funzione antignostica attribuita a Maria serve ad accertare la storicità dell'incarnazione del Figlio.
I dogmi mariani nella Chiesa Cattolica
Nel corso dei secoli, la teologia cattolica ha sviluppato le definizioni, le concezioni, i dogmi e le corrette forme di venerazione della Vergine, basandosi sulla Bibbia, sulla Tradizione e sulle parole illuminanti di molti santi. Tra tutti i santi, Maria occupa una posizione di rilievo nella Chiesa cattolica. Lo dimostrano le quattro dichiarazioni vincolanti di fede in Maria, i cosiddetti Dogmi Mariani:
- Maria come Madre di Dio (Theotokos): Al Concilio di Efeso del 431 d.C. si decise che Maria non è solo la "Madre di Gesù", ma deve essere chiamata "Madre di Dio", perché nel Figlio la natura divina è unita alla natura umana.
- Maria come Vergine eterna (Aeiparthenos): Secondo l'insegnamento della Chiesa, Maria era vergine prima, durante e dopo la nascita di Gesù. Questo dogma si basa sulla fede in un atto di generazione che trasforma il corpo di una donna e le dà una comprensione di sé diversa.
- Immacolata Concezione: Con la caduta di Adamo ed Eva, il peccato originale è venuto nel mondo. Dio ha preservato Maria dal peccato originale fin dal suo concepimento. Questo dogma è stato definito nel 1854.
- Assunzione di Maria in cielo: Maria è stata assunta in cielo come essere umano con anima e corpo. Questo dogma è stato definito nel 1950.
Numerosi santi hanno scritto opere chiarificatrici riguardo alla Vergine: il beato Duns Scoto, San Bernardo di Chiaravalle, San Bonaventura da Bagnoregio, San Luigi Maria Grignion de Montfort, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e molti altri. Maria è presentata all'unanimità come la «Madre della misericordia», la «Speranza dei disperati», la «Regina dei miseri», la «Mediatrice di tutte le grazie», il «Refugium peccatorum» vivente. Sant'Alfonso Maria de' Liguori ha scritto: "Ma come potresti tu, Maria, ricusare di soccorrere i miseri, poiché sei la regina della misericordia? E chi mai sono i sudditi della misericordia, se non i miseri?"
Che cos'è un dogma? I dogmi mariani della Chiesa Cattolica
Il Culto e la Devozione Mariana
La devozione popolare e i santuari
Una forma di culto, venerazione, rispetto alla figura della madre di Gesù è molto antica nella comunità cristiana. C'è una penetrazione radicale della figura di Maria nella prassi liturgica, fino all'ottocento, quando dilaga la devozione popolare. La Madonna è il personaggio sacro più "visto" o "sentito" dalla gente comune, più di Dio e di Gesù. Con più di mille santuari solo in Italia, Maria è la figura di donna più popolare al mondo: non c'è oggi Paese che non abbia un istituto o un'associazione a lei dedicati.
Maria rappresenta l'interfaccia verso il cielo per i credenti. È importante distinguere che Maria non è mai adorata (culto riservato a Dio), ma solo venerata. Per un cristiano, Maria e gli altri santi sono "solo" ammirevoli modelli religiosi, ai quali si chiede aiuto e con i quali si ha un dialogo personale. Maria è "una di noi", conosce la vita umana con tutte le sue preoccupazioni e le sue necessità per esperienza personale. Questo la rende comprensiva.
Numerosi santuari mariani, piccoli e grandi, testimoniano il profondo attaccamento a Maria. I fedeli cercano rifugio con i loro piccoli e grandi dolori e, come una madre, si affidano alla sua gioia ma anche ai colpi del destino. I più grandi santuari mariani del mondo sono oggi a Guadalupe (Messico), Aparecida (Brasile), Lourdes (Francia), Fatima (Portogallo) e Czestochowa (Polonia), che accolgono ogni anno milioni di pellegrini.
Le apparizioni e il loro significato
Nella storia le apparizioni di Maria sono innumerevoli. La Chiesa riconosce ufficialmente solo le apparizioni di Lourdes e di Fatima ed è propensa ad accettare come veritiere le apparizioni di La Salette e di Guadalupe. Le apparizioni si moltiplicano in tutti i tempi in cui c'è un'incapacità di governo della Chiesa, come modo comprensibile di farsi coraggio quando ci si sente abbandonati. L'insegnamento della Chiesa rispetto a Lourdes è che sia diventato un luogo, una casa, un punto di riferimento per tutti coloro che soffrono e dove la sofferenza trova il suo spazio nella preghiera, nell'invocazione; un luogo dove avere il coraggio del desiderio della propria guarigione.
Un'apparizione può dire solo due cose: o le stesse cose che ha già detto Gesù oppure dice cose diverse, e allora non serve. La Madonna "appare" molto perché non incute quel fascino misto a paura del Dio che si manifesta e viene vissuta come materna, pietosa, protettiva: una regina della pace.
Le feste mariane
La Chiesa ha una ricca tradizione di feste e commemorazioni mariane, che riconoscono in Maria l'unica persona che ha accettato l'amore di Dio senza riserve. Alcune delle principali festività includono:
- La Madonna delle Grazie / Visitazione di Maria (2 luglio): Commemora la visita di Maria incinta a sua cugina Elisabetta, anch'essa incinta. Le parole di Elisabetta "Beata sei tu tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno" sono incluse nell'Ave Maria e nel Rosario.
- La Regalità di Maria Santissima (22 agosto): La festa di Maria Regina celebra la Madre di Dio come Regina del Cielo, degli Angeli e dei Santi, rappresentando il completamento della sua gloriosa accoglienza in cielo. Questo dogma è stato proclamato da Pio XII con la Lettera enciclica Ad Caeli Reginam.
- Festa del Santissimo nome di Maria (12 settembre): Resa obbligatoria da Papa Innocenzo XI per tutta la Chiesa dopo la vittoriosa fine dell'assedio di Vienna da parte dei turchi nel 1683.
- Festa Nazionale della Vergine dei Sette Dolori di Maria (15 settembre): La gente venera Maria come donna sofferente e compassionevole, raffigurata nella Mater Dolorosa, la madre che soffre.
- Immacolata Concezione (8 dicembre): Celebra la concezione di Maria senza peccato originale.
- Assunzione di Maria (15 agosto): Commemora l'assunzione di Maria in cielo con anima e corpo.
Maria nell'Arte e nell'Iconografia
Dalle radici pagane all'arte bizantina
L'iconografia di Maria Vergine, madre di Gesù (Madonna) è amplissima e solo in minima parte ispirata ai Vangeli. Esiste un'abbondante tradizione extrabiblica, che ha arricchito di molti particolari fantasiosi soprattutto le circostanze della sua nascita, infanzia e morte, per un bisogno della Chiesa di disporre di una figura materna come evidente oggetto di venerazione, già al centro di molte religioni antiche. L'immagine, per esempio, della Madre col Bambino era già in uso nelle religioni pagane, come la dea egiziaca Iside con in grembo il figlio Oro, e divenne molto popolare in Occidente, in era cristiana, attorno ai secoli VI e VII.
L'affermarsi del culto mariano fu in certa misura frenato dalla tradizionale ostilità della Chiesa primitiva verso le donne, giustificata come derivazione interpretativa dalla figura di Eva come tentatrice. Si dovette raggiungere un compromesso: molti luoghi dedicati alle divinità pagane femminili divennero santuari della Madonna. Papa Gregorio Magno riconobbe che "piuttosto che distruggere i santuari pagani è meglio trasformare gli stessi in chiese cristiane, è infatti impossibile mondare quegli animi rozzi dai loro errori in un colpo solo...".
Dopo la sentenza di eresia della dottrina nestoriana al Concilio di Efeso, si ebbe un proliferare di immagini della Madre con Bambino (Maria Mater Dei), spesso rappresentata maestosamente in trono come nel modello orientale bizantino. La Vergine, nella tradizione, indossa un manto e un velo azzurri, colore del cielo e simbolo della natura divina assunta successivamente (Regina Coeli), mentre la veste è rossa, colore che indica la sua sostanziale natura umana.
Evoluzione delle rappresentazioni nel tempo
Fu solo nel XII e nel XIII secolo, in quel periodo di fervore religioso che seguiva alle Crociate, che il culto della Vergine si diffuse ampiamente, come testimoniano, per esempio, le cattedrali gotiche francesi spesso dedicate alla Madonna (Notre-Dame). Nel XIV secolo la tipologia ieratica della Vergine col Bambino venne sostituita da altre più "umane", tra cui la Madonna dell'Umiltà, seduta sulla nuda terra, la Mater Amabilis, rappresentata in atteggiamento affettuoso nei confronti del Bambino o mentre lo allatta (Madonna del Latte).
Dal XV secolo in poi, si diffusero nuove immagini devozionali della Vergine, oltre a quelle che rientravano nel contesto narrativo della Vita di Maria. Le più diffuse sono:
- La Madonna della Misericordia, che accoglie i devoti sotto il suo ampio manto.
- La Mater Dolorosa, che piange il Figlio, col petto trafitto da sette spade che simboleggiano i sette dolori, o seduta con il corpo di Cristo morto sulle ginocchia (Pietà).
- L'Immacolata Concezione, immagine dogmatica e dottrinale promossa dai Gesuiti nel XVII secolo.
- La Madonna del Rosario, che aveva lo scopo di inculcare una specifica pratica devozionale.
Nel clima di fervore mistico generato dalla Controriforma, la Vergine, spesso con Bambino, appare come protagonista delle visioni di specifici santi, in particolare nell'arte italiana e spagnola a partire dalla fine del XVI secolo e per tutto il XVII.

Maria nelle Altre Tradizioni Religiose
Nel Cristianesimo Ortodosso
La Chiesa Ortodossa riconosce Maria con il termine di Theotokos (Colei che genera Dio), appellativo conferitole il 22 giugno 431 durante il concilio di Efeso. Negare a Maria il titolo di Madre di Dio avrebbe scisso la natura umana e divina del Salvatore. Maria è quindi spesso raffigurata con le lettere greche MP ΘY (Méter Theou, cioè Madre di Dio) sopra il capo. La gran parte dell'iconografia la vede con in braccio il bambino Gesù; poche eccezioni la vedono nella figura dell'orante, come le “Aghiosoritissa”, la “Blachernitissa” e la “Deisis”.
La Chiesa Ortodossa crede nella perpetua verginità di Maria (Aeiparthenos), confermata dalle tre stelle poste nelle icone sulla fronte e sulle spalle della Madonna a simboleggiare la verginità prima, durante e dopo il parto. Tuttavia, per la Chiesa Ortodossa non esistono i dogmi dell'Immacolata Concezione di Maria e della sua Assunzione in cielo in anima e corpo. Con l'Assunzione, per i cristiani orientali, si tenderebbe a sottrarre Maria dall'esperienza della dormitio (morte) e quindi all'esperienza salvifica della Resurrezione di Cristo, sebbene la dormitio sia festeggiata lo stesso giorno dell'Assunzione, il 15 agosto.
La presenza delle orazioni alla Mater Dei durante le liturgie ortodosse è comunque marcata. Il più celebre inno ortodosso a Maria è l'Akàthistos, che deve il suo nome al fatto che si ascolta e si recita in piedi. Composto tra la fine del V e l'inizio del VI secolo da un autore ignoto, celebra in 24 stanze Maria in chiave cristologica ed ecclesiale. Oltre che con i titoli di Theotokos e di Aeiparthenos, Maria viene definita "la Donna più santa e glorificata", "Immacolata" (achrantos in greco) e "Panagia" (Tutta-santa).
Nell'Islam
Maria assume un ruolo privilegiato anche nel Corano e, dunque nell'Islam. Essa è citata ben 34 volte e con il nome proprio Maryam, caso unico nel testo sacro dei musulmani. La Vergine è presentata come la figlia di 'Imrân (considerato il Gioachino della tradizione cristiana) e come una creatura eccezionale in quanto madre di Gesù, che viene sempre menzionato come Gesù, figlio di Maria. I musulmani la chiamano anche Sayyida, che vuol dire "Signora, Padrona" e corrisponde indicativamente al termine cristiano "Madonna".
L'Islam riconosce la nascita verginale di Gesù da Maria: "E quando gli angeli dissero a Maria: - O Maria! In verità Allah t’ha prescelta e t’ha purificata e t’ha eletta su tutte le donne del creato… O Maria, Iddio t’annunzia la buona novella di una Parola che viene da Lui, e il cui nome sarà il Cristo, Gesù, figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’altro e uno dei più vicini a Dio.-O mio Signore! - rispose Maria - Come avrò mai un figlio se non m’ha toccata alcun uomo?Rispose l’angelo: - Eppure Allah crea ciò ch’Egli vuole: allorché ha deciso una cosa non ha che da dire: “Sii!” ed essa è.” (Cor, III: 42, 45, 47). Gesù è quindi definito “Figlio di Maria” per non definirlo “Figlio di Dio”, in tal modo è negata l’incarnazione del Dio-Uomo cristiano.
Tuttavia, sono frequenti i passi in cui si tende a ribadire l'errore dei cristiani che le attribuiscono qualità soprannaturali. L'Islam, preoccupato di non associare ad Allah alcuna altra figura, non prevede gesti devozionali o attribuzioni di ruoli di intercessione o simili ad altri che non sia Dio, dunque neppure a Maria. Nonostante ciò, la devozione popolare, specialmente legata alla maternità di Maria, va oltre il dettato coranico e spesso uomini e soprattutto donne musulmane si recano a venerare la Vergine nei santuari a lei dedicati. Dopo Gerusalemme il santuario più frequentato in Oriente è quello di Sednaya, vicino a Damasco; in Egitto a Samallut vi è un santuario mariano sul monte Al-Tir, dove avrebbe soggiornato la Sacra Famiglia.
Maria potrebbe quindi divenire un ponte tra le due religioni, un motivo di superamento delle differenze e di comprensione reciproca.
Maria: Modello per la Donna Moderna?
La figura di Maria è servita, per tanti secoli, e in parte serve ancora oggi, a scaldare il cuore. Proprio in funzione antignostica, la figura di Maria non si è mai potuta rendere possesso degli specialisti, ma appartiene alla gente: non è un sapere colto.
Che cosa significa la Madonna per le donne in tempi in cui le usanze religiose come la devozione di maggio sono sempre più dimenticate? Un ideale di donna basato su virtù come l'obbedienza, l'umiltà, la sottomissione e la castità non ha più nulla in comune con la realtà della vita delle donne moderne. Lo dicono anche le donne dell'iniziativa "Maria 2.0" di Münster, che lavorano per un cambiamento nella Chiesa cattolica, non vedendo in Maria l'immagine ideale della donna silenziosa e al servizio.
Ma oltre a questa immagine tradizionale, c'è un altro lato della Madonna che rende Maria di nuovo attraente per alcune donne. Si tratta di una donna che, nonostante un futuro incerto, non perde mai il coraggio e sfrutta sempre al meglio la sua situazione, ad esempio quando fugge in Egitto con suo figlio. Maria ha entrambi i piedi per terra e conosce le preoccupazioni dei genitori con la loro prole ribelle. L'arcivescovo di Monaco e Frisinga, il cardinale Reinhard Marx, vede Maria come una donna sicura di sé, il che invita a riflettere sul giusto rapporto tra i sessi.
La figura di Maria continua a essere una fonte di riflessione e devozione, adattandosi alle esigenze e alle interpretazioni di ogni epoca, pur mantenendo la sua centralità nel messaggio cristiano.