Calciano: Tra Storia, Arte e la Devozione alla Madonna della Serra

Adagiato su un colle a quattrocentoventicinque metri di altitudine, Calciano si affaccia sulla valle del fiume Basento e sui caratteristici calanchi che delineano il paesaggio circostante. Questo borgo, un comune italiano di 617 abitanti in provincia di Matera, è situato nella parte nord-occidentale della provincia di Matera al confine con la parte centro-orientale della provincia di Potenza. Il suo territorio si estende tra 183 m s.l.m. e i 1151 m s.l.m.

Riconosciuto come "Città del Miele" dal duemiladiciotto, Calciano offre un connubio di storia, natura e tradizioni locali, immerso nell'oasi naturale del Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane.

Veduta panoramica di Calciano con i calanchi e la valle del Basento

Le Radici Storiche di Calciano

Le origini dell’insediamento urbano di Calciano risalgono alla preistoria (V sec. a.C.). Il toponimo Calciano è di origine antroponimica e potrebbe derivare dai personali latini Capius/Caltius o Calcidius con suffisso -anus, oppure dal termine medioevale Caucium, che indicava un luogo basso e paludoso. Già nel 383 a.C. il borgo fu distrutto da un’alluvione.

Ricostruito, il paese venne distrutto una seconda volta nel 1235 a causa di un’altra alluvione e nel 1248 per un terremoto. Dopo queste catastrofi, il territorio fu annesso a Tricarico, passando poi agli Sforza nel 1382 e ai Sanseverino nel 1459. La proprietà del feudo, nel tempo, passò ai De Leyra e nel 1606 ai Revertera.

La popolazione, che agli inizi del XVI secolo si aggirava intorno alle 1500 unità, si organizzò intorno al castello e alla Chiesa della Beata Vergine Maria (ora in ruderi). Seppure esigua, la comunità si ribellò più volte contro i feudatari, e nel periodo del brigantaggio vi furono anche capi briganti locali, tra cui il famoso Francesco Scurti detto "Percoco". Nel 1861, le formazioni brigantesche di Carmine Crocco e del generale catalano José Borjès occuparono Calciano il 5 novembre. Successivamente, nel 1866, il capitano Blancuzzi da Calciano, della Guardia Nazionale, combatté nei boschi del territorio contro il brigantaggio, facendo prigioniero il noto brigante Francolino.

Secondo la tradizione, nel XVIII-XIX secolo, la popolazione si trasferì nella parte superiore del paese a causa di continue alluvioni e frane, abbandonando definitivamente il paese "di Pede". La nuova chiesa parrocchiale dedicata a S. Giovanni Battista fu costruita nel punto in cui sorgeva la cappella della Madonna della Serra. Nell’Ottocento il comune fu unito a Garaguso ed Oliveto Lucano fino al 1913, quando raggiunse l’autonomia con legge 11 giugno n.699.

Mappa storica dei territori della Basilicata con evidenziato Calciano

Il Patrimonio Religioso e Artistico di Calciano

La Chiesa Madre di San Giovanni Battista: Cuore della Devozione

La Chiesa Madre di San Giovanni Battista, ubicata in Piazza Umberto I, rappresenta il luogo più significativo dal punto di vista artistico, storico e culturale di Calciano. Presumibilmente, è stata costruita sull'antica chiesa in onore di Maria SS. della Serra.

Al suo interno, la chiesa custodisce un ricco patrimonio artistico:

  • Affreschi recuperati: Diciassette affreschi, restaurati dalla Sovrintendenza di Basilicata, provengono dai resti della vicina Chiesa della Rocca. Raffigurano la Vergine, una Madonna col Bambino, alcuni Santi e l’Eterno Padre. Tra questi, spiccano un affresco con la Madonna che avvolge con il mantello penitenti incappucciati e le effigi di San Biagio e San Giacomo.
  • Il Trittico di Bartolomeo da Pistoia: Nell’abside, in una cornice di legno intagliato, spicca il prezioso trittico, un dipinto olio su tavola del 1503, firmato dall’artista Bartolomeo da Pistoia. L’opera raffigura la Madonna in trono con il Bambino, affiancata da San Giovanni Battista a sinistra e San Nicola da Bari a destra. Nella predella, su fondo scuro punteggiato di fiori e stelle d’oro, sono disposte simmetricamente le mezze figure del Cristo e degli Apostoli nell’ultima cena.
  • Opere Scultoree della Madonna:
    • Nella prima cappella a sinistra si trova la statua in legno policromo (sec. XVIII) della Madonna della Serra col Bambino, che stringe nella mano sinistra una palla. Le immagini della Madonna e del Bambino si librano nello spazio in modo dinamico, in un gioco di colori dai toni chiari e luminosi.
    • È conservata una statua lignea della Madonna Orante del XV secolo, attribuita alla bottega veneziana del Moranzon.
    • A destra dell’altare, gelosamente custodita in una grande teca, vi è l’Annunciata, una scultura lignea dipinta e dorata, di delicati ritmi gotico-senesi, ascrivibile al XIV secolo all’ambito napoletano di Andrea da Firenze, proveniente dalla chiesetta della Rocca.
    • Un'altra statua lignea dell'Annunciata, risalente al XVI secolo, è tornata nella chiesa dopo essere stata per anni nell'episcopio di Tricarico.
    • È menzionata anche una statua dell'Annunziata del 1300 dello scultore Nicola Pisano, custodita in una grande teca.
  • Altre Opere: Un crocifisso in rame sbalzato di stile bizantino del Trecento, notevole per la sua croce greca concepita con straordinario senso plastico e decorativo. Vi si trova anche una sedia presidenziale risalente al Settecento e, in sacrestia, un Crocifisso di legno intagliato policromo, collegabile all'attività scultorea dei francescani tra Cinquecento e Seicento.
Interno della Chiesa Madre di San Giovanni Battista con affreschi e altare

Orcolat 1976 | Il terremoto che squassò il Friuli

La Chiesa della Rocca e l'Antico Borgo

Dei ruderi della Chiesa della Rocca (XIII-XIV secolo), di tipologia Normanna e con struttura abbaziale, sono ben visibili i resti e parte dell’originaria fortificazione costituente una rocca o un castello. Gli affreschi, opera di un pittore ignoto del 1450, sono stati staccati dalle pareti di questa chiesa, restaurati e ricollocati nella Chiesa Madre di San Giovanni Battista. L’edicola affrescata, ancora visibile nei ruderi, presenta una "Madonna di Loreto fra S. Michele e un santo vescovo" e nella lunetta sovrastante un "Cristo in Pietà".

La zona del Castello - Chiesa della Rocca - Resti antichi di Calciano, è un antico presidio di origine preistorica. I resti del vecchio paese medioevale Caucium comprendono una fortificazione (Castello o Rocca), la chiesa della Rocca (dedicata a Santa Maria della Rocca) e la Cinta di Santa Caterina. La fortificazione di origine osca è perforata da grotte un tempo abitate e attualmente in via di recupero. Sul versante sinistro, sovrastante il burrone della Venicella, si trova la Cinta di Santa Caterina, con due piccole grotte scavate nel tufo e affrescate dall'icona di Santa Caterina, la figura di Lucifero e quella di Sant’Antonio abate, tutte non facilmente decifrabili. Nelle immediate vicinanze, si trova anche la fontana di pede, un’enorme grotta che prevedeva la raccolta delle acque ed era una delle fonti principali del paese. Attualmente la zona del "castello" è visitabile attraverso un sentiero illuminato che si inerpica lungo la Rocca, permettendo la visita di numerosi Ipogei caratterizzati dalla presenza di fossili a vista.

Ruderi della Chiesa della Rocca e fortificazione a Calciano

La Cappella di Santa Maria di Cognato

Nei pressi del borgo, la Cappella di Santa Maria di Cognato, risalente al millecentoventitré (1123), sorge in un’area boschiva. Qui operarono i santi Guglielmo da Vercelli e Giovanni da Matera che, nel 1128, vi giunsero e decisero di fermarsi in quel luogo di pace, costruendovi un eremo. Nei pressi della Cappella di Cognato vi è un’importante sorgente, l’Acqua del "tremolo", la cui fonte, costituita da banchi arenacei, è posizionata a circa 650 metri di profondità ed è utilizzata dagli abitanti locali come acqua curativa con proprietà antinfiammatorie, diuretiche, febbrifughe ed espettoranti.

Natura e Sentieri: Alla Scoperta del Territorio

Per gli amanti della natura, Calciano offre diverse opportunità. Il "Sentiero dei Briganti" conduce attraverso i boschi circostanti, rievocando le vicende storiche del brigantaggio locale. Inoltre, il "Sentiero degli Austriaci", costruito durante la prima guerra mondiale dai prigionieri austriaci, offre un percorso lastricato immerso nel verde.

Calciano è ideale per il birdwatching lungo il fiume Basento, dove è possibile avvistare specie come la cicogna nera, il falco e il nibbio.

Escursionisti sul Sentiero dei Briganti a Calciano con vista sulla natura

Sapori e Tradizioni: La Gastronomia di Calciano

Calciano è rinomato per la produzione di miele, grazie all'Apistica del Basento, dove è possibile conoscere da vicino la vita degli alveari e degustare diverse varietà di miele. Molto apprezzata nella gastronomia locale è anche la produzione di carne e latticini podolici, oltre all'olio Evo, un prodotto locale di nicchia pluripremiato.

La cucina tipica calcianese è quella lucana, con alcune varianti uniche date dalle spezie, dagli accostamenti e dalla lavorazione:

  • Le "manate": pasta fatta a mano condita con sugo di salsiccia.
  • Il "trittico calcianese": composto da cavatelli, orecchiette e fusilli fatti in casa, conditi con sugo di "pezzente", una salsiccia grassa realizzata con le parti meno nobili del maiale.
  • La "rafanata": una frittata a base di rafano, ma la frittata viene proposta anche con salsiccia, zucchine, asparagi, patate, cipolla, peperoni e nella versione dolce "con miele e mandorle".
  • Durante il periodo di Pasqua: il "calzone" con la cipolla, con la toma, con uova e salsiccia, e la versione dolce con ricotta.
  • Durante il periodo di Natale: le "scherpedd", tipiche frittelle di pane, anche nella versione con baccalà e alici.
  • Altri piatti includono le "lagane" (minestra di fagioli o ceci bolliti), "I Gnummridd" (involtini di Agnello e Capretto), "U p'pdegn'" (granturco bollito in acqua e sale), "Fave munn’late" (Fave fresche cotte nella pignata) e la "pastorale" (pietanza a base di carne di pecora).
  • Tra i dolci si annoverano le "Casatedd" (cartellate) e i panzerotti dolci con ripieno di ceci o castagnaccio. I taralli dolci e salati sono presenti in ogni stagione.
Piatto di

Orcolat 1976 | Il terremoto che squassò il Friuli

Eventi e la Vita Comunitaria di Calciano

Il borgo si anima con eventi tradizionali come la festa patronale in onore di San Rocco, il sette settembre, e della Madonna della Serra, l’otto settembre. Queste celebrazioni sono caratterizzate da processioni con ceri votivi decorati con fiori e nastri. La devozione locale alla Madonna della Serra è stata diffusa anche su internet dai giovani, creando uno spazio comune d’incontro con gli emigrati calcianesi all’estero.

La comunità di Calciano ha visto una rinascita grazie agli stimoli provenienti dalla parrocchia. La ristrutturazione della Chiesa Madre di San Giovanni Battista, che risale al ‘500, ha portato al restauro di altare in pietra, statue e ambone, rendendo nuovamente visibili affreschi del 1200-1300 e la statua lignea dell’Annunciata (XVI secolo). Il Comitato feste, centro propulsore dei progetti locali, ha coinvolto tutte le generazioni nella riscoperta del passato e delle tradizioni.

Vengono organizzati laboratori esperienziali che permettono ai visitatori di cimentarsi nella preparazione di paste tipiche, nella lavorazione della creta e nel ricamo tradizionale "lo squadrato". Inoltre, è stato aperto un ostello della gioventù per i campi estivi nelle vecchie scuole elementari, che popolano Calciano di ragazzi in visita al Parco regionale delle Dolomiti lucane.

Processione della Madonna della Serra con ceri votivi a Calciano

Posizione e Accessibilità

Calciano è situato in una posizione strategica, a pochi chilometri dalla strada statale S.S. 407 Basentana, che collega il capoluogo di regione Potenza a Metaponto; è possibile prendere l’uscita di Calciano al km 40. Il comune era servito direttamente dalla ferrovia Battipaglia-Potenza-Metaponto con una stazione non più in funzione, mentre la fermata in attività più vicina è quella di Grassano-Garaguso-Tricarico.

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