Omegna celebra il quarto centenario del santuario della Madonna del Popolo, un evento che ha visto decine di manifestazioni a dimostrazione della profonda devozione popolare verso questa chiesa, la cui storia si intreccia indissolubilmente con quella della città.
Le Origini e la Fondazione del Santuario
La storia del santuario ebbe inizio quattro secoli fa per volere del vescovo Carlo Bascapè. Durante una visita pastorale a Omegna, il vescovo espresse il desiderio di trasformare la piccola cappella esistente in località Carcallo, all’epoca situata fuori dall’abitato, in un vero e proprio santuario. «Gli omegnesi, come fanno sempre, si misero di impegno e in poco tempo venne costruito il santuario così come lo conosciamo oggi», racconta il parroco don Gianmario Lanfranchini. Da allora, è diventato un punto di riferimento spirituale per tutta la popolazione, e la devozione non è mai venuta meno.

Nonostante la mancanza di documenti storici che ne attestino la costruzione iniziale, è noto che l’oratorio in regione Carcallo esisteva già da tempo quando, il 4 aprile 1616, venne benedetta per la prima volta la statua della Madonna con il Bambino ivi collocata. Questa statua è una policromia lignea rifinita solo nelle parti visibili, in quanto si tratta di un’immagine abbigliata con pregiati tessuti riccamente decorati in oro e ricami, secondo un’antichissima tradizione spagnola.
Proprio dal 1616, la chiesa prese il nome di “Oratorio della Madonna del Popolo”, caratterizzata da “una piazza da un lato e una fontana grande di serizzi lavorati”, come riportato in un inventario parrocchiale del 27 agosto 1696. Nel 1886, il santuario fu sottoposto a lavori di ristrutturazione che portarono all’annessione di due cappelle, mentre una terza cappella votiva sorgeva ai piedi dello sperone di roccia su cui fu eretto l’attuale edificio.
La Devozione Popolare attraverso i Secoli
La storia della chiesa si è profondamente intrecciata con quella della città di Omegna, come testimoniato da vari episodi di devozione popolare. Si narra che, quando a poche decine di metri sotto la collinetta del santuario si trovava la ferriera Cobianchi, gli operai passassero davanti al sagrato rivolgendo una preghiera alla Madonna prima di recarsi all’altoforno e al termine del lavoro.
Un’ulteriore prova della radicata devozione è data dal fatto che, negli Anni Sessanta, quando gli omegnesi costruirono il nuovo ospedale cittadino, gli diedero il nome di "Madonna del Popolo". Nel contesto dell'organizzazione religiosa cittadina, nel 1957 il Vescovo Gilla Vincenzo divise il territorio omegnese in due, costituendo la Chiesa della Madonna del Popolo come parrocchia autonoma. Questa divisione durò fino al 1982, quando il Vescovo Aldo Del Monte riunificò la comunità nell’unica parrocchia di Sant'Ambrogio.
Interventi di Restauro per il Quarto Centenario
In occasione del quarto centenario, il santuario ha beneficiato di importanti lavori di restauro che hanno interessato sia l’edificio che gli affreschi e la statua della Madonna. Don Lanfranchini ha specificato che gli interventi hanno riguardato «il risanamento del tetto, delle due cappelle laterali e della parete Nord interessate da infiltrazioni d’acqua». È stata inoltre restaurata la statua della Madonna, con la collaborazione delle monache di clausura, la nicchia che la proteggeva e l’intera area presbiterale. Infine, sono stati sistemati gli affreschi del Settecento e tinteggiata la parte esterna del santuario.

Il costo complessivo di questi restauri si è aggirato intorno ai 70 mila euro, una parte dei quali è stata coperta dalla Fondazione Cariplo, mentre il resto è stato finanziato generosamente "dal cuore degli omegnesi".
Le Celebrazioni del Quarto Centenario: Una Festa di Fede e Comunità
Il culmine delle celebrazioni del quarto centenario è stato raggiunto con una grande festa popolare a Omegna, che ha visto la statua della Madonna del Popolo compiere nuovamente il viaggio che dal lago la portò al santuario omonimo. La processione, partita dalla collegiata, ha ripercorso i luoghi a lei dedicati e legati non solo alla vita religiosa, ma anche civile della città.
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Il percorso ha toccato il lungolago, lo stesso punto dove quattro secoli fa la statua giunse per via d’acqua. La processione è poi proseguita davanti all’ospedale di Omegna, che porta il nome di Madonna del Popolo, per concludersi infine nella piazza e nel santuario a lei intitolati.
La serata si è conclusa con l’incoronazione della Madonna e il lancio di 150 palloncini luminosi, tanti quanti sono i bambini che prossimamente avrebbero ricevuto il sacramento della cresima. «È stata una testimonianza di fede - ha dichiarato il vescovo di Novara monsignor Franco Giulio Brambilla - perché davvero in queste occasioni si tocca con mano l’affetto che la gente ha verso la madre di Gesù che diventa così la Madonna del Popolo». La festa religiosa si è arricchita anche di momenti popolari, come il concerto di campane alternato dalla tromba di Lalo Conversano a mezzogiorno.
«Si è rinnovato così il legame tra la gente e la Madonna», ha commentato don Gianmario Lanfranchini, sottolineando come in un momento difficile per la città, la fede e il ritrovarsi attorno ai valori fondamentali rappresentati dalla religione, offrano la forza per andare avanti, per guardare agli altri come fratelli e per non piegarsi di fronte a qualsiasi avversità.
Il Futuro della Tradizione
A seguito del successo e del profondo significato delle celebrazioni, l’intenzione è ora quella di ripetere la processione e la festa ogni cinque anni, mantenendo viva questa antica e sentita tradizione di devozione mariana a Omegna.