Santuario della Madonna del Pettoruto: Guida Completa per Arrivare e Visitare

Il Santuario della Madonna del Pettoruto è un luogo di profonda devozione e bellezza naturale, situato nel comune di San Sosti, in provincia di Cosenza. Questo borgo della Valle dell'Esaro si trova a un'altitudine di 363 metri sul livello del mare, mentre il santuario stesso è posto a 543 metri d'altitudine, alle pendici del Monte Montea, in un terrazzamento sulla gola dove scorre il fiume Rosa.

Il nome "Pettoruto" deriva da "petruto", che significa pietroso o roccioso, richiamando la morfologia del paesaggio circostante. Ogni anno, centinaia di fedeli percorrono questo itinerario suggestivo per rendere omaggio alla Vergine.

Foto panoramica del Santuario della Madonna del Pettoruto immerso nel paesaggio montano.

Come Raggiungere il Santuario della Madonna del Pettoruto

Il Santuario della Madonna del Pettoruto si trova a San Sosti, nell’alta Valle dell’Esaro, che costituisce la parte più meridionale del Parco del Pollino calabrese, ai piedi dei monti Mula e Montea. La strada che porta al Santuario è di per sé un'esperienza piacevole, offrendo la possibilità di ammirare i bellissimi paesaggi modellati dalla natura e dall'uomo nel tempo.

Tra colline colme di ulivi e boschi di montagna, si scorge il piccolo paese di Malvito, un borgo dove il tempo sembra essersi fermato. Il cammino verso la meta è tortuoso, caratterizzato da tornanti che, come si racconta, servono a far arrivare i pellegrini al Santuario attraverso la "via del Rosario".

Una volta arrivati, troverete un ampio parcheggio gratuito all'ingresso del Santuario della Madonna del Pettoruto. Da lì, ci si incammina verso la struttura.

Le Origini e la Leggenda della Madonna del Pettoruto

Il Santuario ha origini antichissime, la cui fondazione sembra risalire all'XI secolo per iniziativa dell'Abbazia di Acquaformosa, anch'essa in provincia di Cosenza. Tuttavia, la storia del Santuario è indissolubilmente legata a una leggenda che narra di una visione miracolosa e della scoperta di un'immagine sacra.

La Storia di Nicola Mario e il Pastorello Sordomuto

La leggenda racconta che intorno alla metà del 1400, un certo Nicola Mairo (o Mario) di Altomonte si rifugiò tra i monti di San Sosti, latitante e ingiustamente accusato di omicidio. Durante la sua fuga, ebbe una visione mistica della Madonna con il Bambino. Mosso dalla devozione, Nicola decise di scolpire questa immagine su una roccia di tufo come segno di gratitudine. Poco tempo dopo, fu scagionato da ogni accusa e poté fare ritorno alla sua vita.

Circa duecento anni dopo, nel 1600, l'immagine scolpita da Nicola Mario fu ritrovata da un giovane pastorello sordomuto di Scalea, che stava cercando le sue pecore smarrite. Alla vista dell'effigie, la Madonna gli restituì miracolosamente la voce, affidandogli il compito di raccontare a tutti la sua storia affinché fosse costruito un santuario in suo onore. Così nacque il Santuario della Madonna del Pettoruto.

Le Caratteristiche dell'Effigie

La caratteristica principale della statua della Madonna del Pettoruto è quella di essere scolpita a mezzo busto, a differenza della maggior parte delle altre raffigurazioni a figura intera. Sotto l’occhio destro dell'effigie è visibile una cicatrice, alla quale è legata un'altra leggenda. Si narra che alcuni briganti, volendo dimostrare che l'immagine non fosse sacra, incisero parte del viso, dal quale fuoriuscì sangue. Nella mano destra la Madonna tiene un ramo di melograno, simbolo di fertilità, rendendola particolarmente invocata dalle donne con problemi di sterilità.

Docu-Film dedicato a Maria Santissima del Pettoruto - Lattarico (CS) "Anno 2008"

Devozione e Tradizioni al Santuario

Il Santuario del Pettoruto è un luogo molto caro ai fedeli calabresi e meta di pellegrinaggi da tutto il mondo, con devoti sparsi anche in Canada e negli Stati Uniti. I visitatori vi fanno visita durante tutto l'anno, ma in particolare in estate e a settembre.

La Fiera e la Incoronazione della Statua

Dall'1 all'8 settembre, nel paese si svolge una tradizionale e millenaria fiera in onore della Madonna. Durante questo periodo, si celebra un sacro rito: la statua della Vergine viene incoronata e rivestita dell’oro donato dai fedeli, come segno di devozione e gratitudine. I fedeli si mettono in marcia lungo il percorso tortuoso che porta al Santuario per omaggiare la Vergine.

La Festa della Cinta

Un'altra importante tradizione è la Festa della Cinta, che si tiene ogni anno la prima domenica di maggio. Questa celebrazione è dedicata alla richiesta di protezione dalla catastrofi. Una bambina vestita di bianco, proveniente dal comune di San Sosti, porta un cordone (localmente chiamato "spacu") imbevuto di cera fino al santuario. Dopo la celebrazione della messa, il cordone viene tagliato e distribuito tra i fedeli di tutta la zona. Questa tradizione ebbe inizio nel XVII secolo, ma acquisì particolare importanza dopo il terremoto del 1783 che devastò il territorio.

Il Santuario della Madonna del Pettoruto è inoltre l'unico al mondo ad essere gemellato con il Santuario di Fatima, un dettaglio che ne sottolinea l'importanza e la risonanza internazionale.

Processione con la statua della Madonna del Pettoruto durante una festività.

Punti di Interesse Nelle Vicinanze: un Itinerario Culturale e Naturale

La visita al Santuario può essere arricchita esplorando i dintorni, ricchi di storia, natura e altre suggestive attrazioni.

L'Antica Città di Artemisia e l'Ascia Votiva

Non lontano dal santuario sorgeva l'antica città di Artemisia, un insediamento che si fa risalire al Neolitico medio, testimoniato dai resti di una capanna protostorica. Il nucleo abitativo, caratterizzato dalla forma del castrum romano, ha ospitato diverse popolazioni fino al periodo bizantino. Altre campagne di scavi hanno evidenziato la presenza umana in epoche ancora più remote, come attestano i ritrovamenti di ceramiche romane, greche e reperti risalenti all'età del bronzo e del ferro. In epoca medievale, l'area appartenne ai Sangineto e ai Sanseverino, per poi passare ai Borgia, ai Ravaschieri e infine ai Telesio nel '600.

Nell'area archeologica di Artemisia, a metà dell'Ottocento, fu rinvenuta una scure cerimoniale nota come "ascia di San Sosti" o "martello di Kyniskos". Questo reperto bronzeo, risalente al 520 a.C., presenta una doppia testa con ascia e martello su cui è incisa una dedica alla dea Era in dialetto acheo, scritta in alfabeto dorico. L'ascia di San Sosti, la cui fattura è attribuita alla scuola di Sibari, si trova oggi al British Museum di Londra, venduta alla fine del XIX secolo dall'orafo romano Alessandro Castellani.

Posteggiata l'auto nel piazzale antistante il Santuario, è possibile intraprendere un percorso in salita (Sentiero Italia), che conduce ai ruderi di Artemisia attraverso un bosco di lecci, querce, faggi e pini. Si prosegue poi su sentiero e strada sterrata fino a Timpone Prezzamano, da cui si ammirano le Gole del Rosa e le maestose montagne circostanti (Montea, Mula, Muletta, Montalto, Dirupi dell'Angioletto).

Mappa del percorso che dal Santuario porta ai ruderi di Artemisia e Timpone Prezzamano.

La Cascata o Fontana Fra' Giovanni

Una destinazione meno conosciuta, ma molto suggestiva, è la Cascata o Fontana Fra' Giovanni. Si trova a metà strada tra il Santuario di Pettoruto e il comune di San Sosti, lungo il fiume Rosa, e offre una cascata incantevole con un'area attrezzata nelle vicinanze, ideale per una pausa di relax nella natura.

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