Madonna del Garofano di Leonardo da Vinci

La Madonna del Garofano, dipinta da Leonardo da Vinci intorno al 1475 (altre fonti indicano 1473-78 o 1478-80), è un'opera a olio su tavola che misura circa 62 x 47 cm. Attualmente è conservata presso l'Alte Pinakothek di Monaco (Barer Str. 27, Monaco).

Madonna del Garofano di Leonardo da Vinci, inquadratura generale

Identificazione e Storia Attributiva

Della Madonna del Garofano si erano perse le tracce per secoli. Nel 1886, quando il dipinto approdò all’Alte Pinakothek di Monaco, fu subito identificato con la Madonna della Caraffa, descritta da Giorgio Vasari nelle sue Vite come un quadro “molto eccellente” con dettagli “più vivi che la vivezza” stessa. L'opera era appartenuta a Giulio de' Medici, futuro Papa Clemente VII.

L'iter dell'opera fino al 1886 è sconosciuto, ma si sa che prima di giungere al museo fu di proprietà di un certo dottor Haug di Günzburg. Inizialmente, la paternità dell'opera fu oggetto di dibattito. La tesi del Bayersdorfer volle identificarla con la "Madonna della Caraffa" di Vasari, attribuendola al primo periodo fiorentino di Leonardo. Tuttavia, alcuni studiosi come Reymond (1906) e Seidlitz (1909) negarono la presenza della mano di Leonardo, attribuendola a Andrea del Verrocchio o a un allievo.

Fu lo storico dell'arte Adolfo Venturi, nel 1911, a classificare l'opera inizialmente come una variante di un "originale di Leonardo disperso" realizzata da un ipotetico pittore fiammingo. Tuttavia, lo stesso Venturi in seguito (1925) ripropose con fermezza l'attribuzione a Leonardo da Vinci. Oggi, la critica è pressoché unanime nell'attribuire il dipinto al giovane Leonardo, considerandolo uno dei primi lavori su tavola realizzati quando era ancora nella bottega del suo maestro Verrocchio.

Descrizione dell'Opera

L'olio su tavola rappresenta la Vergine con il Bambino Gesù in grembo, in una stanza in penombra che due bifore aprono su un paesaggio roccioso e campestre. Maria, con espressione malinconica e intensa, porge al figlio un garofano rosso. Il Bambino, nudo e paffuto, protende le mani verso il fiore, ma il suo sguardo è assente, quasi preveggente, rivolto verso il cielo.

Le Figure e il Loro Abbigliamento

  • Maria: Indossa una veste molto elaborata e dettagliata, forse di seta, di colore rosso, con un mantello azzurro foderato di giallo che lascia scoprire le maniche. Il mantello è chiuso sul petto da una spilla con al centro una corniola rossa, circondata da perle, che allude ancora una volta alla Passione di Cristo e simboleggia la purezza. La sua acconciatura elaborata, con trecce ritorte che incorniciano il volto, è tipica della moda fiorentina del tempo.
  • Gesù Bambino: È raffigurato come un vero neonato, nudo, grassottello, quasi privo di capelli, con movimenti incerti e goffi. Seduto su un cuscino soffice, allunga le mani verso il garofano. Il carnato di entrambe le figure è morbido, caldo e luminoso, affiorando dalla penombra dell'ambiente.
Particolare del vestito e della spilla della Vergine nella Madonna del Garofano

L'Ambientazione e il Paesaggio

Il contesto è un interno domestico in penombra. Le finestre ad arco (bifore) alle spalle della Vergine generano forti contrasti chiaroscurali, esaltando i volumi delle figure in primo piano. Oltre le bifore si apre un paesaggio montuoso, disteso e concepito secondo i principi della "prospettiva aerea" elaborati da Leonardo. Monti e cielo sono quasi fusi da un'aria sottile che rende azzurre le forme più lontane. Si ipotizza che possa rappresentare la Val D'Elsa o gli Appennini, in quanto Leonardo solitamente dipingeva paesaggi che aveva osservato direttamente.

Il Simbolismo del Garofano

Il garofano rosso che Maria porge al Bambino ha un profondo significato simbolico:

  • La Passione di Cristo: Il colore rosso simboleggia il sangue e la Passione. I frutti del garofano hanno la forma di piccoli chiodi, motivo per cui in passato era chiamato anche “chiodino”, un ulteriore riferimento ai chiodi della crocifissione.
  • Il Matrimonio Mistico: Il garofano simboleggia il matrimonio mistico tra Madre e Figlio, tra Cristo e la Chiesa.
  • Premonizione e Destino: La scena evoca una premonizione del destino di sacrificio del Bambino, che madre e figlio sembrano accettare con malinconia.
  • Leggenda Medievale: Secondo una leggenda medievale, le lacrime versate dalla Madonna sotto la croce, alla vista del figlio crocifisso, cadendo a terra generarono dei garofani.
Primo piano del garofano e delle mani di Maria e Gesù Bambino

Influenze Artistiche e Innovazioni Leonaradesche

Se l’impianto compositivo, la gestualità, l'acconciatura della Vergine e alcuni dettagli denotano l’influenza di Andrea del Verrocchio, maestro di Leonardo a Firenze, nel suo insieme l'opera rivela già i tratti distintivi del genio vinciano. La saldezza plastico-volumetrica del gruppo principale, di chiara impronta scultorea, segnala la dipendenza dall’ambiente culturale del Verrocchio, rimarcata da nordiche accentuazioni lineari.

Questa composizione, pur impegnata negli studi dalla natura, indica gli ambiziosi principi delle sue successive magistrali creazioni. Il dipinto mostra già pienamente la maniera leonardesca sia nella stesura cromatica sia nelle aperture paesaggistiche.

Elementi Innovativi

  • Illuminazione Complessa: La complessa illuminazione della stanza, la presenza del parapetto e le trasparenze del vaso dei fiori sono frutto del confronto con l’arte fiamminga. La luce che penetra dall’esterno avvolge i protagonisti, stemperando i contorni e ammorbidendo le linee.
  • Sfumato: Questo è un primo esempio dell'effetto che diverrà celebre con il nome di “sfumato”, dove la luce e l'ombra si fondono dolcemente, attenuando i duri contorni e dando un senso di profondità e "movimento e respiro" alle figure, come notava Vasari. Il chiaroscuro di Leonardo non è una semplice degradazione cromatica, ma una modulazione che libera e approfondisce lo spazio, subordinando il colore, considerato accessorio.
  • Prospettiva Aerea: Il paesaggio roccioso e montuoso oltre le bifore è concepito secondo i principi della “prospettiva aerea”, elaborati da Leonardo osservando i fenomeni naturali, che rendono le forme più lontane azzurrate e sfumate nella foschia.
  • Naturalismo e Profondità Psicologica: Leonardo coglie qui “il movimento e il respiro” delle figure, studiando i movimenti del corpo come espressione dei moti dell'anima. Il rapporto affettivo tra madre e figlio è profondo, intenso, spontaneo e assolutamente verosimile, un accento di confidenzialità che si ritroverà in altre sue Madonne.

Dettagli e Curiosità

Nel dipinto, sono state notate alcune curiosità e dettagli che evidenziano la fase di sperimentazione del giovane Leonardo:

  • Errori di Prospettiva: Alcuni studiosi hanno evidenziato che il braccio destro della Vergine risulta più lungo del sinistro, e le gambe appaiono corte rispetto all’altezza del busto. Ciò è dovuto alla diversa collocazione delle gambe e delle spalle della Vergine rispetto al leggio, creando una percezione di distanza variabile a seconda della parte osservata.
  • Vaso di Fiori: Vasari rimase particolarmente colpito dal vaso di vetro contenente gigli, un fiore che allude alla bellezza innocente e alle anime pure (e simbolo di Firenze). Il pittore aveva imitato la rugiada sull'acqua con tale realismo da farlo sembrare “più vivo che la vivezza”.
  • Impronte Digitali: Sulla tavola sono state rilevate le impronte digitali di Leonardo, lasciate nel tentativo di ammorbidire il colore e stenderlo senza tracce di pennello, anticipando l'applicazione dello sfumato.

La Madonna del Garofano è un'opera rivelatrice di una visione inedita del paesaggio e della luce, che pone le basi per la genialità inesauribile di Leonardo, mostrando già la sua aderenza alla cultura fiamminga e la dolcezza che pervadono i suoi primi dipinti, insieme al preludio del suo studio ossessivo della luce come elemento fondamentale della composizione.

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