Arresto di Don Michele Mottola: i dettagli dell'inchiesta su Trentola Ducenta

Il provvedimento giudiziario

È stato arrestato dai poliziotti del Commissariato di Aversa, su ordine del GIP del Tribunale di Napoli Nord, l'ex parroco di Trentola Ducenta, don Michele Mottola. Il sacerdote, 59 anni e originario della provincia di Napoli, è accusato di aver molestato e abusato sessualmente di una minore che frequentava assiduamente la parrocchia di San Giorgio Martire. La vicenda, emersa nel maggio dello scorso anno, ha portato al provvedimento di custodia cautelare in carcere dopo che le indagini hanno delineato un grave quadro indiziario a carico dell'indagato.

Infografica che illustra la cronologia dei fatti: dalla segnalazione alla Diocesi fino all'arresto eseguito dalla Polizia di Stato.

Il ruolo centrale delle registrazioni

La vera protagonista di questa delicata inchiesta è la vittima stessa. La bambina, che ha iniziato a subire le attenzioni morbose del parroco quando aveva poco più di dieci anni, ha trovato il coraggio di agire per far emergere la verità. Rendendosi conto che le sue confidenze iniziali non venivano sempre credute, ha deciso di organizzare una raccolta di prove autonoma utilizzando il proprio cellulare.

Dalle registrazioni, finite agli atti dell'ordinanza cautelare, emerge chiaramente la sofferenza della piccola. In diversi file audio si sente la voce della bambina che urla al sacerdote di lasciarla stare, pronunciando frasi come «Non mi devi più toccare» o un secco «Basta». Al contrario, il sacerdote cercava di giustificare i propri comportamenti manipolatori con frasi rassicuranti e subdole:

  • «È solo un gioco, non facciamo niente di male».
  • «Lo sai che ti voglio bene. Lo vuoi un bacino?».
  • «Abbracciami, baciami, non c'è nessuno».

La collaborazione tra Diocesi e Autorità

La figura di don Mottola era considerata familiare all'interno della comunità, tanto che il sacerdote era spesso ospite a pranzo o a cena presso la famiglia della piccola. Tuttavia, non appena i genitori della dodicenne, accompagnati da altri parrocchiani, hanno presentato le prove al vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, la Chiesa ha adottato misure immediate.

Il vescovo non ha tentato di insabbiare la vicenda, ma ha proceduto alla sospensione del sacerdote dal servizio e ha avviato un processo canonico. Parallelamente, la Diocesi ha collaborato attivamente con la magistratura, segnalando formalmente i fatti alla Procura di Napoli Nord, guidata da Francesco Greco.

Schema dei passaggi istituzionali: segnalazione alla Curia, avvio del processo canonico e cooperazione con la Polizia di Stato di Aversa.

L'incidente probatorio e la difesa

L'inchiesta, coordinata dal dirigente del commissariato di Aversa Vincenzo Gallozzi, si è avvalsa di testimonianze e dell'importante confronto protetto avvenuto durante l'incidente probatorio. In quella sede, la bambina ha confermato con fermezza che gli abusi andavano avanti da tempo. Don Michele Mottola, dal canto suo, si è difeso sostenendo che le accuse della ragazzina fossero frutto di una fantasia, arrivando ad affermare che la minore «farneticasse».

La Procura ha tuttavia ritenuto il materiale probatorio, inclusi i file audio consegnati agli inquirenti nel maggio scorso, sufficientemente solido per richiedere e ottenere l'arresto, chiudendo così il cerchio investigativo su una vicenda che ha scosso profondamente la comunità di Trentola Ducenta.

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