La Festa della Madonna degli Ammalati: Un Simbolo per Misterbianco
Ogni anno, la seconda domenica di settembre a Misterbianco, in provincia di Catania, si svolge la festa della Madonna degli Ammalati. Questa festività settembrina è cara ai misterbianchesi, essendo dedicata alla Madre di Gesù e intimamente legata alla storia secolare di Misterbianco. È una ricorrenza religiosa originale, unica e insostituibile per la comunità.
Nonostante le sfide contemporanee, come la pandemia ancora in corso, i conflitti internazionali o le crisi economiche, la celebrazione della festa di Maria Santissima prosegue, simboleggiando un desiderio di ritornare alla normalità. Dopo due anni di restrizione, l'immagine sacra della Madonna degli Ammalati viene osservata con occhi diversi, il suo volto delicato, sommesso, quasi impalpabile, che evoca l'essenza delle mamme: "vicine e irraggiungibili", presenti e riservate, vigili e discrete. Sono luce, fiamma, un faro inestinguibile che indica la via, il buon cammino, il viaggio fino a Itaca.

Le Radici Storiche: L'Eruzione del 1669 e la Chiesetta
Non è semplice collocare in un preciso periodo storico l’inizio della devozione verso la Madonna degli Ammalati, ma è certo che fosse già presente nel 1669. In quell'anno, durante l’eruzione del monte Etna, una colata lavica devastante distrusse completamente l’antico centro urbano di Misterbianco.
Miracolosamente, la lava risparmiò una piccola chiesetta posta poco fuori il centro urbano, dedicata a Santa Maria Aegrotorum (degli Ammalati). Questa chiesa, che esisteva già nell’antico Misterbianco, ricorda il paese distrutto dal fuoco dell’Etna il 29 marzo 1669. Al suo interno, un prezioso affresco raffigurante la Vergine con in braccio il bambino rimase intatto.
Risparmiata dalla colata lavica del 1669, la chiesetta fu in parte distrutta dal terremoto del 1693, per poi essere ricostruita nel 1777 dal sacerdote Domenico Bruno. La facciata fu ulteriormente rinnovata nel 1933 dai fratelli Costa. L'interno, ad unica navata, ospita un altare di marmo del 1901, sul quale campeggia l'affresco di Maria Santissima degli Ammalati. Nella cripta laterale si erge un affresco di San Rocco, mentre dieci ovali raffiguranti immagini di santi adornano le pareti laterali.

L'Iconografia Sacra: L'Affresco della Vergine con il Bambino
L’autore "ignoto", che nel XVII secolo affrescò l’immagine della Madonna e del Bambinello nella parete frontale della piccola chiesa rupestre, era sicuramente un grande pittore. Ci ha lasciato una rappresentazione unica, originale e moderna di Maria e di Gesù.
Come dichiara Agostino Battiato, "È l’estasi della maternità". Gli occhi della Madonna sembrano quasi riprendere lo stile di Bernini nel suo capolavoro scultoreo, "l’Estasi di Santa Teresa". L’estasi è un "atto" umano e divino, naturale e irreale, immanente e trascendente; è piacere puro, godimento dell’anima, la mistica del corpo. In questo senso si comprende "l’estasi della maternità" rilevata da Agostino: l'istinto di essere madre, la donna felice per essere sorgente di vita, la mamma beata per aver donato la vita al suo bambino, Maria in estasi per aver dato alla luce un bimbo di nome Gesù.

Le Tradizioni Centenarie della Festa
Le celebrazioni della Madonna degli Ammalati si susseguono per quattro giornate, iniziando il giovedì sera.
La Campana: Memoria e "Viaggiu"
Dall'eruzione del 1669 si salvò anche una campana dell'antica Chiesa Madre, che fu poi rifusa nell'Ottocento. Le cerimonie hanno inizio il giovedì sera con il trasporto della Campana dalla casa della Famiglia Bruno, nei pressi della Chiesa Madre, alla Chiesa di S. Nicolò. Questa campana pesa 51 Kg, è accordata con la nota Sol Diesis e reca la seguente iscrizione in latino: "HUC PASSUS AEGRI CELERATE: MARIA SALUTEM MENTIBUS + HIC VESTRIS CORPORIBUSQOE DABIT - 1802 - Rifusa a spese di Giuseppe Bruno - 1880", che significa "Indirizzate qui con sollecitudine i passi o ammalati: Maria darà salute alle vostre anime e ai vostri corpi".
Il venerdì mattina ha luogo il tradizionale "viaggio della campana": prima dell'alba una processione di fedeli accompagna la campana fino al santuario della Madonna degli Ammalati, che dista circa quattro chilometri dall'attuale centro di Misterbianco. Questo viaggio rievoca l’esodo per sfuggire al fuoco dell’Etna del 1669. Durante la fuga, gli abitanti si fermarono ai piedi di un albero d’ulivo e vi appesero la pesante campana dell’antica Matrice, affinché con i suoi rintocchi aiutasse a raccogliere la gente che vagava nelle campagne. Oggi quell'albero è noto come "aliva 'mpttata" (ulivo pettorito, robusto). Le celebrazioni si concludono con il ritorno dell'antico bronzo nel centro urbano, attraversando le antiche contrade percorse dai misterbianchesi incalzati dalla lava, e la celebrazione della messa in Chiesa Madre.
Le "Cantate o' Chianu" e l'Asta Devozionale
La domenica mattina, in maniera corale, la popolazione si riunisce per compiere il tradizionale pellegrinaggio, sempre chiamato "viaggiu", verso il piazzale antistante il santuario, detto "Chianu". Qui si svolge un momento particolarmente suggestivo e tradizionale: la "cantata o’ chianu", ossia un inno in onore della Vergine. A differenza delle altre cantate della cittadina etnea, quella dedicata alla Madonna degli Ammalati è anche una ballata. Nello stesso "Chianu" si svolge anche la tradizionale "Asta devozionale".
La Processione del Quadro
I festeggiamenti si concludono la domenica con la processione per le vie cittadine del quadro della Vergine, donato negli anni Trenta dai reduci della guerra. Come sempre, non mancano iniziative di carattere culturale e sportive ad arricchire il programma.