Ermanno di Wied, Arcivescovo di Colonia

Ermanno di Wied, figlio del conte Federico di Wied, nacque nel 1477 e fu eletto arcivescovo di Colonia nel 1515. Fu un principe zelante nell'adempimento dei suoi doveri e convinto della necessità di riforme all'interno della Chiesa.

Primi anni e impegno riformatore

Inizialmente, Ermanno di Wied mantenne una posizione intermedia tra le due confessioni religiose, cercando di promuovere la conciliazione anche a livello imperiale. Tuttavia, in seguito, fu influenzato da Martino Butzer, che invitò da Strasburgo a Colonia, e abbracciò la fede protestante nel 1543. Questa decisione suscitò una forte opposizione sia da parte del capitolo della cattedrale, del clero e della città di Colonia, sia da parte dell'imperatore Carlo V.

Ritratto di Martino Butzer

Nonostante le rimostranze e le minacce dell'imperatore, le sue azioni rimasero inefficaci. Dopo aver ottenuto la vittoria nella guerra di Smalcalda, Carlo V convocò gli stati dell'arcidiocesi e nel 1574 ottenne la deposizione dell'arcivescovo Ermanno. Quest'ultimo cedette senza opporre resistenza, rinunciando a tutte le sue dignità, rimanendo fedele alle sue convinzioni fino alla fine.

L'Arcidiocesi di Colonia: storia e struttura

L'Arcidiocesi di Colonia (in latino Archidioecesis Coloniensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Germania. Nel 2023, contava 1.904.400 battezzati su una popolazione di 5.521.841 abitanti. L'arcidiocesi comprende diverse città importanti, tra cui Colonia, Bonn, Düsseldorf, Leverkusen, Remscheid, Solingen e Wuppertal, oltre a porzioni significative di vari circondari e comuni.

Nella città episcopale, oltre alla maestosa cattedrale (la Hohe Domkirche St. Peter und Maria), si trovavano numerose e potenti collegiate, tra cui le chiese di San Severino, Sant'Orsola, San Gereone, San Cuniberto, Santa Maria in Campidoglio, Sant'Andrea, Santi Apostoli, Santa Maria ad Gradus e Santa Cecilia. Il territorio dell'arcidiocesi ospitava inoltre molte istituzioni abbaziali, il cui numero era ancora maggiore prima delle perdite territoriali che hanno ridotto l'estensione dell'arcidiocesi rispetto all'antichità (precedente al 1821).

Vista aerea della Cattedrale di Colonia

Dalle origini all'epoca carolingia

Non è possibile stabilire con certezza l'epoca in cui la civitas romana di Colonia Agrippina ebbe il suo primo vescovo. Il primo vescovo documentato è san Materno, inviato a Roma dall'imperatore Costantino nel 313, che partecipò al primo concilio di Arles nel 314. Durante l'epoca carolingia, i confini dell'arcidiocesi furono definiti in modo permanente. Attraversata dal Reno, che la divideva in due parti quasi uguali, l'arcidiocesi era delimitata a nord dalle sedi di Utrecht e Münster, a est da quelle di Paderborn e Magonza, a sud dalla diocesi di Treviri e a ovest da quella di Liegi.

Il primo sinodo provinciale certo che si tenne a Colonia fu quello dell'870, durante il quale l'arcivescovo Williberto consacrò la cattedrale. A partire dal X secolo, grazie ai privilegi concessi dall'imperatore Ottone I, iniziò ad affermarsi il principato ecclesiastico di Colonia, che divenne uno dei maggiori del Sacro Romano Impero.

Il Principato Elettorale e l'Università di Colonia

I diritti comitali sui gau di Colonia e Bonn costituirono il nucleo principale attorno al quale si sviluppò la potenza territoriale degli arcivescovi di Colonia. Questa potenza crebbe progressivamente nel corso dell'XI e XII secolo, culminando nell'acquisizione del ducato di Vestfalia nel 1180. La città di Colonia divenne una città libera nel 1288, e la capitale del principato fu trasferita a Bonn, dove gli arcivescovi fecero costruire un sontuoso palazzo.

Nel 1357, l'arcivescovo di Colonia fu ufficialmente riconosciuto come uno dei principi elettori dell'impero, con l'incarico di arcicancelliere imperiale per l'Italia. Il principato elettorale ecclesiastico, attraverso vari acquisti e donazioni, si estendeva lungo una striscia di terra di circa 100 km.

Sigillo dell'Università di Colonia

Il 21 maggio 1388, con bolla di papa Urbano VI, fu fondata l'Università di Colonia, che aprì i suoi corsi il 6 gennaio successivo con 21 professori e circa 700 studenti. In seguito alla riorganizzazione ecclesiastica dei territori del Belgio e dei Paesi Bassi nel XVI secolo, il 12 maggio 1559 Colonia cedette una porzione del suo territorio per la creazione della diocesi di Roermond.

La Riforma e la secolarizzazione

All'inizio degli anni ottanta del XVI secolo, l'arcivescovo Gebardo Truchsess von Waldburg (1577-1583), deciso a sposarsi, si convertì al calvinismo e cercò di secolarizzare l'arcidiocesi con il supporto olandese. Tuttavia, la popolazione, aiutata dalla Baviera, impedì questo processo, insediando come nuovo arcivescovo il principe Ernesto di Baviera. Da allora fino al 1761, la carica di arcivescovo fu assegnata ai secondogeniti dei principi bavaresi Wittelsbach.

Il principato ecclesiastico fu soppresso tra il XVIII e il XIX secolo. Dopo il 1795, i suoi territori sulla riva sinistra del Reno furono occupati dalla Francia e annessi nel 1801 dopo la pace di Lunéville. Il Reichsdeputationshauptschluss del 1803 secolarizzò il resto del principato ecclesiastico (27 aprile 1803), assegnando il ducato di Vestfalia al langravio di Assia-Darmstadt.

Riorganizzazione post-napoleonica

Anche l'arcidiocesi, a seguito degli eventi politici, subì importanti variazioni. L'arcivescovo Massimiliano d'Asburgo-Lorena, di fronte all'avanzata delle truppe rivoluzionarie francesi, fuggì a Vienna, dove morì nel 1801. L'arcidiocesi rimase vacante fino al 1824.

Il 16 luglio 1821, con la bolla De salute animarum, papa Pio VII riorganizzò le circoscrizioni ecclesiastiche cattoliche nel regno di Prussia. L'arcidiocesi di Colonia vide il suo antico territorio notevolmente ridotto, con buona parte di esso trasferito alle diocesi di Münster e Paderborn. Porzioni minori furono cedute alle diocesi di Liegi (dalla quale però acquisì diverse parrocchie) e Treviri. D'altro canto, l'arcidiocesi acquisì quasi l'intero territorio della soppressa diocesi di Aquisgrana. Tre anni dopo, si raggiunse un accordo per la nomina del nuovo arcivescovo, Ferdinand August von Spiegel, al quale spettò il compito di riorganizzare l'arcidiocesi.

Nell'Ottocento, l'arcidiocesi divenne il vero centro culturale e religioso del cattolicesimo tedesco. Le maggiori organizzazioni cattoliche tedesche ebbero origine nell'arcidiocesi: la Gesellenverein a Colonia, la Borromäusverein a Düsseldorf, e le Missionsverein ad Aquisgrana.

Cataloghi episcopali e fonti

Diversi manoscritti antichi riportano il catalogo episcopale di Colonia. Il più antico di questi risale alla fine del X secolo e arriva fino al vescovo Warino (976-984). Le fonti bibliografiche non sono unanimi sull'anno di morte di alcuni vescovi, con discrepanze tra Gams (925), Duchesne (924) e Franzen (923). Il 7 ottobre 1801, il capitolo elesse l'arcivescovo Antonio Vittorio d'Asburgo-Lorena, che non fu mai confermato dalla Santa Sede; il suo nome è sconosciuto sia a Eubel che a Gams.

I segreti delle cattedrali medievali

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