Macchine Mortali: Un'Analisi Approfondita del Film e del Suo Universo

Universal Pictures e MRC hanno portato nei cinema Macchine Mortali, un'avventura fantasy diretta dall’artista degli effetti visivi premio Oscar Christian Rivers e basata sulla premiata serie di libri di Philip Reeve. La sceneggiatura è stata curata dai vincitori di tre premi Oscar Fran Walsh, Philippa Boyens e Peter Jackson, mentre gli effetti visivi sono stati realizzati da un team della Weta Digital.

Locandina del film Macchine Mortali con i personaggi principali

Introduzione al Mondo di "Macchine Mortali"

Centinaia di anni dopo che la nostra civiltà è stata distrutta da un cataclisma, l'umanità si è adattata e sulla Terra si è diffuso un nuovo stile di vita. Gigantesche città mobili ("trazioniste") vagano per il pianeta, predando spietatamente le città meno mobili. In questo scenario, una misteriosa e giovane donna, Hester Shaw (interpretata da Hera Hilmar), rappresenta l’unica in grado di fermare Londra - ora divenuta una gigantesca città predatrice in movimento - dal divorare tutto ciò che incontra sul suo cammino. Spietata e strenuamente guidata dal ricordo della madre, Hester unisce le sue forze a quelle di Tom Natsworthy (Robert Sheehan), un reietto londinese, e di Anna Fang (Jihae), una pericolosa fuorilegge sulla cui testa pende una taglia.

Nel cast figurano anche Hugo Weaving (Matrix) nei panni di Thaddeus Valentine, un potente londinese con una visione discutibile del futuro, e Stephen Lang (Avatar), che interpreta Shrike.

Dallo Sviluppo Iniziale alla Produzione Cinematografica

Le Origini del Progetto

Peter Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens furono contattati da Deborah Forte, presidente di Scholastic Media e produttrice di Macchine Mortali, già nel lontano 2005 per considerare una trasposizione cinematografica. La Wingnut Films di Peter Jackson opzionò la proprietà e iniziò la pre-produzione in Nuova Zelanda nel 2008. Tuttavia, il progetto venne messo in secondo piano per diversi anni, poiché Jackson e i suoi colleghi erano impegnati nella realizzazione della trilogia de Lo Hobbit.

La Visione di Christian Rivers

Venticinque anni prima, Christian Rivers aveva inviato a Peter Jackson una lettera come fan, allegando disegni di draghi e una richiesta di lavoro. Il regista ne rimase colpito e lo assunse. Il primo incarico di Rivers fu lo storyboard del primo lungometraggio di Jackson, Fuori di testa. I due hanno continuato a lavorare insieme, evolvendo le loro carriere, e Rivers alla fine ha vinto un Oscar per i Migliori Effetti Visivi di King Kong nel 2005. Il suo ruolo è sempre stato al servizio della visione di Jackson, come affermato da Rivers stesso: "I film sono gerarchici e il regista è essenzialmente il dittatore creativo. Quindi, il mio compito è stato sempre quello di aiutare Peter a raggiungere la sua visione." L'opportunità di dirigere Macchine Mortali è nata da Jackson, che ha riconosciuto il desiderio e le capacità di Rivers maturate negli anni.

Tempistiche e Logistica

Le riprese principali si sono svolte in 86 giorni a Wellington, Nuova Zelanda, nei primi mesi del 2017. Circa 1.000 persone hanno lavorato al film, di cui il 98% erano neozelandesi. Poco prima delle riprese, il cast e la troupe furono accolti negli Stone Street Studios con una tradizionale cerimonia Maori, conosciuta come ‘pōwhiri’, eseguita dai locali Iwi. Hera Hilmar descrisse l'esperienza come una cerimonia potente e commovente, un privilegio che unisce visitatore e ospite in amicizia e pace, allontanando gli spiriti maligni e portando buona fortuna al lavoro.

Il Mondo di "Macchine Mortali": Design e Ambientazione

L'Estetica e la Linea Temporale

Nel libro, il periodo di tempo della storia è intenzionalmente vago. Per il film, i realizzatori hanno ancorato la narrazione a una linea temporale più concreta: la Guerra dei Sessanta Minuti avviene circa 100 anni nel nostro futuro (nel 2118), e il film è ambientato approssimativamente 1600 anni dopo, intorno al 3718.

L'estetica del mondo di Philip Reeve è un steampunk vittoriano. Durante le prime fasi di sviluppo del film nel 2008, questa estetica fu seguita. Tuttavia, al ritorno sul progetto anni dopo, in seguito alla trilogia de Lo Hobbit, i realizzatori ritennero che lo steampunk fosse diventato un luogo comune nella cultura popolare, decidendo così di evolvere e ampliare la portata del design per non renderlo una distopia post-apocalittica classica, simile a Mad Max.

Le Corporazioni di Londra

La metropoli di Londra, una montagna di metallo in movimento alta sette piani, è divisa in più livelli che corrispondono all'importanza sociale di ogni casta. Le élite vivono al sicuro nelle loro candide ville ai livelli superiori, mentre i meno abbienti sono costretti a vivere negli strati sottostanti, costantemente avvolti dai fumi di scarico della sala macchine.

Quattro corporazioni reggono le sorti della città:

  • Gli Ingegneri: responsabili del funzionamento dei macchinari e scienziati che cercano nuove tecnologie per la sopravvivenza e il dominio di Londra. Il loro quartier generale è l'Ingegnericum, un vasto salone a cui solo gli appartenenti alla casta sono ammessi.
  • I Navigatori: cui è affidato il compito di mantenere la rotta.
  • I Mercanti: che si occupano della gestione economica e degli scambi di reperti.
  • Gli Storici: dediti alla conservazione dei reperti tecnologici antecedenti alla Guerra dei Sessanta Minuti. A questa corporazione appartiene Tom Natsworthy con il rango di Apprendista Storico di Terza Classe.

La cosiddetta "Old Tech" comprende oggetti per noi di uso quotidiano, come CD ed elettrodomestici, considerati cimeli di gran pregio. I rifiuti organici vengono trasformati in carburante nelle nauseabonde sale macchine, dove i galeotti lavorano come schiavi, riflettendo modelli sociali degni dei romanzi di Dickens.

Città trazionista di Londra in movimento nel deserto

La Creazione dei Set e Dettagli Visivi

In totale, sono stati creati oltre 70 set per Macchine Mortali. Alcuni erano del tutto pratici e completi, mentre altri erano più piccoli con sezioni supportate da uno schermo verde. Nessun set era interamente digitale, secondo Rivers, per assicurare che il cast avesse sempre "almeno un pezzo di scenografia pratico, qualcosa che gli attori potevano toccare e su cui basarsi".

Per il set della Jenny Haniver, l'aeronave rossa costruita da Anna Fang, gran parte del movimento fu ottenuto utilizzando tecniche cinematografiche relativamente vecchio stile. I tecnici degli effetti speciali tiravano manualmente le corde per creare la sensazione di movimento, e grandi ventilatori erano puntati sugli attori durante le fasi di maggiore turbolenza.

Per progettare Airhaven, che fluttua tra i 5.000 e i 10.000 piedi di altezza nel cielo, il dipartimento artistico modellò la città in 3D, utilizzando un programma all’avanguardia chiamato HoloLens Holographic, una tecnologia a realtà mista. La Realtà Aumentata si rivelò fantastica per visualizzare strutture impossibili su larga scala.

Per comunicare il senso del movimento all'interno della città stessa, il dipartimento di layout assemblò 113 sezioni artigianali di Londra, chiamate le "ninfee", ognuna con una configurazione di animazione indipendente. Gli artisti utilizzarono tecniche come l’attenta applicazione del motion-blur e l’aggiunta di nuvole sottili e nebbiose nell’aria, per dare un senso realistico di movimento nello spazio.

Mortal Engines: London Chase Scene

Personaggi e Interpretazioni

Hester Shaw (Hera Hilmar)

Il nastro dell'audizione dell'attrice islandese Hera Hilmar fu così forte che i realizzatori la scelsero dopo una videochiamata su Skype, senza incontrarla di persona. Philippa Boyens commentò: "Hera mi ricorda Ingrid Bergman". Hester, all’inizio del film, è rimasta sola per mesi nelle terre desolate. Hera Hilmar volle approfondire quel senso di isolamento, recandosi in zone remote della Nuova Zelanda per immaginare come sarebbe stato vivere nella ferocia della natura selvaggia senza nessuno su cui fare affidamento, cercando di sopravvivere fisicamente e mentalmente. La sua cicatrice facciale, motivo di interesse sin dall’inizio del processo, fu creata dal progettista di protesi Gino Acevedo, partendo da uno strumento di scultura digitale in 3D e poi da un calco della testa di Hilmar.

Shrike (Stephen Lang)

Per la sua interpretazione, Stephen Lang si è ispirato agli uccelli rapaci, studiandone la pazienza e il modo in cui si appollaiano, per adottare una posizione fisica a riposo "non umana". Ha anche studiato la mantide e i cigni, ma fu una clip di YouTube del ballerino Rudolf Nureyev ne Il lago dei cigni che contribuì a impostare la fisicità di Shrike, notando come Nureyev tenesse le braccia indietro in modo elegante e leggermente robotico.

Trovare la giusta voce di Shrike fu un'ulteriore sfida. Nel libro, la sua voce è descritta come il rumore delle dita su una lavagna. Per il film, il reparto sonoro realizzò un dispositivo noto come "Stalker Talker", un microfono che amplificava e distorceva l'input vocale, con un auricolare per Lang. L'attore si impegnò a produrre la voce più "Shrike" possibile, descrivendola come "pneumatica, elettrica e con una qualità simile alla meccanica".

Altri Ruoli Chiave

  • Thaddeus Valentine è interpretato da Hugo Weaving.
  • Tom Natsworthy è interpretato da Robert Sheehan.
  • Anna Fang è interpretata da Jihae.

Leila George D’Onofrio, come parte della sua preparazione per il ruolo, prese lezioni di cucito, un hobby che presumibilmente il suo personaggio avrebbe potuto avere. Gli accenti rappresentavano una fonte cruciale di informazioni sui personaggi in questo mondo futuristico, richiedendo a quasi tutti i 50 ruoli con dialoghi di modificare o cambiare completamente i loro accenti nativi. Per supervisionare questo processo, i realizzatori reclutarono l’insegnante dialettale inglese Jan Haydn Rowles (conosciuta per Il Trono di Spade).

Costumi e Effetti Sonori

Il Reparto Costumi

Guidato da Bob Buck, il reparto costumi contava al massimo della sua attività 110 membri. Per la sezione chiamata "le budella" di Londra, furono acquistati vestiti di seconda mano, smontati e ricuciti in modo errato, con molte imperfezioni visibili da vicino. Il reparto lavorava per far sembrare i vestiti vecchi di decenni in sole 24 ore, utilizzando tecniche come levigatura, bruciatura con fiamma ossidrica, spazzolatura a secco e cospargimento di fango e sporcizia. L'abbigliamento del livello superiore rifletteva la Carnaby Street degli anni '60, generando l'estetica del film man mano che si saliva di livello sociale.

La Colonna Sonora e il Sound Design

La colonna sonora è stata composta da Tom Holkenborg, noto come Junkie XL. Shrike ha un suo sound singolare, che combina elementi umani e meccanici. Christian Rivers desiderava che Shrike avesse un battito cardiaco, una "macchina eterna". Il sound designer Dave Whitehead registrò una serie di battiti cardiaci diversi, da un minuscolo tamburo di metallo a un meccanismo di orologeria, combinando circa 20 componenti. Il battito fu adattato al mondo del film, riproducendo gli elementi attraverso un oggetto metallico che risuonava in uno spazio reale. Riguardo ai suoni dei piedi di Shrike, Whitehead utilizzò un paio di portabottiglie di metallo e un vecchio microfono, sbattendoli su una griglia metallica e sul cemento.

"Macchine Mortali": Accoglienza e Analisi Critica

Un Riconoscimento Indesiderato: Il Flop

Macchine Mortali, pur con tre "padri" (lo scrittore Philip Reeve, il produttore Peter Jackson e il regista Christian Rivers), si è guadagnato il riconoscimento indesiderato di essere uno dei più grandi flop del suo decennio. L'impressione nel 2018 fu che i pochi spettatori acquistassero il biglietto con l'idea di vedere un film di Peter Jackson, mentre invece era un esordio alla regia di Christian Rivers con un budget di 100 milioni di dollari.

La Complessa Identità del Film

Il film, sebbene dotato di un buon impianto visivo e una gestione sensata della computer grafica (pur con limiti), fu visto da pochi e ricordato da ancora meno. Il problema risiede nella sua identità, frammentata tra molte suggestioni e priva di una mano sicura che gli desse una direzione precisa, tentando invece tutte le strade contemporaneamente. Il film inizia con la sua scena migliore: Londra che "mangia" una cittadella, un inseguimento simile alla caccia di un animale selvaggio. Tuttavia, il senso di scala, ovvero l'effetto di far percepire il grande superato dal grandissimo, viene subito abbandonato. In alcune inquadrature, le città assomigliano a strane automobili anziché a veicoli estesi per chilometri, un errore ritenuto imperdonabile.

Per quanto le critiche siano state eccessive, la messa in scena è apparsa uno degli aspetti meno a fuoco. Christian Rivers, pur provenendo dagli effetti speciali, dimostra di faticare quando deve uscire dall'effetto digitale per concentrarsi sui personaggi. I duetti appaiono gestiti in modo affrettato, quasi che il regista non vedesse l'ora di ributtarsi nell'azione. Anche la sceneggiatura vacilla, indecisa tra mantenere il target adolescenziale del romanzo e muoversi in territori più adulti, portando a ironizzare sulla cultura pop contemporanea (i Minions considerati divinità) e a creare sequenze mirabili che accrescono il dispiacere per il risultato finale.

Riferimenti e Incompiutezze

Macchine Mortali ricorda molte cose ma mai se stesso. Il film attinge ampiamente dall'immaginario di registi come Miyazaki (con macchine volanti che richiamano Laputa - il castello nel cielo e città in movimento simili a Il castello errante di Howl), e mostra influenze da opere come Star Wars (la battaglia decisiva e il ventre di Londra simile alla Morte Nera), Snowpiercer per gli interni, e le opere di Roger Dean per gli esterni. Nonostante il concept suoni bene su carta e sia ben espresso dal film, il problema inizia quando la prospettiva diventa quella dei personaggi.

I personaggi principali, come Hester Shaw, pur essendo presentati come duri e cinici ma con cuore, non raggiungono la profondità desiderata, con dialoghi che non permettono ad Hera Hilmar di brillare. Tom Natsworthy viene descritto come un personaggio che starebbe bene ne Le cronache di Narnia, affascinante, un po' goffo e viziato ma adattabile. Hugo Weaving riprende le espressioni dell'Agente Smith di Matrix per il suo Thaddeus Valentine, un "cattivo cattivissimo" con un piano folle. Più riuscito è Shrike, descritto come un "incontro tra Frankenstein e Terminator", che porta un senso di dramma quando appare, pur con una critica alla sua brutta fine e all'uso della CGI nel finale.

Si notano buchi narrativi, scompensi d'ispirazione e farraginosità nel tradurre i cambiamenti sulla Terra descritti nel romanzo. L'impressione è che, sebbene il materiale avesse un potenziale esplosivo in mano a Jackson, non è un caso che il regista si sia tenuto alla larga dalla direzione. Il film manca "l'olio", facendo sì che tutto inizi a stridere: le comparse annunciano le proprie morti e gli oggetti hanno malfunzionamenti solo quando la sceneggiatura lo richiede, rivelando contenuti solo per convenienza. Macchine Mortali si conclude alla svelta, con una repentina chiusura che, anziché aprire a un ipotetico sequel, lascia l'impressione di un meccanismo ormai definitivamente inceppato.

Mortal Engines: London Chase Scene

L'Evoluzione dell'Universo Letterario di Philip Reeve

Il romanzo di Philip Reeve, pubblicato nel 2001, si posizionava nel contesto dell'esplosione dei romanzi Young Adult, offrendo un fantasy steampunk con un pronunciato aspetto politico. È una saga con più strati di lettura e una costruzione radicale di un mondo post-apocalittico. La Guerra dei Sessanta Minuti, condotta dagli uomini del passato, ha distrutto la Terra. La nuova civiltà si è strutturata in città mobili, enormi macchine (le città trazioniste) capaci di spostarsi verso luoghi ricchi di risorse. Per contendersi il territorio, le più grandi possono inglobare le più piccole in un processo di "darwinismo urbano". Sebbene la simbologia del libro sia geniale e fresca, la sua realizzazione cinematografica si è dimostrata complessa.

I libri successivi alla storia narrata nel film esplorano ulteriormente il destino dei protagonisti. Ad esempio, i potenti motori di Anchorage, una città derelitta, sono fermi e ricoperti di ruggine da anni, essendosi stanziata sulla costa di quella che una volta era l’America. Qui, Tom Natsworthy ed Hester Shaw hanno abbandonato la loro vita avventurosa e finalmente hanno messo radici, sentendosi per la prima volta felici. La loro primogenita, Wren, però, è annoiata da questa tranquillità e scalpita per un'avventura. Quando incontra Gargle, un pirata galante e la sua banda di ladruncoli, i Ragazzi Perduti, che le chiedono di aiutarli a rubare il misterioso e pericoloso Libro di latta, Wren accetta. Il furto non va come previsto, e Gargle fugge con Wren, costringendo Tom ed Hester ad abbandonare la loro vita pacifica per ritrovare e salvare la figlia.

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