La Solennità del Corpus Domini a Caltagirone: Un Inno alla Fede e alla Comunione

Il Significato Profondo della Solennità del Corpo e Sangue del Signore

La Solennità del Corpo e Sangue del Signore, che raduna visibilmente la comunità cristiana attorno al Mistero della presenza reale, sostanziale e sacramentale del Signore Gesù nella sua Chiesa, che ne è Corpo, è come una esplosione gioiosa della grande verità che ci fa Popolo di Dio in cammino nella storia.

Mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone, sottolinea come il Concilio riaffermasse la centralità dell'Eucaristia come Mistero e Sacramento con la formula fons et culmen (sorgente e pienezza), sintetizzando mirabilmente la natura e la sostanza della Chiesa. La vocazione della Chiesa è quella di «credere e impegnare tutta se stessa - non solo nel Segno sacramentale, ma nella prassi quotidiana, riversando ogni energia in questo compito di “abitare la storia” con l’energia che le viene dal nutrirsi ogni giorno del Pane di Vita eterna».

È in questo contesto che la comunità dei discepoli ha il compito e la responsabilità di «credere e impegnare tutta se stessa - non solo nel Segno sacramentale - e riversare ogni energia in questa consegna di “abitare la storia” per animarla e contagiarla continuamente con l’energia che le viene dall’alto». Questo è il modo autentico della Chiesa di accompagnare gli uomini di buona volontà a riconoscere nel gioioso annuncio del Vangelo la sostanza della salvezza possibile e desiderata.

«È tutto qui, infatti - prosegue il Vescovo - il “mistero” dell’amore di Dio per il mondo che mediante la missione della Chiesa diventa concreta costruzione dell’uomo nuovo mediante la dedizione quotidiana con la quale i discepoli di Cristo sono chiamati a incarnare nella verità, nell’accoglienza e nella condivisione delle alterne vicende della vita di tutti e di ciascuno, la Speranza, che emerge come Salvezza nella incontenibile luce di un nuovo umanesimo che illumina ogni uomo che viene nel mondo.»

In questo “mistero” d’amore di Dio per il mondo, - afferma mons. Calogero Peri - trova radice la missione stessa della Chiesa, inviata per farsi “carne viva” del mondo non solo nella modalità del mistero sacramentale dell’Eucaristia, ma anche nella concreta costruzione dell’uomo nuovo. La dedizione quotidiana con cui i discepoli di Cristo sono chiamati a incarnare nella verità del tempo e della storia, e nell’accoglienza e condivisione delle alterne vicende della vita di tutti e di ciascuno, il grande mistero della Speranza e della Salvezza, deve emergere con forza incontenibile, come luce che illumina ogni uomo che viene nel mondo, anche dagli abissi più oscuri dell’esperienza terrena a volte così oscura e angosciante. È la semente del nuovo umanesimo cristiano, proclamato e celebrato nella Risurrezione del Signore Gesù, Figlio di Dio incarnato, morto, risorto e glorioso per sempre come primizia di un popolo di fratelli.

illustrazione di una processione del Corpus Domini con fedeli e clero

Le Celebrazioni Tradizionali e la Processione a Caltagirone

Anche quest'anno, come da tradizione, la comunità di Caltagirone si riunisce per celebrare la Solennità. Ad esempio, una delle celebrazioni ha visto S.E. Mons. Calogero Peri presiedere nel Piazzale del Giardino Pubblico, alle ore 18.30, la Celebrazione eucaristica unitaria. Questa si è prolungata nella Processione del clero e del popolo credente nelle sue molteplici articolazioni, che ha percorso le vie Roma, Giorgio Arcoleo e P.pe Umberto, per concludersi sul sagrato della Parrocchia S. Francesco d'Assisi.

Il Corteo Storico del Senato Civico

Nelle più importanti ricorrenze civili e religiose o in occasione di eventi particolarmente importanti sul piano politico e religioso, il corteo del Senato civico di Caltagirone, che ha origine nel XVII secolo, accompagna le autorità cittadine. Questo corteo è composto da una trentina di elementi, in costumi d'epoca, tra mazzieri, inservienti, capitano di giustizia, bastoniere, alabardieri, tamburini, senatori e messi.

Il corteo del Senato cittadino, insieme alle autorità e alla banda dell'associazione musicale "Luigi Sturzo", prenderà parte alla processione in programma per la Solennità del Corpus Domini, unendo così la fede alla tradizione civica della città.

fotografia del corteo storico del Senato Civico di Caltagirone con costumi d'epoca

L'Eucaristia come Fondamento di Unità e Comunione

Nella cornice del Cenacolo, come discepoli del Risorto seduti al banchetto, i fedeli si nutrono del corpo eucaristico, diventando somiglianti a Cristo e, nella loro unità, edificano la Chiesa. Tale dinamismo comunionale si compie in forza dello Spirito Santo, e la comunione al corpo eucaristico, quindi, trasforma i credenti nel suo corpo e li fa essere Chiesa.

La comunità dei discepoli converge in Cristo. La Chiesa, infatti, non costituisce una mera istituzione religiosa, ma un organismo vivente che riceve energia e vita dal contatto con il Risorto, presente e operante con il suo Spirito di amore e di santità. Anche i singoli discepoli sono plasmati a livello personale dal legame originario con l’intero corpo. L’appartenenza alla comunità cristiana non costituisce un attributo secondario o un’aggiunta ornamentale. L’Eucaristia, infatti, ci strappa dal ripiegamento all’interno di una individualità chiusa e autosufficiente, facendo evolvere la coscienza di noi stessi in un’autentica coscienza della comunione. Il cristiano è persona e il suo volto è orientato verso l’altro e non rivolto al proprio io isolato.

La dimensione comunionale propone una trama con “incroci a intreccio”, riflettendo le parole di Gesù: «Io sono la vite, voi i tralci.» L’unità realizzata dall’Eucaristia, infatti, non è omologazione, ma omogeneità. In essa tutti diventano “figli nel Figlio e fratelli nel Fratello”, ma solo a condizione che tale comunione consacri le differenze e le alterità, nella pluralità multiforme delle figliolanze e delle fratellanze.

La tradizione cristiana spinge in questo giorno ad uscire dalle chiese portando il “Corpo vivente” tra i viventi, per le vie e tra le case dei nostri paesi e delle nostre città. Questa è l’Eucaristia! In fondo, quel giorno, mescolati a quella folla affamata di cui ci parla il Vangelo ci siamo anche noi, affamati di tante cose. Il Signore, nell’Eucaristia quasi sussurrata e celebrata nell’intimità della nostra chiesa Cattedrale, continua a prendere il pane, a elevare le parole della benedizione, a spezzarlo e a donarcelo perché nel suo Corpo, donato a noi nella forma del pane e del convito, è racchiusa tutta la sua vita e c’è tutta la speranza del nostro cammino.

Il Giubileo delle Aggregazioni Laicali, dei Movimenti Ecclesiali e delle Confraternite (2025)

Un unico grande appuntamento di fede per tutta la Diocesi di Caltagirone è previsto per giovedì 19 giugno 2025, nella Solennità del Corpus Domini. Si terrà il Giubileo delle Aggregazioni Laicali, dei Movimenti Ecclesiali e delle Confraternite. La celebrazione, presieduta dal Vescovo Calogero Peri e concelebrata dall’Arcivescovo emerito Michele Pennisi, assistente nazionale delle Confraternite, vedrà la partecipazione dell’intero popolo diocesano.

Per favorire la partecipazione piena e unitaria di tutto il popolo di Dio, in occasione dell’evento saranno sospese tutte le celebrazioni eucaristiche dell’intera Diocesi di Caltagirone. Alle ore 18:30, nella Basilica Cattedrale di San Giuliano, sarà celebrata la Solenne Eucaristia, presieduta da S.E. Mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone, e concelebrata da S.E. Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo emerito di Monreale, Assistente ecclesiastico nazionale delle Confraternite e figlio della Chiesa calatina.

Il Ruolo delle Confraternite e delle Aggregazioni Laicali

Numerose saranno le Confraternite presenti, provenienti da ogni comunità della Diocesi, che con i loro segni, colori, spiritualità e carismi, offriranno un’immagine viva della Chiesa popolare e pellegrina, che con fede, servizio e dedizione rende visibile il cammino della speranza e della testimonianza cristiana.

Nel suo messaggio rivolto alla comunità in vista del Giubileo, S.E. Mons. Calogero Peri, ha dichiarato: “L’unità realizzata dall’Eucaristia, infatti, non è omologazione, ma omogeneità. In essa tutti diventiamo ‘figli nel Figlio e fratelli nel Fratello’, ma solo a condizione che tale comunione consacri le differenze e le alterità, nella pluralità multiforme delle figliolanze e delle fratellanze. In tale prospettiva, la liturgia ci pone come Chiesa nell’esercizio della libertà davanti al ‘Dono’, ‘forma visibile’ della grazia invisibile: tale sua visibilità ha bisogno di immaginazione e di sogno, di slancio e di silenzio, di forma comprensibile e di mistero informe.”

Il Delegato diocesano per il Giubileo, don Davide Paglia, a sua volta, ha evidenziato: “La nostra Chiesa diocesana si prepara a vivere un altro momento costitutivo del cammino giubilare: la solennità del Corpus Domini. La comunità dei discepoli converge in Cristo come organismo vivente che riceve energia e vita dal contatto con il Risorto, presente e operante con il suo Spirito di amore e di santità. Il Giubileo delle Confraternite e delle Aggregazioni laicali diventa un segno dello stare insieme, ed è già una professione di fede gioiosa davanti a questo mondo disorientato e disincantato.”

Giubileo delle Confraternite Termitane

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