Criteri e calcoli per il contributo alla corrente di corto circuito secondo la norma CEI 0-16

La connessione di un'utenza alla rete elettrica richiede un'attenta analisi delle condizioni di inserimento. L’inserimento prevede la realizzazione di una linea alimentata direttamente dalla Stazione AT/MT al fine di consentire la connessione di un’utenza. Tale tipologia d’inserimento può essere adottata qualora gli schemi di inserzione lungo una linea esistente non siano ammissibili dal punto di vista tecnico. È fondamentale che il locale dedicato all’impianto di rete presso l’utenza sia progettato per ospitare le apparecchiature necessarie per un’eventuale adozione successiva dell’inserimento in entra-esce.

Schema di connessione dell'utenza alla Stazione AT/MT e configurazione dei locali tecnici

Metodologia di calcolo della corrente di corto circuito

Per determinare correttamente i parametri di protezione e i dimensionamenti dei componenti, è necessario analizzare il contributo alla corrente di corto circuito. Si ricorda che per svolgere questi calcoli è indispensabile acquisire le schede tecniche fornite dai costruttori del trasformatore (ad esempio SEA, CELME, TESAR, ecc.) e dell'alternatore.

Il metodo di calcolo della Potenza di Corto Circuito è certamente approssimato rispetto alla metodologia canonica, che tiene conto dettagliatamente delle componenti resistive e induttive. Tuttavia, questo approccio risulta funzionale per la maggior parte delle applicazioni pratiche nel contesto della rete italiana.

Contributo dai generatori eolici

Nel caso specifico di impianti eolici, il contributo alla corrente di corto circuito del generatore è dato dal collegamento in serie dell’inverter con il relativo trasformatore. Pertanto, il contributo dei generatori alla corrente di corto circuito deve essere valutato considerando questa specifica configurazione impiantistica.

Diagramma a blocchi del contributo alla corrente di corto circuito di un generatore eolico con inverter

Scelta dei quadri MT e protezione degli impianti

In base all'esperienza operativa, generalmente i quadri MT con potere di interruzione pari a 16 kA possono essere considerati adeguati per la rete italiana a 20 kV. Le preoccupazioni tecniche emergono esclusivamente nei casi in cui la Cabina Primaria sia ubicata estremamente vicino all'impianto, fattore che incrementa sensibilmente i valori di corrente di guasto.

È opportuno esaminare con cura le correnti richiamate dai trasformatori in caso di corto circuito trifase sul secondario. Sebbene si tratti di un caso estremo, in tali situazioni è preferibile l’intervento di tutte le protezioni disponibili. L’obiettivo primario rimane quello di mettere in sicurezza l’impianto il più velocemente possibile, anche a discapito dell’eventuale continuità di esercizio di altri rami dell’impianto stesso.

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