Le abbazie italiane rappresentano da secoli centri di spiritualità, cultura e, non di rado, di eccellenza enologica. Questi luoghi, immersi in paesaggi suggestivi, hanno spesso custodito e sviluppato antiche tradizioni vitivinicole, tramandando saperi che ancora oggi influenzano la produzione di vini di pregio. Un viaggio tra le colline del Friuli e le terre assolate della Sicilia rivela come alcune di queste abbazie siano diventate veri e propri punti di riferimento per gli amanti del vino e della storia.
L'Abbazia di Rosazzo e il Cuore Vitivinicolo dei Colli Orientali
Nei Colli Orientali del Friuli, un affascinante museo “senza porte” e la storica Abbazia di Rosazzo testimoniano una profonda connessione tra il territorio e la viticoltura, onorando figure che hanno segnato la storia enologica italiana.
La Visione di Livio Felluga e il Vigne Museum
L’affascinante museo “senza porte”, omaggio al patriarca della vitienologia italiana Livio Felluga, si affaccia su uno dei percorsi panoramici più belli della zona che, dai suoi vigneti più antichi, conduce sino all’Abbazia di Rosazzo. Il Vigne Museum, unico del suo genere in Italia, è un progetto ideato dal grande architetto Yona Friedman, con la collaborazione dell’artista Jean-Baptiste Decavele, su invito della famiglia Livio Felluga, grazie alla collaborazione di RAM radioartemobile e Giovanna Felluga, co-founder di AtemporaryStudio e attuale direttore artistico del progetto.

Proprio su queste colline, negli anni ‘50, Livio Felluga, tra i “padri fondatori” dei Colli Orientali e simbolo della produzione vinicola di Rosazzo con la cantina che porta il suo nome, acquistò i primi vigneti, spinto dal sogno, oggi divenuto realtà, di dedicarsi alla cura di quelli della vicina Abbazia. Il Vigne Museum si configura come un museo senza porte, che si visita sia dall’esterno che dall’interno. Partendo da lì, si può avere un’infinità di punti di vista su tutto quello che si vuole guardare.
In occasione del centesimo compleanno di Livio Felluga nel 2014, è parso naturale celebrare questo traguardo partendo proprio dalla piccola collina dove l’imprenditore era solito sedersi per osservare le “sue” terre e pensare a nuovi vini e progetti. Con l’idea di “creare per l’eternità”, il progetto è stato affidato, lasciando completa libertà creativa, a Yona Friedman, scomparso nel 2020, architetto e uno dei pensatori più rilevanti del Novecento. La sua ricerca intersettoriale basata sulla libertà dell’individuo e sull’uso responsabile dell’ambiente in rapporto alle regole di vita delle comunità locali gli è valsa, durante la sua lunga carriera, un Leone d’Oro alla Biennale di Venezia e importanti lavori esposti al MoMA di New York, al Centre Pompidou di Parigi e al Getty Institute di Los Angeles. Per il progetto della famiglia Felluga, Friedman ha concepito un’originale Architecture Without Building, disegnata attraverso la tecnica dell’improvvisazione.
L'Associazione Culturale Vigne Museum e le sue Iniziative
Al fine di promuovere lo spirito del progetto, anche attraverso un programma interdisciplinare in cui esponenti dell’arte e della cultura si confrontano con protagonisti del mondo della scienza su temi legati al paesaggio e al rapporto tra uomo e natura, con convegni ed eventi performativi dedicati all’arte, alla musica e alla performance, è nata l’Associazione Culturale Vigne Museum. Questa associazione è presieduta da Elda Felluga, figlia di Livio e ambasciatrice della cultura e delle bellezze del territorio attraverso una lunga carriera condotta con amore e passione.
L'Abbazia di Rosazzo: Storia, Paesaggio e Degustazioni
Dopo aver ammirato il panorama da questo angolo privilegiato del Friuli Venezia Giulia, si procede a piedi (una passeggiata di circa 15 minuti) o in macchina verso l’Abbazia di Rosazzo, a circa 1 km e visibile all’orizzonte dal Museo. La Cantina Livio Felluga, situata poco distante, ha in concessione, oltre ai vigneti, anche la storica cantina dell’Abbazia, la più antica del Friuli Venezia Giulia. Anche se le sue origini sono ancora controverse, probabilmente risalenti all’anno Ottocento quando l’eremita Alemanno si trasferì in questi luoghi solitari, è certo che già alla fine del 1200 i Monaci Benedettini provenienti dalla Carinzia portarono qui la coltivazione della vite e dell’olivo, dando inizio alla rinomata storia vitivinicola di queste zone.

Sempre aperta su orario di visita, all’Abbazia si può visitare liberamente il chiostro da cui si accede ad una meravigliosa terrazza con una vista unica che spazia:
- a est dalla Slovenia fino al golfo di Trieste;
- a sud-est dal campanile di Aquileia fino al mare Adriatico;
- a sud da Manzano sino ai vari paesi che costellano la bassa pianura friulana.
Vale la pena di consultare anche il programma di eventi culturali dell’Abbazia che ospita regolarmente concerti, rassegne letterarie ed esposizioni d’arte. Da qui, scendendo al Belvedere, si può percorrere il bellissimo Sentiero delle Rose, che si snoda lungo il perimetro dell’Abbazia, ed ammirare i numerosi esemplari di rose antiche a cui è dedicata la manifestazione annuale Rosazzo da Rosa. La storica cantina d’invecchiamento, usata dai monaci Benedettini per l’affinamento dei vini e per la conservazione dell’olio, è invece visitabile su appuntamento.
Varietà di Uve Nascoste a Rosazzo
A Rosazzo sono nate alcune tra le più grandi uve friulane quali la Ribolla gialla, il Picolit ed il Pignolo. Queste varietà autoctone contribuiscono a definire il carattere unico dei vini prodotti in quest'area.
Suggestioni Culinarie e Percorsi Panoramici
E se si vuole proseguire il viaggio con una tappa culinaria, è possibile fermarsi alla rinomata Locanda Orologio di Brazzano e assaggiare i migliori vini della zona del Collio, in primis, naturalmente, Abbazia di Rosazzo.
Abbazia Santa Anastasia: Eleganza e Sensi in Sicilia
In un altro angolo d'Italia, l'Abbazia Santa Anastasia in Sicilia offre un'esperienza enologica che fonde storia, lusso e una profonda connessione con il territorio.
Il Relais e la Cantina di Pregio
Particolarmente suggestiva è l’esperienza che si può vivere in un Relais, precisamente l’Abbazia Santa Anastasia a Castelbuono, paesino in provincia di Palermo. All’interno di una costruzione medievale dal fascino indiscusso, trova posto anche una cantina con etichette di pregio che recano, sulla bottiglia, il logo di una porta di un monastero.

"Calici di Stelle": Un'Esperienza Sensoriale
In tutta Italia torna l’evento organizzato dal Movimento turismo del Vino che, dal 3 al 14 agosto, porta i wine lover all’interno delle cantine per degustare il meglio della nostra offerta vinicola, sotto lo scintillìo delle stelle. Calici di stelle non è definibile come un semplice evento enogastronomico, è uno sconvolgimento dei sensi che permetterà ai wine lover di rendere labile qualsiasi circoscrizione tra di essi. Venerdì 11 agosto, sotto un cielo brillante di punti luminosi come cristalli, si vivrà un’occasione imperdibile per fondersi col paesaggio siculo.
Per il “suo” Calici di stelle, l’Abbazia Santa Anastasia ha predisposto una serata elegante e ricca di contenuti dove ci sono tutti gli elementi perché resti impressa nel cuore e nell’anima. Dalle ore 21:00, a bordo della piscina dello splendido Relais, si svolgerà Vini e Sapori, aperitivo all’insegna dell’eleganza ma anche del perfetto connubio tra cibo e vino. Accantonato l’usuale aperitivo a buffet, il programma prevede quattro piatti abbinati a quattro vini della Cantine dell’Abbazia. A coronare il trasporto sensoriale saranno le note della cantante sicula Simona Trentacoste, a partire dalle 22:00, con Valerio Rizzuto (pianoforte), Matteo Balcone (basso elettrico) e Filippo Radicchi (batteria). Scelta musicale, quella del Jazz, assolutamente non casuale.
GENTE IN CANTINA O CANTINA DALLA GENTE? CALICI DI STELLE 2019
La Sacralità del Vino e la Tradizione Monastica
In seconda serata, si torna a volgere lo sguardo da dove tutto ebbe inizio: le meteore, piccoli graffi del cielo che hanno la fortuna di vedere dall’alto questo meraviglioso paesaggio, fatto di montagne e brezza marina. Da quando i monaci Benedettini hanno fatto del vino un pilastro idilliaco del luogo e centro propulsore di cultura, sopravvive un’aria amena che pretende solennità. Un ambiente in cui la sacralità e la dedizione al vino sono percepibili, così come le avversità che il luogo ha dovuto affrontare ma che è riuscito, sin dalla sua nascita nel XII secolo, a superare, puntando alla bellezza e all’eccellenza di ciò che madre natura offre. L’evento, per motivi di sicurezza, è per un numero limitato di persone.