Le Cooperatrici pastorali diocesane di Treviso hanno celebrato il 30 novembre i 30 anni della loro presenza all'interno della diocesi di Treviso con una messa in cattedrale.
Si tratta di una realtà di donne consacrate, dedite alla pastorale, sia in parrocchia che in vari servizi diocesani. Esse sono chiamate a collaborare con preti e laici per costruire una Chiesa sempre più sinodale.
Introduzione e Identità del Carisma
Il desiderio che ha mosso ciascuna delle Cooperatrici è stato quello di ridonare il dono ricevuto dalla Chiesa che le ha generate alla fede. Ciò si manifesta nell'annunciare ai fratelli il Cristo amato e Risorto, sull’esempio di Maria Maddalena.
Questo piccolo nucleo iniziale è cresciuto pian piano, sia numericamente, sia nella consapevolezza di una vocazione percepita nel cuore, riconosciuta nell’accompagnamento spirituale e sempre meglio definita attraverso il confronto con la Chiesa e con la storia.
La Chiesa diocesana, inizialmente grazie al discernimento e all’accoglienza del Vescovo Paolo Magnani e successivamente attraverso i pastori che si sono succeduti, ha assunto, custodito e indirizzato questo carisma affinché si esprimesse nella sua fecondità.
Le Radici Storiche e la Nascita del Primo Nucleo
La Chiesa di Treviso, dopo aver accolto molte indicazioni del Concilio Vaticano II, ha visto sorgere in alcune giovani il desiderio di donarsi nella consacrazione. Questa forma di consacrazione consente di dedicarsi al servizio della Chiesa locale, quella Chiesa che le ha generate alla fede, in un clima pastoralmente vivace, ricco di esperienze di vita parrocchiale e di realtà associative.
Il 30 novembre 1992, giorno di Sant’Andrea, due giovani donne hanno iniziato a vivere nella canonica della parrocchia di Santa Bona, costituendo il primo nucleo della comunità formativa delle Cooperatrici Pastorali Diocesane.
Questa data non segna l'inizio di tutto; bisogna, infatti, tornare indietro di qualche anno. Trent’anni fa, un seminarista invitò alcune animatrici di gruppi giovanili a conoscere una nuova realtà presente in diocesi. Organizzando una serata, si recarono a Santa Bona, dove, ospitate all’ultimo piano della canonica, incontrarono due ragazze che da poco vi abitavano.
Quella sera, vi erano anche altre giovani interessate a quell'esperienza. Un pensiero istintivo, "Questo è il mio posto", venne ad una delle partecipanti, pensiero che, dopo il tempo del discernimento e della formazione, la portò a diventare cooperatrice pastorale diocesana.
Queste due giovani donne, incontrate con coraggio ed entusiasmo, stavano intraprendendo una strada ancora tutta da svelare ma chiara nell’intuizione originaria: donare la propria vita al Signore mettendola a disposizione del Vescovo nel servizio alla sua Chiesa diocesana.
A febbraio del 1989, con l'ingresso in diocesi di Treviso del vescovo mons. Paolo Magnani, questo movimento di riflessione fu accolto positivamente e fatto proprio. Già dal 1990, il vescovo individuò i quattro lineamenti teologico-spirituali, i quattro “pilastri”, che costituiscono il carisma: consacrazione al Signore, femminilità, diocesanità e pastoralità.

Il Percorso Formativo e la Sua Strutturazione
Il passaggio successivo nella crescita del "germoglio" fu la strutturazione del tempo formativo. Cominciarono le prime presenze di aspiranti e successivamente di cooperatrici in alcune parrocchie.
L'iter formativo per diventare cooperatrice pastorale diocesana dura sette anni, al termine dei quali avviene la consacrazione al Signore nelle mani del Vescovo. In comunità formativa si giunge dopo un anno di cammino di verifica e di discernimento vocazionale.
Nel tempo di formazione sono previsti due riti intermedi, attraverso cui verificarsi e aderire con sempre maggior consapevolezza alla chiamata del Signore:
- Il Rito di Ingresso, al termine del secondo anno, con cui si esprime pubblicamente il desiderio di percorrere il cammino di formazione delle Cooperatrici.
- Il Rito dell’Impegno, al quinto anno, con cui ci si impegna a provarsi più decisamente nella vocazione della Cooperatrice.
Sviluppo e Riconoscimento Ufficiale: Le Tappe Fondamentali
Subito, come accade per ogni nuova esperienza che nasce nella Chiesa, si incontrarono gioie e ostacoli. Domande come “Chi sono? Cosa vogliono? Come vivono? Di cosa vivono?” venivano rivolte, insieme a espressioni più entusiastiche, come “che bello vedere delle donne che si prendono cura di noi” o “è bello entrare in canonica, in oratorio, e incontrarvi”. Le Cooperatrici, pur con stupore, non sempre comprendevano le difficoltà presentate, poiché intuivano il loro "posto particolare" nella Chiesa. Tali difficoltà, tuttavia, si sono rivelate importanti opportunità per loro e per il cammino della Chiesa diocesana.
Nel 1998 si tenne il primo Rito dell’Impegno, corrispondente a una presenza più prolungata in parrocchia per mettere alla prova e verificare la propria vocazione nella realtà concreta del servizio pastorale. Nel 1999 ebbero luogo le prime tre consacrazioni, a conclusione del regolare cammino di preparazione; in tal modo si giunse alla strutturazione ultima del percorso formativo: strutturato in sei anni (oggi sette) e scandito da tre tappe: il Rito di Ingresso, il Rito dell’Impegno e il Rito della Consacrazione.
Nel 2000 fu approvato il nuovo Statuto, che rispondeva anche a esigenze di riconoscimento da parte dello Stato italiano e che sostituì il precedente. Nel 2003, le prime due cooperatrici furono inviate in missione a collaborare con i presbiteri fidei donum in Paraguay, e nello stesso anno venne promulgato il Direttorio vescovile su vocazione, identità e spiritualità delle Cooperatrici pastorali diocesane, che costituisce un riferimento spirituale per il carisma.

Gli anni successivi, su sollecitazione del vescovo Andrea Bruno Mazzocato, furono dedicati ad approfondire l’identità carismatica e la concreta presenza delle Cooperatrici Pastorali in diocesi, riconoscendone il valore ecclesiale e la stretta dipendenza dal vescovo. Nel febbraio 2010, fece il suo ingresso a Treviso il nuovo vescovo Gianfranco Agostino Gardin.
Un dono grandissimo è stato ricevere il 14 dicembre in udienza privata il Santo Padre, insieme alle Ausiliarie diocesane di Milano, alle Collaboratrici apostoliche di Padova e alle Cooperatrici ecclesiali di Vicenza, per presentargli la propria vocazione e ascoltare il suo messaggio.
Presenza e Servizio Attuale nella Diocesi di Treviso
Le Cooperatrici pastorali diocesane sono attualmente coinvolte nella realtà pastorale della diocesi in diversi ambiti. La loro destinazione ai servizi pastorali è stabilita dal Vescovo con la mediazione del Vicario generale, tenendo conto delle attitudini delle singole cooperatrici e delle necessità in diocesi.
Innanzitutto, sono destinate nella pastorale parrocchiale, che negli ultimi anni ha assunto un nuovo profilo ecclesiale con l’istituzione delle Collaborazioni pastorali. In questo contesto, per la loro dedizione e l’intento di contribuire a edificare il tessuto comunitario delle parrocchie, le cooperatrici risultano una risorsa significativa.
Esse sono inoltre presenti in molti servizi diocesani, tra cui:
- Ambito formativo: uffici di Curia, in particolare pastorale familiare, giovanile, catecumenato, pastorale liturgica.
- Ambito missionario e caritativo: Centro missionario, pastorale carceraria, Istituto Superiore di Scienze Religiose, Scuola di Formazione Teologica, Centro Chiavacci.
- Ambito giuridico e amministrativo: Cancelleria diocesana, Segreteria del Vescovo, Casa del Clero, Ufficio amministrativo, Economato, Ufficio per i beni culturali.
- Alcune cooperatrici sono impegnate nell’insegnamento.
La loro dedizione totale di vita alla Chiesa diocesana si esprime anche nella partecipazione alla dimensione missionaria della Chiesa locale, in particolare in Paraguay, dove sono presenti due cooperatrici.
Sfide Aperte e il Contributo per la Chiesa del Futuro
Le Cooperatrici pastorali diocesane sono chiamate ad affrontare, con la Chiesa e con l’intera società, alcune sfide importanti che interpellano il tempo presente. Possono dare un contributo significativo in ordine a:
- Una lettura del modo in cui lo Spirito parla oggi agli uomini e alle donne, profondamente cambiati sotto tanti aspetti: culturale, sociale, psicologico, antropologico. Sentono la certezza che il Signore si rivela oggi così come ha parlato e si è rivelato all’umanità del passato, e sono interrogate dalla domanda di comprendere la sua volontà di Bene per questo tempo.
- Cercare, insieme a tutta la Chiesa, come intercettare le nuove domande di senso e come riorientare l’agire pastorale verso una possibile risposta.
- Una maggiore comprensione e valorizzazione della presenza femminile nella Chiesa e nella società. Ritengono viva l’importanza che si manifesti anche nelle forme di cooperazione all’attività pastorale quell’immagine di Dio che nella rivelazione è data dall’uomo e dalla donna insieme, chiamati a cooperare per custodirla, testimoniarla e annunciarla.
- La promozione della dimensione sinodale. In particolare, nel contesto delle Collaborazioni pastorali, le cooperatrici possono offrire un contributo per il dialogo tra le diverse figure ministeriali, nell’orizzonte di una Chiesa sempre più sinodale e circolare.
La Vita Spirituale e il Rinnovo dell'Impegno
Durante la celebrazione di S. Liberale, le Cooperatrici pastorali diocesane, come da tradizione, hanno rinnovato le loro promesse durante i Vespri. È un’occasione, anche per i sacerdoti e i laici che si fermano a pregare con loro, per ringraziare il Signore della loro presenza e testimonianza. Parafrasando il primo versetto del salmo 111, recitato nei Vespri solenni in onore del patrono della Diocesi, il vescovo Michele ha commentato il rinnovo delle promesse delle Cooperatrici Pastorali diocesane al Vescovo stesso.
Domenica 5 luglio, nel tempio di San Nicolò, Maria Sfriso è stata consacrata cooperatrice pastorale diocesana per le mani del vescovo Michele.
Anche quest’anno l’Azione cattolica e le Cooperatrici pastorali diocesane hanno proposto due serate di formazione nel mese di maggio, dal titolo “Bello da morire!”. Il tema di quest’anno, infatti, riguarda la bellezza, a partire dalla realtà dello sguardo: dallo sguardo su noi stessi alla profondità dello sguardo di Gesù.
È interessante notare come il Seminario diocesano abbia avuto una presenza femminile stabile per più di cento anni con le Suore di Maria Bambina (Congregazione delle Suore di carità). Le religiose, inizialmente presenti nell’organizzazione dei servizi fondamentali, sono poi state coinvolte nell’impegnativo rinnovamento educativo e pastorale della formazione dei futuri presbiteri avviato dal Concilio Vaticano II.
Un Ringraziamento per 30 Anni di Dono
Le Cooperatrici esprimono gratitudine al Signore Gesù per averle chiamate a seguirlo per questa strada, e alla Chiesa che è in Treviso, ovvero tutti i fratelli e le sorelle, dai mille diversi doni e carismi, incontrati nel loro cammino. Da loro hanno tanto imparato e insieme a loro desiderano continuare a servire questa Chiesa.

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