Il libro degli Atti degli Apostoli crea un ponte cruciale tra la testimonianza della vita e degli insegnamenti di Gesù Cristo, contenuta nei quattro Vangeli, e gli scritti e le opere dei Suoi apostoli. Esso illustra come il Salvatore continuò a dirigere la Sua Chiesa attraverso l’ispirazione data mediante lo Spirito Santo a coloro che detenevano le chiavi del sacerdozio. Lo Spirito Santo rivelava la verità agli Apostoli, che a loro volta guidavano la Chiesa e davano istruzioni, e operavano miracoli nel nome di Gesù Cristo. Attraverso lo studio di questo libro, gli studenti impareranno come la chiesa di Gesù Cristo iniziò a diffondersi da Gerusalemme “fino all’estremità della terra” (Atti 1:8).
Autore e Contesto Storico
Luca scrisse gli Atti degli Apostoli come il secondo libro di un’opera in due parti, dopo il Vangelo di Luca (vedi Atti 1:1), probabilmente composto nella seconda metà del primo secolo d.C. Il libro degli Atti è dedicato a un certo Teofilo, lo stesso personaggio cui Luca aveva dedicato anche il Terzo Vangelo.
Nel suo primo lavoro, l’Autore aveva già narrato gli avvenimenti che riguardano la vita di Gesù, distinta in due blocchi: nel primo riepiloga, in maniera sintetica, gli eventi della nascita, l’infanzia e la vita di Gesù svoltasi all’interno della famiglia di Nazareth fino all’età di dodici anni. L’insieme di questi racconti costituisce il cosiddetto Piccolo Vangelo o Vangelo dell’Infanzia. Il secondo blocco costituisce la parte teologica più importante, perché illustra l’aspetto divino-messianico della vita pubblica di Gesù.
Il testo degli Atti fu scritto in lingua greca, molto accurata nella versione ellenistica, frutto del lavoro di una persona di notevole cultura teologica, linguistica, storiografica e di spiccate capacità narrative. Per lo stile della narrazione e per tanti altri indizi, si attribuisce questo scritto a Luca che riportò con cura tutti gli avvenimenti con uno stile quasi giornalistico.
Il libro degli Atti racconta la nascita e il diffondersi del cristianesimo, a cominciare da Gerusalemme, la capitale della provincia giudaica, per finire a Roma, la grande capitale dell’Impero. Gli eventi descritti in Atti ebbero luogo in un arco di tempo di circa trent’anni (30-62 d.C.) e si incentrano principalmente sul ministero di Pietro (vedi Atti 1-12) e Paolo (vedi Atti 13-28). Senza il libro degli Atti, la nostra conoscenza dei primi anni di storia della Chiesa sarebbe stata limitata alla piccola quantità di informazioni che ci viene fornita dalle epistole del Nuovo Testamento.
Il Ruolo Centrale dello Spirito Santo
Come riportato in Luca 24:49, il Salvatore comandò ai Suoi apostoli di iniziare il loro ministero solo dopo che “dall’alto [fossero stati] rivestiti di potenza”. Gli Atti riportano l’investitura di questo potere mediante lo Spirito Santo e descrivono i suoi effetti straordinari. L’espressione “rivestiti di potenza [dall’alto]” probabilmente significava anche che gli Apostoli “ricevettero un certo tipo di conoscenza, poteri e benedizioni speciali, normalmente elargite solo nel tempio del Signore”.
In tutto il libro, Luca mette in risalto le opere dello Spirito Santo su individui e congregazioni. Il libro degli Atti, infatti, da alcuni viene chiamato il Vangelo dello Spirito Santo, perché presenta la sua azione misteriosa come lieto annunzio. È lo Spirito Santo che dirige i passi degli apostoli e suggerisce le parole che convertono; è lui che sostiene nella testimonianza i fedeli sino al martirio; è lui che suscita i santi, i profeti e i missionari del Vangelo; è lui che unisce le varie chiese fondate dagli apostoli e dai discepoli nell’unica Chiesa di Dio. Il libro degli Atti ci insegna che lo Spirito Santo è sempre forza di vita e di santità nella Chiesa e nel mondo.
Eventi Chiave e Diffusione del Cristianesimo
Le Origini a Gerusalemme (Atti 1-2)
L'Ascensione di Gesù e il Mandato
Il racconto parte dalla narrazione delle ultime apparizioni di Gesù Risorto agli apostoli, per dar loro le ultime istruzioni sui comportamenti che essi avrebbero dovuto osservare, prima d’iniziare la loro attività missionaria di evangelizzazione del mondo. Dopo la Sua risurrezione, Gesù Cristo svolge il Suo ministero tra i discepoli per quaranta giorni, parlando loro del regno di Dio e dando istruzioni attraverso lo Spirito Santo. Egli ordina ai discepoli di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di aspettare il dono promesso dal Padre, cioè lo Spirito Santo.
Nell’ultimo incontro con il Signore Risorto, gli apostoli, delusi e scoraggiati per come erano andate le cose negli ultimi tempi, gli domandarono: “Signore, è questo il tempo in cui tu ricostituirai il regno d’Israele?”. Gesù rispose: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete la forza dallo Spirito Santo, che scenderà su di voi e mi sarete testimoni in Giudea, Samaria e fino agli estremi confini della terra”. Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. Poi apparvero due uomini in bianche vesti e dissero loro: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù che era con voi fino a poco fa, è stato assunto in cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1, 6-11). I discepoli tornano a Gerusalemme e si riuniscono in una stanza superiore, dove perseverano nella preghiera insieme alle donne, a Maria, madre di Gesù, e ai suoi fratelli.

La Scelta di Mattia
Pietro prende la parola e propone di scegliere un sostituto per Giuda Iscariota. Gli Apostoli chiamano Mattia per ispirazione a occupare la posizione vacante nel Quorum dei Dodici Apostoli. Testo: “Fratelli, era necessario che si compisse ciò che è detto nelle Scritture riguardo al tradimento di Giuda che guidò i carnefici alla cattura di Gesù. Con il prezzo del riscatto comprò un pezzo di terra, dove egli, cadde in un dirupo e, precipitando giù, si sfracellò spargendo i suoi visceri sul terreno. Tutti gli abitanti di Gerusalemme vennero a saperlo e chiamarono quel terreno Akeldamà o Campo del Sangue o anche Campo del Vasaio. Ma adesso è bene chiudere questa questione e aprirne un’altra: noi qui, oggi, dobbiamo scegliere uno che sostituisca l’assente e sceglierlo tra i testimoni della prima ora”. I candidati idonei alla sostituzione erano due: Giuseppe Bersabba e Mattia. Per fare la scelta giusta invocarono l’intervento divino con questa preghiera: “Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostraci quale di questi due hai designato a prendere il posto in questo ministero apostolico che Giuda ha abbandonato …”.
La Pentecoste e la Nascita della Chiesa
Lo Spirito Santo viene riversato sui discepoli il giorno della Pentecoste. All'improvviso, un vento gagliardo investì la casa dove essi si trovavano. C’erano, allora, a Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione. Udito il rumore di quell’evento, una folla si radunò sbigottita perché ciascuno dei presenti li sentiva parlare la propria lingua. Stupefatti dicevano: “Costoro non sono forse tutti Galilei? Com’è che li sentiamo parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto, della Libia, stranieri di Roma, Ebrei e proseliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le opere di Dio”. Tutti erano stupiti e perplessi e si chiedevano l’un l’altro: “Che cosa significa questo?”. Altri li deridevano, dicendo: “Si sono ubriacati di mosto”.
Pietro, allora, si alzò e predicò: “Uomini di Giudea e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme: affinché vi sia ben noto quel che dico, ponete attenzione alle mie parole. Come voi sospettate, questi uomini non sono ubriachi, essendo appena le nove del mattino. Si avvera, invece, la profezia del profeta Gioele, quando egli afferma la dichiarazione del Signore: effonderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e tutte le progenie future profeteranno … Farò prodigi in cielo e segni sulla terra, sangue, fuoco e nuvole di fumo. Uomini d’Israele, ascoltate ancora queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò in mezzo a voi per opera sua e voi lo sapete bene - dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mani di empi e l’avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere”. Continuando il discorso, Pietro aggiunse: “Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!”. All’udire queste parole si sentirono trafiggere il cuore per il rimorso e dissero: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”. Al che Pietro rispose: “Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare, in nome di Gesù Cristo, per ottenere il perdono dei peccati e ricevere lo Spirito Santo…”. Molti di loro accolsero la parola e quello stesso giorno si fecero battezzare circa tremila persone” (At 2, 37-41). Questo è stato il primo grande avvenimento storico e profetico dell’istituzione e della diffusione della Chiesa nel mondo.

La Prima Comunità Cristiana
I battezzati e i fedeli, seguaci degli apostoli, formarono la prima comunità cristiana di Gerusalemme. Il testo recita: “Erano assidui nell’ascoltare gli insegnamenti, nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Tutti erano pervasi da un senso di timore, prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti i fedeli stavano insieme e avevano ogni cosa in comune. Vendevano i loro beni e ne distribuivano il ricavato fra tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno insieme frequentavano il tempio e, spezzando il pane nelle loro case, prendevano il cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo”. (At 2, 42-47).
Miracoli, Persecuzioni e Crescita (Atti 3-8)
La Guarigione dello Zoppo e la Predicazione di Pietro
Un pomeriggio Pietro e Giovanni si recavano al tempio per la preghiera. Sulla porta dell’edificio, detta porta Bella, sedeva un uomo storpio che chiedeva l’elemosina ai passanti. Chiese l’elemosina anche ai due apostoli che, per tutta risposta, lo invitarono a guardarli in faccia; e mentre egli si aspettava l’obolo, Pietro gli disse: “Non possiedo né argento, né oro, ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù, il Nazareno, cammina!”. E, presolo per mano, lo sollevò. Quello balzò in piedi e improvvisamente si mise a camminare. I presenti, meravigliati, accorsero per vedere l’accaduto. Pietro ne approfittò per far loro un discorso, dicendo: “Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo? Non è merito nostro quello di aver donato la capacità di camminare a quest’uomo. Il Dio di Abramo, d’Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri, ha glorificato il suo servo Gesù che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi avete rinnegato il Santo, il Giusto e avete chiesto che fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio lo ha risuscitato dai morti e di questo noi siamo stati testimoni. Proprio per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest’uomo che voi vedete e conoscete; la fede ha dato a quest’uomo la guarigione alla presenza di tutti voi (At 3, 1-16)”. E continua: “Dio ha così adempiuto a tutto ciò che aveva annunziato per mezzo dei profeti, cioè che il Cristo avrebbe dovuto soffrire molto. Lo so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma ora pentitevi dei vostri peccati e cambiate vita, affinché vi siano cancellati i vostri peccati. Questo sarà possibile fare finché arrivino i tempi in cui il Signore mandi di nuovo Gesù, che adesso è accolto in cielo, come aveva detto Dio per mezzo dei profeti. Voi siete i figli dei profeti e dell’alleanza che Dio stabilì con i vostri padri …”.
I Primi Arresti
Mentre i due apostoli stavano ancora parlando, sopraggiunsero i sacerdoti, il capitano del tempio e i sadducei, irritati perché in Gesù insegnavano la risurrezione dei morti. Li arrestarono e li imprigionarono fino al giorno dopo, dato che si era fatta ormai sera. Molti, di quelli che avevano ascoltato le parole degli apostoli, si convertirono, raggiungendo il numero di cinquemila persone.
Il giorno dopo si radunarono i capi religiosi, gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Caifa e altri e interrogarono i due apostoli: “Con quale potere e in nome di chi avete fatto questo vostro intervento?”. Pietro, pieno di coraggio, rispose: “Capi del popolo e anziani, visto che voi chiedete conto del beneficio fatto a un uomo infermo e volete sapere in che modo egli abbia riacquistato la salute, sia ben noto a voi e a tutto il popolo d’Israele: in nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui che sta davanti a voi è sano e salvo. Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d’angolo”. Vedendo la sicurezza con cui i due apostoli parlavano e tenuto conto del fatto che erano persone del popolo poco istruite, li lasciarono andare, avvertendoli, nello stesso tempo, di non parlare a nessuno dell’accaduto. Ma i due apostoli replicarono: “Se sia cosa giusta quella di obbedire a voi o a Dio, giudicatelo voi stessi! Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”. Dopo pregarono: “Signore volgi il tuo sguardo alle minacce dei nemici tuoi e nostri e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con tutta franchezza. Stendi la mano perché si compiano guarigioni, segni e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù”. Cessata la preghiera, il luogo dove si trovavano tremò, i presenti furono investiti dallo Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con coraggio e decisione.
Anania e Saffira
Anania e Saffira erano due coniugi appartenenti alla comunità dei credenti. Possedevano un campo e lo vendettero. La metà del prezzo ricavato la deposero ai piedi degli apostoli per essere spesa ad acquistare beni da consumare nella comunità; l’altra metà la trattennero per sé. Pietro chiamò Anania e gli chiese conto della quota del ricavato della vendita non versata a favore della comunità, dicendogli: “Anania, perché hai fatto questo? Trattenendo una parte del prezzo della vendita per te, tu hai mentito, non agli uomini, ma a Dio!”. Dopo l’Apostolo chiamò Saffira e le pose la stessa domanda, che in precedenza aveva rivolta al marito. Le disse: “Perché, marito e moglie, avete tentato lo Spirito Santo? Ecco che arrivano quelli che hanno portato via tuo marito e che porteranno via anche te”. In quell’istante la donna cadde a terra e spirò” (At 5, 1-11).
Altri Miracoli e Secondi Arresti
Molti altri segni e prodigi avvenivano nel popolo per opera degli apostoli. Allora, tra la gente di Gerusalemme e dei paesi vicini, si diffuse l’abitudine di portare nelle piazze gli ammalati e quelli invasi da spiriti immondi, esponendoli sui loro lettucci e giacigli, affinché, quando Pietro passava in mezzo a loro, la sua ombra li toccasse almeno in parte; e tutti quelli che erano stati, anche lambiti, dalla sua ombra venivano guariti (At 5, 12-16). Intanto gli apostoli continuavano a predicare la dottrina tra il popolo, ma il sommo sacerdote, i suoi colleghi del Sinedrio e i Sadducei persero la pazienza, li fecero arrestare e li misero in prigione, vigilati dalle guardie. Durante la notte apparve un angelo del Signore e li liberò.
Gli Apostoli furono trovati a predicare nel tempio. Pietro, d’accordo con l’altro apostolo, rispose: “Bisogna obbedire a Dio, non agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato nella sua destra, facendolo capo e salvatore per dare a Israele la grazia della conversione e il perdono dei peccati”. Queste dure risposte degli apostoli irritarono i giudici che volevano condannarli a morte, se a bloccarli non fosse intervenuto il saggio Gamaliele. Costui era un uomo giusto e un autorevole membro del Sinedrio, ben visto anche dal popolo. Egli intervenne dicendo: “Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se la loro dottrina è di origine umana, si estinguerà da sola; ma se essa viene da Dio, voi non riuscirete a distruggerla; in tal caso non vi accada proprio di combattere contro Dio”. Ascoltarono il suo consiglio, richiamarono gli apostoli sul banco degli imputati, li diffidarono dal continuare ad insegnare la loro dottrina, li fustigarono e li lasciarono andare.
L'Elezione dei Sette Diaconi e il Martirio di Stefano
Mentre il numero dei discepoli aumentava in maniera consistente, sorse il malcontento tra gli Ebrei di lingua greca e quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza, le vedove dei primi, venivano trascurate. Siccome l’attività degli apostoli non poteva accudire a tutto, alla predicazione e all’assistenza, essi convocarono una riunione dei discepoli e dissero: “Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per l’assistenza alle mense. Cercate, tra di voi, sette uomini onesti, pieni di Spirito Santo e di sapienza, ai quali affidare il servizio dell’assistenza, mentre noi ci dedicheremo alla preghiera e alla predicazione della parola di Dio (At 6, 1-4)”. La proposta piacque a tutti ed elessero una commissione di sette uomini che si doveva occupare soprattutto dell’assistenza alle mense. Gli eletti erano Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmenas e Nicola. Intanto, il numero dei fedeli cresceva e si moltiplicava a Gerusalemme e nei dintorni.
Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Alcuni, gelosi perché in fede e in dottrina non potevano competere con lui, lo accusarono falsamente di aver pronunciato parole blasfeme contro il luogo sacro e la sua legge. Tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo. Allora il sommo sacerdote chiese a Stefano: “Ma le cose stanno veramente così?”. Stefano pronunciò un lungo discorso, ripercorrendo la storia d'Israele, richiamando la promessa fatta ad Abramo: “Vattene via dal tuo paese e dalla tua parentela e vai nella terra che io t’indicherò”. Egli vi dimorò come straniero, e Dio non gli diede in eredità neppure un palmo di terra, ma gli promise di darla in possesso a lui e dopo di lui alla sua progenie, benché non avesse ancora figli. Dio parlò così: la sua discendenza sarebbe stata pellegrina in terra straniera, e l’avrebbero tenuta in schiavitù e maltrattata per quattrocento anni. “Ma io giudicherò la nazione della quale saranno stati schiavi”, disse Dio, “e dopo potranno uscire e mi adoreranno in questo luogo (At 7, 6-7)”. Dio diede ad Abramo il sigillo dell’alleanza e il segno della circoncisione. Giuseppe, invidiato dai fratelli, lo vendettero schiavo in Egitto. Ma Dio era con lui. Così Mosè vide l'afflizione del popolo in Egitto.
Alla fine del discorso, Stefano fu lapidato per l'ira dei capi religiosi, diventando il primo martire cristiano.
San Stefano – Il Primo Martire del Cristianesimo
Da Gerusalemme al Mondo Gentilico (Atti 9-15)
La Conversione di Saulo
Saulo da Tarso, feroce persecutore della Chiesa, si convertì sulla via di Damasco e ben presto divenne un nuovo apostolo, con il nome di Paolo. Paolo si reca quindi a Gerusalemme per incontrare i discepoli e per approfondire la propria conoscenza di Gesù.

La Visione di Pietro e i Gentili
Mediante una visione, Pietro apprende che il Vangelo deve essere predicato ai Gentili, aprendo la strada all'evangelizzazione universale.
Il Primo Viaggio Missionario di Paolo
Saulo e Barnaba vengono chiamati come missionari. Essi incontrano opposizione da parte dei Giudei e vengono accettati da alcuni Gentili.
Il Concilio di Gerusalemme
I dirigenti della Chiesa si incontrano a Gerusalemme e stabiliscono che i Gentili convertiti non devono venire circoncisi (o continuare a osservare la legge di Mosè) quando si uniscono alla Chiesa (Atti 13-15).
I Viaggi Missionari di Paolo e la Diffusione (Atti 16-20)
Vengono narrati i tre viaggi missionari di Paolo, durante i quali egli, insieme a Barnaba e Sila, coprì una vasta area fra Macedonia e Grecia. Paolo e Sila rafforzano varie chiese che erano già state istituite. Sull’Areopago di Atene, Paolo dichiara che noi siamo “progenie di Dio” (Atti 17:29). Egli conclude la sua seconda missione e parte per una terza missione in Asia Minore.

L'Arresto di Paolo e il Viaggio a Roma (Atti 21-28)
Tornato a Gerusalemme, Paolo viene arrestato e continua a rendere testimonianza di Gesù Cristo. Il Signore appare di nuovo a Paolo, mentre molti giudei tramano per ucciderlo. A Cesarea, egli rende testimonianza di fronte a Felice, Festo e Agrippa.
I capitoli restanti sono dedicati al lungo e pericoloso viaggio che Paolo dovette affrontare verso Roma come prigioniero. Mentre Paolo viene portato a Roma, la nave su cui viaggia naufraga. Infine, il libro degli Atti degli Apostoli si conclude con Paolo agli arresti domiciliari a Roma, dove continuò a predicare il Vangelo.
Il Versetto Chiave degli Atti
Il versetto chiave di questo libro lo possiamo individuare al capitolo 1, versetto 8:
“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra.”
È l’ultimo messaggio che il Signore Gesù ha lasciato ai suoi discepoli prima di ascendere al cielo. Ed è un messaggio che ancora oggi grida forte a ciascuno di noi.