Lo Spirito Santo: Presenza, Potere e Guida nella Fede Evangelica

La conoscenza dello Spirito Santo per molti non va oltre a modi di dire o a storie apprese durante il catechismo, ma per i cristiani evangelici la Sua Persona e la Sua opera sono centrali. Benché la parola «Trinità» non si trovi direttamente nella Parola di Dio, la realtà di ciò che essa esprime è ampiamente confermata nella Bibbia. Dio è Uno, ma è anche tre Persone, e lo Spirito Santo è una Persona divina, distinta dal Padre e dal Figlio, eppure pienamente Dio. Questo concetto, pur essendo complesso, è solidamente dedotto dalle Scritture e accettato con fiducia dai credenti.

Lo Spirito Santo non è una forza astratta, come talvolta si potrebbe supporre dal nome, ma possiede una volontà e delle "emozioni"; la Bibbia, ad esempio, ci suggerisce di non rattristarlo (Efesini 4:30). La via maestra per accostare le epifanie dello Spirito Santo consiste nell’esplorare le tracce lasciate da Lui nella Scrittura.

icona della trinità o illustrazione di tre persone divine

Lo Spirito Santo nell'Antico Testamento e nella Creazione

Lo Spirito Santo non fa la Sua comparsa solo nel libro degli Atti degli Apostoli con l'episodio della Pentecoste. In quanto Dio, Egli è eterno, come Gesù, ed era presente già dalla Creazione, quando "lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque" (Genesi 1:2). Questo è evidente anche nel racconto della creazione dell’uomo, dove il verbo è al plurale: «Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza» (Genesi 1:26).

Le attività dello Spirito sono indicate a più riprese nell’Antico Testamento. Esso agiva con potenza nei giudici e nei profeti, sia per il compimento di opere particolari, sia per la testimonianza che quegli uomini di Dio dovevano rendere. I profeti parlavano proprio perché guidati dallo Spirito Santo.

Origine e Natura dello Spirito Santo

Leggendo il Nuovo Testamento, impariamo a conoscere meglio questa Persona divina, la terza persona della gloriosa Divinità. Lo Spirito Santo procede dal Padre (Giovanni 15:26), e il Padre lo manda a nome del Figlio (Giovanni 14:26). Egli è nominato «Spirito di Dio», «Spirito di Cristo», «Spirito di Gesù» e, più frequentemente, «Spirito Santo» o semplicemente «Spirito».

La natura divina dello Spirito e il fatto che sia una persona distinta dal Padre e dal Figlio sono aspetti fondamentali. Diversi passi biblici lo attestano, tra cui Matteo 28:19; 1 Corinzi 12:4-6; 2 Corinzi 13:13. Le tre parabole di Luca 15, dove sono rappresentati il Figlio nella prima, lo Spirito nella seconda e il Padre nella terza, evidenziano ulteriormente questa distinzione all'interno della Divinità.

Lo Spirito Santo e l'Ispirazione delle Scritture

Sotto la guida dello Spirito Santo è stata scritta la Bibbia, tanto la parte storica quanto quella profetica e poetica. La Bibbia è Parola di Dio perché, come si legge nella seconda lettera di Pietro, "non da volontà umana è mai venuta una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono alcuni uomini da parte di Dio" (2 Pietro 1:21).

Ad essere ispirati furono gli autori sacri, che furono mossi dallo Spirito Santo sia a parlare che ad agire e, infine, anche a scrivere. Le verità divinamente ispirate, contenute e presentate nei libri della Sacra Scrittura, furono consegnate sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. Dio si servì di alcuni uomini "nel possesso delle loro facoltà e capacità", il che porta a ritenere che gli autori della Bibbia siano sia Dio che gli autori sacri, ovviamente in modo analogico.

Dio è il vero autore della Bibbia perché Egli è all’origine di essa, avendo lo Spirito Santo mosso alcuni uomini a scrivere. Questo implica che Dio è entrato nella vita di questi uomini, li ha fatti Suoi discepoli, ha affidato loro una missione da compiere e li ha sempre assistiti con la Sua presenza misteriosa ma reale. Gli autori umani, dopo essersi dedicati alla viva predicazione come profeti, apostoli ed evangelizzatori, hanno sentito il dovere di scrivere, o far scrivere, ciò che avevano predicato, spesso facendosi interpreti della fede della comunità per la quale scrivevano.

pergamena o libro antico aperto, simbolo della Bibbia

La Discesa dello Spirito Santo e la Sua Presenza nel Credente

In seguito alla glorificazione di Gesù, la promessa riguardante la discesa dello Spirito Santo si compie il giorno della Pentecoste sui discepoli riuniti. Fedeli alla promessa del Maestro (Atti 1:8), i discepoli, assieme ad altri uomini e donne - in tutto 120 - rimasero nell’attesa di una particolare "potenza". Si trovavano in un solaio durante la festa di Pentecoste quando avvenne qualcosa di estremamente speciale: si udì un forte suono, come un vento impetuoso, e apparvero nell’aria delle lingue come di fuoco che si posarono sulle loro teste (Atti 2).

Mentre, fino a quel momento, lo Spirito Santo esercitava il suo potere in occasioni particolari, a partire dal giorno della Pentecoste è venuto sulla terra per abitare in ogni singolo credente e nella Chiesa del Signore (Efesini 2:22). Tutti i presenti iniziarono a parlare in lingue differenti, a loro incomprensibili (la glossolalia), una particolare manifestazione dello Spirito Santo che può rinnovarsi ancora oggi.

Il "battesimo nello Spirito Santo" è un'esperienza che prevede un coinvolgimento totale. Dopo averlo ricevuto, i discepoli non ebbero più paura di morire e iniziarono a diffondere l'Evangelo, la Buona Notizia, a tutti. Già il giorno di Pentecoste vediamo un "nuovo" Pietro, che da pescatore pauroso e traditore di Gesù, tirò fuori il meglio del suo carattere esuberante, mettendolo al servizio dello Spirito Santo e parlando davanti a una grande folla.

Lo Spirito Santo

Le Funzioni Essenziali del Consolatore

Nei capitoli 14, 15 e 16 del vangelo di Giovanni, il Signore Gesù ammaestra i suoi discepoli in vista del tempo in cui sarebbero stati lasciati sulla terra senza di Lui. Durante questi colloqui intimi, il Signore fa spesso allusione allo Spirito Santo, chiamandolo «il Consolatore». Questo termine (in greco «Paracletos») ha anche il significato di avvocato, assistente, difensore. Lo Spirito Santo sostituisce il Signore sulla terra nel ruolo che Gesù aveva mentre era con i suoi discepoli e non poteva essere mandato prima che Gesù Cristo fosse glorificato (Giovanni 7:39; 14:16; 16:7).

Le funzioni di questo Consolatore sono molteplici:

  • Insegna e Ricorda: «Lo Spirito Santo... v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto» (Giovanni 14:26). Egli illumina le menti dei discepoli, permettendo loro di comprendere con occhi diversi le parole di Gesù.
  • Testimonia: «Egli testimonierà di me» (Giovanni 15:26).
  • Convince: «convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio» (Giovanni 16:8). È protagonista nella salvezza di ogni uomo, nella vita di chi accetta Gesù come Salvatore.
  • Guida e Annuncia: «Egli vi guiderà in tutta la verità... e vi annunzierà le cose a venire» (Giovanni 16:13). Lo Spirito Santo permette di comprendere al meglio la Bibbia, aiuta a piacere sempre di più a Dio, a vivere secondo la Sua volontà, a fare le scelte giuste.
  • Glorifica Cristo: «Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà» (Giovanni 16:14).

Lo Spirito Santo è anche come un «sigillo» che Dio mette su ogni uomo che crede, quale segno che appartiene a Lui. È anche «il pegno» (cioè la caparra) dei beni celesti che Dio ci darà in eredità (Efesini 1:13-14). È Lui che ci fa comprendere la Parola di Dio e, per la sua testimonianza in noi, noi conosciamo la relazione che abbiamo con Dio per la fede (1 Giovanni 2:27; Romani 8:15-16; 1 Giovanni 3:24; 4:13).

Lo Spirito Santo è la «potenza» che opera nella vita di ogni credente. La Sua azione non è solamente nel cuore del singolo credente, ma è anche un’azione collettiva. Egli agisce nella Chiesa del Signore per mezzo di svariati «doni» tendenti tutti all’edificazione (1 Corinzi 12 e 14; Efesini 4:11-13).

illustrazione di una mano che guida un'altra, simbolo di guida e insegnamento

I Doni dello Spirito Santo per l'Edificazione della Chiesa

La Bibbia ci parla anche dei doni dello Spirito Santo (1 Corinzi 12:1-11). Si tratta di modi in cui Dio si serve dei vari credenti, attraverso lo Spirito Santo, per operare in maniera particolare. Sebbene a ciascuno sia stato dato un dono dello Spirito (1 Corinzi 12:7), questo dono non è lo stesso per tutti (Romani 12:6).

I doni dello Spirito non sono prerogativa di tutti e, se la necessità di un dono non si presenta, questo dono può non manifestarsi. Storicamente, alcuni doni erano particolarmente indispensabili quando la Parola di Dio non era interamente scritta e il Cristianesimo era ancora sconosciuto; i miracoli «accompagnavano» la Parola di Dio e la «confermavano» (Marco 16; Ebrei 2:4) in ambienti ostili come l'idolatria pagana o il formalismo ebraico. Ciò non impedisce allo Spirito di agire, allora come oggi, nello stesso modo se le circostanze lo richiedono. Nei tempi futuri, descritti nell’Apocalisse, questa potenza dello Spirito di Dio agirà in modo ancor più spettacolare per mezzo dei due testimoni (Apocalisse 11:4-6).

I doni possono essere raggruppati in diverse categorie:

  • Doni di “pensiero soprannaturale”:
    • Dono di sapienza: Permette di affrontare e risolvere situazioni in modo inaspettato in determinate circostanze.
    • Dono di conoscenza: Può dare modo di venire a conoscenza di fatti o cose segrete, ad esempio, in una predicazione.
    • Dono del discernimento degli spiriti: È la capacità soprannaturale di distinguere se ci si trova di fronte a uno spirito buono o cattivo; di capire, in precise occasioni, se un’iniziativa o una parola siano frutto della natura umana, non divina, o peggio, ispirate dal diavolo.
  • Doni di “potenza soprannaturale”:
    • Dono della fede: Una fede soprannaturale, speciale, per affrontare particolari circostanze della vita.
    • Dono di operare miracoli: Permette di compiere opere fuori dal comune, dalle consuete leggi di natura.
    • Dono delle guarigioni: La capacità di portare guarigione fisica per opera divina.
  • Doni di “parola soprannaturale”:
    • Dono di diversità di lingue (glossolalia): La capacità di pronunciare parole in una lingua sconosciuta a chi la parla e, di solito, ai presenti.
    • Dono dell’interpretazione delle lingue: Rende nota la lingua sconosciuta espressa tramite la glossolalia.
    • Dono di profezia: Parlare da parte di Dio, spesso per esortazione, edificazione e consolazione.

Ogni credente è incoraggiato a far abitare nel suo cuore lo Spirito Santo ed è chiamato a chiedere di continuo di essere usato da Dio attraverso questi doni, che rappresentano un arricchimento per sé stessi e per la Chiesa.

infografica sui doni dello Spirito Santo con brevi descrizioni

Il Credente e la Chiesa come Tempio dello Spirito Santo

Il Signore Gesù promise: «Il Padre... vi darà un altro Consolatore, perché sia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità... Egli dimora con voi e sarà in voi» (Giovanni 14:16-17). La Bibbia chiarisce che il «tempio» dello Spirito Santo sulla terra non è una costruzione umana o un edificio particolare. Il credente, riscattato dal sangue di Cristo e nato di nuovo per la fede nell’opera di Gesù, è egli stesso il tempio dello Spirito Santo. Ne è suggellato e ne ha l’unzione, secondo la Parola di Dio (2 Corinzi 1:21-22; Efesini 1:13). Anche il più giovane e semplice convertito possiede questo privilegio, come leggiamo: «Quanto a voi, avete l’unzione dal Santo e conoscete ogni cosa... L’unzione che avete ricevuta da Lui dimora in voi» (1 Giovanni 2:20,27).

Questa verità ha anche un aspetto collettivo: «Non sapete voi che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?» (1 Corinzi 3:16). «Non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio?» (1 Corinzi 6:19). Il passo di Efesini 2:22 presenta l’aspetto collettivo: è l’insieme dei credenti, la Chiesa di Dio sulla terra, che è il tempio dello Spirito Santo. Tale aspetto collettivo risalta dal pensiero del legame che troviamo in 2 Corinzi 1:21: «Colui che con voi ci rende fermi in Cristo e che ci ha unti, è Dio», e in Efesini 4:3: «Studiandovi di conservare l’unità dello Spirito col vincolo della pace».

Ciò che Limita l'Azione dello Spirito Santo

L’azione dello Spirito Santo nella vita dei credenti può essere ostacolata. La Bibbia ci esorta: «Non contristate lo Spirito Santo di Dio col quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione» (Efesini 4:30), «Siate ripieni dello Spirito» (Efesini 5:18), e «Non spegnete lo Spirito» (1 Tessalonicesi 5:19). Ne risulta che il nostro comportamento può impedire allo Spirito di agire liberamente, sia nella nostra vita individuale che nella Chiesa di Dio in generale o nella sua rappresentazione locale.

Tanta infedeltà generale o pigrizia nella testimonianza individuale può essere ricondotta a ciò che nuoce alla libera azione dello Spirito Santo. Lo Spirito non può riempire completamente il nostro cuore se questo è ancora ingombro di tante altre cose. Non dobbiamo cercare altrove le cause della debolezza della testimonianza cristiana. Lo Spirito di Dio c’è, ma la sua azione è intralciata da quella della nostra carne; e ciò si riflette sulla testimonianza collettiva, tanto più quando, venuta a mancare la libera azione dello Spirito, l’uomo cerca di sostituirla con organizzazioni umane.

immagine simbolica di ostacoli o barriere che impediscono un flusso

L'Aumento dell'Interesse Evangelico per lo Spirito Santo

Dalla metà del XIX secolo, l’interesse per la Persona e l’opera dello Spirito Santo è andato sempre più crescendo. Da questa benedizione sono sorte numerose comunità evangeliche, le quali hanno in comune la convinzione che le esperienze del giorno di Pentecoste e del primo secolo possano ripetersi, come si sta verificando anche ai giorni nostri. È opportuno ricordare che l’esperienza gloriosa dell’effusione dello Spirito Santo poggia su solidi fondamenti biblici e incide profondamente sulla condotta del credente rigenerato, spingendolo a sviluppare affetti sinceri per il suo Salvatore e a desiderare più ardentemente il suo ritorno: «Lo Spirito e la sposa dicono: Vieni!» (Apocalisse 22:17).

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