Lezioni di Ebraico Biblico e le Radici delle Tradizioni

L'Importanza dello Studio dell'Ebraico Biblico

Il video corso proposto sul canale YouTube di Anna Linda Callow rappresenta sicuramente un’opportunità preziosa per avvicinarsi alla lingua originale della Bibbia in modo chiaro e coinvolgente. Attraverso lezioni accessibili anche ai principianti, il corso guida lo studente alla scoperta dell’alfabeto, della pronuncia e delle strutture fondamentali dell’ebraico antico.

La docente, studiosa e traduttrice di grande esperienza, accompagna passo dopo passo nell’apprendimento, integrando spiegazioni linguistiche e riferimenti culturali. Il percorso didattico è pensato per chi desidera comprendere meglio le Scritture, ma anche per chi è interessato alla storia e al fascino di una lingua millenaria. Grazie al formato video, è possibile seguire le lezioni con flessibilità, adattandole ai propri tempi di studio.

Riflessioni sulla Genesi e le Origini del Male

Il Dibattito sull'Interpretazione Biblica

Più volte si è sentito raccontare da maestri, come l'Abate Giuseppe Morelli, che agli inizi degli anni '50 la Casa editrice Marietti riunì uno stuolo di biblisti per la pubblicazione di "Secoli sul mondo", diretta da Giovanni Rinaldi. All'epoca, nessuno voleva trattare un tema delicato come quello del Paradiso terrestre e del peccato originale.

Il racconto biblico, molto suggestivo e poetico, adombra significati reconditi e ancestrali, che certamente sono entrati a fare parte del nostro subconscio e sono alla base di tutti i comportamenti del genere umano nella storia. L'uomo e la donna terrestri sono stati posti in condizione di scegliere liberamente della loro formazione, del loro avvenire.

Il testo biblico ci mostra un serpente, simbolo di vita e di generazione presso tutti gli antichi popoli, ma anche simbolo di magia e di divinazione.

Il serpente nell'iconografia biblica e antica, simbolo di vita, generazione, magia e divinazione

Riferimenti Interpretativi

Per queste affascinanti ipotesi siamo debitori al Prof. G. Morelli, il quale trattò il tema di "Paradiso terrestre e peccato originale" nell'opera "Alla scoperta della Bibbia: Secoli sul mondo" (Torino, 1955). Altri studiosi come H. Blocher ne "La creazione, l'inizio della Genesi" e Z. Sitchin in "Genesis Revisited: Is Modern Science Catching Up With Ancient Knowledge" (1991) hanno contribuito a queste discussioni.

Inoltre, si sa molto bene che nel linguaggio simbolico biblico una donna rappresenta una chiesa.

Le Radici Pagane delle Tradizioni Religiose

L'Antica Babilonia e la Nascita dell'Idolatria

La Bibbia dice: "E Kush generò Nimrod". L'espressione "al cospetto di" in ebraico è resa dall'avverbio "panyim", che tra le sue accezioni riporta anche "contro".

L'antica religione babilonese ebbe inizio in una regione dove i fiumi Tigri ed Eufrate avevano portato ricchi depositi di terra, in grado di produrre grano in abbondanza. Purtroppo, c'erano anche degli svantaggi, rappresentati dalla presenza degli autoctoni e dalle bestie feroci, che costituivano un continuo pericolo alla sicurezza e alla pace, come si legge in Esodo 23:29-30: "Non li scaccerò dal tuo cospetto in un anno, affinché il paese non diventi un deserto, e le bestie dei campi non si moltiplichino contro di te. Li scaccerò dal tuo cospetto a poco a poco, finché tu cresca di numero e possa prendere possesso del paese".

Molti secoli dopo, agli albori del Cristianesimo, Paolo di Tarso fornì una dettagliata descrizione del cammino seguito dal popolo babilonese, dicendo: "Perché, avendo conosciuto Dio, non lo glorificarono come Dio, né lo hanno ringraziato, ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore senza intelligenza si è ottenebrato. Dicendosi sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili... i quali cambiarono la verità di Dio in menzogne ed hanno servito e adorato la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno." (Romani 1:21-25)

Mappa dell'antica Mesopotamia con i fiumi Tigri ed Eufrate e la localizzazione di Babilonia

Nella sua opera intitolata "Ninive e le sue rovine" (Niviveh and its Remains, 1850), Sir Henry Austen Layard dichiara che abbiamo la testimonianza della storia profana e di quella sacra circa l'origine dell'idolatria nel territorio dell'antica Babilonia, che rappresentò il più antico sistema religioso mondiale (vol. II, p. 195). Per quanto riguarda Nimrod, si sono avvalse le ipotesi formulate dal Dr. C. F. Ball.

Le Festività Cristiane e le Loro Origini Precristiane

Il Natale: Celebrazione Solare e Tradizioni Pagane

Nel nostro calendario il 25 dicembre è il giorno di Natale, nascita di Gesù Nazareno. Tuttavia, fu nel V secolo che questa data fu ufficialmente adottata.

Un noto studioso afferma: "L'epoca invernale era quando tutti gli dei solari, da Osiris fino a Giove e a Mitra, celebravano il loro compleanno." Tertulliano ricorda la pratica di scambiarsi i doni in questo periodo. Questa usanza si propagò velocemente e la ritroviamo presso gli Egizi, i Druidi, gli Scandinavi e i Romani.

Il passo di Geremia 10:2-5 è illuminante, perché indica chiaramente che i suoi contemporanei si creavano idoli di legno e, tra questi, troviamo il vero precursore dell'odierno albero di Natale: "Non imitate la via delle nazioni, e non temete i segni del cielo, perché le nazioni li temono. Si taglia il legno nella foresta; la mano dell'operaio lo lavora con l'ascia; lo si abbellisce con argento e oro, lo si fissa con chiodi e martelli, perché non traballi. Questi dei sono come una colonna massiccia, e non parlano; si deve portarli, perché da soli non possono camminare."

Illustrazione di un antico rito pagano invernale o di una festa del solstizio

La Quaresima e il Culto di Tammuz

Originalmente, la parola "venerdì" deriva dal nome Freya, conosciuta come la dea della pace, del piacere e della fertilità. Fin dai tempi più antichi il pesce era stato considerato simbolo della fertilità, così presso i Babilonesi, gli Assiri, i Fenici, i Cinesi e altri. Il venerdì era considerato il giorno di Venere perché si credeva che l'omologo pianeta di Venere regnasse sulla prima ora di questo giorno e per questo lo si era chiamato Dies Veneris, da cui venerdì. Questa similitudine tra le due dee dimostra che originariamente erano lo stesso idolo, proveniente dalla matrice babilonica. Il pesce era considerato consacrato ad Astarth, nome della dea adorata anche dagli apostati Ebrei.

Secondo le antiche tradizioni, Tammuz aveva 40 anni quando morì, ucciso da un cinghiale. Questo periodo di lutto e penitenza, di 40 giorni, è alla base della Quaresima, considerata tanto importante dalla Chiesa Cattolica. Dalle nostre ricerche sembra emergere che le radici di questa dottrina affondino ben saldamente nel paganesimo, nell'idolatria babilonica. Quando il sedicente cristianesimo, quello che uscì dalle brume del secolo buio (il I secolo d.C.), si mescolò al paganesimo, cui andò in molti casi a sovrapporsi, ne sortì quella ibrida commistione che fu poi lavorata a dovere, nel tempo, da "padri", "dottori" e alte gerarchie.

Ai nostri tempi, durante questo periodo se ne vedono proprio di tutti i colori da parte dei "fedeli": c'è chi non mangia cioccolata o dolciumi, altri si astengono dal burro, taluni dalle sigarette, altri non bevono vino o alcolici. Quale il risultato di tutto ciò? Infatti, il credente era stato ammonito in Deuteronomio 12:30-31: "Guardati che talora, dopo che esse saranno state distrutte davanti a te, tu non ti adopri a continuarle; e che tu non vada alla ricerca dei loro dei, così che pure io faccia così? Non farai così verso il Signore Dio tuo; poiché quelle nazioni hanno fatto così verso i loro dei tutto ciò che è abominevole al Signore, e ciò che Egli odia; con ciò abbiamo bruciato col fuoco i loro figli e le loro figlie ai loro dei." Più chiaro di così? Le prescrizioni umane, quelle della tradizione ecclesiastica, per intenderci, sono dottrine demoniache, perché erano state previste come tali.

Alessandro Barbero - Il trionfo del monoteismo (Doc)

La Pasqua: Dal pesach Ebraico ai Simboli Pagani

Il termine Pasqua (Pascha) è coniato dalla liturgia romana con la sua lingua ufficiale, il latino, mentre il significato della Pasqua, di origine ebraica, fa riferimento a un termine ovviamente ebraico, pesach, che significa passaggio (da passare oltre, oltrepassare). Si tratta del ricordo del passaggio del Signore, secondo la Bibbia, sulle case di Egizi ed Ebrei.

Il Mito dell'Uovo e la Dea Ishtar

Essi, ritenendo per buono un vecchio mito cosmogonico, ripreso anche dalla mitologia greca, credevano che un uovo di enormi dimensioni fosse caduto dal cielo nel fiume Eufrate. Da questo meraviglioso uovo sarebbe nata Ishtar, chiamata poi Ashtart, Astante (Afrodite per i Greci, Venus per i Latini). Per questo motivo, in seguito, troviamo l'uovo come simbolo sacro presso molti popoli: i Druidi, sacerdoti dei popoli celti, portavano un uovo come sacro simbolo della loro fede. La processione in onore di Ceres a Roma era preceduta da un uovo. Nei rituali misterici di Bacco si consacrava un uovo come parte della cerimonia festiva. In Cina, fino ai nostri giorni, si segue la medesima usanza di utilizzare uova colorate nella loro festività sacra di primavera. In Giappone una vecchia usanza è quella di colorare le uova sacre in maniera brillante.

Pertanto, come poté arrivare questa abitudine ad essere associata con la cristianità? Così, in questo caso, si suggerì che, come un pollo esce dall'uovo, Cristo uscì dalla tomba! Allo stesso modo, i capi dell'apostasia cristiana - che difettavano dello Spirito Santo di Dio - predicarono ai fedeli che l'uovo era un simbolo della resurrezione di Cristo. Troviamo Papa Paolo V che decretò addirittura una preghiera in collegamento con l'uovo: "Benedici, o Signore, ti chiediamo, questa tua creazione delle uova, che siano sostentamento ai tuoi servi, mangiandole in ricordo di Nostro Signore Gesù Cristo"!

Iconografia della dea Ishtar/Astarte e simboli associati come l'uovo

Il Culto del Sole Nascente

Altra usanza pasquale fu la celebrazione del culto del sorgere del sole. Innanzi tutto va chiarito questo culto. Ai tempi dell'Antico Testamento, il cosiddetto popolo eletto fu portato in schiavitù nel regno neobabilonese. Coloro che costruirono la Sfinge in Egitto, lo fecero perché potesse guardare il sole sorgente ad Oriente. Dal monte Fuji-Yama (Giappone) si offrono preghiere con la faccia rivolta ad Oriente: i pellegrini pregano al loro sole nascente, mentre scalano i fianchi della montagna... a volte si possono vedere centinaia di migliaia di pellegrini che vanno a Shinto con le loro tuniche bianche uscendo di sotto agli ombrellini e cantando al sole nascente.

In realtà, lo stesso nome di Ishtar (in inglese Easter) viene dalla dea della primavera. In Ezechiele 8:14 leggiamo: "Ed Egli mi menò alla porta della casa del Signore, che è verso il Settentrione; ed ecco, qui sedevano delle donne che piangevano Tammuz". E dopo, nei versetti seguenti, Ezechiele vede i riti del sole. Di modo che, inclusa la gente che conosceva Dio, aveva mescolato con la religione di Babilonia facendo lamenti, insieme con la "madre" Ishtar, per Tammuz morto. Questo era parte del rituale della celebrazione primaverile, cioè il rinascimento della nuova vita, della vegetazione, in primavera, rappresentando così la venuta di Tammuz dal fondo della terra. Per la "chiesa" del IV sec. d.C., questa era una pratica accettata.

È ora chiara l'evidenza: l'attuale abitudine della Settimana Santa non è di origine cristiana. Le sue usanze sono semplicemente una mescolanza di paganesimo e cristianità. Sono molti coloro che credono di poter usare queste abitudini per onorare Dio, ritenendo che, dopo tutto, si agisce pensando a Cristo e che, quindi, gli stessi rituali e credenze sono finalizzati alla sua vita, morte e risurrezione. Infatti, dice l'Eterno Dio in Deuteronomio 12:30-31: "Guardati che talora, dopo che esse saranno state distrutte dinnanzi a te, tu non ti adoperi a ripeterle, e che tu non vada alla ricerca dei loro dei, dicendo: in che modo servivano questi popoli ai loro dei, così pure io farò così? Non farai così verso il Signore Dio tuo; perché quei popoli hanno fatto verso i loro dei tutto ciò che è abominevole al Signore, e ciò che Egli odia; con ciò hanno bruciato col fuoco i loro figli e le loro figlie ai loro dei."

La Contaminazione delle Pratiche Cristiane

Il sistema religioso babilonico si sviluppò fino ad avere un pantheon di circa cinquemila dei e dee. La gente li pregava e, per onorarli, avevano dedicato ogni giorno ed ogni mese ad una divinità particolare, che in tal modo diventava anche protettrice del giorno e del mese. È da qui, quindi, che queste credenze e rituali si disseminarono per tutta la terra, presso tutti i popoli, in tutte le civiltà. Quando Roma gradualmente conquistò buona parte del mondo, incorporò, come suo costume, i sistemi religiosi dei popoli sottomessi nel proprio pantheon religioso. All'epoca in cui questa setta eretica giudaica cercava di espandersi tra i popoli del bacino del Mediterraneo, anche altre dottrine perseguivano il medesimo disegno, prima tra tutte il Mitraismo, di provenienza babilonica, infiltrato tra i legionari romani.

L'Integrazione di Immagini e Nomi Pagani

La mescolanza di credenze e rituali di diverse religioni con il cristianesimo fece riscontro l'ingresso delle immagini nella chiesa cristiana, sebbene severamente proibito dalle Sacre Scritture in diversi passi ed espressamente dai cosiddetti dieci comandamenti. Per non dare nell'occhio, però, i "furbi" sostituivano un nome simile di risonanza cristiana al vecchio dio pagano che andavano a rimpiazzare. La dea germanica Birgit, considerata figlia del dio-sole, sempre rappresentata col bambino tra le braccia, fu semplicemente chiamata Santa Brigida.

Iconografia comparativa di dee pagane con bambino e di Santa Brigida

Le Origini di Importanti Sedi Cristiane

Da una Epistula ad Paulinum, scritta da Gerolamo, sappiamo che a Betlemme si mostrava, ai suoi tempi, una grotta in cui sarebbe nato Gesù Nazareno: è lo stesso sito dove poi è sorta la Cappella della Natività. Il colmo si raggiunse con la celebre sedia o cattedra di San Pietro, che si credeva fatta costruire dallo stesso apostolo.

Le Resistenze al Sincretismo: Il Caso di Policarpo

Addirittura, risulta che il vescovo di Roma, Aniceto (poi beatificato!), nell'anno 155 voleva scomunicare il vecchio vescovo Policarpo di Smirne (discepolo di Giovanni Evangelista), morto martire per la fede nel 167!, perché seguiva la tradizione pasquale tramandatagli dal proprio Maestro.

La Profondità dell'Ebraico: Esempi di Interpretazione Biblica

Il Midrash: Israele come la Rosa che Salva il Giardino

Il Midrash Vaj. R. 23 racconta una parabola significativa: רַבִּי עֲזַרְיָה בְּשֵׁם רַבִּי יְהוּדָה אָמַר רַבִּי סִימוֹן, מָשָׁל לְמֶלֶךְ שֶׁהָיָה לוֹ פַּרְדֵּס וְיָרְדוּ וְנָטְעוּ שׁוּרָה שֶׁל תְּאֵנִים וְשׁוּרָה שֶׁל גְּפָנִים וְשׁוּרָה שֶׁל רִמּוֹנִים וְשׁוּרָה שֶׁל תַּפּוּחִים, וּמְסָרוֹ לְאָרִיס וְהָלַךְ לוֹ. לְאַחַר יָמִים בָּא הַמֶּלֶךְ וְהֵצִיץ בַּפַּרְדֵּס לֵידַע מֶה עָשָׂה, וּמָצָא מָלֵא חוֹחִין וְדַרְדַּרִים, הֵבִיא קַצָּצִים לְקַצְּצוֹ, וְרָאָה בוֹ שׁוֹשַׁנָּה אַחַת שֶׁל וֶרֶד וּנְטָלָהּ וְהֵרִיחַ בָּהּ וְשָׁבַת נַפְשׁוֹ עָלָיו, אָמַר הַמֶּלֶךְ בִּשְׁבִיל שׁוֹשַׁנָּה זוֹ יִנָּצֵל הַפַּרְדֵּס.

Tradotto: "Come rosa tra le spine" (Cantico dei Cantici 2:2). Disse Rabbi Azaria in nome di Rabbi Iehuda berabbi Simon: un re possedeva un giardino nel quale aveva piantato filari di fichi, di viti, di melograni, di meli; egli ne affidò (la coltivazione) a un mezzadro e se ne andò. Dopo qualche tempo, il re tornò per vedere cosa aveva prodotto il suo giardino, ma lo trovò pieno di spine e di pruni. Allora fece venire dei tagliatori per rimuovere le spine, ma intanto scorse, tra queste, una rosa, la colse, ne gustò il profumo e se ne deliziò; poi disse: per questa rosa sarà risparmiato tutto il giardino.

Analogamente, tutto il mondo non fu creato se non in grazia della Torah. Dopo ventisei generazioni il Santo, benedetto Egli sia, osservò il mondo, per rendersi conto di ciò che aveva prodotto, ma non vi trovò che acqua; la generazione di Enoch: acqua; quella del diluvio: acqua; quella della torre di Babele: acqua; allora chiamò i distruttori, perché venissero a demolire il mondo, ma in quel momento scorse una bella rosa, cioè Israele, la colse, ne gustò il profumo quando pronunciò i dieci comandamenti, se ne deliziò quando tutto Israele disse: "faremo e ascolteremo (ciò che Dio ha comandato)" (Esodo 24:7). Allora il Santo, benedetto Egli sia, disse: per questa rosa sarà risparmiato il giardino, vale a dire: per merito della Torah e di Israele, il mondo sarà salvo.

Illustrazione di un roseto con una rosa che spicca tra le spine, simboleggiando Israele

Il Cantico dei Cantici: Amore Divino e Umano

Con il Cantico dei Cantici entriamo nella spiegazione più bella che la stessa Scrittura dà della definizione giovannea secondo cui "Dio è amore". E il simbolo più grande di questo amore è quello del sentimento che unisce uomo e donna come immagine e somiglianza di Dio. Per questo la stessa Scrittura lo utilizza (Osea, Geremia, Ezechiele, San Paolo, gli stessi Vangeli) per descrivere il rapporto tra Dio e il popolo.

Su questa scia i commentatori ebraici e i Padri della Chiesa (Origene, Gregorio di Nissa, …) trovarono nella bellezza e nella ricchezza di immagini di questo grande Cantico d’amore, un’infinità di aspetti e sfumature che descrivono non solo il rapporto collettivo tra Dio e il popolo, ma anche quello individuale tra l’anima e il suo Dio. Una lettura più "moderna" e attuale, più attenta ai parametri storico-letterali, materiali di questo libro, prende sdegnosamente le distanze da questo approccio, considerandolo frutto di anacronistico disprezzo del linguaggio sessuale. Ed effettivamente, nella lunga storia delle interpretazioni spirituali del Cantico, specie quelle di ambiente più monastico possiamo trovare anche questo aspetto (non così per l'interpretazione ebraica in cui, quello di procreare, è il primo dei 613 precetti che il pio ebreo deve osservare).

Ora, prima di buttare via il bambino insieme all'acqua (eventualmente) sporca, la sfida è quella di andare a vedere cosa stiamo rischiando di perdere, nella convinzione che il rischio è quello di ignorare la grande Tradizione della Chiesa, che ci porta a una comprensione non superficiale della stessa opera di Gesù Cristo, lo Sposo per eccellenza, così come egli stesso si qualifica in numerose parabole a sfondo nuziale. Uno sposo che tanto ha amato da dare se stesso. "Lampada al mio piede è la tua parola, luce al mio sentiero" (Salmo 119:105).

Un esempio visivo si trova a Roma, nel mosaico absidale di Santa Maria in Trastevere, fine XIII sec. Sui cartigli le frasi ricavate dal Cantico: a destra “Vieni, mia diletta e ti porrò sul mio trono”. A sinistra: “La sua sinistra è sotto il mio capo, e la sua destra mi abbraccia”.

Opportunità di Approfondimento: Corsi di Ebraico Biblico

La Piccola Famiglia della Resurrezione, che da 13 anni ha una delle sue sedi al Monastero della Resurrezione in Cogollo del Cengio, da sempre ha come punti fondamentali della propria vita la Sacra Scrittura e la liturgia, grazie alle quali cerca di raggiungere quello che il Signore Gesù ha indicato come uno dei suoi più grandi desideri e per cui ha pregato, cioè l’unità delle chiese, che è la migliore via per diffondere la fede nel mondo, testimoniando il nostro reciproco amore.

Riguardo la Sacra Scrittura che da sempre cerchiamo di avvicinare nelle lingue originali, ci accingiamo ad iniziare l’undicesimo anno di studio della lingua ebraica, consapevoli che “le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando vengono tradotte in un’altra lingua. E non solamente quest’opera (il Siracide), ma anche la stessa legge, i profeti e il resto dei libri nel testo originale conservano un vantaggio non piccolo”, come dice il prologo del libro del Siracide.

Dettagli sui Corsi

I corsi continuano con il secondo anno, che concluderà lo studio della grammatica, tenuti a Voltabarozzo (Padova) e Cogollo del Cengio (Vicenza). Continua anche il corso di approfondimento (per coloro che hanno già concluso lo studio della grammatica) a Voltabarozzo con l’analisi del libro delle Lamentazioni. Inizia nuovamente da zero il corso che si tiene presso la Parrocchia di San Giacomo a Monselice.

Il testo base adottato per i corsi è "Grammatica di ebraico biblico" di J. Weingreen.

I corsi si svolgono presso il Patronato della Parrocchia di Voltabarozzo (Padova), Piazza Ss. Pietro e Paolo. Per raggiungere la sede da Padova: dalla tangenziale di Padova uscita 12, direzione centro, si vede subito il campanile della Chiesa.

Eventi Speciali e Prolusioni Accademiche

Giovedì 20 settembre 2018 alle 20:30, dopo il saluto dell’Abbà Orfeo Povero, superiore generale della Piccola Famiglia della Resurrezione, si terrà la relazione del Chiarissimo Prof. Mauro Perani, ordinario di Ebraico all’Università di Bologna, sui moltissimi manoscritti ebraici scoperti negli archivi italiani. Seguiranno le iscrizioni. Informazioni e iscrizioni possono essere richieste presso il Monastero, tel. 0445.891784.

Il corso è stato preparato in occasione della preparazione alla Santa Messa. Nell’intenso programma, vi sono stati dei momenti davvero speciali, quali la Veglia e la Santa Messa cantata dai Francescani al Santo Sepolcro e soprattutto l’incontro con l’Arcivescovo Mons. Pizzaballa. Rafforzati spiritualmente da quest’emozionante esperienza, gli studenti si ritroveranno il 20 settembre alle ore 20:30 in Monastero a Cogollo del Cengio per l’apertura e presentazione del corso di Ebraico Biblico con la prolusione del Prof. Perani.

"Lampada al mio piede è la tua parola, luce al mio sentiero" (Salmo 119:105).

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