Le letture liturgiche del 13 dicembre, nel cuore del Tempo di Avvento, ci invitano ad accogliere la Parola come una fiamma quieta, capace di riscaldare senza bruciare. Esse ci guidano in un percorso di preparazione spirituale, ponendo l'accento sulla figura del profeta Elia, la missione di Giovanni il Battista e l'attesa del Signore, culminando con la significativa commemorazione di Santa Lucia.
La Prima Lettura: Il Profeta Elia come Fuoco Divino
Dal libro del Siràcide (Sir 48,1-4.9-11)
In quei giorni, sorse Elìa profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi. Per la parola del Signore chiuse il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco. Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale? Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco; tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l’ira prima che divampi, per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe.
Il Siracide ci presenta Elia profeta come un fuoco che attraversa la storia: un uomo acceso da Dio, capace di far tornare i cuori, di scuotere ciò che è spento, di aprire brecce di speranza quando tutto sembra immobile. Le sue parole sono descritte come fiamme, e la sua missione attraversa le generazioni. In Elia, la Scrittura ci mostra che Dio non interviene con rumori fragorosi, ma con una luce che incendia lentamente ciò che è vero, che purifica senza distruggere, che riaccende quando il cuore diventa cenere.

Salmi Responsoriali: L'Invito alla Salvezza e alla Lode
Dal Salmo 80 (79)
R. Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
- Tu, pastore d'Israele, ascolta. Seduto sui cherubini, risplendi. Risveglia la tua potenza e vieni a salvarci.
- Dio degli eserciti, ritorna! Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi quello che la tua destra ha piantato, il figlio dell'uomo che per te hai reso forte.
- Sia la tua mano sull'uomo della tua destra, sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte. Da te mai più ci allontaneremo, facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Questo Salmo raccoglie l'immagine di Elia e la fa diventare supplica: “Dio degli eserciti, ritorna… illumina il tuo volto e saremo salvi”. È l’invocazione di un popolo che sente il peso dell’ombra e cerca di nuovo la luce sul proprio cammino. Siamo come la vigna che Dio ha piantato e curato, ma che ha bisogno di essere visitata, custodita, rialzata.

Dal Salmo 33 (34)
R. Il povero grida e il Signore lo ascolta. Oppure: R. Il Signore è vicino a chi lo cerca.
- Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore: i poveri ascoltino e si rallegrino.
- Guardate a lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce.
- Il volto del Signore contro i malfattori, per eliminarne dalla terra il ricordo. Gridano i giusti e il Signore li ascolta, li libera da tutte le loro angosce.
- Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato, egli salva gli spiriti affranti. Il Signore riscatta la vita dei suoi servi; non sarà condannato chi in lui si rifugia.
La Seconda Lettura: Esortazioni alla Gioia e alla Santità
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (1Ts 5,16-24)
Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male. Lo Spirito del Signore Dio è sopra di me, mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio. Spirito, anima e corpo si conservino irreprensibili per la venuta del Signore.
Il Vangelo: Elia, Giovanni Battista e l'Attesa di Cristo
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,10-13)
Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Gesù, nel Vangelo, porta questa attesa al suo compimento. I discepoli gli chiedono di Elia, e Lui svela che la promessa si è già affacciata nella storia con Giovanni Battista, venuto nello spirito e nella potenza del profeta. Ma molti non lo hanno riconosciuto. È una parola che interpella anche noi: quante volte Dio passa nella nostra vita con una luce piccola, quasi timida, e noi la scambiamo per una cosa qualsiasi? Gesù ci ricorda che l’opera di Dio spesso nasce nella discrezione, nei deserti dell’esistenza, nelle voci che preparano senza apparire, nei gesti che aprono strade senza pretendere gloria.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,19-28)
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete: a lui non sono degno di slegare il legaccio del sandalo».
Giovanni il Battista, compiuta la sua missione, sa farsi da parte, si ritira dalla scena per fare posto a Gesù. Non è interessato ad avere un seguito per sé, o ottenere prestigio e successo, ma dà testimonianza e poi fa un passo indietro, perché molti abbiano la gioia di incontrare Gesù. Possiamo dire: apre la porta e se ne va. Con questo suo spirito di servizio, con la sua capacità di fare posto a Gesù, Giovanni il Battista ci insegna una cosa importante: la libertà dagli attaccamenti. È facile attaccarsi a ruoli e posizioni, al bisogno di essere stimati, riconosciuti, premiati. E questo, pur essendo naturale, non è una cosa buona, perché il servizio comporta la gratuità. Farà bene anche a noi coltivare, come Giovanni, la virtù di farci da parte al momento opportuno. Imparare a congedarsi: ho fatto questa missione, ho fatto questo incontro, mi faccio da parte e lascio posto al Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21,28-32) - La Parabola dei Due Figli
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto».
Riflessioni e Invocazioni
Giovanni ha preparato la via al Messia con la forza dell’essenziale. Elia e Giovanni diventano allora compagni nel cammino dell’Avvento: uno annuncia il fuoco che purifica, l'altro prepara il cuore al passaggio del Signore. Oggi la Parola ci invita a non temere la luce che ci cerca. Dio viene sempre con la discrezione del fuoco buono: purifica ciò che deve cadere, illumina ciò che deve tornare a vivere, e prepara in noi la strada per riconoscere Cristo.
L'Avvento spiegato ai bambini: San Giovanni Battista
Antifone del 13 Dicembre
- Antifona d'Ingresso: Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto: rallegratevi. Il Signore è vicino.
- Antifona alla Comunione: Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio. Egli viene a salvarvi».
- Antifona alla Comunione (alternativa): L’Agnello assiso sul trono li guiderà alle sorgenti della vita.
La Commemorazione di Santa Lucia
Il 13 dicembre la Chiesa commemora anche Santa Lucia, martire siracusana, il cui nome significa "luce" (dal latino lux). Nata a Siracusa verso la fine del III secolo, Lucia era una giovane bella, ricca e di buon cuore. Orfana di padre, venne promessa sposa a un giovane pagano, ma desiderava seguire Gesù.
La madre Eutichia, malata, guarì miracolosamente dopo una preghiera a Sant’Agata. Lucia, riconoscente, fece voto di castità e povertà, rinunciando al matrimonio e donando la sua dote ai poveri. Iniziò ad assistere bisognosi e orfani, ma il suo ex fidanzato, geloso e rancoroso, la denunciò al console Pascasio.
Lucia fu arrestata e condannata a essere esposta tra le prostitute, ma miracolosamente non poteva essere spostata. Tentativi di bruciarla fallirono e fu infine uccisa il 13 dicembre 304. Secondo la tradizione, le furono strappati gli occhi, che miracolosamente tornarono al loro posto, rendendola patrona dei non vedenti e di chi soffre di malattie agli occhi.
Il culto di Santa Lucia si diffuse rapidamente, soprattutto in Sicilia e nel Nord Italia. Le sue spoglie sono venerate a Venezia, nella Chiesa dei Santi Geremia e Lucia. La sua figura è un simbolo di fede incondizionata e di carità.

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