Idee per una Lettera di Catechisti al Parroco in occasione dei 40 Anni di Ordinazione Sacerdotale

Celebrare i quarant'anni di ordinazione sacerdotale di un parroco è un momento di grande gioia e gratitudine per tutta la comunità. Per i catechisti, in particolare, è un'occasione speciale per esprimere riconoscenza per l'instancabile dedizione e l'esempio di fede. Questa ricorrenza offre l'opportunità di riflettere sul profondo impatto che il ministero del sacerdote ha avuto sulla vita della parrocchia e dei singoli fedeli, dai più giovani agli adulti. Di seguito, alcune idee e spunti, tratti da testimonianze autentiche, per arricchire una lettera o un momento di celebrazione, evidenziando le diverse sfaccettature del suo servizio.

illustrazione di un sacerdote che dialoga con un gruppo di catechisti e giovani

Il Sacerdote come Educatore e Guida Spirituale

Il ruolo del sacerdote nell'educazione e nella formazione spirituale è fondamentale, capace di lasciare un'impronta duratura nei cuori e nelle menti. Spesso, l'insegnamento va oltre la mera trasmissione di concetti, stimolando la riflessione e la crescita personale.

L'Impronta Indelebile dell'Insegnamento

Un aspetto centrale del ministero sacerdotale è la capacità di coinvolgere i giovani in dialoghi profondi, che li spingano a interrogarsi e a maturare. Era il lontano 1993, quando, ad esempio, un professore di religione entrava in classe, salutava tutti e, dopo le presentazioni di rito, poneva una domanda che spingeva alla riflessione: ‘Secondo voi, è giusto rubare?’. Tutti, in coro, rispondevano di no. Poi aggiungeva: ‘E se una madre rubasse il pane per il figlio che non ha nulla da mangiare? In quel caso sarebbe giusto o no?’. Si creava un silenzio imbarazzante che durava qualche minuto, poi qualche voce audace iniziava a dire la propria. La domanda non era affatto banale e, a pensarci bene, faceva riflettere non poco, portando a chiedersi: ‘In una situazione così difficile da quale legge mi farei guidare?’. Incontri di questo tipo possono mettere in discussione, cosa a volte sconosciuta fino a quel momento! Un esempio è stato don Gianni Croci, docente di religione presso il Liceo “Benedetto Rosetti” fino allo scorso giugno, e attualmente parroco della Parrocchia di San Filippo Neri a San Benedetto del Tronto e direttore della Caritas diocesana. Spesso nelle sue ore don Gianni invitava anche una psicologa che aiutava a migliorare il rapporto con sé stessi, con i compagni e con l’adolescenza.

Creare un Clima Accogliente e Inclusivo

La capacità di un sacerdote di creare un ambiente sereno e accogliente è preziosa, soprattutto per i giovani. Come afferma Marianna Albanese, studentessa e rappresentante di Istituto del Liceo Rosetti, "Ogni volta che entrava in aula, portava serenità e allegria e riusciva a metterci sempre a nostro agio con le sue battute scherzose. In classe ha sempre creato un clima amichevole e, più che un professore o un prete, per noi era un amico. Riusciva perfettamente a conciliare il divertimento con l’insegnamento ed era praticamente impossibile distrarsi mentre parlava!". La sua assenza, come sottolineato, "si sente tanto", a testimonianza dell'impatto positivo e della mancanza che un tale approccio può lasciare.

Il Servizio agli Ultimi e la Testimonianza di Fede

Il ministero sacerdotale è un dono per la comunità, che si manifesta in modo tangibile nell'impegno per i più fragili e nell'esempio di una fede vissuta concretamente.

foto di volontari della Caritas che assistono persone in difficoltà

L'Impegno Caritativo e Sociale

Il sacerdote è chiamato a vivere il sacerdozio come dono della vita per gli altri. L’amore donato da Cristo passa attraverso la testimonianza, non tanto con le parole, ma con l'essere vicino all’uomo che spera, che soffre, che è solo. Fernando Palestini, vice direttore della Caritas Diocesana, evidenzia questa dimensione fondamentale. Marco Sprecacè, responsabile dell’Ufficio Lavoro della Caritas Diocesana, augura di festeggiare il 40esimo anno di sacerdozio con una frase di don Primo Mazzolari, grande sacerdote che ha messo al primo posto della sua missione i poveri: ‘È finito il tempo di fare da spettatore sotto il pretesto che si è onesti e cristiani. Troppi ancora hanno le mani pulite perché non hanno mai fatto niente. In questi quarant’anni di sacerdozio l'impegno in favore degli ultimi e degli emarginati non è mai venuto meno. Un progetto particolarmente toccante che ha coinvolto i giovani è stato quello di farli diventare ‘amici di penna’ di alcuni immigrati, leggendo le loro storie e scegliendo a chi indirizzare le lettere. Un’iniziativa semplice, ma che ha permesso di vedere gli immigrati da un altro punto di vista, grazie alla capacità del sacerdote di far mettere i giovani nei panni degli altri.

L'Esempio Luminoso del Pastore

Le parole di gratitudine provenienti dalla comunità parrocchiale, come quella di San Filippo Neri guidata da don Gianni, sottolineano l'importanza dell'esempio. Mariemma Bertoni, segretaria del Consiglio Pastorale Parrocchiale, dichiara che "40 anni di sacerdozio non sono pochi, ma nemmeno troppi, sono giusti per mescolare esperienza ed energia". Per la comunità, è una doppia festa anche per i primi tre anni come parroco, essendo arrivato nel difficile momento della pandemia, periodo che ha permesso la sua presenza costante in parrocchia: "ci hai conosciuti, appoggiati e ringraziati. Ci hai insegnato che l’essere sacerdote significa diventare amico di Gesù e ci stai strascinando per questa via. La parola ‘accoglienza’, che tu vivi con grande intensità, ci dà la forza e il coraggio di sentirci uniti e famiglia. San Paolo ci dice che tutti facciamo parte del progetto di Dio, ma l’essere testimoni di tanta fede lo scorgiamo dal tuo esempio luminoso."

Benedetta Capriotti, catechista ed educatrice dell’oratorio estivo nella parrocchia di San Filippo Neri, aggiunge: "nel porgerti i nostri più cari auguri per questa speciale ricorrenza dei 40 anni dalla tua ordinazione presbiterale, siamo grati per quanto si è potuto realizzare finora per i bambini, ragazzi e giovanissimi, in particolare con la ripresa dell’oratorio estivo, che dallo scorso anno ha consentito di restituire la naturale vivacità ad una parrocchia abitata anche dai più piccoli."

In occasioni speciali, la navata della chiesa parrocchiale è spesso stracolma, con il coro parrocchiale che accompagna la Messa e l'attesa dell'omelia, delle parole che il sacerdote rivolge ai fedeli. Il cuore della riflessione è spesso la presenza misteriosa, impalpabile e potente dello Spirito Santo, che pervade l’esistenza di ognuno di noi, anche di quanti non lo avvertono, non lo conoscono. Nel suo cammino, ha tra l’altro confessato don Giuseppe, "ha incontrato situazioni umane di profonda sofferenza ed ho potuto reggere solo per questo alito che ha dato forza e senso alla mia esperienza sacerdotale."

Festa per il decimo anniversario di ordinazione Sacerdotale di Don Filippo Cappelli Parroco di Budri

Il Rapporto Pastorale e la Vicinanza Umana

Il sacerdote è un pastore che conosce e accompagna il suo gregge, mostrando vicinanza e uguaglianza con ciascuno.

Spesso, dopo le celebrazioni, la festa continua nel salone dell’oratorio, dove i volontari allestiscono un lauto e squisito pranzo, seguito nel pomeriggio dall’animazione curata da gruppi come l’AEPER “La Strada”, invitato dall’Oratorio, creando momenti di comunità e gioia.

Una "sorpresa finale" che può segnare profondamente i fedeli è l'approccio di un parroco che, come Don Giuseppe quando è arrivato a Monte Marenzo nove anni fa, "è passato da tutte le case, non per dare la benedizione come ci aspettavamo, ma proprio per conoscerci uno ad uno, come un pastore che conosce uno ad uno i componenti del suo gregge. Da allora abbiamo imparato a conoscerti e ad apprezzarti. Ti abbiamo ascoltato e ci hai fatto riflettere con le tue appassionate omelie durante le Celebrazioni dell’Eucaristia, ti abbiamo visto e ci sei stato vicino nei momenti del dolore e in quelli della gioia. Sei stato uguale con ciascuno di noi, anche con chi non è credente o cristiano. Non è essere famiglia questo? E hai svolto il tuo ruolo di custode del Vangelo."

Questo cammino, spesso iniziato in giovane età, richiede coraggio e dedizione: "Ti immaginiamo ragazzo, nella tua famiglia, a meditare quella scelta. Quanti anni sono passati? Magari ci pensavi andando in bicicletta. Allora sei andato in seminario, hai studiato, hai ricevuto l’Ordinazione e da allora non ti sei più fermato. Hai avuto altre parrocchie prima di questa, hai continuato a studiare e sei Dottore in Liturgia, hai voluto condividere alcune esperienze in Missione." Un sacerdote così visibile e presente diventa un punto di riferimento, tanto che la comunità esclama: “Ecco, passa Don Giuseppe”. Un prete che viene riconosciuto e apprezzato anche da chi viene da fuori, rimanendo stupito: “Un prete?”. Già, un sacerdote.

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