Il Ragù di Padre Pio per Tagliatelle e Altri Primi, e la Torta Rituale del Santo Frate

Settembre porta con sé la rubrica “Alla mensa coi Santi“, che ci arricchisce e ci dà modo di imparare a conoscere belle tradizioni italiane legate al culto dei santi e dei patroni. Questa volta, abbiamo scelto di esplorare alcune ricette legate al ricordo di San Padre Pio, il tanto amato Santo frate di Pietrelcina: una ricetta robusta, semplice e tradizionale, come solo sa essere un bel ragù, e una deliziosa torta, anch'essa legata alla sua figura, con un procedimento unico e tradizionale.

Ritratto di Padre Pio

Il Ragù di Padre Pio: Una Ricetta di Devozione e Sobrietà

Il ragù per il Santo frate Padre Pio è ricco, saporitissimo e perfetto per condire qualsiasi tipo di pasta. Lui adorava i maccheroni, ma questa salsa si adatta splendidamente anche alle tagliatelle e ad altri formati di pasta all'uovo o secchi.

La storia di questo sontuoso condimento, trovata su un libro dal titolo “In cucina con i santi” edito dalla San Paolo, racconta di come venne preparato per lui dal medico del convento. Questi aveva chiesto al santo se gli piacessero i maccheroni, e, avendo avuto risposta affermativa, era corso dal macellaio e poi in cucina a prepararlo. Il solerte medico però rimase poi di stucco quando, presentato il fumante piatto al Santo frate, questi gli disse: “è troppo bello questo piatto perché me lo mangi io.” Eh sì, Padre Pio rinunciò alla bontà squisita di questo ragù, proprio per non venir meno alla sobrietà della vita religiosa.

Piatto di tagliatelle con ragù rustico

Questa scelta rifletteva la regola di San Benedetto da Norcia, che prescriveva: “Due pietanze cotte, dunque, sono sufficienti per tutti i confratelli. Qualora si avesse la possibilità di avere frutta e verdura fresca, se ne aggiunga una terza. Di pane ne basterà una libbra abbondante al giorno.”

La Torta di Padre Pio: Un Dolce con un Rituale Speciale

La Torta di Padre Pio è un dolce da credenza semplice e fragrante, la cui ricetta è legata a una sorta di rituale. Il procedimento dura ben dieci giorni consecutivi e prevede regole imprescindibili e tempi di pausa specifici da rispettare.

Innanzitutto, la realizzazione deve iniziare rigorosamente di domenica e, plausibilmente, terminare il martedì successivo. La ciotola utilizzata deve essere in vetro o ceramica e, per miscelare gli ingredienti, va impiegato solo un cucchiaio di legno. Il composto non deve mai essere riposto in frigo, ma conservato esclusivamente a temperatura ambiente; inoltre, va lavorato da una sola persona e non può mai essere toccato con le mani.

Inizialmente vengono mescolati insieme solo farina, zucchero e acqua, creando così una sorta di lievitino: al decimo giorno ne vanno prelevati tre bicchieri da donare ad amici e parenti, affinché possano replicare questa delizia a casa e proseguire a loro volta la tradizione. Solo poco prima di infornare, vengono poi incorporati all'impasto gherigli di noce, gocce di cioccolato, uvetta, olio di semi, uova, cannella in polvere e lievito per dolci. Dopo la cottura, il risultato è una torta morbida, piacevolmente umida e molto profumata, perfetta da gustare a colazione, inzuppata in una tazza di latte, oppure da servire per la merenda pomeridiana, accompagnata da un infuso speziato.

Torta di Padre Pio appena sfornata

Ingredienti per la Torta di Padre Pio

Per il lievitino iniziale (giorno 1-5):

  • 1 bicchiere di farina
  • 1 bicchiere di zucchero
  • 1 bicchiere di acqua (aggiunto al 5° giorno)

Per l'impasto finale (giorno 10):

  • 2 bicchieri di farina
  • 1 bicchiere di zucchero
  • Gherigli di noce q.b.
  • Gocce di cioccolato q.b.
  • Uvetta ammollata e reidratata q.b.
  • Uova q.b.
  • Cannella in polvere q.b.
  • Lievito per dolci q.b.
  • 1 bicchiere di olio di semi
  • 1/2 bicchiere di acqua (se l'impasto dovesse essere troppo denso)

Procedimento della Torta di Padre Pio: Il Rituale dei Dieci Giorni

  1. Il 1° giorno: Raccogli in una ciotola (in vetro, legno oppure acciaio) 1 bicchiere di farina e 1 bicchiere di zucchero, senza mescolarli tra loro. Copri la ciotola con un canovaccio pulito e tienila da parte a temperatura ambiente.
  2. Il 2° giorno: Riprendi la ciotola, miscela le polveri e copri nuovamente il tutto con il canovaccio. Lascia riposare per 2 giorni a temperatura ambiente.
  3. Al 5° giorno: Aggiungi 1 bicchiere di farina, 1 bicchiere di zucchero e 1 bicchiere di acqua, senza mescolare. Copri di nuovo con il canovaccio e lascia riposare a temperatura ambiente.
  4. Lievitino della torta di Padre Pio in ciotola di ceramica
  5. Il 6° giorno: Riprendi la ciotola e scopri gli ingredienti. Miscelali accuratamente con un cucchiaio di legno, quindi copri ancora con il canovaccio e lascia riposare. Non toccare l'impasto per i successivi tre giorni.
  6. Il 10° e ultimo giorno: Riprendi la ciotola e amalgama accuratamente il tutto. Rimuovi 3 bicchieri di composto (circa 150 grammi a bicchiere, da regalare a chi desideri) e unisci i restanti ingredienti: 2 bicchieri di farina, 1 bicchiere di zucchero, i gherigli di noce, le gocce di cioccolato, l'uvetta ammollata e reidratata, le uova, la cannella, il lievito e 1 bicchiere di olio di semi.
  7. Amalgama accuratamente tutti gli ingredienti con un cucchiaio di legno: se l'impasto dovesse essere troppo denso, puoi versare 1/2 bicchiere di acqua per diluirlo.
  8. Trasferisci il composto in uno stampo a cerniera foderato di carta forno.
  9. Cuoci la torta in forno ventilato preriscaldato a 180 °C per 40 minuti, finché non sarà ben dorata in superficie e cotta all'interno. Lasciala raffreddare completamente prima di sformarla. La torta di Padre Pio è pronta per essere gustata.

Conservazione della Torta

La Torta di Padre Pio si conserva a temperatura ambiente, sotto una campana di vetro per dolci, per 4-5 giorni al massimo.

Breve Profilo di Padre Pio da Pietrelcina

Francesco Forgione nasce a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887 da due genitori contadini devoti nella preghiera e soprattutto nella recita del Santo Rosario. Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio da Pietrelcina. Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910; i primi anni di sacerdozio sono compromessi e resi amari dalle sue pessime condizioni di salute, tanto che i superiori lo rimandano più volte a Pietrelcina, nella casa paterna, dove il clima gli è più congeniale.

Padre Pio è malato assai gravemente ai polmoni, tanto che i medici gli danno poco da vivere. Come se non bastasse, alla malattia si vanno ad aggiungere le terribili vessazioni a cui il demonio lo sottopone, che non lasciano mai in pace il povero frate, torturato nel corpo e nello spirito. Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Un numero incalcolabile di uomini e donne, dal Gargano e da altre parti dell’Italia, cominciano ad accorrere al suo confessionale, dove egli trascorre anche quattordici-sedici ore al giorno, per lavare i peccati e ricondurre le anime a Dio.

Il 20 settembre 1918 il cappuccino riceve le stimmate della Passione di Cristo che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni. Padre Pio viene visitato da un gran numero di medici, subendo incomprensioni e calunnie per le quali deve sottostare a infamanti ispezioni canoniche; il frate delle stimmate si dichiara “figlio dell’obbedienza” e sopporta tutto con grande pazienza. Infine, viene anche sospeso a divinis e solo dopo diversi anni, prosciolto dalle accuse calunniose, può essere reintegrato nel suo ministero sacerdotale.

La sua celletta, la numero 5, portava appeso alla porta un cartello con una celebre frase di S. Bernardo: “Maria è tutta la ragione della mia speranza”. La Vergine Maria è il segreto della grandezza di Padre Pio, il segreto della sua santità. A lei, nel maggio 1956, dedica la “Casa Sollievo della Sofferenza”, una delle strutture sanitarie oggi più qualificate a livello nazionale e internazionale, con 70.000 ricoveri l’anno, attrezzature modernissime e collegamenti con i principali istituti di ricerca nel mondo.

Padre Pio muore il 23 settembre 1968, a 81 anni. Dichiarato venerabile nel 1997 e beatificato nel 1999, è canonizzato nel 2002. Il suo testamento spirituale, alla fine della sua vita, fu: “Amate la Madonna e fatela amare: recitate sempre il Rosario”. Intorno alla sua figura si sono scritti molti fiumi di inchiostro, un incalcolabile numero di articoli e tantissimi libri. Si conta che approssimativamente sono più di 200 le biografie a lui dedicate soltanto in italiano. (Notizie prese dal sito Santi e beati).

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