Nella puntata del 26 marzo 2015, il programma televisivo "Le Iene", condotto da Ilary Blasi, Teo Mammucari e la Gialappa’s Band, ha dedicato un servizio ad alta risonanza a una vicenda che ha scosso il santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. L'inchiesta, curata da Matteo Viviani, ha portato alla luce una storia "raccapricciante" di presunte molestie sessuali, mobbing e lavoro in nero, che si sarebbero consumate nel luogo di culto.

Le Accuse di Anna: Una Storia di Sofferenza
L'Inizio del Calvario e le Prime Molestie
La protagonista di questa vicenda è Anna, una donna che ha lavorato per 13 anni nel santuario di Padre Pio. Anna, dopo aver vissuto un'infanzia difficile e in condizioni di stenti, si era rivolta al santuario in cerca di aiuto, accettando un lavoro di 10 ore al giorno, tutti i giorni, per 400 mila lire, ovviamente in nero. Qui, sin da giovanissima, avrebbe attirato le attenzioni "morbose" di un frate, un'attenzione confermata anche da un prete che ci lavora, il quale ha riferito che "i frati cominciano a perdere il lume".
Anna ha raccontato il primo episodio in cui "lui si avvicina, mi tocca da dietro, si alza il saio e si masturba". Il frate le avrebbe detto: "Non devi avere paura, gli uomini sono tutti così". Le molestie, secondo il racconto della vittima, sarebbero state una ventina in tutto, comprese richieste esplicite come "Ti sei decisa a essere mia, ti renderò la vita difficile" o "ti metterò accanto ai porci", frasi confermate anche da padre Ernesto.
Le Molestie Continuano e le Denunce
A uno degli atti osceni avrebbe assistito anche Don Peppino, un prete unico amico di Anna nel santuario, che all'inviato del programma ha rivelato: "Io vivo qua, la mia situazione è drammatica, delicatissima". Dopo queste "attenzioni particolari" del frate, Anna si è rivolta ad alcuni psicologi e ha ottenuto uno spostamento dalla cucina alla segreteria, ma nemmeno questo ha cambiato le cose, poiché il presunto "orco" era ancora lì.
Alle avances del frate si sarebbero aggiunte anche quelle di un collega. La situazione è precipitata il 14 luglio 2012, quando la donna ha denunciato di aver subito un'aggressione fisica da parte del collega: le avrebbe palpato il seno, costringendola a subire un atto sessuale e scaraventandola a terra. Anna è andata in ospedale e ha sporto denuncia, con l'aggressore che è finito sotto processo. Dopo la denuncia, Anna ha dichiarato di aver ricevuto la proposta di un accordo privato ed era stata lasciata sola. Aveva chiesto di indagare anche alla curia di Roma, ma le era stato detto di affidarsi a Dio e di pregare.
Il Licenziamento e lo Sfratto
Da quel momento, per Anna è iniziato un vero e proprio calvario. È stata spostata da una parte all'altra del convento, ma il suo stato di salute è peggiorato, ammalandosi di fibromialgia e necessitando di un "trattamento combinato farmacologico e psicologico". Tuttavia, "ai frati questo poco importa". Dopo un periodo di malattia, nel novembre 2013 Anna è stata licenziata, secondo Don Peppino, "perché ha denunciato i frati", con commenti come "questa è cattiva, ha mangiato e bevuto qua dentro e fa causa ad un frate?". Dopo il licenziamento, è arrivato persino lo sfratto, lasciandola "in mezzo ad una strada".
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Il Ruolo di Padre Domenico e il Suo Esilio
La vicenda ha coinvolto anche Padre Domenico, il quale ha denunciato a "Le Iene" le molestie subite da Anna. Egli ha affermato: "Loro sono più Iene di voi, Padre Pio non sarebbe fiero di tutto questo". Dopo l’intervista rilasciata al programma, padre Domenico è stato trasferito nel convento di Reggio Calabria, mandato in esilio dal suo ordine, e costretto a rimanere lì fino a nuove disposizioni, vivendo "come se fosse agli arresti domiciliari". Per questo motivo, ha deciso di uscire dall’ordine.
La Posizione Ufficiale dei Frati Minori Cappuccini
La Replica alle Accuse
A seguito delle dichiarazioni, i Frati Minori Cappuccini hanno diramato una nota stampa per chiarire la loro posizione. Hanno dichiarato: "L’inverosimiglianza di tali dichiarazioni emerge chiaramente dalle circostanze di tempo e di luogo esposte, che rendono la versione fornita non solo priva di qualsiasi fondamento, ma anche illogica e poco credibile."
La nota precisa inoltre che: "Risulta, invece, che un dipendente laico del Convento è imputato per presunte molestie in danno della citata ex dipendente, ma non è stata ancora celebrata la prima udienza dibattimentale. A seguito di tale denuncia, comunque, i Frati hanno aperto un procedimento disciplinare a carico del dipendente, che ha fornito ampie giustificazioni negando ogni addebito. Eventuali provvedimenti saranno presi solo a seguito della conclusione del giudizio."
I Frati hanno anche sottolineato: "Si precisa, inoltre, che non vi è alcun nesso tra il licenziamento della dipendente (avvenuto a novembre del 2013) e il procedimento penale che narra di fatti che sarebbero accaduti nell’anno 2010 e in aprile del 2012 (denunciati nel luglio 2012), così come appare parimenti strumentale aver dichiarato che i frati hanno privato dell’abitazione la ex dipendente, lasciandola 'in mezzo ad una strada'".
Le Contromisure Legali
I Frati Minori Cappuccini hanno concluso la loro nota affermando: "Le gravi e calunniose dichiarazioni della ex dipendente costringono i Frati Minori Cappuccini a sporgere denuncia per calunnia, a tutela della loro onorabilità ed integrità morale."