Il termine "lascivia" è spesso associato a concetti come sensualità, libidinaggio e lussuria. Per gli studiosi della Bibbia, questa parola è profondamente radicata nelle nozioni di impurità e impudicizia. Tale interpretazione è sostenuta da vari passaggi scritturali che condannano pratiche e desideri considerati peccaminosi.
Significato Biblico e Connotazioni Teologiche
La lascivia, secondo diverse prospettive cristiane, si riferisce a desideri sessuali intensi e a condotte inappropriate. Nella Chiesa d'Oriente, è legata a fornicazione, ubriachezza e danza, spesso associate ai discendenti di Caino. La Chiesa Cattolica, invece, la identifica con l'essere guidati da desideri impuri, specialmente verso i minori, e la assimila alla lussuria, definendola come un eccessivo appetito o desiderio di piaceri sessuali.
La Bibbia condanna esplicitamente la lascivia. Un passaggio significativo si trova in Marco 7:22-23 (secondo la versione del Re Giacomo): "i furti, le avarizie, le malvagità, l'inganno, la lascivia, l'invidia, la maldicenza, la superbia, l'insensatezza. Tutte queste malvagità escono da dentro e contaminano l'uomo". La NBLA traduce lo stesso passaggio come "avarizie, malvagità, inganni, sensualità, invidia, calunnia, orgoglio e insensatezza".
L'apostolo Paolo, nella sua lettera ai Galati, elenca la lascivia tra le "opere degli istinti egoisti": "fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregoneria, odio, discordia, gelosia, ira, rivalità, divisione, settarismo, invidia, ubriachezza, orge e altre cose simili" (Galati 5:19). Questo evidenzia come la lascivia sia parte di un più ampio spettro di comportamenti peccaminosi.

Etimologia e Definizione
La parola "lascivia" deriva dal latino lascivia, che significa passione e lussuria sfrenata, senza freno, e indica licenziosità, sregolatezza, rifiuto di tutte le regole. L'etimologia suggerisce un collegamento con la radice LAS-, presente nel sanscrito las-ati, las-yati (bramare), nello slavo lask-ati (adulare), e nel greco là lascivo. Alcuni studiosi propongono una derivazione da LAXÀRE, che significa rilassare, sciogliere, indicando una propensione ai divertimenti e a un comportamento disinvolto.
In sintesi, essere lascivi significa essere lussuriosi, ovvero propensi a delizie carnali e a un appetito smodato per qualcosa, spesso con riferimento ai piaceri sessuali.
La Condanna della Lascivia nella Scrittura
La lascivia non fu condannata solo da Gesù, ma anche da Giuda e dagli apostoli Pietro e Paolo. Questi ammonimenti sottolineano la gravità di tale comportamento e il suo impatto sulla vita spirituale dei credenti.
Ammonimenti di Giuda e Paolo
Nella sua lettera, Giuda ammonisce severamente la chiesa, avvertendo dell'infiltrazione di uomini empi che "volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo" (Giuda 4). Il termine "dissolutezza" o "lascivia" in questo contesto racchiude ogni sorta di peccato concepibile, significando "mancanza di disciplina morale, non avere rispetto per i comuni standard morali". Giuda rivela che il piano di Satana è ingannare gli eletti di Dio pervertendo il concetto di grazia, trasformandola in una scusa per il permissivismo.
Anche l'apostolo Paolo, nelle sue lettere ai Corinzi, affrontò il problema della lascivia che si stava infiltrando nella chiesa. Nonostante i Corinzi fossero stati abbondantemente benedetti dall'insegnamento di Paolo e dalla potenza dello Spirito Santo, molti di loro continuavano a vivere nell'immoralità. Paolo accusò "molti" di essere dissoluti (2 Corinzi 12:21), affermando che li avrebbe trattati con durezza se non si fossero ravveduti. Questo dimostra come anche tra i credenti, la tentazione della lascivia potesse essere presente, nonostante la conoscenza della verità.
Paolo usa la parola lascivia anche in riferimento al desiderio sessuale eccessivo (Romani 13:13; 2 Corinzi 12:21; Galati 5:19). Comportamenti lascivi possono includere il modo di vestirsi, quando l'obiettivo è apparire sessuali o sensuali, e la fruizione di materiale sessualmente esplicito, come riviste, film e televisione a sfondo erotico, nonché la pornografia. Numerosi studi hanno dimostrato la forte dipendenza che la pornografia può creare e i danni che provoca ai matrimoni.
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Esempi Biblici di Comportamento Lascivo
La lascivia è descritta come "eccessiva indulgenza nei piaceri sensuali" e un totale disprezzo per l'integrità e l'onore altrui. Esempi di tale comportamento includono quello delle città di Sodoma e Gomorra (2 Pietro 2:6-7) e dei falsi maestri che promettono libertà ma sono essi stessi schiavi della corruzione (2 Pietro 2:2, 18-19).
La Sfida della Lascivia nella Chiesa Moderna
Il comportamento lascivo è diffuso anche in ambienti inaspettati, come il posto di lavoro. La società postmoderna, sebbene incoraggi uomini e donne a essere "sexy", non deve influenzare i cristiani, che devono essere virtuosi. Paolo, nella sua lettera alla chiesa di Corinto, ammonisce: "Fuggite la fornicazione. Qualsiasi altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo; ma chi fornica, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non siete vostri? Poiché siete stati comprati a caro prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che sono di Dio" (1 Corinzi 6:18-20).
È cruciale comprendere che coloro che si abbandonano alla lascivia mettono la propria anima in grave pericolo. La lascivia, secondo la profezia in Apocalisse 12, è una strategia del diavolo negli ultimi giorni per sedurre il popolo di Dio. Il diavolo "è sceso a voi con grande ira, sapendo di avere poco tempo". Questo attacco di Satana alla chiesa, attraverso un "mare di indecenza", è così vasto e potente da trascinare via anche molti credenti.
La lascivia è diventata endemica nella chiesa, con milioni di persone che si immergono nel "sudiciume dell'erotismo". Questo fenomeno è alimentato anche dai mezzi di comunicazione, come la televisione via satellite, che porta contenuti osceni direttamente nelle case. Già nel 1974, in un libro intitolato "La Visione", si profetizzava un decadimento morale senza precedenti, con la televisione che avrebbe presto mostrato scene con persone seminude, giustificate come una "grande breccia nella libertà" artistica e persino applaudite da parte del clero. Si prevedeva che anche i film pornografici più perversi sarebbero stati disponibili via cavo. Questa previsione si è ampiamente realizzata, ma molti cristiani credono erroneamente che questi ammonimenti non li riguardino.

La Vera Grazia e la Lotta contro la Lascivia
Il diavolo non sempre tenta i cristiani con peccati grossolani, ma piuttosto perverte il concetto di grazia, facendola apparire come una scusa per il permissivismo. Se si permette che questa falsa dottrina entri nel cuore, si può essere attirati in una via che porta alla schiavitù, compiendo presto azioni inimmaginabili.
La vera grazia biblica produce due caratteristiche fondamentali nella vita di un credente: un'attesa e un desiderio per la venuta del Signore, e un devoto timore e una santa riverenza per Lui. Questi due frutti sono inseparabili. Lo scrittore dell'epistola agli Ebrei esorta: "Siamo riconoscenti, e offriamo a Dio un culto gradito, con riverenza e timore!" (Ebrei 12:28). Anche Pietro collega la grazia alla sobria riverenza: "Avendo cinti i lombi della vostra mente, state sobri, e abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata al momento della rivelazione di Gesù Cristo" (1 Pietro 1:13).
Gli "uomini empi" di cui parla Giuda sono "uomini senza riverenza", che portano frivolezza e incostanza nella casa di Dio, ridendo di ciò che dovrebbe essere riverito. Il diavolo, attraverso questi insegnamenti, vuole far credere che il Signore non sia severo verso il peccato e che la sua grazia preservi i credenti da ogni condanna, sussurrando: "Non preoccuparti per quella concupiscenza".
Molti ministri empi, pur avendo conosciuto la verità di Dio e avendola assaporata, l'hanno "soffocata nell'ingiustizia" (Romani 1:18). Non volendo abbandonare le loro vie lascive, hanno dovuto inventare una falsa grazia per giustificare la loro condotta, gettando a terra la verità e calpestandola. Questa perversione della grazia è ciò che Isaia descrive come la "verità che soccombe sulla piazza pubblica".
La lascivia può manifestarsi anche come "cadute nella dissolutezza" per alcuni cristiani, che pur non abbandonandosi completamente alle concupiscenze, occasionalmente incontrano qualcosa di impuro. Satana sa che questi credenti, dopo aver peccato, si pentiranno e riceveranno il perdono di Dio. Tuttavia, il diavolo cerca di legare il popolo di Dio al peccato persuadendo i cristiani che possono rimanere nel Signore pur abbandonandosi al peccato. Questo avviene raccontando la menzogna che la grazia è solo un fiume senza fine di perdono, permettendo di continuare a tornare al peccato finché si continua a tornare all'altare. Questa è una distorsione della verità, poiché, sebbene il perdono di Dio sia infinito per un cuore veramente ravveduto, non è una licenza per peccare deliberatamente.
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