Lapidi Commemorative e Registri Parrocchiali: Una Ricerca Storica e Genealogica

La ricerca storica e genealogica, in particolare quella legata ai caduti delle guerre e alle figure ecclesiastiche, si avvale spesso di fonti primarie come le lapidi commemorative e i registri parrocchiali. Questi documenti e manufatti offrono uno spaccato prezioso sulla vita e sulla morte di individui, permettendo di ricostruire contesti storici e legami familiari.

La Struttura delle Lapidi Commemorative

Una lapide tipo, spesso rinvenuta nei cimiteri storici, si presenta di forma rettangolare con bordi grezzi, posta su due blocchi di pietra scura. Solitamente include un'iscrizione dedicatoria nella parte superiore e i nomi dei caduti delle due guerre mondiali disposti in due colonne. Elementi decorativi comuni possono essere un tondo di ferro con l'immagine in rilievo di Gesù a sinistra dell'iscrizione, e ai lati, dove iniziano i nomi della Seconda Guerra Mondiale, due lampade di ferro a forma di putti che recano un'urna. Talvolta, un'altra lampada di ferro può essere presente più in basso, al centro. Nelle sezioni inferiori, possono comparire simboli come una bandiera, una spada e un fucile con baionetta, affiancati da due cherubini al centro e un volto in bassorilievo nella parte alta. Un esempio è la lapide della Parrocchia di S. Elmo.

dettaglio di decorazioni su lapidi storiche

L'Importanza dei Registri Parrocchiali nella Ricerca Genealogica

I parroci, per il periodo antecedente al 1866 e anche successivamente, sono stati i titolari delle registrazioni di battesimi, matrimoni, morti e stati d'anime, responsabili della conservazione dei relativi registri parrocchiali o libri canonici. Questa pratica è stata sistematica e ininterrotta dalla seconda metà del Cinquecento, a seguito delle disposizioni del Concilio di Trento, sebbene alcune parrocchie compilassero tali registri anche in precedenza.

I registri parrocchiali, insieme agli stati delle anime compilati dai parroci durante le visite pasquali casa per casa, sono tra i documenti più importanti per ricostruire i nuclei familiari del passato. Informazioni e descrizioni degli archivi storici parrocchiali sono consultabili su BeWeB - Beni Ecclesiastici in web, sviluppato dall'Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana. In alcuni casi, è possibile consultare gli atti parrocchiali presso l'Archivio di Stato competente per territorio.

La Ricerca dei Militari Non Nativi Sepolti nei Cimiteri Locali

Una ricerca "sul campo" nei piccoli cimiteri della provincia di Reggio Emilia ha rivelato lapidi di soldati non nativi del territorio locale, provenienti da tutta Italia. Questi militari erano stati ricoverati in piccoli ospedali militari o infermerie improvvisate del luogo, deceduti per malattia e, nella maggior parte dei casi, rimasti sepolti in questi cimiteri.

Casi di Studio nella Provincia di Reggio Emilia

  • Cimitero di Barco (Bibbiano): Una lapide con la scritta "Caduti nella Grande Guerra 1914-1918" riporta 7 nomi di militari non nativi. Sebbene i documenti per stabilire con certezza la loro permanenza in questo cimitero siano scarsi, i registri parrocchiali attestano la prima sepoltura.
  • Cimitero di Boretto: All'interno di una cappella, una grande lapide a muro ricorda i caduti di Boretto della Prima Guerra Mondiale con nomi e foto. Tra questi, sono stati identificati 4 militari non nativi del luogo. Durante la guerra, 13 militari non nativi morirono nell'ex Ospedale militare di Boretto, allora nelle Scuole Elementari di via per S.Croce (ora viale Giovanni XXIII). Sebbene la loro definitiva sepoltura non sia certa, i registri parrocchiali attestano la morte e la sepoltura iniziale nel cimitero cittadino.
  • Brescello: Ospedali o ricoveri attivi a Brescello si desumono dall'analisi di elenchi. L'Ospedale Civile, voluto dal Duca Francesco III nel 1771, era situato in fondo all'attuale Via Giglioli, angolo Via Roma. Le Scuole Comunali di Brescello furono adibite ad Ospedale Militare. L'inaugurazione del Monumento ai Caduti nel Cimitero di Brescello nel 1925 vide la presenza del parroco (probabilmente Don Baruffaldi, curato di Brescello 1916-1932).
  • Campagnola Emilia: Nel 1919, un gruppo di militari, arditi, era alloggiato in una casa di proprietà del parroco, Don Giovanni Ligabue. Un documento del giugno-luglio 1919 riporta il timbro del XX Reparto d’Assalto, 1ª Compagnia, in cui il Tenente F. Riberii dichiarò di aver occupato due stanze di proprietà del parroco in "località Naziati" ad uso ufficio. Lorenzo Cattani, morto a Campagnola il 23/03/1919 per morte improvvisa, fu sepolto nel cimitero cittadino dal Cappellano Militare. Sebbene non sia presente nell'Albo Ministeriale dei caduti della Grande Guerra, le poche informazioni su di lui sono state raccolte per ricordarlo. Molti militari provenienti da tutta Italia furono ricoverati all'Ospedale Baccarini di Campagnola, la maggior parte dei quali sopravvissero.
  • Correggio: Molti soldati, spesso morti di influenza spagnola, sono rimasti sepolti nei cimiteri locali della provincia reggiana. La ricerca ha riguardato Correggio. Un ricercatore della provincia di Treviso contattò per informazioni su un soldato, suo compaesano, che dai documenti risultava morto a Reggio Emilia e Correggio. Contemporaneamente, studi su soldati dall'albo dei caduti risultavano morti a Correggio. Sebbene i documenti sul trasferimento delle lapidi e dei nominativi dei sepolti non siano stati recuperati, un elenco di soldati è stato risalito grazie ai registri parrocchiali. L'ospedale di Correggio fu inaugurato solennemente il 14 Novembre 1915, fortemente voluto da Vittorio Cottafavi.
  • Guastalla: Nel Cimitero Comunale di Guastalla, è stata notata una serie di lapidi uguali, consumate e senza fiori, riportanti nomi di soldati della Grande Guerra non "guastallesi". Questi soldati provenivano da tutta Italia e morirono probabilmente in ospedali militari o da campo della provincia, rimanendo sepolti lì. La ricerca ha portato alla trascrizione di nomi e dati, e al recupero di informazioni dall'Albo dei Caduti.
  • Luzzara: Nel Cimitero Comunale di Luzzara, un monumento al centro del viale d’ingresso contiene sepolture di caduti della Seconda Guerra Mondiale e due lapidi con 15 nomi di militari, non luzzaresi, della Prima Guerra Mondiale. Sembra che le salme riposino ancora lì.
  • Montecchio: Nel Cimitero di Montecchio, una piccola cappella costruita negli anni ’50-’60 raccoglie le spoglie dei partigiani. L'ospedale Franchini di Montecchio, eretto nel 1612 circa, ospitò militari durante la guerra e divenne Reparto dell’Ospedale di Riserva di Reggio Emilia a fine 1917.
  • Novellara: L'elenco dei nominativi è composto da 3 o 4 fonti diverse, confrontate per avere un quadro completo: atti di morte comunali, atti di morte parrocchiali e Albo Ministeriale dei Caduti (Onorcaduti). Ad oggi, non è possibile stabilire con certezza che i resti di questi soldati siano rimasti nel Cimitero di Novellara. Dal registro di sepoltura del Comune di Novellara, risultano sepolti in un campo comune nel 1918, campo che oggi non esiste più.
  • Reggiolo: In una sezione dedicata ai caduti di tutte le guerre nel Cimitero di Reggiolo, una lapide recita "Gratitudine di popolo qui volle riunite le spoglie di..." in ricordo dei soldati morti nella Prima Guerra Mondiale. Oltre ai nominativi sulla lapide, sono stati trovati 38 nomi di soldati morti nell’ospedale da campo n.018 nella frazione Brugneto. L'Ospedale Civile di Reggiolo fu inaugurato nel 1827.
  • San Martino in Rio: Al Comune di S. Martino in Rio fu assegnato un campo di raccolta per ex-prigionieri di guerra, utilizzando Municipio, scuole e chiese. Quattro soldati morirono a causa dell'influenza spagnola e furono sepolti nel cimitero locale. Alla fine della Grande Guerra, il nosocomio locale fu adibito a Ospedaletto da Campo per soldati italiani provenienti dalla prigionia.
  • Scandiano: Analizzando l'Albo dei Caduti ministeriale, sono stati trovati 21 soldati morti a Scandiano, di cui 18 registrati negli atti di morte della Parrocchia di Scandiano, attestando una "prima" sepoltura nel cimitero locale.
mappa storica della provincia di Reggio Emilia con indicazione dei cimiteri

Elenco dei Parroci e il Ruolo Diocesano

Le informazioni sui parroci sono cruciali per la gestione e la conservazione dei registri. La cronologia delle lapidi include spesso l'elenco dei presbiteri che hanno retto la parrocchia, riconoscendo il loro ruolo nella guida spirituale e umana della comunità, affrontando avversità come guerre e terremoti.

Ad esempio, la lapide commemorativa del centenario della Parrocchia di Torelli di Mercogliano presenta tre stemmi: quello della Diocesi di Montevergine (1920-2005), quello della Diocesi di Avellino (dal 2005) e lo stemma centrale dei Santi Patroni (San Nicola di Bari e Sant'Antonio da Padova). Lo scudo parrocchiale è contornato da rami di quercia e alloro, legati da un nastro tricolore, simboli rispettivamente dello scorrere del tempo, della Parola del Vangelo e dell'Italia.

Lo stemma della Diocesi di Montevergine, su sfondo azzurro chiaro, mostra una duplice croce su tre monti, con la parte superiore cerchiata che simboleggia la Vergine Maria. La corona sopra la croce indica la protezione imperiale. La scritta NULLIUS alla base si riferiva a un'esenzione fiscale o all'amministrazione di parrocchie non comprese in altre diocesi.

Lo stemma della Diocesi di Avellino ha come nucleo centrale l'Agnello Trionfante (Agnus Dei), simbolo sacrificale di Cristo, degli Apostoli e degli innocenti martirizzati. L'Agnus Dei è rappresentato con il volto rivolto all'indietro, guardando con amore il suo gregge, e lo zoccolo destro trattiene il vessillo della croce, simbolo di martirio e resurrezione. Il numero cento sulla lapide rappresenta il tempo trascorso dall'istituzione della parrocchia di San Nicola di Bari di Torelli con bolla abbaziale del 1° gennaio 1920.

Esempi di Parroci e loro Incarichi

Di seguito un elenco di presbiteri, con i loro incarichi e date di ordinazione, che evidenzia la varietà di ruoli all'interno della struttura diocesana:

  • Nato a Vallecastellana (TE) il 20/08/1954, ordinato il 28/06/1980: Cancelliere vescovile e Moderatore di Curia; Parroco della Parrocchia dei Ss. Filippo e Giacomo in Città; Direttore dell’Ente «Chiesa S. Marta» e Rettore della Chiesa di S.
  • Nato a Gissi (CH) il 09/09/1959 ordinato il 18/05/1991: Parroco delle parrocchie di S. Severino in Castel di Croce in Rotella e di Castel S. Convento S.
  • Nato ad Ascoli Piceno il 25/01/1974, ordinato il 06/09/2008: Parroco delle parrocchie di Maria SS. Assunta (Collegiata), San Lazzaro, Madonna del Rosario, Santa Maria Goretti in Offida; Direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Scolastica Universitaria; Responsabile formativo spirituale Ufficio insegnamento della Religione Cattolica; Assistente Movimento Studenti Azione Cattolica; Assistente Ecclesiastico di Comunione e Liberazione di Ascoli Piceno.
  • Nato ad Arquata del Tronto (AP) il 17/04/1940, ordinato il 08/09/1967: Addetto alla Chiesa Rettorile dell’Abbazia di S. Benedetto Abate in Valledacqua di Acquasanta Terme.
  • Nato a Offida (AP) il 18/07/1954, ordinato il 07/12/2008: Vicario Foraneo della Vicaria della Vallata-Offida; Assistente ecclesiastico e cappellano fabbriche; Assistente Spirituale Diocesano delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (ACLI): Membro del Consiglio presbiterale; Membro del Collegio dei Consultori; Commissario straordinario della Confraternite dei Sacri Cuori di Offida.
  • Nato a S. Benedetto del Tronto (AP) il 12/09/1972, ordinato il 05/04/2007: Vicario Parrocchiale delle Parrocchie di Maria SS. Madre della Chiesa di Stella di Monsanpolo e Maria Ss. Parroco in Solidum presso la Parrocchia di San Giacomo della Marca in Ascoli Piceno. Incaricato diocesano per il servizio di pastorale giovanile.
  • Nato ad Ascoli Piceno il 29/07/1961, ordinato il 26/06/1993: Parroco della parrocchia dei Ss. Simone e Giuda e di S. Rita in Fraz.
  • Nato a Offida (AP) il 12/02/1944, ordinato il 20/12/1969: Parroco delle parrocchie della Madonna della Perseveranza in Carpineto di Ascoli Piceno e di S.
  • Nato ad Ascoli Piceno il 19/04/1971, ordinato il 02/05/2009: Parroco della parrocchia di S.
  • Nato ad Ascoli Piceno il 19/03/1938, ordinato il 29/06/1962: Parroco emerito della parrocchia di S.
  • Nato ad Ascoli Piceno il 07/07/1941, ordinato il 29/04/1967: Parroco emerito della parrocchia di S.
  • Nato ad Ascoli Piceno il 07/07/1947, ordinato il 05/10/1996: Vicario parrocchiale della Parrocchia del SS.
  • Nato a S. Benedetto del Tronto (AP) il 14/06/1973 ordinato il 04/12/2016: Servizio Liturgico e Pastorale nella parrocchia di S.
  • Nato ad Ascoli Piceno il 31/10/1989, ordinato il 22/10/2016: Parroco moderatore delle Parrocchie di S. Luca Evangelista in Villa Pigna di Folignano e San Benedetto in Marino del Tronto; Direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano; Responsabile della Commissione per la Musica Sacra e il Canto; Vicario Foraneo della Vicaria del Marino; Segretario del Consiglio Presbiterale Diocesano.
  • Nato a Torino il 19/10/1977, ordinato il 14/05/2005: Cappellano dell’Ospedale Mazzoni; Responsabile della Pastorale diocesana della Salute; Membro della Commissione Diocesana per l’Arte Sacra; Assistente Spirituale Oari; membro del Consiglio Presbiterale diocesano; Consigliere Spirituale Associazione di S. Fraz. S.
  • Nato a Polesio di Ascoli Piceno il 01/10/1958, ordinato il 15/09/1984: Parroco della parrocchia della Cattedrale (S. Madre di Dio); Direttore dell’ufficio Pastorale Familiare; Vicario della vicaria della Città; membro del Consiglio Pastorale diocesano; membro del Consiglio Presbiterale.
  • Nato a Kolwezi (Congo) il 06/02/1970, ordinato il 01/08/1997: Amministratore Parrocchiale e Legale rappresentante della Parrocchia di S. Gennaro in Folignano e S. Poli don Domenico.

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