Siti e testimonianze della Preistoria nell’arco alpino

L’arco alpino custodisce un patrimonio archeologico di inestimabile valore, capace di raccontare le tappe fondamentali dell’insediamento umano fin dal Paleolitico. Attraverso siti palafitticoli, incisioni rupestri e musei dedicati, è possibile ricostruire l’evoluzione delle prime società che hanno popolato le valli e i bacini montani.

I siti palafitticoli: testimonianze di vita preistorica

Le palafitte, organizzate in gruppi o villaggi, erano capanne sostenute da pali con una piattaforma lignea orizzontale, erette direttamente su laghi, paludi o corsi d’acqua. Tra i materiali da costruzione venivano impiegati tronchi d’albero, paglia e canne.

La serie di 111 siti archeologici palafitticoli, distribuiti tra Svizzera, Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia, è composta da resti databili tra il 5000 e il 500 a.C. Le eccezionali condizioni di conservazione dei materiali organici in ambienti saturi d’acqua hanno permesso una ricostruzione dettagliata delle prime società agricole, fornendo informazioni su agricoltura, zootecnia e metallurgia.

Mappa indicativa dei principali siti palafitticoli dell'arco alpino

L’Isolino Virginia e il bacino varesino

L’Isolino Virginia, situato nel Lago di Varese, rappresenta uno dei siti preistorici più celebri d’Europa. Le indagini archeologiche, iniziate negli anni '60 dell'Ottocento, hanno rivelato la presenza di un insediamento la cui attività è iniziata nel 5300 a.C., rendendolo il più antico sito palafitticolo dell'arco alpino. Dal 2011, il sito è riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. L'area ospita oggi il Civico Museo Preistorico, dove sono conservati frammenti di ceramiche, lame in selce e asce in pietra verde.

Altri insediamenti rilevanti

  • Lago di Ledro (Trentino-Alto Adige): offre un’esperienza immersiva grazie alle ricostruzioni delle capanne dello sciamano, del capo villaggio, di agricoltori, pescatori e cacciatori.
  • Palù di Livenza (Friuli-Venezia Giulia): presenta le tracce dell’evoluzione delle strutture dall’età antica della pietra al neolitico, documentando la trasformazione dell'ambiente da lago a palude e infine a bosco.

Alla scoperta dell'età del Bronzo, con una visita al museo delle palafitte

Il popolamento delle Alpi: dall’Epigravettiano al Paleolitico

Le scoperte archeologiche continuano a riscrivere la storia dei primi abitanti delle Alpi. Dopo Ötzi (5300 anni fa) e Valmo (8000 anni fa), un tassello fondamentale è rappresentato dall'Uomo di Villabruna, risalente a 14.000 anni fa. I resti, rinvenuti nel 1987 presso il comune di Sovramonte (Belluno), appartengono all'Epigravettiano, l'ultima fase del Paleolitico Superiore. Recentemente, il Muvar - Museo dell’Uomo della Val Rosna è stato inaugurato per celebrare queste scoperte e il primo popolamento umano dell'area.

Le incisioni rupestri dell’Altopiano dei Sette Comuni

L’Altopiano dei Sette Comuni, caratterizzato da rocce sedimentarie e calcaree, ospita numerose tracce di presenza umana storica e preistorica. In particolare, la Valdassa è ricca di incisioni rupestri realizzate sull'antico marmo rosso locale.

Tipologia di incisioni Periodo/Origine
Micro-coppelle e figure antropomorfe/zoomorfe Preistoria
Simboli cristiani e croci Cristianizzazione/Medioevo
Bassorilievi e scritte (es. "Nazdart") Primo Conflitto Mondiale

Presso la Biofattoria Bisele è possibile intraprendere percorsi escursionistici per osservare direttamente questi siti, come il sito di Rösle e le incisioni della Romita, luogo che nel passato rivestiva significati spirituali legati all'eremitaggio.

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