La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà

L'Appello Materno e il Dono del Regno

Figlia carissima, sento l'irresistibile bisogno di scendere dal cielo, per farti le mie visite materne. Se tu mi assicurerai il tuo amore filiale e la tua fedeltà, io rimarrò sempre con te nell'anima tua, per esserti maestra, modello, esempio e Madre tenerissima. Io vengo per invitarti ad entrare nel Regno della tua Mamma, nel Regno cioè della Divina Volontà, e busso alla porta del tuo cuore perché tu mi apra. Con le mie stesse mani ti reco in dono questo libro: te l'offro con premura materna, perché tu a tua volta, leggendolo, impari a vivere di cielo e non più di terra.

Questo libro è d’oro, figlia mia; esso formerà la tua fortuna spirituale e la tua felicità anche terrena. In esso troverai la sorgente di tutti i beni: se sei debole acquisterai la forza; se sei tentata acquisterai la vittoria; se sei caduta nella colpa, incontrerai la mano pietosa e potente che ti rialzerà; se ti senti afflitta, troverai il conforto; se fredda, il mezzo sicuro per riscaldarti; se affamata, gusterai il cibo prelibato della Divina Volontà. Con esso non ti mancherà nulla; non sarai più sola, poiché la tua Mamma ti farà dolce compagnia e con ogni sua cura materna prenderà l'impegno di farti felice. Io, l'Imperatrice celeste, penserò a tutti i tuoi bisogni, purché tu acconsenta di vivere unita a me.

La Vergine Maria offre un libro, circondata da luce e simboli celesti

Se tu conoscessi le mie ansie, i miei sospiri ardenti, ed anche le lacrime che verso per i figli miei! Se tu sapessi come io arda dal desiderio che tu ascolti le mie lezioni tutte di cielo ed impari a vivere di Volontà Divina! In questo libro tu vedrai meraviglie: troverai una mamma che ti ama talmente, da sacrificare il suo diletto Figlio per te, onde poterti far vivere di quella medesima Vita di cui ella stessa visse sulla terra. Deh, non darmi questo dolore, non respingermi; accetta questo dono del cielo che ti reco; accogli la mia visita, le mie lezioni.

Sappi che io percorrerò tutto il mondo, andrò da ciascun individuo, in tutte le famiglie, nelle comunità religiose, in ogni nazione, presso tutti i popoli, e se occorrerà girerò per secoli interi, sino a quando non avrò formato come Regina il mio popolo e come madre i figli miei, i quali conoscano e facciano regnare ovunque la Divina Volontà. Eccoti spiegato lo scopo di questo libro. Coloro che lo accoglieranno con amore saranno i primi fortunati figli che apparterranno al Regno del Fiat divino, ed io a caratteri d'oro scriverò i loro nomi nel mio materno cuore.

Quello stesso amore infinito di Dio, che nella Redenzione volle servirsi di me per far scendere il Verbo Eterno sulla terra, mi chiama un'altra volta in campo e mi affida l'arduo compito, il sublime mandato di formare sulla terra i figli del Regno della sua Divina Volontà. Maternamente premurosa mi metto quindi all'opera, e ti preparo la via che ti dovrà condurre a questo felice Regno.

A tale scopo ti darò sublimi e celesti lezioni, ed infine t'insegnerò speciali e nuove preghiere, mediante le quali impegnerai il cielo, il sole, la creazione, la mia stessa Vita e quella del Figlio mio, e tutti gli atti dei Santi, affinché a nome tuo essi impetrino il Regno adorabile del Voler Divino. Queste preghiere sono le più potenti, perché compromettono lo stesso operato divino. Per mezzo loro Dio si sentirà disarmato e vinto dalla creatura; forte di questo sussidio tu affretterai l'avvento del suo Regno felicissimo, e con me otterrai che la Divina Volontà si faccia come in cielo così in terra, secondo il desiderio del Maestro divino. Coraggio, figlia mia; fammi contenta ed io ti benedirò.

Maria: Immacolata e Piena di Grazia nel Fiat Divino

La Vergine Maria è la Regina suprema del Regno della Divina Volontà. È d'importanza cruciale per tutti i popoli, anche per coloro che in cielo vivono di Volontà Divina, essere istruiti dal suo Immacolato e Materno Cuore.

Maria non è piena di grazia perché ha detto "sì" a Dio, ma perché Dio ha detto "sì" a lei prima ancora della sua risposta. L'angelo, infatti, la chiama "piena di grazia", e il popolo cristiano la chiama Maria Immacolata. È la stessa cosa: dal momento del suo concepimento, Maria fu oggetto di un favore unico da parte di Dio che, nel suo piano eterno, la scelse in anticipo per essere Madre del suo Figlio fatto uomo e, di conseguenza, la preservò dal peccato originale.

Sai chi ci rende dissimili dalla Mamma Celeste? La mancanza della freschezza della grazia, della bellezza che innamora il tuo Creatore, della fortezza che tutto vince e sopporta, dell'amore che tutto consuma. La Divina Maria non ebbe volontà propria, se non per tenerla ininterrottamente sacrificata a quella del Suo Creatore fin dall’istante del concepimento. La nostra anima, invece, sebbene sia uscita bella e piena di Grazia dalle Mani del nostro Creatore, fin dall'infusione nello zigote fu bellissima, ma la nostra volontà umana separata ha rotto la sua unione con la Divinità. Da allora sorse in noi il regno maledetto della nostra umana volontà, separata, distaccata, antagonista e concorrente di quella Divina. Questa distanza tra noi e Dio è così grande come le distanze tra le galassie dell’universo, e deve essere colmata con un cammino di spoliazione totale di ogni nostra volontà umana, per ritrovare unione e fusione con quella Divina.

Schema che illustra il contrasto tra il peccato originale di Adamo e l'Immacolata Concezione di Maria

Maria non fu mai priva dell’uso di ragione, neppure per un istante. Fu immune dalla concupiscenza, le disordinate inclinazioni dell’appetito sensitivo, e da ogni minimo male che potesse ombrarla. Non conobbe mai malattia né qualunque indisposizione leggera; alla sua natura, concepita senza peccato e vissuta tutta di Volontà Divina, mancava il germe dei mali naturali. Se le pene la corteggiarono tanto, furono tutte in ordine soprannaturale, e queste pene furono per la tua Mamma Celeste trionfi e onori, dandole campo per fare che la sua maternità non fosse sterile, ma conquistatrice di molti figli. Vivere di Volontà Divina significa sperdere il germe dei mali naturali che producono debolezze, miserie e sconfitte, e produrre immagini tutte simili a Colui che le ha create.

Il peccato non poté toccare Maria perché lei, insieme a suo Figlio, sono eternamente "a monte" della sorgente. Gesù disse: “Prima che Abramo fosse, Io Sono”, e per la stessa ragione “prima che Adamo fosse, Io Sono”. E con Lui, Maria potrebbe dire “prima che Eva fosse, io sono”. Nell’apparizione alle Tre Fontane, la Vergine della Rivelazione si presentò dicendo: “Io sono colei che è nel seno della Trinità Divina”. Non importa che sia nata tanti secoli dopo i nostri primi padri, perché Lei, insieme a suo Figlio, sono prima nell'ordine "causa-effetto". A motivo loro, la Giustizia Divina risparmiò dalla distruzione Adamo con tutta la sua discendenza e l’intero Creato, che con il peccato dell’uomo non aveva più motivo di esistere.

La Vita Senza Volontà Umana Propria

La Divina Maria non ebbe volontà propria, se non per tenerla ininterrottamente sacrificata a quella del Suo Creatore fin dall’istante del concepimento. Nient'altro che la Divina Volontà fu la sua vita. Non conobbe la propria volontà e non la fece mai. Non sapeva cosa significasse la parola “io”. Anche nella risposta all’annuncio dell’angelo, fu ben attenta a non nominarsi. L’essere di Maria coincideva con “l’essere Schiava” del Signore. Il suo “FIAT” era ininterrotto e Dio poteva operare nella sua Diletta Colomba come voleva, quello che voleva, quando voleva, quanto voleva, trovando in Lei un’umiltà assoluta e una purezza assoluta, che la resero l'indiscussa, indiscutibile e assoluta Regina.

Tu devi sapere che Maria conobbe la sua volontà umana solo per tenerla sacrificata in omaggio al suo Creatore; la sua vita fu tutta di Divina Volontà. La tua Mamma Celeste si sarebbe contentata di morire mille e mille volte, anziché fare un atto solo della sua volontà. Dobbiamo imitarla anzitutto e soprattutto nel sacrificare la nostra volontà al Creatore. Se si fa un proposito fermo di non dar più vita alla propria volontà, si sentiranno morire tutti i mali e rivivere tutti i beni.

Maria, Regina e Dominatrice della Creazione

Vedevo innanzi a me una Luce interminabile e comprendevo che in quella Luce vi dimorava la Santissima Trinità, ed insieme vedevo innanzi a quella Luce la Regina Mamma, che restava tutta assorbita dalla Santissima Trinità adorabile. L'Immacolata Concezione di Maria fu un portento della Nostra Divinità, dove tutto ciò che aveva fatto in tutto il corso della sua vita fu concentrato in un solo atto di amore eterno, come un portento della Mia Divinità, del mio Sangue Divino e nel mare immenso delle mie pene. La Vergine fu eletta fra le elette, concepita nel seno di Sant'Anna, non per virtù umana, ma per virtù di Dio che operò sulla terra.

Maria è la Regina di tutti i Santi del Cielo e della Terra. La sua santità supera tutti gli altri prodigi fatti da Dio in tutta la Creazione. Era felice, così santa, così privilegiata, perché fin dall’inizio della sua vita, Maria è l’Immacolata e la Piena di Grazia. Vuoi sapere tu quale fu il più grande prodigio operato in questa creatura così santa, e il più grande eroismo che nessuno, nessuno potrà mai eguagliare? Questo fu il Regno della Divina Volontà in Lei; con Esso, tutto ciò che fece divenne luce. Ella si nutriva di luce; nulla usciva da Lei che non fosse luce, perché aveva il Sole della Divina Volontà in suo potere, tale che poteva attingerne quanta luce voleva. Essendo proprietà della luce il diffondersi, il dominare, il fecondare, l’illuminare, il riscaldare, ecco perché l’altezza della Regina Sovrana, con il Sole della Divina Volontà che possedeva, si diffuse in Dio e, dominandolo, lo piegò a discendere sulla terra, divenne feconda del Verbo Eterno, illuminò e riscaldò il genere umano.

Maria Santissima con un velo di luce divina che si irradia su tutta la Creazione

Maria fu piccina, piccina, ma dotata di ragione divina. Tutta la Creazione fece festa e La riconobbe come loro Regina. Il suo sorriso e la festa della Trinità Sacrosanta si unirono. La Divinità Le diede tutte le sue prerogative divine, e tutto ciò che è uscito dal suo Fiat Onnipotente la circonda e resta ubbidiente ai suoi cenni. Che cosa non Le diede il Fiat Divino? Ora, figlia mia, ascolta la Mamma tua. Oh, come mi duole il Cuore nel vederti debole, povera! Dubbi, apprensioni, sono quelli che ti dominano, tutti miseri cenci della tua volontà umana. Ah, se tu con un proposito fermo ti decidi di non dar più vita alla tua volontà, ti sentirai morire tutti i mali e rivivere in te tutti i beni!

La mia Divina Volontà fece festa nell'anima sua e la innalzò all’altezza di Madre di Colui che La formò. La sua nascita fu prodigiosa, nessun'altra nascita può dirsi simile alla sua. La sua vita fu un ininterrotto succedersi di fioriture, di atti di amore verso il suo Creatore. Era l’origine della Mia Volontà eterna, la concordia, anzi era una sola con la Divinità. Fu talmente tanto, tanto cara, da qualunque minimo male che potesse ombrarla, che si fece corona e difesa della Divinità abitante in Lei.

Le tre Divine Persone si stupirono e fecero festa nel vederla la prima volta innanzi al Nostro Trono, e non ci fu segreto che non Le affidarono. Maria pianse per il dolore dell’uomo colpevole. Noi non sapevamo resistere alle sue replicate istanze. Come potevamo resistere a una volontà che era la Nostra stessa Divinità? Sarebbe stato resistere a Noi Stessi. Tutto il creato, il cielo con il suo scintillio, il mare con le sue onde, e così tutto il resto, era disposto a glorificarla.

Il Ruolo Insostituibile di Maria nel Disegno Divino

Maria non è opzionale nel nostro rapporto con Dio e nel suo Disegno divino; il suo ruolo è essenziale e unico. Dio ha voluto che tutto il suo Progetto dipendesse da Maria. Non aveva bisogno di niente né di nessuno; il suo è stato un bisogno di dare sfogo al suo Amore. Il primo decreto eterno del loro Volere è stato l’Incarnazione del Verbo, Nostro Signore Gesù Cristo. Ma insieme con Lui è stata eternamente voluta e concepita, in mezzo alle Tre Divine Persone, Colei che doveva essere sua Madre, la Santissima Vergine, dalla quale tuttavia Dio ha voluto che dipendesse l’Incarnazione del Figlio di Dio. Maria è stata sempre perfettamente libera nella sua risposta a Dio. Il merito di Maria non risulta da quello che ha fatto nella sua vita o da quello che ha sofferto, ma da quanto ha amato, cioè, da come ha unito liberamente la sua volontà con la Volontà di Dio e l’ha identificata con Essa.

Figlia mia, tu non puoi comprendere bene ciò che fu la mia diletta Mamma per Me. Io, venendo in terra, non potevo stare senza Cielo, e il mio Cielo fu la mia Mamma. Tra Me e Lei ci passava tale elettricità, che neppure un pensiero sfuggiva alla Madre mia che non lo attingesse dalla mia mente; e questo attingere da Me la parola, la volontà, il desiderio, l’azione e il passo, insomma, tutto, formava in questo Cielo il sole, le stelle, la luna e tutti i godimenti possibili che può darmi la creatura e che lei stessa può godere. Oh, come mi deliziavo in questo cielo! Oh, come mi sentivo rinfrancato e rifatto di tutto! Anche i baci che mi dava la mia Mamma mi racchiudevano il bacio di tutta l’umanità e mi restituivano il bacio di tutte le creature. Dovunque me la sentivo, la mia dolce Mamma. Me la sentivo nel respiro e, se era affannoso, me lo sollevava. Me la sentivo nel Cuore e, se era amareggiato, me lo addolciva. Me la sentivo nel passo e, se era stanco, mi dava lena e riposo… E chi può dirti come me la sentivo nella Passione?

Il ruolo di Maria non si esaurisce nell’aver concepito e dato alla luce il Figlio di Dio. Incarnandosi nel suo grembo, Gesù ha concepito con Sé tutte le anime come suo Corpo Mistico e si è fatto carico delle colpe e delle pene di ogni creatura. Fin d’allora iniziò la sua Passione e fu crescendo, fino a “traboccare” esternamente l’ultimo giorno della sua vita, nella Passione che Gli fecero soffrire gli uomini. Tutta quest’opera di Redenzione ha voluto farla con sua Madre. Maria non è pertanto la Madre di Gesù solo per nove mesi, né solo per la durata della sua infanzia, ma per tutta la sua vita. Non fu solo spettatrice, ma collaboratrice e Madre di ogni insegnamento di Gesù, di ogni suo miracolo, di ogni perdono dato, di ogni sacramento istituito, di ogni sua preghiera, di ogni sua lacrima, di ogni goccia del suo Sangue versato (che Lei gli aveva dato)… Madre dell’Eucaristia, Madre della Risurrezione…, Madre del suo Trionfo, Madre del Redentore, Madre del Re dei re!

La Santità del Vivere nel Divin Volere secondo Luisa Piccarreta

Leggendo le pagine del Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta, molti raccontano di sperimentare un'inspiegabile reazione. All'incomprensione o addirittura a un moto di ripulsa, subentra un'attrazione quasi fascinosa. L'anima che si dispone ad accoglierne la luce, è come rapita nel Mistero in esse racchiuso. Questi scritti "lasciano Dio dentro" a quanti con docilità e apertura vi si accostano. Essi hanno un solo centro intorno al quale ogni cosa ruota: la «Divina Volontà», ossia la realtà stessa di Dio che si dona gratuitamente alla creatura come Amore che crea, redime e santifica. Il linguaggio semplice e ricco di esempi, racconti e immagini, spesso mediati da espressioni dialettali, cattura e dispone l'anima di chi vi si accosta a scendere nelle profondità del Padre Nostro: «sia fatta la Tua Volontà come in Cielo così in Terra» (Mt 6, 10).

La vita della Serva di Dio Luisa Piccarreta è il riflesso limpido della santità di cui si parla nei suoi scritti, ne è in certo modo - per quanto a creatura è dato vivere - la realizzazione "esemplare". Gesù non solo vuole parlarci della santità ma ne offre nella vita di questa donna una realizzazione concreta. La santità, secondo Gesù negli scritti della Serva di Dio, consiste "semplicemente" nel «vivere nel Divin Volere». Questa fu la santità dell'Umanità di Gesù sulla terra, che fece tutto e per tutti e senza l'ombra dell'interesse.

La santità del vivere nel Mio Volere è esente da interesse personale, da perdita di tempo; non c'è pericolo che scambino Me per la virtù, perché il vivere nel Mio Volere sono Io stesso. In questi tempi così tristi, la generazione ha bisogno di questi soli che la riscaldino, la illuminino, la fecondino. Il disinteresse di questi angeli terrestri, tutto per il bene altrui, senza l'ombra del proprio, aprirà la via nei loro cuori a ricevere la Mia Grazia.

Estratti dalle Meditazioni sulla Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà

19° Giorno: Le Porte del Cielo si Aprono

Le porte del cielo si aprono, il sole del Verbo eterno si mette alla vedetta e spedisce il suo angelo per avvisare la Vergine che l'ora di Dio è arrivata.

22° Giorno: La Nascita del Piccolo Re Gesù

Il piccolo re Gesù è nato. Gli angeli lo additano e chiamano i pastori ad adorarlo. Cielo e terra esultano, ed il sole del Verbo eterno, facendo il suo corso, dirada la notte del peccato e dà principio al pieno giorno della grazia. Gesù dimora in Betlemme.

Scena della Natività con Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù, avvolti da una luce divina

Consacrazione e Impegno nel Regno

Regina Immacolata, celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne per abbandonarmi, come tua cara figlia, nelle tue braccia, per chiederti con i sospiri più ardenti in questo mese a te consacrato la grazia più grande: che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma santa, tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlia tua a vivere in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò, sovrana Regina, a te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del Voler Divino, e stretta alla tua mano materna guiderai tutto l'essere mio, perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma, e come a Mamma mia ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicura di non uscire dal Regno suo. Perciò ti prego che mi illumini per farmi comprendere che significa "Volontà di Dio".

Ogni mattina, a mezzogiorno e a sera, cioè tre volte al giorno, andare sulle ginocchia della nostra Mamma celeste e dirle: "Mamma mia, ti amo, e tu amami e dammi un sorso di Volontà di Dio all'anima mia; dammi la tua benedizione, affinché possa fare tutte le mie azioni sotto il tuo sguardo materno."

Mamma dolcissima, eccomi innanzi ai piedi del tuo trono prostrata. Mamma santa, tu mi sorridi e con tutta bontà accetti il mio dono, ed io ti ringrazio di cuore. Ma voglio dirti tante cose; voglio chiudere nel tuo cuore materno le mie pene, i miei timori, le mie debolezze e tutto l'essere mio come in luogo di mio rifugio; voglio consacrarti la mia volontà. Deh, oh Mamma mia, accettala, fanne un trionfo della grazia ed un campo dove la Divina Volontà stenda il suo Regno! Questa mia volontà a te consacrata ci renderà inseparabili e ci terrà in continui rapporti; le porte del cielo non si chiuderanno per me, perché avendoti consacrata la mia volontà, in cambio mi darai la tua. Sicché, o la Mamma verrà a stare con la sua figlia in terra, o la figlia andrà a vivere con la sua Mamma in cielo.

Fonti e Riferimenti

Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta

  • Diario: 36 volumi manoscritti, scritti dal 28 febbraio 1899 al 28 dicembre 1938. Narrano dei dialoghi con il Signore o la Vergine aventi per tema la «Divina Volontà» e come essa voglia regnare in mezzo alle creature. Gesù stesso suggerì il titolo: "Libro di Cielo. Il richiamo della creatura nell’ordine e nello scopo per cui fu creata da Dio".
  • Orologio della Passione: Le ventiquattro ore della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.
  • La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà.
  • Memorie di Infanzia.
  • Il pellegrinaggio dell'Anima nella Divina Volontà.
  • Preghiere: 3 Appelli; Consacrazione alla Divina Volontà; I sette Dolori di Maria; Le visite a Gesù Sacramentato; Aneliti di Santità; A Gesù tutto Amore.
  • Lettere: 239 Lettere a vari destinatari; 70 Lettere a S. Annibale Maria di Francia.

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