La parola permette di aprire il proprio cuore a un’altra persona e di svelare i propri sentimenti, i propri pensieri e la propria vita. Gli uomini per esprimersi hanno a disposizione il linguaggio parlato, ma possono comunicare anche con la parola scritta, con un gesto, con un atto. Dio ha una fantasia infinita nel dialogare con la sua creatura e nel trasmettere alla creatura il suo amore e la sua vita. Troviamo una manifestazione d’amore ancora maggiore nella perfezione e dignità con cui ci ha fatti, in modo che potessimo anche noi esprimere l’amore a somiglianza dell’amore di Dio stesso.
Poiché Dio ha dato agli uomini la possibilità di comunicare anche con la parola vocale, Egli stesso ha parlato servendosi della mediazione di esseri umani. Anche la storia dell’umanità è strumento di cui Dio si serve per comunicare. Dio continua a parlare con la vita di Gesù e oggi con la vita della Chiesa. L’espressività del volto aggiunge molto a quello che si comunica: così ha fatto Dio inviando il suo Figlio a condividere la nostra storia. Vedendo Gesù e la sua vita noi vediamo il volto del Padre.

La Bibbia: Incontro tra Divino e Umano
L’uomo ha sempre cercato di perpetuare la propria parola scrivendola e, oggi, registrandola. Lo Spirito Santo ha accompagnato la rivelazione di Dio in modo che la Sua comunicazione venisse scritta e potesse essere trasmessa più facilmente attraverso i tempi. È giunto a noi non solo un libro ma una serie numerosa di libri, un’intera biblioteca chiamata «Biblia», scritti da uomini sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. Possiamo quindi affermare che la Bibbia è scritta da Dio e dagli uomini: da Dio nel suo contenuto, dagli uomini nella forma.
La Bibbia è stata scritta da persone che si sono servite dei loro talenti: mente, bocca, intelligenza e conoscenze. I profeti erano consapevoli di essere «ispirati da Dio» nei contenuti, pur dovendo parlare con la limitatezza della loro personalità e delle loro doti. In quanto parola incarnata che si intreccia con una storia umana e in uno spazio preciso, essa è come un monte il cui suolo e sottosuolo sono ricchissimi di materiali preziosi; ogni lato del monte ha sfaccettature diverse e richiede fatica per scavarne le gallerie e raggiungere le miniere da cui estrarre «cose nuove e cose antiche».
Il Linguaggio e i Generi Letterari
Nei confronti della Bibbia si parla di «generi letterari», ovvero modi differenti di espressione a seconda degli argomenti contenuti. Diverso è il linguaggio per un testo giuridico rispetto a quello di un inno di lode, di un evento storico, di una lettera o di una parabola. Lo Spirito Santo ha accettato di passare attraverso la mediazione della cultura ebraica e degli autori sacri, i quali parlavano ai loro contemporanei adoperando le categorie di pensiero loro adatte.
I Grandi Simboli Biblici della Parola
La Parola di Dio ha una ricchezza inesauribile ed è risorsa essa stessa a esprimere il suo significato mediante dei simboli, perché essa supera i limiti del linguaggio razionale. Nella Bibbia nulla è dovuto al caso e ogni più piccolo particolare ha la sua funzione.
- La Roccia: Trasmette una sensazione di solidità e salvezza. Il simbolo della roccia definisce l'identità di Dio: «Il Signore è roccia eterna e stabile» (Is 26,4). Confessare che Dio è roccia significa che Egli è fedele, retto e protegge dai nemici.
- La Luce: «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino» (Sal 119,105). La Parola illumina il sentiero dell'uomo spesso avvolto nelle tenebre.
- La Spada: «La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di una spada a doppio taglio» (Eb 4,12); essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, scrutando i sentimenti del cuore.
- Il Seme: La Parola penetra nella mente e nel cuore come un seme nella terra (Lc 8,11) e porta frutto: nuovi desideri, nuove abitudini e un nuovo carattere.
- L'Acqua e la Sorgente: Sant’Efrem il Siro paragona la Parola a una sorgente che getta sempre acqua fresca. Essa disseta il popolo nel deserto e trasforma la terra arida in un giardino fiorito.
- Il Miele: La Scrittura è dolce come il miele, nutrimento prezioso per l'anima del credente.

Gesù Cristo: Il Verbo Incarnato
L’incarnazione della Parola di Dio in Gesù è il centro della fede cristiana e il culmine della Rivelazione. Gesù non è solo un profeta che insegna in nome di Dio, ma parla con autorità propria. La sua parola opera miracoli, perdona i peccati e istituisce i segni della nuova alleanza. Egli è l'evento definitivo della Parola di Dio nella storia: la Parola «uscita dalla bocca di Dio» e ritornata al Padre dopo aver compiuto la sua opera.
Il mistero pasquale di Gesù, la sua morte e risurrezione, è il punto da cui vanno lette tutte le Scritture. San Girolamo affermava con forza: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo». La Bibbia è lo strumento con cui Dio parla ogni giorno ai fedeli, diventando stimolo e sorgente della vita cristiana.
Vito Mancuso, "Gesù e Cristo"
L'Interpretazione della Parola: Esegesi e Tradizione
Il termine «esegesi», dal greco, significa «tirare fuori»: è il lavoro con cui si trova il senso che l’autore ha voluto dare al suo parlare. Esistono vari livelli di lettura:
| Metodo | Descrizione |
|---|---|
| Peshât | Il senso letterale o storico della parola, che richiede critica testuale e letteraria. |
| Derash / Midrash | La ricerca del significato più profondo, spirituale e nascosto del testo. |
| Tipologia | Vedere in personaggi ed eventi dell’Antico Testamento dei «tipi» o prefigurazioni di Cristo e della nuova alleanza. |
Nessuna interpretazione può essere totalmente individuale. La Parola va letta nello Spirito che l’ha composta e in comunione con la Tradizione ecclesiale. San Girolamo sottolineava la necessità di rimanere uniti alla «Cattedra di san Pietro», poiché su quella pietra è edificata la Chiesa. Solo chi accetta di lasciarsi interpellare dalla presenza che abita il testo sacro può scoprirvi una voce che parla al suo cuore.
Simbolismo Cristiano nella Vita Quotidiana
I simboli cristiani si incontrano spesso nella vita di tutti i giorni e portano messaggi profondi legati alla fede e alla speranza:
- Il Pesce (ICHTHYS): Uno dei simboli più antichi, usato come codice segreto dai primi cristiani; ogni lettera rappresentava una parola associata a Gesù.
- L'Ancora: Segno di speranza che assicura che il cristiano non soccomba nelle tempeste della vita, aiutandolo a raggiungere il porto della redenzione.
- La Vite e il Vino: Simboleggiano il legame vitale tra i credenti e Gesù («Io sono la vite, voi siete i tralci»).
- L'Agnello di Dio: Simbolo del sacrificio di Gesù che redime l'umanità dai peccati.
- La Colomba: Segno dello Spirito Santo e della riconciliazione con Dio.
La verità nella Bibbia non è un mero concetto intellettuale, ma si fonda sull’esperienza religiosa dell’incontro con Dio. Essa dice la verità quando insegna il vero volto di Dio e il senso del destino dell’uomo, parlando il linguaggio della fede e della carità.
