Libreria Paoline di Foggia: Storia di una Chiusura e un'Eredità Culturale

La libreria delle Suore Paoline di Foggia, un'istituzione storica e un punto di riferimento per la comunità locale, ha chiuso i battenti. La notizia della cessata attività, comunicata tramite un cartello affisso sulla porta d'ingresso in Piazza XX Settembre, ha suscitato profondo dispiacere tra i cittadini foggiani che sono cresciuti tra gli scaffali di questa libreria.

Libreria Paoline di Foggia

La Petizione per Salvare la Libreria

In risposta a questa perdita culturale, è stata lanciata una petizione sulla piattaforma change.org, indirizzata al Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. Il testo della petizione sottolinea la gravità della chiusura di una libreria, definendola non solo una "privazione di immani dimensioni" per la crescita personale e comunitaria, ma una vera e propria "catastrofe" culturale, specialmente per le giovani generazioni. Si evidenzia come la libreria delle Edizioni Paoline fosse un luogo di incontro insostituibile per cattolici e non, un "braccio operativo" per le parrocchie e un punto di riferimento per chiunque gravitasse attorno ad essa.

La petizione prosegue con un appello accorato: "Come potrebbe definirsi una città con una libreria in meno? Ennesimo “distanziamento” dalla cultura, delle persone tra loro, una città ancora più “povera”, più sola! Il “morbo” non può colpire la cultura….non a Foggia!". Viene inoltre posto l'accento sul ruolo fondamentale della libreria Paoline nel "custodire" culturalmente i figli, offrendo loro un accesso sicuro e sereno a una vasta gamma di letture.

Il link per firmare la petizione è stato reso disponibile.

Le Origini e la Storia delle Edizioni Paoline a Foggia

La presenza delle Figlie di San Paolo (Suore Paoline) a Foggia risale agli inizi degli anni '30. Inizialmente, la comunità era ospitata nei locali della chiesa di Santo Stefano Protomartire, dove le suore non solo custodivano la chiesa, ma si dedicavano anche all'animazione dei fedeli della parrocchia. Già nel 1932, tuttavia, le suore si trasferirono in una nuova sede, come testimoniato dal "Voce della Madonna dei sette veli", un foglietto religioso mensile stampato nella Tipografia Società San Paolo di Alba. Questo annuncio riportava la presenza della libreria delle Figlie di San Paolo vicino alla Chiesa di Santo Stefano, offrendo un'ampia gamma di pubblicazioni, tra cui Bibbie, Vangeli, vite dei Santi, libri di ascetica, pietà, cultura e romanzi, oltre a oggetti religiosi.

Durante la seconda guerra mondiale, in particolare nel 1943, Foggia subì pesanti bombardamenti. La chiesa di Santo Stefano fu danneggiata, compromettendo anche l'originaria sacrestia che, dal 1930 circa, aveva ospitato il primo nucleo di suore Paoline. La popolazione, comprese le suore, dovette sfollare.

Immagine storica di Foggia durante la guerra

La Spiritualità e la Missione della Famiglia Paolina

La spiritualità della Famiglia Paolina ruota attorno a Gesù Cristo Divino Maestro, riconosciuto come Via, Verità e Vita. I membri venerano inoltre la Beata Vergine Maria con il titolo di Regina degli Apostoli. Il carisma della Famiglia è definito multiforme e compartecipato.

La Società San Paolo è una congregazione clericale di vita apostolica il cui fine è l'evangelizzazione attraverso la cultura della comunicazione. Il Superiore Generale della Società San Paolo è considerato il legittimo successore del Fondatore, don Giacomo Alberione, e ha una responsabilità morale nei confronti di tutte le componenti della Famiglia Paolina.

Le Pie Discepole del Divin Maestro hanno una triplice missione incentrata sull'eucaristia, la liturgia e il sacerdozio. Gesù Sacerdote rappresenta i sacerdoti diocesani che, attraverso i Consigli evangelici, si impegnano a imitare l'Eterno Sacerdote.

Fanno parte dell'Istituto anche Vescovi e sacerdoti del clero secolare che condividono la spiritualità della Famiglia Paolina. I Cooperatori sono laici che partecipano alla missione della Famiglia Paolina. Dopo la beatificazione di don Giacomo Alberione nel 2003, sono emerse altre realtà ispirate al suo carisma, pur non facendo parte della Famiglia Paolina.

L'Evoluzione dell'Apostolato Paolino

I primi passi delle Suore Paoline, iniziati nel 1915, furono caratterizzati da "tanta povertà, molta incomprensione, incapacità, poca esperienza". Nonostante queste difficoltà, era chiara la convinzione che l'opera fosse voluta da Dio e si sarebbe potuta realizzare solo con persone totalmente dedicate. Il fondatore, don Alberione, sottolineava che le librerie non avevano lo scopo di "fare denari, ma per beneficare la gente", definendo la libreria un "Tempio" e il libraio un "predicatore".

Il dopoguerra segnò una ripartenza decisiva. Dal 1953 agli anni '80, l'apostolato paolino conobbe una grande fioritura, attraversando un periodo di ripresa sociale e di profondi cambiamenti a livello civile ed ecclesiale. In questi anni, la redazione si sviluppò in senso multimediale, con la creazione della casa delle scrittrici, il Centro catechistico, il Centro ecumenico Ut unum sint, il Centro studi San Paolo Film e il settore audiovisivo. Nuove modalità di diffusione affiancarono le numerose librerie Paoline presenti sul territorio nazionale.

Insegna storica delle Edizioni Paoline

Gli anni '90 e l'avvento del web 2.0 hanno portato nuove sfide e opportunità. La Famiglia Paolina sta esplorando nuove strade digitali per l'evangelizzazione, la formazione alla comunicazione, l'editoria e la creazione di community sui social media. Questi sviluppi indicano la continua evoluzione di una storia ancora in divenire, dove ciò che è stato costruito con coraggio e fede continua a sbocciare e portare frutto.

La Casa Generalizia delle Suore Paoline

La Casa Generalizia delle Suore Paoline, situata in Via San Giovanni Eudes 25 a Roma, è stata costruita tra il 1960 e il 1962. Nel 1978, le Suore Paoline acquistarono l'edificio dalle Suore della Divina Provvidenza. Attualmente, ospita la Superiora Generale e il Consiglio Generale.

La struttura architettonica è stata progettata con un'attenzione particolare alla simbologia: ricorda la forma di una colomba, il cui corpo è rappresentato dalla cappella e le ali dal convento. Questa scelta simboleggia il sostegno delle suore allo Spirito Santo nel diffondere il messaggio di Gesù nel mondo.

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L'architetto scelse di posizionare la struttura in una posizione preminente, sulla sommità di una collina, armonizzando linee curve e geometriche. La cappella, elemento centrale, ha una pianta ovale e una copertura a vela a guscio sottile. Questo progetto anticipava le future indicazioni per la configurazione dello spazio sacro post-conciliare.

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