La Palestina ai tempi di Gesù: Contesto Storico, Sociale e Religioso

La vita di Gesù è indissolubilmente legata alla sua terra d'origine, un ebreo tra gli ebrei che ne parlava la lingua e ne assimilava la cultura. Conoscere il Cristo significa quindi conoscere il suo popolo e il contesto in cui visse. Sebbene oggi la si conosca come Palestina, al tempo di Gesù questa regione non portava tale nome, che le fu attribuito dall'imperatore Adriano a partire dal 135 d.C., dopo la Terza Guerra Giudaica. In precedenza, la Palestina propriamente detta era una sottile striscia di terra, corrispondente all'incirca all'attuale Striscia di Gaza, occupata dall'antica Pentapoli filistea, storicamente ostile agli ebrei. I Romani, per punire il popolo ebraico dopo la sconfitta dei ribelli e per dare un segnale alle altre popolazioni sovversive, sostituirono il nome ebraico "Giudea" con "Palestina", proiettando retroattivamente questo significato su tutta la storia precedente.

Mappa della Giudea, Samaria e Galilea ai tempi di Gesù

Contesto Storico-Politico Ambientale

Nel III secolo, nell'Impero Romano, il Cristianesimo raggiunge il culmine della sua diffusione, sebbene le sue origini risalgano a molto prima. Un cambiamento di mentalità così importante come quello legato alla diffusione di un credo religioso ha bisogno di secoli per realizzarsi, a differenza dei tempi rapidi della storia politica e militare. Il territorio dove viveva la maggior parte degli Ebrei fu occupato dai Romani all'epoca di Pompeo, nel 63 a.C. Il generale romano penetrò fino al cuore di Gerusalemme e del Tempio, un edificio sacro e venerato, la cui profanazione fu vissuta dagli Ebrei come un sopruso intollerabile.

Inizialmente, i Romani optarono per un governo indiretto in Palestina, affidato a sovrani locali. La scelta cadde su Erode, un generale e politico abile e spregiudicato, legatissimo agli ambienti romani. Il regno di Erode il Grande durò dal 37 a.C. al 4 a.C. Alla sua morte, la Palestina fu suddivisa tra i suoi quattro figli: Archelao ereditò la Giudea, la Samaria e l'Idumea, ma la sua crudeltà portò i Romani a depositarlo ed esiliarlo in Gallia nel 6 d.C. Al suo posto, fu nominato un governatore o "procuratore" romano, responsabile direttamente all'imperatore, con quartier generale a Cesarea. Erode Antipa divenne tetrarca della Galilea, mentre Filippo fu tetrarca delle regioni a nord-est del fiume Giordano, e Lisania governò l'ultima parte del territorio.

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Movimenti di Opposizione e Attese Messianiche

Nonostante una parte della casta sacerdotale ebraica avesse accettato l'egemonia indiretta dei Romani, non mancavano movimenti di opposizione, tra cui i particolarmente combattivi Zeloti, che giungevano a volte fino all'insurrezione armata. Questi movimenti erano spesso alimentati da attese di carattere religioso: era diffusa la convinzione che Dio non avrebbe abbandonato il suo popolo, né consentito che gli Ebrei, considerati il popolo prediletto dalla divinità, vivessero schiavi dei Romani “pagani”. Molti Ebrei erano convinti che Dio avrebbe presto inviato loro un re, il quale li avrebbe guidati verso una nuova epoca di libertà e giustizia. Naturalmente, più aumentava la pressione romana, più si diffondeva tra la popolazione l'attesa dell'intervento liberatorio di Dio.

Nel 6 d.C., Augusto decise di trasformare la Palestina in provincia romana e gli Ebrei furono assoggettati a un governatore nominato direttamente dal princeps. Tale fu Ponzio Pilato, che governò la provincia fra il 26 e il 36 d.C.

La Predicazione di Gesù e il Contesto Socio-Religioso

La predicazione di Gesù è uno degli eventi capitali della storia umana, un fattore determinante nella cultura occidentale. Ai contemporanei, Gesù - un Ebreo della Galilea nato negli ultimi anni del regno di Erode tra il 6 e il 4 a.C. - deve essere apparso uno fra i tanti profeti che in quegli anni preannunciavano l'arrivo del "regno di Dio", inteso come il momento in cui la divinità sarebbe intervenuta in prima persona nella storia del suo popolo prediletto.

Rispetto al cruciale problema del rapporto con la dominazione romana, Gesù e il suo gruppo di seguaci assunsero una posizione di neutralità. I tentativi di ribellione schiacciati nel sangue - come quelli promossi dagli Zeloti - dimostravano che la scelta armata era politicamente perdente, anzi inaspriva la repressione. D'altra parte, accettare senza discussione il dominio straniero avrebbe significato alienare le simpatie della popolazione, nella quale l'odio anti-romano era un sentimento radicato e diffuso. L'episodio evangelico in cui Gesù riconosce la legittimità del tributo che gli Ebrei dovevano versare al governo di Roma è un esempio di questa cautela.

Rappresentazione di Gesù che paga il tributo

Nonostante questa posizione, il movimento di Gesù ad un certo punto dovette impensierire il governatore della provincia e quella parte del clero ebraico che puntava a conservare buoni rapporti con gli occupanti Romani. Davanti a questi forti interessi convergenti, il piccolo movimento venne facilmente schiacciato e Gesù stesso condannato a morte e giustiziato, in un anno imprecisabile tra il 26 e il 36 d.C., durante il governo di Ponzio Pilato. Dal punto di vista dei Romani, si trattò di una banale operazione di polizia.

Geografia e Demografia della Palestina

La Palestina è una delle regioni del Medio Oriente. È divisa essenzialmente in tre regioni: la Galilea a nord, la Samaria al centro e la Giudea a sud. La Galilea è la zona più fertile di tutto il territorio, ricca di vie di comunicazione e fu il centro principale dell’attività di Gesù. La Samaria è una regione vasta e montagnosa, scarsa di acqua ma ricca di pascoli. La Giudea è una regione montagnosa e arida, con il deserto di Giuda e quello del Neghev, e le rive del Mar Morto, che per la sua eccezionale salinità non permette nessuna forma di vita. L'attività più praticata in Giudea è la pastorizia, ma nelle oasi verdeggianti, come quella di Gerico, si coltiva vite e olive. La Transgiordania è la regione a est del fiume Giordano, anticamente una terra ricca dove si coltivava frumento.

Panoramica delle regioni della Palestina

Le Città Principali

La città più importante era Gerusalemme, situata in Giudea a circa 750m di altezza, centro religioso di tutto il paese grazie al suo Tempio. Per i Samaritani, il centro più importante era la città di Samaria. Altre città importanti all’epoca di Gesù includono: Gerico, Betlemme, Emmaus, Betania in Giudea; Tiberiade, Cafarnao, Nazaret e Cana in Galilea.

La Società Giudaica

La Palestina al tempo di Gesù era abitata da poco più di mezzo milione di persone, distribuite in piccoli villaggi. Accanto alla maggior parte della popolazione che viveva in condizioni modeste, vi erano ricchi commercianti, proprietari terrieri, usurai e i "pubblicani" (esattori delle tasse per conto dei Romani), che facevano di questa attività una fonte di lucro personale. Numerosi erano i poveri, i mendicanti, i malati e i portatori di handicap fisici e psichici, che erano disprezzati ed emarginati in quanto ritenuti peccatori e impuri.

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I Gruppi Religiosi e Politici

La società giudaica era frammentata in gruppi religiosi e sette che, pur accomunati dalla fede in Yahweh, davano interpretazioni diverse della tradizione e della Legge. Questa frammentazione aveva anche un carattere politico: in genere le classi più abbienti erano favorevoli al dominio romano, o quanto meno vi collaboravano, mentre i ceti più popolari erano fortemente antiromani. I principali gruppi religiosi erano:

  • Farisei: Corrente spirituale significativa, fondata sulla cultura e sulla conoscenza della Scrittura. Comprendevano gli scribi e il loro compito era custodire e interpretare la Legge. Credevano nella resurrezione dei morti.
  • Sadducei: Rappresentati dall'aristocrazia ebraica, includevano i sacerdoti di più alto rango e il Sommo Sacerdote. Riconoscevano come vincolante solo la Legge scritta (Torah) e non credevano alla resurrezione dei morti, all'esistenza di un'anima immortale o alla dottrina degli angeli.
  • Scribi: Esperti di scrittura, specializzati nella trascrizione dei testi sacri in ebraico. Erano dotti conoscitori di dottrine e regole cultuali ed etiche, e avevano il compito di conservare, leggere, tradurre e interpretare la Legge di Dio.
  • Sacerdoti: Appartenenti alla tribù di Levi e discendenti di Aronne, erano gli unici a poter officiare al Tempio. Il Sommo Sacerdote aveva funzioni religiose, civili e politiche ed era il vero capo della comunità di Israele dopo l'esilio.
  • Esseni: Membri di una setta di "puri" che avevano abbandonato Gerusalemme e il Tempio, rifugiandosi nel deserto di Giuda. Vivevano in povertà e in comunità, con uno stile di vita ascetico, attendendo il Messia e osservando scrupolosamente la Legge. In una delle loro grotte, a Qumran, sono stati scoperti nel 1947 i manoscritti più antichi della Bibbia.
  • Zeloti: Fazione politica fortemente antiromana, con l'obiettivo di cacciare gli invasori e costruire il regno di Dio sulla terra attraverso una rivoluzione violenta. Incontrarono la simpatia del popolo e provocarono attentati e sommosse. Gli estremisti erano i Sicari.
  • Samaritani: Abitanti della Samaria, ritenevano che il Monte Garizim fosse il luogo prescelto da Dio per i sacrifici, non il Tempio di Gerusalemme. Riconoscevano come sacri solo i primi 5 libri della Bibbia e attendevano la venuta del nuovo Mosè. Sia gli Ebrei che i Samaritani si consideravano gli unici e legittimi discendenti dei patriarchi e custodi dell'alleanza con Yahweh, della Legge e del culto.

Le Istituzioni Religiose: Tempio e Sinagoga

Il Sinedrio

Al tempo di Gesù, l'istituzione più importante era il Sinedrio, capeggiato dal Sommo Sacerdote. Era formato da 71 membri scelti tra i sommi sacerdoti destituiti e tra gli anziani appartenenti alle famiglie più abbienti di Gerusalemme. Il Sinedrio aveva il compito di amministrare la vita religiosa, giuridica ed economica degli ebrei e disponeva di un proprio corpo di polizia. Poteva emettere sentenze di morte, che tuttavia dovevano essere sottoposte al consenso dei Romani.

Il Tempio di Gerusalemme

Il Tempio era il segno della presenza di Dio in mezzo agli uomini. Il primo Tempio fu fatto costruire da Salomone nel X secolo a.C., distrutto da Nabucodonosor e poi ricostruito dopo l'esilio. Raggiunse una magnificenza senza pari sotto Erode il Grande (ai tempi di Gesù) e venne definitivamente distrutto dai Romani nel 70 d.C. Il Tempio di Salomone era costituito da tre cortili:

  • L'Atrio dei Gentili, il più esterno, accessibile a tutti.
  • Il secondo cortile, dove entravano solo gli Ebrei, comprese donne e bambini.
  • Il terzo cortile, accessibile solo agli uomini per portare i sacrifici ai sacerdoti che officiavano nella zona più interna, il Santo.

Infine, vi era il Santo dei Santi, luogo a cui poteva accedere solo il Sommo Sacerdote nel giorno dello Yom Kippur (giorno dell’espiazione). Inizialmente conteneva l'Arca dell'Alleanza, di cui si persero le tracce dopo l'invasione babilonese; ai tempi di Gesù era presente la Menorah d'oro, il candelabro a sette bracci.

La Sinagoga

Durante l’esilio a Babilonia, gli Ebrei, "orfani" del Tempio, iniziarono a radunarsi nelle sinagoghe, luoghi di culto e di preghiera. Dopo la distruzione definitiva del Tempio nel 70 d.C., l’uso della Sinagoga divenne una consuetudine e ancora oggi gli Ebrei si radunano in questi luoghi.

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