La Storia della Chiesa Cattolica in Irlanda: Dal Cristianesimo Celtico all'Ottocento

Questo articolo riprende appunti di Andrea Lonardo, elaborati in connessione con un viaggio-pellegrinaggio in Irlanda dell'agosto 2023. Le informazioni presentate mirano a fornire una panoramica dettagliata della storia ecclesiastica irlandese, con particolare attenzione al periodo che precede e segue l'Ottocento.

Le Origini del Cristianesimo Irlandese e il Mondo Celtico

Le radici del cristianesimo in Irlanda affondano in un contesto ricco di tradizioni celtiche. La mostra sui Bog Bodies, "Kingship and Sacrifice", presso il Museo Nazionale d'Irlanda, ha gettato luce su pratiche ancestrali e rituali, tra cui sacrifici umani, che coesistevano o si intrecciavano con le prime forme di cristianesimo sull'isola.

L'Impatto dell'Anglicanesimo e la Chiesa Cattolica Clandestina

A partire da Enrico VIII, l'anglicanesimo divenne la religione di Stato in Irlanda, una situazione che perdurò fino al 1829. Durante questo lungo periodo, la Chiesa cattolica fu costretta a operare in clandestinità, affrontando repressioni e discriminazioni. La politica inglese nei confronti dell'Irlanda si concentrava spesso sull'insediamento di coloni (planters), sulla negazione dei diritti politici e sull'impoverimento della popolazione, culminato nella Grande Carestia, descritta da alcuni come un "genocidio" ante litteram.

L'Architettura Religiosa: Cattedrali e Abbazie

Una conseguenza diretta delle politiche di anglicanizzazione fu la perdita di molti edifici storici da parte della Chiesa cattolica. A Dublino, ad esempio, la cattedrale di Christ Church, un tempo cattedrale cattolica affidata ai canonici regolari, è oggi sede della Church of England. La moderna cattedrale cattolica di Dublino, la Procattedrale di Santa Maria (St Mary's Pro-Cathedral), affettuosamente soprannominata "La Pro", fu costruita solo tra il 1815 e il 1825 su un terreno precedentemente occupato da un'antica Abbazia Cistercense.

Illustrazione della Cattedrale di Christ Church a Dublino

Le Invasioni Scandinave e la Riorganizzazione Ecclesiastica

Le invasioni scandinave nel IX secolo portarono al saccheggio e all'incendio di numerosi monasteri irlandesi. Inizialmente adoratori dei propri dei, i Norvegesi iniziarono ad abbracciare il cristianesimo dopo la conversione di uno dei loro leader nel X secolo. Il primo vescovo danese, Donato, fu consacrato dall'arcivescovo di Canterbury, e molti dei suoi successori seguirono lo stesso percorso.

Le riforme della Chiesa nel XII secolo inclusero il Sinodo di Rathbreasil, che stabilì ventiquattro sedi vescovili, escludendo Dublino. Questo sinodo riconobbe la diocesi di Glendalough, fondata da San Kevin nel VI secolo. Successivamente, il Sinodo generale di Kells nel 1152 elevò Armagh, Dublino, Cashel e Tuam a sedi arcivescovili, con giurisdizione sui loro suffraganei.

San Lorenzo O'Toole e l'Arrivo dei Normanni

Nel 1162, San Lorenzo O'Toole, già abate di Glendalough, divenne arcivescovo di Dublino, consacrato nella cattedrale di Dublino da Gelasius di Armagh. Nello stesso periodo fu fondata a Dublino l'Abbazia di Saint Mary, inizialmente benedettina e poi cistercense, che divenne un importante centro religioso per secoli. Papa Alessandro III nominò San Lorenzo O'Toole Legato Pontificio, e sotto la sua guida fu convocato un consiglio della Chiesa irlandese che prese una ferma posizione contro gli abusi dell'epoca.

L'arrivo dei Normanni ebbe un impatto significativo sulla Chiesa. I successori di San Lorenzo O'Toole sulla sede di Dublino erano normanni o inglesi, esercitando un certo grado di autorità civile ed ecclesiastica. Nel 1191, sotto John Comyn, il primo arcivescovo anglo-normanno di Dublino, la città acquisì una seconda cattedrale sotto il patronato di San Patrizio.

L'Influenza degli Ordini Religiosi e la Spiritualità Medievale

Le generazioni successive alla fusione delle diocesi videro una significativa influenza spirituale e un contributo degli ordini religiosi come gli Agostiniani, i Domenicani, i Francescani e i Carmelitani. La spiritualità medievale fu caratterizzata da una crescente consapevolezza dell'importanza e del beneficio dei pellegrinaggi.

La Riforma, il Martirio e le Leggi Penali

La Riforma protestante e il suo immediato seguito portarono sofferenza, martirio e distruzione a Dublino. Tra i martiri figuravano il beato Francis Taylor, sindaco della città, e la beata Margaret Bermingham, detta la signora Ball. Altri martiri provenienti da fuori Dublino includevano il beato Dermot O'Hurley, arcivescovo di Cashel, il beato Conor O'Devaney, vescovo di Down e Conor, e il beato Patrick O'Loughran, sacerdote della contea di Tyrone.

L'arcivescovo di Dublino Peter Talbot morì in prigione a causa della sua fede cattolica. Molti cattolici subirono discriminazioni economiche, professionali, educative e sociali. La persecuzione delle Leggi Penali ebbe un impatto significativo sulla popolazione di Dublino, paradossalmente rafforzando il loro attaccamento al cattolicesimo.

L'Arcivescovo John Thomas Troy e l'Allentamento delle Leggi Penali

Alla fine del XVIII secolo, l'arcivescovo di Dublino era John Thomas Troy, un domenicano già rettore della chiesa di San Clemente a Roma. Trasferito a Dublino nel dicembre 1786, durante i suoi trentasette anni come arcivescovo supervisionò il graduale allentamento della legislazione delle Leggi Penali, che portò all'espansione di una classe media cattolica.

Il XIX Secolo: Rinnovamento, Ricostruzione e Rinascita Cattolica

La fine del XVIII e tutto il XIX secolo furono un periodo di rinnovamento, ricostruzione e rinascita cattolica in Irlanda. Furono fondati diversi nuovi importanti ordini religiosi irlandesi con carismi specifici nell'istruzione, nell'assistenza sociale e sanitaria.

L'arcivescovo Troy supervisionò la fondazione del St Patrick's College di Maynooth e pose la prima pietra della Pro-cattedrale in Marlborough Street. La costruzione della Pro-cattedrale fu completata dal suo successore, l'arcivescovo Daniel Murray.

Foto della Pro-cattedrale di Santa Maria a Dublino

L'Arcivescovo Daniel Murray e le Nuove Congregazioni Religiose

Daniel Murray, originario di Wicklow, fu nominato vescovo coadiutore di Dublino nel 1809. Conosciuto come un chierico pio, eloquente e colto, studiò a Salamanca. Tra le nuove congregazioni religiose femminili emergenti nella diocesi di Dublino figuravano le Sorelle irlandesi della Carità, fondate da Mary Aikenhead, e le Sorelle della Misericordia, fondate da Catherine McAuley.

Monsignor Murray ebbe un ruolo significativo anche nella fondazione delle Suore di Loreto, il ramo irlandese dell'Istituto della Beata Vergine Maria. Altri ordini religiosi irlandesi, come i Fratelli Cristiani fondati dal beato Edmund Rice di Waterford, aprirono istituti scolastici nella diocesi di Dublino durante il suo episcopato.

Pur essendo un moderato in termini politici, l'arcivescovo Murray sostenne la campagna per l'emancipazione cattolica di Daniel O'Connell. Appoggiò anche il sistema aconfessionale di istruzione nazionale introdotto nel 1831 e accettò la fondazione dei Queens Colleges nel decennio successivo. Supervisionò inoltre la creazione di un significativo movimento per la tolleranza sotto padre Mathew.

L'Arcivescovo Paul Cullen e il Concilio Vaticano I

A Daniel Murray successe Paul Cullen, allora arcivescovo di Armagh. Nato a Prospect vicino Ballitore, Co. Kildare, studiò alla Shackleton Quaker School, Ballitore, al Carlow College e all’Università di Propaganda Fide a Roma. Divenne rettore dell’Università di Propaganda Fide nel 1848 e fu consacrato arcivescovo di Armagh nel 1850.

Cullen convocò e presiedette il Sinodo di Thurles nel 1850 e fu trasferito a Dublino come arcivescovo nel 1852. Promosse la fondazione dell’Università Cattolica nel 1854, sotto il rettorato di John Henry Newman. Supervisionò la riqualificazione strutturale e pastorale dell'arcidiocesi di Dublino e fondò l’Holy Cross College, Clonliffe, il seminario diocesano, nel 1859. Centralizzò le strutture clericali e promosse l'ultramontanismo.

Nominato cardinale nel 1866, fu influente nella stesura del dogma sull'infallibilità papale al Concilio Vaticano I (1870) e nella nomina di numerosi vescovi. Nel 1875 presiedette il Sinodo nazionale di Maynooth. Morì nel 1878 e fu sepolto nella cripta della cappella del college a Clonliffe.

La Storia della Pro-Cattedrale Cattolica di St. Mary

L'Abbazia benedettina e poi cistercense di St. Mary, fondata nel XII secolo, possedeva vaste terre a Dublino. Nel 1539, i monaci furono costretti a cedere i loro possedimenti, e il terreno fu smembrato e riorganizzato urbanisticamente.

Nel 1728, Great Marlborough Street segnava il confine orientale di queste terre. Nel 1697, lo Stato creò la parrocchia (protestante) di St. Mary. Dieci anni dopo, l'arcivescovo Byrne fece di quest'area la parrocchia cattolica di St. Mary. John Linegar divenne il primo parroco, e nonostante la mancanza di una chiesa o cappella, iniziò a raccogliere fondi.

Dopo ventidue anni, nel 1729, fu costruita una modesta cappella, considerata all'epoca piuttosto bella. Un manoscritto del 1749 descrive l'altare, il pulpito, i dipinti e i confessionali.

La Costruzione della Nuova St. Mary's

Nel 1786, John Thomas Troy, nominato arcivescovo di Dublino, presentò una petizione al Papa per poter utilizzare St. Mary's come sua parrocchia. Iniziò immediatamente a raccogliere fondi per costruire una "chiesa spaziosa e dignitosa". L'emancipazione cattolica non arrivò con l'Atto di Unione del 1800, ma i piani per la nuova chiesa proseguirono.

Nel 1803, un comitato guidato dal dottor Troy riuscì a raccogliere fondi sufficienti per acquistare la villa di Lord Annesley all'angolo tra Marlborough Street e quella che allora era conosciuta come Elephant Lane. Nel giugno 1814, fu indetto un concorso per il progetto dell'edificio, vinto da un progetto firmato con la lettera "P", che secondo alcuni storici potrebbe appartenere a John Sweetman o al francese Louis Hippolyte le Bas.

Il design combinava stili diversi: l'esterno presentava elementi del revival greco, con un portico anteriore simile al Tempio di Teseo ad Atene. L'interno era più in stile romano, con l'aggiunta di una cupola. Nonostante le critiche, la struttura dell'edificio fu completata nell'agosto 1821.

La raccolta fondi continuò, e il dottor Troy, all'età di ottantatré anni, partecipò attivamente. Nel 1825, la chiesa fu finalmente dedicata. Il coro diretto da Haydn Corri eseguì musiche di Mozart e Curon. La cerimonia vide la partecipazione della maggior parte della gerarchia irlandese.

Figure Chiave del XIX Secolo: Newman e Manning

John Henry Newman

John Henry Newman (1801-1890) fu una figura centrale nel panorama religioso e intellettuale del XIX secolo. Nato in una famiglia anglicana, la sua fede religiosa fu profondamente influenzata dalla madre e dalla nonna. Entrato al Trinity College di Oxford nel 1817, si segnalò per il suo ingegno e intelletto, diventando fellow dell'Oriel College.

Ordinato diacono della Chiesa anglicana nel 1824, intraprese la vita ecclesiastica. Inizialmente influenzato dai teologi liberali dell'ateneo, i cosiddetti Oriel Noetics, Newman sviluppò una profonda riflessione sulla Chiesa visibile, i sacramenti e la successione apostolica.

La sua vita fu segnata da crisi personali, tra cui un esaurimento nervoso e la morte della sorella. Questi eventi lo spinsero ad allontanarsi dai noetics e ad avvicinarsi alla High Church (anglo-cattolicesimo), caratterizzata da un'attenzione al rituale eucaristico e alle tradizioni cattoliche.

Il viaggio nel Mediterraneo con Richard Hurrell Froude e il padre di quest'ultimo, l'arcidiacono Robert Froude, ebbe un impatto significativo. A Roma, Newman fu affascinato dalla spiritualità dei martiri e entrò in contatto con la religiosità della Chiesa cattolica.

Tornato in Inghilterra, Newman divenne una delle figure di spicco del Movimento di Oxford (The Oxford Movement), nato nel 1833 con l'obiettivo di contrastare il liberalismo religioso e recuperare lo spirito originario dell'anglicanesimo. Scrisse 30 dei 90 libelli dei Tracts for the Times, difendendo la "via media" dell'anglicanesimo come posizione intermedia tra protestantesimo e cattolicesimo romano.

Nel 1841 pubblicò il controverso Tract 90, interpretando i 39 articoli della fede anglicana in chiave cristiano-cattolica. Deluso dall'orientamento "protestante" della Chiesa anglicana, si ritirò a Littlemore, dove scrisse "Lo sviluppo della dottrina cristiana". Nel 1845, Newman si convertì al cattolicesimo romano, evento che suscitò grande scalpore e indignazione.

Ordinato sacerdote cattolico a Roma, divenne poi cardinale. Fu considerato un importante apologista della confessione cattolica e ebbe un'influenza significativa sul Concilio Vaticano II.

Ritratto di John Henry Newman

Henry Edward Manning

Henry Edward Manning (1808-1892) fu un altro protagonista del XIX secolo religioso inglese. Nato a Londra, iniziò la sua carriera nella Chiesa anglicana, diventando arcidiacono di Chichester. Fu un predicatore eloquente e influente, vicino al Movimento di Oxford.

La sua fede nell'anglicanesimo fu scossa nel 1850 dal Gorham judgement, che permise a un ecclesiastico evangelico di negare la rigenerazione battesimale. Questo evento portò Manning a considerare la Chiesa anglicana una creazione umana del Parlamento.

Il 6 aprile 1851, Manning fu accolto nella Chiesa Cattolica e ordinato sacerdote. Scalò rapidamente la gerarchia ecclesiastica, succedendo a Nicholas Patrick Stephen Wiseman come arcivescovo di Westminster nel 1865. Fu nominato cardinale nel 1875.

Manning fu un forte sostenitore della dottrina dell'infallibilità papale e un influente esponente dell'ultramontanismo. Si oppose ai progetti pastorali e teologici di John Henry Newman, con cui i rapporti si fecero freddi, soprattutto in occasione del Concilio Vaticano I.

Manning si distinse per la sua azione sociale, promuovendo la giustizia sociale secondo la visione cattolica e svolgendo un ruolo determinante nello sciopero dei lavoratori dei porti di Londra nel 1889. Morì il 14 gennaio 1892, lasciando un'eredità di carità e impegno sociale.

Ritratto del Cardinale Henry Edward Manning

Aspetti Sociali ed Economici

Le discriminazioni subite dai cattolici ebbero profonde ripercussioni sulla società irlandese. Le Leggi Penali, pur inasprendosi, paradossalmente rafforzarono l'identità e l'attaccamento al cattolicesimo. L'Ottocento vide l'emergere di una classe media cattolica e il graduale allentamento delle restrizioni legali.

La fondazione di nuove congregazioni religiose nel XIX secolo testimonia un rinnovato impegno verso l'istruzione, l'assistenza sociale e sanitaria, settori in cui i cattolici irlandesi svolsero un ruolo fondamentale.

Conclusioni

La storia della Chiesa in Irlanda è un racconto complesso di fede, resistenza e trasformazione. Dall'antica spiritualità celtica all'influenza delle invasioni scandinave e normanne, fino alle sfide poste dalla Riforma protestante e alle politiche inglesi, la Chiesa cattolica irlandese ha dimostrato una notevole resilienza. Il XIX secolo, in particolare, fu un periodo di rinnovamento, segnato dall'opera di figure ecclesiastiche di spicco come gli arcivescovi Troy, Murray e Cullen, e da intellettuali come John Henry Newman e Henry Edward Manning, che contribuirono a plasmare l'identità religiosa e sociale dell'Irlanda.

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