In quest’opera Martin Karrer fornisce una presentazione sorprendentemente ricca e approfondita della varietà di motivi e titoli cristologici nel Nuovo Testamento, comprese le diverse concezioni fornite dalle lettere minori cattoliche, così come dalla letteratura extracanonica. Seguendo una disposizione per temi, dopo una breve introduzione l’autore affronta il motivo della risurrezione nelle più antiche confessioni delle apparizioni pasquali che hanno al centro il titolo di «salvatore». Segue un capitolo dedicato alla morte e passione di Cristo, con l’esame del titolo di «unto» e dei motivi con questo connessi.
Il Nuovo Testamento: Promessa e Adempimento
La Bibbia è composta da due parti: l’Antico Testamento e il Nuovo Testamento. L’Antico Testamento contiene scritti di profeti risalenti a molto tempo fa. Alcuni di questi profeti scrissero che Dio aveva promesso di mandare un Salvatore. Il Nuovo Testamento racconta di come questa promessa fu mantenuta. Il Nuovo Testamento racconta anche la vita di Gesù.
Poiché ci ama, Gesù ha preso su di Sé tutto il nostro dolore, la nostra tristezza e i nostri peccati. È morto per noi. Poi, dopo tre giorni, Egli ha sconfitto la morte ed è risorto! Tutte queste cose furono scritte dalle persone che conoscevano e amavano Gesù. I Suoi apostoli scrissero delle lettere per aiutare i membri della Chiesa a edificare la loro fede in Gesù Cristo. Le cose che hanno scritto sono state preservate per moltissimi anni.
L'Antico e il Nuovo Testamento si completano a vicenda. Non sono due blocchi di libri in conflitto tra loro, ma una testimonianza comune di un unico piano salvifico che Dio ha progressivamente svelato. Non si tratta di due tappe successive ed esclusive in cui, una volta raggiunto l'obiettivo, i primi passi perderebbero il loro interesse. Anche dopo aver raggiunto l'obiettivo, la preparazione è essenziale perché il risultato finale funzioni correttamente. I libri dell'Antico Testamento non sono come le gru e le impalcature, che sono necessarie per costruire un edificio ma vengono rimosse una volta terminati i lavori. È un po' come gli studi di medicina per un medico: un momento prima di esercitare la professione, ma una volta qualificati, la pratica medica si basa sulle conoscenze acquisite. È sempre necessaria una formazione continua, un ritorno allo studio. L'Antico Testamento è una preparazione al Nuovo, ma una volta raggiunta la pienezza della rivelazione nel Nuovo, la sua comprensione accurata richiederà una conoscenza approfondita dell'Antico.

Genealogia e Natività di Gesù
La genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo, è descritta in due dei quattro vangeli canonici: Matteo e Luca. La predicazione dei Dodici consisteva essenzialmente in una testimonianza riguardante fatti e detti di Gesù che si collocavano tra l’attività di Giovanni il Battista e le apparizioni del Risorto (vedi Mt 28,19-20; Lc 1,1-4; At 10,36-42). I vangeli di Marco e di Giovanni sono racchiusi fra questi limiti; invece quelli di Matteo e di Luca premettono dei racconti sulla nascita e i primi anni di Gesù, denominati comunemente “vangelo dell’infanzia” (Mt 1-2; Lc 1-2).
Queste sezioni evangeliche traggono origine probabilmente dalla parentela di Gesù (vedi Mt 13,55-56; Gal 1,19). Il vangelo dell’infanzia secondo Matteo mette in risalto soprattutto l’adempimento delle antiche profezie nelle origini di Gesù.
La genealogia e Natività di Gesù sono descritte in due dei quattro vangeli canonici: Matteo e Luca. Il Genealogia di Gesù è descritta in Luca 3.23-38 e Matteo 1.1-17. Mentre Luca traccia la genealogia dal basso andando verso l'alto, fino ad Adamo e Dio, Matteo la traccia dall'alto verso il basso, da Abramo fino a Gesù. Entrambi i vangeli affermano che Gesù fu generato non da Giuseppe, ma da Dio. Entrambi i resoconti fanno risalire Giuseppe a Re Davide e da lui ad Abramo. Questi elenchi sono identici da Abramo a David (tranne uno), ma differiscono quasi completamente da Davide a Giuseppe. Matteo cita Giacobbe come padre di Giuseppe, e Luca dice che Giuseppe era il figlio di Eli.
Luca e Matteo descrivono Gesù nato a Betlemme, in Giudea, da madre vergine. Luca presenta la storia di Natale, in cui Giuseppe e Maria, a causa di un censimento voluto dall'imperatore Augusto, vanno a Betlemme, dove Gesù nasce e viene deposto in una mangiatoia. Gli angeli lo proclamano Salvatore di tutte le genti e i pastori vengono ad adorarlo. Dopo la presentazione di Gesù al tempio, la famiglia ritorna a Nazaret. In Matteo, tre magi seguono una stella verso Betlemme per portare i loro doni a Gesù, nato Re dei Giudei. Re Erode ordina il massacro tutti i bambini di Betlemme perché così venga ucciso anche Gesù, ma la Sacra Famiglia fugge in Egitto e poi ritorna dopo la morte di Erode e si trasferisce a Nazaret.

Il Ministero di Gesù
Nei vangeli, il ministero di Gesù inizia col suo Battesimo in un luogo della campagna della Giudea romana e in Transgiordania, vicino al fiume Giordano, e finisce a Gerusalemme, dopo l'Ultima Cena coi suoi discepoli. Il Vangelo di Luca afferma che Gesù avesse "circa 30 anni" all'inizio del suo ministero. La maggioranza delle cronologie di Gesù tipicamente datano l'inizio del suo ministero verso gli anni 27-29 d.C.
Il Primo ministero in Galilea di Gesù inizia quando, dopo il suo Battesimo, ritorna in quella regione dal deserto in Giudea. In questo primo periodo, egli predica in giro per la Galilea e recluta i primi discepoli, che iniziano a viaggiare con lui e vengono poi a costituire il nucleo della prima Chiesa, poiché si reputa che gli apostoli partirono da Gerusalemme per fondare le Sedi apostoliche.
Il Battesimo e le Tentazioni
Il Battesimo di Gesù segna l'inizio del suo ministero pubblico. Questo evento viene registrato nei Vangeli Canonici di Matteo, Marco e Luca. Nel Nuovo Testamento, Giovanni Battista predicò un "battesimo con l'acqua", non di perdono ma di penitenza o pentimento per la remissione dei peccati (Luca 3.3), e si dichiarò un precursore di uno che avrebbe battezzato con lo Spirito Santo e con il fuoco (Luca 3.16). Le tentazioni di Gesù vengono narrate nei vangeli di Matteo, Marco, e Luca. In questi racconti, dopo esser battezzato, Gesù digiuna per quaranta giorni e notti nel deserto della Giudea. Durante tale periodo, il diavolo gli appare e lo tenta.
La Chiamata dei Discepoli
La chiamata dei primi discepoli è uno degli episodi fondamentali dei vangeli e che inizia il ministero attivo di Gesù, preparando il percorso del gruppo di seguaci che in seguito formeranno la prima Chiesa. Ha luogo in Matteo 4.18-22, Marco 1.16-20 e Luca 5.1-11 presso il Mare di Galilea. Giovanni 1.35-51 riporta il primo incontro con due dei discepoli un po' di tempo prima, in presenza di Giovanni Battista. Nel Vangelo di Luca (5:1-11), l'evento forma parte della prima pesca miracolosa e si conclude con Pietro insieme a Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che si uniscono a Gesù vocazionalmente come discepoli. La raccolta dei discepoli in Giovanni 1.35-51 segue modelli di discepolato che vengono variamente descritti nel Nuovo Testamento, in quanto coloro che hanno ricevuto testimonianza da un altro seguace diventano a loro volta testimoni di Gesù.
Attività in Galilea e Miracoli
L'attività di Gesù in Galilea comprende un certo numero di miracoli e gli insegnamenti. Dopo questo fatto, Gesù si dirige verso le "parti di Tiro e Sidone" vicino al Mar Mediterraneo dove avviene l'esorcismo della figlia della Cananea in Matteo 15.21-28 e Marco 7.24-30. Tale episodio è un esempio di come Gesù enfatizzi il valore della fede, dicendo alla donna: "Donna, davvero grande è la tua fede!". Nel Vangelo di Marco, dopo esser passato per Sidone, Gesù entra nella regione della Decapoli, un gruppo di dieci città a sud-est della Galilea, dove in Marco 7.31-37 si narra il miracolo della guarigione del sordomuto.

Titoli e Significati di Gesù
Nei libri del Nuovo Testamento, pervenutici in un greco caratterizzato da numerosi semitismi, Gesù è indicato oltre che col nome proprio da vari epiteti e titoli.
Gesù e Cristo
Il nome "Gesù" deriva dall'ebraico יְהוֹשֻׁעַ (Yĕhošūa'), che significa letteralmente "YH(WH) (è) salvezza". Il nome era comune nell'antichità. "Cristo" (Xριστός, Christòs) compare nel Nuovo Testamento complessivamente 529 volte, spesso unito al nome proprio Gesù (Gesù Cristo). Il sostantivo, o meglio aggettivo sostantivato, deriva dal verbo χρίω, "ungere", e significa dunque letteralmente "unto". Ha lo stesso significato del termine ebraico מָשִׁיחַ (mašíaḥ, "unto"), dal quale deriva l'italiano messia. Il significato di questo titolo onorifico deriva dal fatto che nell'antico Israele re, sacerdoti e profeti venivano solitamente scelti e consacrati tramite un'unzione.
Signore e Figlio dell'uomo
"Signore" (Κύριος, Kìrios) è applicato a Gesù 125 volte, soprattutto in Atti e nelle Lettere. Altre 2 volte il termine appare nella traslitterazione dell'originario aramaico "mara". Un titolo che Gesù applica spesso riferendosi a se stesso è Figlio dell'uomo (υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου, uiòs tù anthròpu), dove "uomo" indica l'essere umano. Ricorre 84 volte. Nella tarda tradizione ebraica, l'espressione aveva una forte connotazione messianico-escatologica.
Altri Titoli e Attributi
Gesù è indicato anche come "Rabbi" o "Rabbuni", titoli onorifici che indicavano un esperto della Sacra Scrittura. L'attributo della regalità era correlato al Messia atteso dagli Ebrei. Gesù è detto "Sommo Sacerdote" o Sacerdote 17 volte, solo nella Lettera agli Ebrei. In Vangeli e Atti Gesù è chiamato 13 volte "Nazoreo" o "Nazareno", un termine che potrebbe indicare un legame con la città di Nazaret o un voto di consacrazione.
Il verbo (λόγος, lògos, 6 volte negli scritti giovannei) è un altro titolo importante, rendendo Gesù come la "Parola" di Dio. È anche chiamato "Figlio di Giuseppe" (υἱὸς Ιωσήφ, uiòs Iosèf, 4 volte). In Matteo 1,23 l'angelo chiama il figlio che sta per nascere Emmanuele (Εμμανουήλ), letteralmente "con-noi-Dio".

La Settimana Finale a Gerusalemme
La Settimana finale a Gerusalemme è la conclusione del viaggio che Gesù aveva iniziato in Galilea attraverso la Perea e la Giudea. Poco prima della descrizione dell'arrivo a Gerusalemme, il Vangelo di Giovanni include l'episodio della resurrezione di Lazzaro, che crea la tensione tra Gesù e le autorità.
Ingresso Trionfale e Conflitti nel Tempio
La settimana inizia con l'ingresso trionfale a Gerusalemme. Durante la settimana del suo "ministero finale di Gerusalemme", Gesù visita il Tempio e ha un conflitto con i cambiavalute sul loro uso del Tempio per scopi commerciali. Fa seguito un dibattito con i sacerdoti e gli anziani in cui la sua autorità viene messa in discussione. I sacerdoti, gli scribi e gli anziani si riuniscono per organizzare una congiura contro Gesù e farlo morire.
L'Ultima Cena e il Tradimento
Verso la fine della settimana Gesù partecipa all'Ultima Cena coi suoi discepoli, durante la quale istituisce l'Eucaristia, predice il suo tradimento e li prepara alla sua dipartita col "Discorso di commiato" (Giovanni 14-17). Dopo la cena, Gesù viene tradito da Giuda con un bacio mentre è in agonia nel giardino dei Getsemani, e viene arrestato.
Gesù è accompagnato da Pietro, Giovanni e Giacomo il Maggiore, ai quali chiede: "Restate qui e vegliate con me". Poi si sposta un po' e, sentendosi angosciato e molto triste, prega dicendo: "Abba, Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!". Solo il Vangelo di Luca racconta l'angoscia di Gesù citando i particolari del suo sudore che "diventò come gocce di sangue che cadevano a terra" e l'apparizione di "un angelo dal cielo [sceso] a confortarlo" dopo aver accettato la volontà del Padre.

Processi e Crocifissione
Nella narrativa dei quattro vangeli canonici, dopo il tradimento e l'arresto, Gesù viene portato davanti al Sinedrio, organo giudiziario ebraico. Gesù è processato dal Sinedrio, insultato e percosso, infine condannato per aver affermato di essere Figlio di Dio. Viene poi condotto da Ponzio Pilato e gli anziani ebrei chiedono al prefetto romano di giudicare e condannare Gesù secondo la legge romana - accusandolo di dichiararsi Re degli Ebrei. Dopo un interrogatorio, dove Gesù fornisce poche risposte, Pilato dichiara pubblicamente di trovare Gesù innocente, ma la folla insiste che sia punito.
Solo nel Vangelo di Luca, riscontrando che Gesù è della Galilea e quindi sotto la giurisdizione di Erode Antipa, Pilato decide di mandarlo da Erode. Erode Antipa (lo stesso che aveva ordinato l'esecuzione di Giovanni Battista) da tempo voleva incontrare Gesù, perché desiderava osservare uno dei suoi miracoli. Tuttavia Gesù dice poco o nulla in risposta alle domande di Erode o alle accuse veementi dei sacerdoti e degli scribi. Erode ed i suoi soldati prendono in giro Gesù, gli fanno indossare un vistoso mantello come Re degli Ebrei, e lo mandano indietro a Pilato.
Dopo che Gesù è riportato dalla corte di Erode al praetorium di Pilato, questi lo dichiara pubblicamente innocente delle accuse, ma la folla insiste sulla pena capitale. La regola universale della condanna a morte nell'Impero romano la limitava soltanto al tribunale del governatore romano e Pilato decide di lavarsene le mani pubblicamente, non volendo compartecipare alla responsabilità della morte di Gesù.
La crocifissione di Gesù è descritta in tutti e quattro i vangeli canonici. Dopo i processi, Gesù viene fatto salire al Calvario (percorso tradizionalmente chiamato via Dolorosa) e i tre vangeli sinottici indicano che fu assistito da Simone di Cirene, costretto a farlo dai soldati romani. In Luca 23.27-28 Gesù dice alle donne tra la moltitudine di gente che lo seguiva, di non piangere per lui ma per sé stesse e i propri figli. Arrivato al Calvario (Golgota), a Gesù viene offerto da bere del vino mischiato a fiele - solitamente offerto come forma di antidolorifico. I soldati poi crocifiggono Gesù e, "divise le sue vesti, le tirarono a sorte". Sopra la sua testa sulla croce viene posta la scritta "Re dei Giudei" e i soldati e passanti lo prendono in giro per tale titolo.

La Risurrezione e l'Ascensione
Il Cristo risorto appare quindi ai suoi seguaci in quel giorno e varie volte successivamente, pronuncia dei sermoni e cena con alcuni di loro, prima di "salire al Cielo". In Matteo 28.5, Marco 16.5, Luca 24.4 e Giovanni 20.12 la sua risurrezione è annunciata e spiegata ai seguaci, che arrivano sul posto la mattina presto, da uno o due esseri (umani o angelici) vestiti di mantelli raggianti e che appaiono dentro o vicino al sepolcro. I resoconti dei vangeli variano circa chi arrivò prima presso la tomba, ma sono comunque donne e vengono istruite dal Cristo risorto di avvertire gli altri discepoli.
Tutte e quattro le narrative includono Maria Maddalena e tre includono Maria di Giacomo (chiamata da Matteo "l'altra Maria"). In Giovanni 20.15-17 Gesù appare a Maria Maddalena subito dopo la sua risurrezione. Inizialmente ella non lo riconosce e pensa sia un giardiniere. Più tardi in quel giorno, di sera, Gesù appare ai discepoli e mostra loro le proprie ferite sulle mani e costato in Giovanni 20.19-21. Tommaso apostolo non è presente a quell'incontro e successivamente esprime dubbi sulla risurrezione. Nel mentre, durante il noto episodio dell'"incredulità di Tommaso" in Giovanni 20.24-29 Gesù gli appare e lo invita a mettere un dito nelle lacerazioni fatte dalle ferite nelle mani e nel costato.
Luca 24.13-32 descrive l'apparizione sulla strada di Emmaus dove un discepolo chiamato Cleopa (greco: Κλεόπας) mentre stava camminando verso Emmaus con un altro discepolo, incontra Gesù e successivamente cenano insieme.
I Vangeli Canonici includono due brevi descrizioni dell'Ascensione di Gesù in Luca 24.50-53 e Marco 16.19. Atti 1.9-12 specifica il luogo dell'Ascensione chiamandolo "monte detto degli Ulivi" vicino a Gerusalemme. Atti 1:3 afferma che Gesù: "si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio". Dopo aver dato agli apostoli una serie di istruzioni, Atti 1:9 descrive l'Ascensione come segue: "Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo." Subito dopo due uomini vestiti di bianco appaiono e avvisano gli apostoli che Gesù sarebbe ritornato nello stesso modo in cui era asceso, proclamando: "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?".

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