Nel cuore del Veneto, precisamente a Scaldaferro di Pozzoleone, in provincia di Vicenza, sorge il Santuario della Madonna Salute degli Infermi, un luogo che da secoli attira fedeli in cerca di pace, serenità e intercessione mariana. La sua storia, le sue tradizioni e la sua continua evoluzione testimoniano una fede viva e profonda, capace di adattarsi ai tempi pur mantenendo intatta la sua essenza spirituale.
Le origini e la devozione popolare
La tradizione fa risalire l'avvio della devozione popolare a Scaldaferro al 1665. Questa data è stata ritrovata dietro l'immagine della Vergine Maria, sul muro esterno di quella che era una fattoria e che in seguito divenne la chiesa. Nonostante si trattasse di un luogo insalubre, fiancheggiato da una conca d'acqua stagnante, i fedeli accorrevano a pregare la Madonna invocandone la protezione e particolari grazie per gli ammalati; per questo il santuario è dedicato a Maria, salute degli infermi. Ogni seconda domenica del mese, infatti, vi si celebra la Giornata degli ammalati.
Il nome del paese, Scaldaferro, potrebbe derivare da una fucina per la lavorazione del ferro, suggerendo un'antica attività legata alla lavorazione dei metalli. La chiesa sorge infatti entro l'antica corte benedettina chiamata "Fonzase" (dal latino "fondere") e poi Scaldaferro, toponimi che segnalano la presenza di una fucina, dove si lavoravano già dal secolo X utensili necessari alle opere di bonifica delle terre circostanti il monastero. Proprio attorno a questa attività si formò il primo nucleo abitativo della borgata o contrada di Scaldaferro.

L'affresco della Madonna, risalente secondo gli studiosi alla seconda metà del XVII secolo, di paternità ignota, è riconosciuto dalla devozione popolare come matrice divina. Venne subito eretto un capitello e un sacello con altare. Nell'anno 1698, Paolina Mocenigo Malipiero sposò il Conte Girolamo Venier portando in dote i possedimenti di Scaldaferro. Questa famiglia, di sincera devozione mariana, nel 1715 fece costruire un tempietto ottagonale, decorato a stucco, con altare dedicato alla Vergine, inoltre, sulle quattro colonne del precedente sacello, elevò il campanile.
Il restauro del 1984 ha messo in luce la complessa vicenda artistica dell'affresco, con almeno cinque differenti figurazioni della Vergine scoperte strato dopo strato. Queste trasformazioni si resero necessarie per la salvaguardia dell'opera, esposta in origine alle intemperie e solo dal 1715 inserita nel Tempietto ottagonale. Contribuirono alla corrosione dell'affresco le infiltrazioni d'acqua e la differenza di temperatura tra gli ambienti separati dal muro.
L'evoluzione storica e architettonica
Il territorio vide l'alternarsi di diversi tenutari, che esercitarono il "diritto di patronato" anche sulla chiesa. Gli ultimi, i conti De Bardeau, nel 1910 donarono la chiesa alla diocesi di Vicenza. Nel 1902 divenne parroco di Pozzoleone don Elia Dalla Costa, futuro Cardinale, che pose fine allo ius patronatus secolare, ottenendo nel 1910 dai conti De Bordeaux la donazione della chiesa di Scaldaferro al beneficio parrocchiale di Pozzoleone. Fu sempre Dalla Costa, ormai Vescovo di Padova, a benedire l'8 settembre 1923 il nuovo Santuario della Madonna di Scaldaferro, notevolmente ampliato.
Tra il 1910 e il 1923, in seguito all'aumentare dei pellegrinaggi dovuti alla fama dei miracoli ottenuti, la chiesa fu ingrandita, per volontà dell'allora parroco di Pozzoleone Mons. Elia Dalla Costa. Nel 1954 la chiesa fu eretta a parrocchia autonoma.
Dal 1993, il santuario è affidato a una comunità di religiosi Marianisti, accolti dal Vescovo Mons. Pietro Nonis. La loro presenza assidua, continuata e familiare contribuisce a creare un ambiente accogliente e spirituale.

Il Santuario oggi: un centro spirituale e comunitario
Scaldaferro è un paesino di circa 400 anime, che fanno capo a quattro Comuni: Pozzoleone, Schiavon, Bressanvido e Sandrigo. Questa dispersione civile ha trovato un punto di riferimento nel santuario, considerato il polmone spirituale della zona.
Ogni giorno, il santuario accoglie un centinaio di pellegrini, mentre la Messa domenicale attira oltre un migliaio di fedeli. "Dove c'è molta gente che prega, è come se i muri si impregnassero di spiritualità", spiega il parroco, padre Dino Battiston. "Nei secoli sono passate da qui migliaia e migliaia di persone. Perciò chiunque arriva si sente parte di una famiglia molto più grande, in una linea di continuità tra passato, presente e futuro".
Il Giubileo e la Porta Santa
Quest'anno, l'afflusso di pellegrini ha visto un incremento grazie al fatto che Scaldaferro è uno dei tre santuari mariani della diocesi di Vicenza dove è possibile vivere il Giubileo e attraversare la Porta Santa. "Abbiamo aperto la Porta santa il 13 dicembre 2015 alle 16 e, nonostante il freddo, c'era una folla inimmaginabile", prosegue padre Battiston.
Il Porticale e il mosaico di Padre Rupnik
Un altro spazio sacro è il Porticale, una cappella supplementare, dove dal 2006 si trova un bellissimo mosaico di padre Marco Ivan Rupnik. "Si tratta di una descrizione-meditazione sul significato del santuario. Il percorso ripercorre il cammino della salvezza, umana, terrena, ma anche quella eterna fino alla risurrezione. Da lì la Madonna ci guarda con i suoi grandi occhi".

Il Porticale ha mantenuto la struttura del rustico, con muratura in intonaco grezzo e copertura a capriate. Costruito con materiale di recupero, conserva una balaustra in pietra tenera, due colonne tortili, entro cui è posto l'altare per la celebrazione, mentre dietro è ancora visibile la greppia originaria.
I volumi dei pensieri dei pellegrini
Dal 2000, i padri raccolgono i pensieri e le riflessioni dei pellegrini in volumi che sono ormai giunti a 40. "Sono ringraziamenti, suppliche, preghiere di affidamento, pianti. Chiedono la salute fisica, ma anche quella morale e spirituale. È il cuore che parla con chiarezza. Un fiume di dialogo con Maria. Una volta al mese, in una Messa solenne di guarigione, il venerdì sera, portiamo tutto questo all'altare, affinché sia benedetto dal Signore".
Il cammino di consacrazione e l'adorazione eucaristica
Da circa dieci anni, è attiva l'iniziativa del cammino di consacrazione alla Madonna, che rende i laici protagonisti. "Ormai più di 400 persone si sono consacrate. La preparazione va da autunno a giugno. Dopo la consacrazione c'è la possibilità di continuare con la formazione attraverso un cammino di approfondimento della fede. Il gruppo si ritrova dopo la Messa e ogni mese organizza una serata di preghiera aperta a tutti".
Un'altra iniziativa, gestita dai laici, è l'adorazione eucaristica: ogni giovedì tutto il giorno, e il primo sabato del mese, tutta la notte. Ci sono sempre 70-80 persone.
Il presepio biblico e la casa di accoglienza
Inaugurato nel 1971 da don Giulio Dall'Olmo, il presepio biblico di Scaldaferro riproduce la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme, assieme alla località e agli avvenimenti raccontati nella Bibbia. Una voce guida i visitatori nella scoperta degli scorci, nelle riflessioni meditative e nella comprensione del messaggio biblico. Nel periodo natalizio, il presepio attira complessivamente oltre 10.000 visitatori.

Accanto al santuario, i padri stanno realizzando una casa di accoglienza dedicata a Maria, Madre della Misericordia, "simbolo concreto di carità di quest'Anno santo", dice padre Battiston. Destinata ad accogliere gli uomini separati in situazioni di disagio, sarà gestita dalla Caritas diocesana e disporrà di 15 stanze, oltre a un appartamento per il custode, uffici e spazi comuni. Le persone accolte verranno anche aiutate a reinserirsi nella società.
La Messa di guarigione e la spiritualità del luogo
Il secondo venerdì del mese, da ottobre a giugno, dalle 20 alle 22.30, si celebra la "Messa di guarigione": celebrazione, rosario meditato e 50 minuti di adorazione eucaristica. "Quando tutti pregano e cantano si sente comunione", dice padre Battiston. "Faccio attenzione che la preghiera non diventi fanatismo: c'è una forma di religiosità che va purificata, per riportare Gesù al centro".
Padre Dino Battiston, 78 anni, guida spirituale del santuario mariano, sottolinea l'importanza della preghiera e della fede in un mondo spesso disorientato. "Mi sembra che le persone abbiano un'esigenza di maggiore spiritualità. Cadono l'abitudine, la tradizione, la routine: la gente viene per scelta consapevole. Voler ricavarsi questo spazio rivela un bisogno del cuore dell'uomo in un tempo di disorientamento, in un mondo che è sfiduciato, arrabbiato, che ha perso il sorriso."
Il Santuario Madonna Salute degli Infermi si trova in via Vallazza 11 a Scaldaferro di Pozzoleone (Vicenza). Da ottobre a maggio, le celebrazioni nei giorni feriali si svolgono alle 7.30 e alle 15. La giornata del giovedì è dedicata all'adorazione eucaristica, dalle 8 alle 22.