La devozione alla Divina Misericordia, un messaggio d'amore universale affidato da Dio all'umanità, ha trovato i suoi più grandi araldi in Santa Faustina Kowalska e San Giovanni Paolo II. Entrambi provenienti dalla Polonia, sono stati accomunati dal progetto divino di far conoscere al mondo il Suo grande amore e interesse per la salvezza eterna di ogni uomo. Le loro orme, per disposizione della Provvidenza Divina, si sono intrecciate a Roma nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia, dove il 1° gennaio 1994, per volere dello stesso Giovanni Paolo II, la chiesa fu dedicata al Culto della Divina Misericordia, così come è stato auspicato attraverso la testimonianza e l'esperienza mistica di Suor Faustina.
Santa Faustina Kowalska: La Segretaria del Mistero più Profondo
Santa Faustina Kowalska, la mistica polacca morta nel 1938 a 33 anni, è stata colei a cui Dio affidò il compito di far conoscere al mondo la Divina Misericordia. Nata il 25 agosto 1905, in Polonia, nel piccolo villaggio di Glogowiec, fu battezzata con il nome di Elena. I genitori, Marianna e Stanislao Kowalski, umili contadini e ferventi cristiani, le trasmisero una fede profonda ed autentica. Terzogenita di dieci figli, fin dall'età di sette anni avvertì la chiamata alla vita religiosa ma, non avendo l'assenso dei genitori, non poté assecondarla. Abbandonò la scuola dopo circa tre anni e iniziò a lavorare come domestica presso alcune famiglie facoltose per potersi mantenere e aiutare la famiglia. A vent’anni, spinta da una visione di Cristo sofferente che le disse: "Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?", maturò definitivamente la scelta della vita religiosa.
Il 10 agosto 1925, Suor Faustina entrò nel Convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, a Varsavia, e prese il nome di Suor Maria Faustina. Trascorse i tredici anni di vita religiosa all’interno di vari conventi della congregazione, lavorando come cuoca, giardiniera e portinaia, con dedizione ed umiltà, in un atteggiamento di riservatezza e disponibilità. Abbondanti furono le grazie che il Signore le donò, di cui le stigmate sono il segno visibile più evidente. Numerose, inoltre, furono le rivelazioni e le visioni che, come suggeritole dai suoi padri confessori, la santa annotò nel suo Diario, oggi tradotto in numerose lingue. Morì a soli 33 anni, il 5 ottobre 1938, a Cracovia, consumata dalla tubercolosi.

L'Origine della Devozione e l'Immagine di Gesù Misericordioso
Il 22 febbraio del 1931, Suor Faustina annotò nel suo Diario: "Stando nella mia cella vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste leggermente scostata che lasciava uscire i due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido (…). Dopo un istante, Gesù mi disse: “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima che venererà quest’immagine, non perirà… perché io stesso la difenderò come mia propria gloria” (D. 47-48)."
L’immagine di Gesù Misericordioso, dipinta secondo il modello della visione di Santa Faustina, ha conosciuto una grande diffusione. Gesù, vestito di una candida tunica, ha una mano alzata per benedire, mentre l’altra tocca sul petto la veste, da cui escono due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro bianco. Il raggio rosso rappresenta il Sangue che dona la Vita Eterna, il raggio bianco l’Acqua che giustifica le anime dei peccatori. Ai piedi dell’immagine vi è la scritta: «Gesù confido in Te!».

Le Forme della Devozione alla Divina Misericordia
Gesù stesso chiese a Suor Faustina di divulgare nuove forme di culto della Divina Misericordia, tra cui:
- La Festa della Divina Misericordia: da celebrare nella prima domenica dopo Pasqua.
- La Coroncina alla Divina Misericordia: una preghiera potente.
- La Preghiera nell’Ora della Misericordia: alle 15:00.
All’umile religiosa polacca, che amava chiamare "segretaria del mio mistero più profondo", Gesù affidò il suo messaggio d’amore per ogni uomo: "Nell’Antico Testamento mandai al mio popolo i profeti con i fulmini, oggi mando te a tutta l’umanità con la mia misericordia. Non voglio punire l’umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al mio cuore misericordioso” (D. 522).
Santa Faustina Kowalska | Cosa è, Come Si Recita la Coroncina della Divina Misericordia
San Giovanni Paolo II: Il Grande Araldo della Misericordia
La devozione a Gesù Misericordioso conobbe una rapida diffusione in Polonia subito dopo la morte di Suor Faustina. Negli anni Sessanta, l’allora arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, promosse il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù. Il Papa aveva conosciuto il messaggio della Divina Misericordia a Cracovia, quando negli anni del regime nazista lavorava come operaio nello stabilimento chimico Solvay, che si trovava proprio vicino al monastero dove Suor Faustina morì il 5 ottobre 1938.
Divenuto papa, Giovanni Paolo II proclamò Santa Faustina beata il 18 aprile 1993 e santa il 30 aprile 2000, annunciando, in questa stessa data, l’istituzione della Domenica della Divina Misericordia. Fu proprio nella vigilia di questa festa, il 2 aprile 2005, che il Papa polacco raggiunse la casa del Padre. Giovanni Paolo II fu il Papa dell’enciclica “Dives in Misericordia” (1980), profondamente legato al culto della Divina Misericordia. La misericordia, diceva, “non perdona soltanto i peccati” ma “viene anche incontro a tutte le necessità degli uomini”.

La Festa della Divina Misericordia: Dono Pasquale e Promesse Straordinarie
La festa della Divina Misericordia viene celebrata, come richiesto da Gesù a Suor Faustina, nell’ottava di Pasqua, la Domenica in Albis. Dal 2001, per decisione di Papa Giovanni Paolo II, la domenica successiva alla Pasqua è la festa della Divina Misericordia. Papa Wojtyla, oltre a proclamare santa suor Faustina, stabilì anche che a questa festa fosse associata la medesima indulgenza che caratterizza gli Anni Santi.
Il 22 febbraio 1931, Gesù comunicò a santa Faustina Kowalska il desiderio di una festa della Misericordia da celebrare nella prima domenica dopo la Pasqua, chiedendole di annunciare le grazie straordinarie che avrebbe concesso: «Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia» (Diario 49). In quello stesso giorno il Signore fece una solenne promessa: «Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici».
La scelta della prima domenica dopo Pasqua indica lo stretto legame tra il Mistero Pasquale e la festa della Misericordia. Giovanni Paolo II nell’Enciclica Dives in Misericordia scrive: «Il Mistero Pasquale è il vertice di questa rivelazione ed attuazione della misericordia» (n. 7). La risurrezione di Cristo è il «segno che corona l’intera rivelazione dell’amore misericordioso nel mondo soggetto al male (n. 8)». Suor Faustina annotava nel suo Diario: «Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore». Un legame che è reso ancora più evidente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.
Gesù ha detto: «Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione», per il rifiuto dell’Amore divino. E con la Festa della Misericordia Egli ha voluto offrire un’altra grande possibilità di salvezza. Papa Francesco la definisce: «Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro». La Divina Misericordia è il dono pasquale che la Chiesa riceve dal Cristo risorto e che offre all’umanità.
Le Promesse Legate alla Festa
L’importanza di questa festa si misura con le straordinarie promesse che Gesù ha legato ad essa: «In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene» (Diario 300). E ha aggiunto: «In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto» (Diario 699).
Per ottenere questi grandi doni bisogna adempiere alle condizioni del Culto alla Divina Misericordia (fiducia nella bontà di Dio e carità attiva verso il prossimo), essere in stato di grazia (accostandosi alla Confessione o nei giorni precedenti la Festa o il giorno stesso della Festa) e ricevere degnamente la santa Comunione. È quindi un giorno dal quale i fedeli possono sperare ricchissimi frutti spirituali.
La Coroncina alla Divina Misericordia
La preghiera più nota, fra quelle legate alla devozione della Divina Misericordia, è la Coroncina che Gesù comunicò a suor Faustina il 13 settembre 1935, insieme con una preziosa assicurazione: «Per la recita di questa Coroncina mi piace concedere tutto ciò che mi chiederanno». Gesù le dettagliò anche le modalità con cui dirla per nove giorni di seguito - anche se ormai i devoti hanno la consuetudine della quotidianità - utilizzando una normale corona del Rosario:
- Prima reciterai il Padre nostro, l’Ave Maria e il Credo.
- Poi sui grani del Padre nostro dirai le parole seguenti: “Eterno Padre, io ti offro il corpo e il sangue, l’anima e la divinità del tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.”
- Sui grani delle Ave Maria dirai le parole seguenti: “Per la sua dolorosa passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.”
Gesù promise: «Concederò grazie senza numero a chi reciterà questa corona. Se recitata accanto a un morente non sarò giusto giudice ma Salvatore».
L'Ora della Misericordia
Un’altra devozione è connessa con l’ora esatta in cui il Redentore spirò sulla croce: «Alle tre del pomeriggio implora la mia misericordia, specialmente per i peccatori, e sia pure per un breve momento immergiti nella mia passione, particolarmente nel mio abbandono al momento della morte. In quell’ora non rifiuterò nulla all’anima che mi prega per la mia passione».
Reliquie di Santa Faustina in Italia: Una Testimonianza Locale a Fucecchio
Nella diocesi di Fucecchio, e precisamente nel santuario di Santa Maria delle Vedute, sono custodite alcune reliquie di "primo grado" di Santa Faustina Kowalska, per la precisione frammenti delle ossa. Arrivarono in Italia direttamente da Cracovia la domenica 8 aprile 2018, esattamente il giorno in cui si celebrava la festa della Divina Misericordia. Questo rappresenta un privilegio grande per il santuario fucecchiese, in quanto questo tipo di reliquie abitualmente viene concesso soltanto alle parrocchie dedicate alla Divina Misericordia, a Gesù Misericordioso o alla santa stessa.
Don Giorgio Rudzki, parroco di Fucecchio dal 2011, ha avuto un ruolo fondamentale in questo. Racconta che a metà degli anni Ottanta, quando era in seminario a Lublino, il padre spirituale li portò in pellegrinaggio a Cracovia per far conoscere la figura di santa Faustina e la devozione alla Divina Misericordia, che all’epoca era solo locale e confinata alla diocesi di Cracovia. I giovani seminaristi di Lublino, venendo a conoscere da vicino la storia e le rivelazioni fatte da Gesù alla Kowalska, s’innamorarono di questa devozione. Arrivato in Italia nel 1993, don Giorgio si è sempre speso per far conoscere questa devozione in tutte le parrocchie dove ha prestato servizio.
La richiesta delle reliquie è stata indirizzata direttamente alla madre generale delle suore della Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia di Cracovia, l’ordine di cui faceva parte Suor Faustina. Don Giorgio stesso le portò in Italia e racconta un episodio significativo capitato alla dogana aeroportuale in Polonia: al varco di controllo scattò l’allarme del metal detector. Quando aprì il contenitore con le reliquie, le guardie, vedendo il reliquiario, si tirarono indietro con grande reverenza, intuendo la presenza di qualcosa di grande. Spiegò loro che si trattava delle reliquie di santa Faustina e lo fecero passare senza porre ulteriori questioni. Le reliquie vengono esposte alla venerazione dei fedeli tutti i venerdì, quando al termine della Messa vespertina viene recitata la coroncina della Divina Misericordia. Sono custodite nella canonica del santuario secondo le condizioni richieste dalla Congregazione delle Suore che le hanno concesse.
Don Giorgio testimonia che questa presenza è un grande dono della Provvidenza, e che il venerdì c’è una partecipazione alla liturgia doppia rispetto agli altri giorni feriali. Nel 2018, la notizia dell’arrivo delle reliquie attirò anche Tv2000, che inviò una troupe per girare un servizio televisivo. Ogni volta che il servizio viene mandato in onda, il telefono del santuario incomincia a squillare con circa 40-50 telefonate da tutta Italia, di persone che vogliono saperne di più. Don Giorgio riferisce di tante grazie, soprattutto spirituali e di conversione, concesse per intercessione di Santa Faustina.
Altri Profeti e Testimoni della Misericordia
Oltre a Santa Faustina Kowalska e San Giovanni Paolo II, il messaggio della misericordia di Dio è stato incarnato da numerosi altri santi. Papa Francesco, nel suo messaggio Misericordiae vultus, ha rivolto il pensiero a diversi "santi e beati che hanno fatto della misericordia la loro missione di vita", definendo Faustina "grande apostola della misericordia" e invitando a "vivere e camminare sempre nel perdono di Dio e nell’incrollabile fiducia nel suo amore".
San Leopoldo Mandić (1866-1942): Missionario del Confessionale
San Leopoldo Mandić, cappuccino, è stato un "modello dei confessori" e "vero pastore delle anime", come lo definì Giovanni Paolo II il 16 ottobre 1983, giorno della sua canonizzazione. Originario di Castelnuovo di Cattaro, oggi in Montenegro, trascorse la maggior parte della sua vita a Padova, nel convento dei cappuccini. Nella sua minuscola cella-confessionale si dedicò alla preghiera e accolse interminabili file di penitenti. Sebbene sognasse di essere missionario per i fratelli separati d'Oriente, la sua salute e le circostanze lo confinarono a Padova, dove divenne un punto di riferimento eccezionale per i fedeli, mostrando grande bontà e comprensione, tanto da essere un "ecumenico ante litteram". Le sue spoglie sono custodite a Padova.
San Pio da Pietrelcina (1887-1968): L'Araldo delle Stigmate
San Pio da Pietrelcina, nato a Pietrelcina (Benevento), arrivò a San Giovanni Rotondo nel 1916, dove ben presto la fama delle sue stigmate iniziò ad attrarre pellegrini da tutto il mondo. Nonostante le dispute e le restrizioni al suo ministero di confessione e alla celebrazione della messa in pubblico tra il 1931 e il 1933, sopportò pazientemente. Padre Pio è considerato, insieme a San Leopoldo Mandić, un "missionario" del confessionale, un riferimento per la riconciliazione.
Santa Teresa di Calcutta (1910-1997): Il Vangelo della Carità
Santa Teresa di Calcutta è simbolo del Vangelo della carità verso gli ultimi. Nel 1979 le fu conferito il Premio Nobel per la Pace. Testimoniò che la misericordia "visibile" ha anche una valenza pubblica e sociale, poiché le opere di misericordia per "i non voluti, non amati, non curati", sono un atto di amore a Cristo e anche di grande giustizia. Diceva: "Dio ama ancora il mondo e manda me e te affinché siamo il suo amore e la sua compassione verso i poveri". Ogni mattina iniziava la giornata davanti all’Eucaristia ed usciva con la corona del Rosario tra le mani per cercare e servire il Signore in coloro che sono “non voluti, non amati, non curati”.
La Chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma: Santuario della Divina Misericordia
La Chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma, prezioso scrigno di arte e fede, è stata dedicata al culto della Divina Misericordia per volere di San Giovanni Paolo II il 1° gennaio 1994. Fin dalle origini, come oggi, è stata l’oratorio di un complesso ospedaliero. Fu fondata nel 727 dal re dei Sassoni, Ina, insieme ad un ospizio per i pellegrini della sua terra. La chiesa era chiamata “Sancta Mariæ super schola Saxonum”, e l’ospizio era detto schola Saxonum. Le scholae erano strutture assistenziali e caritative di accoglienza dei pellegrini, che numerosi accorrevano per poter pregare sulla tomba del Principe degli Apostoli. La più antica fu proprio la schola Saxonum, proprietaria di un esteso territorio oltre il Tevere, costituente un intero quartiere, detto in sassone “Burg” (borgo), nome poi rimasto per designare l’intero rione.

Più volte distrutto, il complesso della schola fu trasformato nel 1198 per volere di Papa Innocenzo III in un grande ospedale ed assunse il nome di “Santo Spirito”, essendo stato affidato ai frati ospedalieri di Santo Spirito, istituiti da Guido di Montpellier nel 1178 per la cura degli infermi. Nel 1527, durante il sacco di Roma, la furia devastatrice dei Lanzichenecchi distrusse il Complesso di Santo Spirito; rimasero in piedi solo l’ospedale e la torre campanaria del 1475, volute da Papa Sisto IV e ancora oggi sussistenti. Nel 1538, Papa Paolo III affidò la ricostruzione all’architetto Antonio da Sangallo il Giovane, che diede l’assetto attuale alla Chiesa con il nuovo titolo di “Santo Spirito in Sassia”; la fabbrica dell’intero Complesso ebbe termine nel 1590 grazie a Papa Sisto V.
Architettura e Opere d'Arte
Entrando nello spazio sacro della chiesa, troviamo una grandiosa e luminosa navata absidata con cinque cappelle semicircolari per lato, sormontata dal prezioso soffitto ligneo di Antonio da Sangallo. Nel 1582 Jacopo Zucchi, allievo di Giorgio Vasari, fu chiamato ad affrescare il presbiterio e l’abside. Nel catino absidale viene rappresentato il Redentore glorioso sulle nubi. Sotto il Cristo, santi e angeli fanno da corona alla splendente colomba dello Spirito Santo, pronta a discendere nella tribuna sottostante, dove un’ampia cornice prospettica, formata da preziose colonne ed archi, costituisce il degno sfondo alla rappresentazione della Pentecoste. Maria è al centro dell’ampio cortile ed è contornata da più di 70 figure tra Apostoli e discepoli. L’elegante cortile richiama l’antico tempio di Gerusalemme, sostituito dal nuovo Tempio, il Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa.
Sopra l’altare maggiore del 1600 si erge l’elegante tabernacolo sorretto da due angeli adoranti in legno dorato, opera dello scultore Monsù Lorenzo Tedesco. Nella terza cappella di destra, due maestosi angeli, recanti sul capo cesti di fiori, fanno da cornice alla splendida pala d’altare di Gesù Misericordioso, opera del pittore P. Moskal di Cracovia, donata il 23 aprile 1995, dal Santo Padre Giovanni Paolo II. Sul lato destro dell’altare un prezioso reliquiario conserva le reliquie di Santa Faustina. Alle suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, consorelle della Santa, è stata affidata la cura materiale e soprattutto quella spirituale di questo santuario. Nella quarta cappella, al lato sinistro della navata, un maestoso ritratto di San Giovanni Paolo II ha preso il posto dell’antica pala d’altare raffigurante la Deposizione, opera di Livio Agresti.
Nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia si innalza ogni giorno la preziosa preghiera della Coroncina alla Divina Misericordia, insegnata da Gesù a santa Faustina, eredità affidata alla Chiesa per la salvezza del mondo.