La Crocifissione di Antonello da Messina alla National Gallery di Londra

Introduzione all'Opera

“La Crocifissione” è un dipinto autografo di Antonello da Messina, realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1475 (?). L'opera misura 42 x 25,5 cm ed è attualmente conservata presso la National Gallery di Londra.

Descrizione e Iconografia

Il corpo di Cristo pende languidamente dalla Croce; il tormento della sua crocifissione è quasi terminato. Egli è sostenuto nei suoi ultimi momenti dalla Vergine Maria e dal suo discepolo Giovanni Evangelista.

Antonello ha composto il quadro con un punto di vista basso, quasi come se l'osservatore guardasse un Crocifisso posto su un altare. Questa associazione serve a ricordare che la morte di Cristo sarebbe stata celebrata dalla Chiesa Cristiana come un atto di salvezza.

Il Cristo, di tipo patiens, è appeso alla croce con quattro chiodi (due e non uno ai piedi, secondo il tipo pre-giottesco), ed ha la testa barbuta reclinata, con i capelli che ricadono in qualche ciocca sulla spalla sinistra. Dietro la straziante scena principale, viene raffigurato un serenissimo paesaggio.

La presenza di figure ai piedi della croce rendeva tradizionalmente difficile inarcare il corpo di Cristo, secondo l'iconografia che si era imposta da opere come il Crocifisso di Frate Elia di Giunta in poi. Tuttavia, l'artista ovviò al problema arretrando le gambe e arcuandole più che mai, fino a spostare i piedi all'estremità del soppedaneo, sfruttando ogni singolo centimetro disponibile accanto al corpo concavo di Maria.

Crocifissione di Antonello da Messina: un dipinto che mostra Cristo sulla croce, affiancato dalla Vergine Maria e San Giovanni Evangelista, con un paesaggio sereno sullo sfondo.

Tecnica e Datazione

La tavola si presenta con un cartiglio dipinto, assai ripreso, in basso al centro, con la scritta “147(?) / antonellus messaneus / me pinxit”. Secondo il Bottari, Davies (Catalogo. 1951) ed altri studiosi, l’ultima cifra - non troppo leggibile, che indica la datazione - può essere interpretata come un 7, suggerendo il 1475 come probabile anno di realizzazione dell'opera.

Provenienza e Storia del Cartiglio

Il dipinto ha una storia di proprietà documentata: fu lasciato nel 1848 dal marchese di Bute alla marchesa di Waterfold, la quale lo vendette nel 1884 a Clarhe Fund.

È interessante notare che, al momento della vendita nel 1884, il cartiglio con la data e la firma dell’artista si trovava sul verso dell’opera. Successivamente, venne collocato sul recto, sopra un piccolo riporto (due centimetri) di legno nuovo.

Influenze Nordiche e Innovazioni Tecniche

“La Crocifissione” di Antonello mostra un debito verso le versioni nordeuropee di questo soggetto, in particolare quelle di Jan van Eyck e di altri pittori dei Paesi Bassi. Queste opere erano spesso dipinte su piccola scala, con il corpo esile di Cristo isolato in alto sopra le figure sottostanti e davanti a un vasto sfondo paesaggistico.

I collegamenti con l’Olanda influenzarono profondamente la pittura veneziana del XV secolo, e Antonello da Messina ne fu un protagonista. Antonello aveva appreso le tecniche di pittura ad olio olandesi nella natia Sicilia, ma, tra il 1475 e il 1476, vedendo le numerose immagini importate dai veneziani dai Paesi Bassi, fu ulteriormente incoraggiato a emulare il loro dettagliato naturalismo e, in particolare, la caratterizzazione audace e dominante della presenza nei ritratti.

Dettaglio del paesaggio in secondo piano della Crocifissione di Antonello da Messina, evidenziando il naturalismo.

La pittura fiamminga nel Quattrocento

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