Alessandro Sallusti: confessioni sulla politica e scontri con Renzi

Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, è stato ospite del programma 'La Confessione' condotto da Peter Gomez, in onda venerdì 11 maggio alle 23 su Nove. Durante la sua partecipazione, Sallusti ha condiviso aneddoti significativi legati alla discesa in politica di Silvio Berlusconi e a un acceso alterco con l'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

La decisione di Silvio Berlusconi di scendere in campo

L'intervista ha preso le mosse da una dichiarazione di Fedele Confalonieri, Presidente di Mediaset, il quale avrebbe affermato: "Se Berlusconi non fosse sceso in politica, oggi saremmo sotto un ponte o in galera". Peter Gomez ha chiesto a Sallusti la veridicità di tale affermazione.

Sallusti ha espresso la sua opinione, sostenendo che Berlusconi dovesse essere fermato perché stava diventando pericoloso. Ha poi raccontato un aneddoto che gli fu riferito da Ennio Doris, capo di Mediolanum e uno dei più stretti collaboratori di Berlusconi.

L'episodio risale ai primi anni '90, durante una riunione ad Arcore. Il gruppo, sebbene in crescita, si trovava in una situazione di forte indebitamento e affrontava diverse difficoltà. In quel frangente, squillò il telefono vicino al tavolo. Berlusconi, infastidito per non voler essere disturbato, andò a rispondere. Dopo aver pronunciato frasi come "Sì, sì, sì presidente, va bene presidente", chiuse la cornetta e, come descritto da Sallusti, si mise letteralmente in ginocchio per tornare al tavolo.

Una volta inginocchiato, Berlusconi si rivolse ai presenti con una dichiarazione che segnò un momento cruciale: "Signori, questa è l’ultima volta che mi vedrete in ginocchio di fronte alla politica. D’ora in poi la faremo noi". Questo momento, secondo il racconto del giornalista, cambiò il destino dell'Italia.

Immagine di Silvio Berlusconi che parla in pubblico

L'alterco con Matteo Renzi

Un altro momento saliente della confessione di Sallusti ha riguardato un presunto alterco con Matteo Renzi. Il conduttore Peter Gomez ha ricordato al direttore de Il Giornale di aver raccontato di aver ricevuto una telefonata minatoria da Renzi mentre quest'ultimo era Presidente del Consiglio.

Sallusti ha dettagliato l'accaduto, iniziando dal principio: una vigilia di Natale, quando il suo cellulare squillò. Dall'altra parte della linea c'era Palazzo Chigi, con la richiesta di passare la linea al Presidente.

"Buongiorno presidente, come sta?" chiese Sallusti. La risposta di Renzi fu immediata e carica di rabbia: "Come sto un cazzo, tu sei un bastardo". Di fronte all'incredulità di Sallusti, Renzi proseguì: "Hai pubblicato sul sito una notizia…", facendo riferimento a un articolo di cui Sallusti non era inizialmente a conoscenza.

Sallusti, visibilmente colpito, tentò di stemperare gli animi, chiedendo ironicamente se si trovassero in trasmissione "Scherzi a parte". La reazione di Renzi fu ancora più veemente: "Scherzi a parte un cazzo, io vengo sotto casa e ti spacco le gambe".

A quel punto, il direttore de Il Giornale decise di reagire con fermezza: "Sai cosa c'è? Ho un rispetto sacrale del presidente del Consiglio, chiunque sia, ma se la metti su questo piano per me puoi andare a fanculo". Dopodiché, Sallusti riattaccò il telefono, interrompendo ogni comunicazione con Renzi per i successivi due anni.

Gomez ha sottolineato come un presidente del Consiglio che minaccia un giornalista in questo modo rappresenti una notizia di per sé, evidenziando la gravità dell'episodio.

Immagine di Matteo Renzi durante una conferenza stampa

La seconda stagione del programma 'La Confessione' è tornata sul canale Nove il venerdì, alle 23, subito dopo lo show satirico 'Fratelli di Crozza' di Maurizio Crozza, confermando il successo di pubblico ottenuto nella prima stagione.

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