La Chiamata dei Primi Apostoli di Gesù

Duemila anni fa, Gesù ha chiamato i suoi primi apostoli. Questi uomini speciali hanno lasciato tutto ciò che avevano e lo hanno seguito. Oggi, Gesù continua a chiamare i suoi apostoli, e questi apostoli siamo anche noi!

Gesù che chiama i primi discepoli dalla barca, con i bambini intorno che osservano

Chi Erano i Discepoli e gli Apostoli?

Molte persone seguirono Gesù e questi seguaci erano chiamati discepoli. I discepoli erano molti, ma Gesù scelse dodici uomini come suoi seguaci speciali. Questi dodici sono conosciuti come gli Apostoli.

Gli Apostoli non erano persone speciali per la loro bravura o perché avevano studiato tanto, ma perché avevano scelto di seguire il Signore con tutto il cuore. Non sapevano esattamente cosa sarebbe successo seguendo Gesù, ma erano pronti a lasciare il loro lavoro e la vita che conoscevano per servire questo Maestro. Facendo così, hanno ricevuto una vita nuova e piena di significato.

I Primi Incontri con Gesù

Il Ruolo di Giovanni Battista

Dopo aver trascorso quaranta giorni nel deserto dopo il suo battesimo, Gesù tornò nella zona del fiume Giordano. Lì, Giovanni Battista stava ancora predicando e molte persone erano diventate suoi discepoli, o allievi. Giovanni Battista non si preoccupava della sua popolarità; voleva che le persone che gli insegnavano seguissero Gesù.

La Chiamata di Andrea e Pietro (Secondo il Vangelo di Giovanni)

Fu Giovanni Battista stesso a indicare Gesù ad Andrea e a un altro discepolo (che tradizionalmente si pensa fosse Giovanni, figlio di Zebedeo). Andrea e suo fratello Simone Pietro erano discepoli di Giovanni e furono tra i primi discepoli chiamati da Gesù. Andrea sentì parlare per primo di Gesù e poi andò a prendere suo fratello Simone (Giovanni 1:40-41).

Pietro e Andrea, figli di Giovanni, erano nati a Betsaida e poi si erano stabiliti insieme in una casa nella città di Cafarnao. Erano pescatori e lavoravano insieme a Giacomo e Giovanni.

Simone era già conosciuto con il nome di "Pietro", un nome greco. Gesù gli dice che sarà chiamato "Cefa", che è la traduzione aramaica di Pietro e significa "roccia" (Gv 1, 42). Questo nome avrebbe avuto un significato importante più avanti, quando Gesù avrebbe usato il nome di Pietro per insegnare una lezione sul Regno (Matteo 16:18). Pietro è citato nei Vangeli e negli Atti più di ogni altro apostolo.

Simone, chiamato anche Simon Pietro o Cefa, era un leader naturale e spesso parlava a nome dei dodici. Era il più anziano dei due fratelli ed era anche l'unico discepolo sposato (Luca 4:38). Sappiamo che sua moglie viaggiava con lui quando era in missione (1 Cor 9,5). Il suo compito speciale era portare il Vangelo ai circoncisi.

Illustrazione della chiamata di Pietro e Andrea mentre pescano

La Chiamata dei Pescatori (Secondo i Vangeli Sinottici)

Secondo i Vangeli di Matteo e Marco (chiamati sinottici), Gesù scelse i suoi primi apostoli in Galilea, vicino al Lago di Tiberiade (chiamato anche Lago di Genèsaret o mare di Galilea), proprio all'inizio della sua missione.

I primi quattro discepoli a essere chiamati furono due coppie di fratelli: Andrea, Pietro, Giacomo e Giovanni. Gesù li vide mentre facevano il loro lavoro di pescatori e li invitò ad andare con lui. Loro, lasciando le loro reti e la loro barca, lo seguirono subito.

Il Vangelo di Matteo racconta:

«Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.» (Matteo 4:18-22)

Anche se ci sono piccole differenze tra i racconti dei Vangeli (ad esempio, uno parla prima dell'incontro con Giovanni Battista e l'altro della chiamata al lago), gli studiosi pensano che queste storie non si contraddicano. È possibile che il primo incontro di Gesù con Andrea, Pietro e Giovanni sia avvenuto a Betania, come racconta il Vangelo di Giovanni, e poi, in un secondo momento, la chiamata vera e propria sia avvenuta in Galilea, come descrivono i Vangeli sinottici.

Seguitemi vi farò pescatori di uomini

Il Significato Profondo della Chiamata

Lasciare Tutto per Seguire Gesù

L'episodio della chiamata dei primi discepoli non è solo una cronaca di ciò che è successo, ma ha un significato molto profondo per noi. I Vangeli sinottici ci dicono che Gesù chiama le persone a seguirlo proprio dove si trovano, nella loro vita di ogni giorno. Diventare discepoli di Gesù significa essere pronti a lasciare il tipo di vita che si conduceva fino a quel momento: le cose che prima sembravano importantissime diventano secondarie. L'identità di chi viene chiamato rimane, ma cambia lo scopo delle sue azioni.

La chiamata di Gesù è un po' come quella rivolta ad Abramo tanto tempo fa: è un invito a mettersi in cammino, senza sapere esattamente dove ci porterà, a intraprendere un'avventura senza conoscere subito l'esito o il compito preciso che ci verrà affidato. È una chiamata a scoprire, un passo alla volta, come essere, insieme ad altri, gli occhi, le orecchie, le mani, i piedi, la mente e, soprattutto, il cuore di Dio per il mondo. È rendere concreto il sogno di Dio per tutti.

Fiducia e Ricerca Personale

Il Vangelo di Giovanni ci mostra che i primi discepoli di Gesù erano uomini in ricerca, che aspettavano da tanto tempo l'arrivo del Messia e del Regno di Dio. Partendo dall'indicazione di Giovanni Battista, che aveva il compito di preparare la strada a Gesù e di mostrarlo alle persone, in loro nacque il desiderio di un incontro personale con Gesù.

Con la domanda «che cercate?» Gesù li invitò a capire meglio cosa volessero davvero. Loro risposero con un'altra domanda: «dove abiti?». Volevano sapere chi fosse Gesù e da quale famiglia venisse, cose importanti per la gente di quel tempo. Invece di dare una risposta diretta, Gesù li invitò ad "andare con lui", cioè a fidarsi, una condizione essenziale per far crescere il loro rapporto.

Essere "Pescatori di Uomini"

L'idea di "pescare la gente" è una metafora che i bambini non sempre capiscono subito, ma possono comprendere il concetto di tendere la mano agli altri e di seguire gli insegnamenti di Gesù. L'obiettivo è seguire le orme di Cristo e parlare di Lui agli altri, aiutandoli a scoprire la sua amicizia.

Dio Ha Bisogno di Noi

Per potersi esprimere e agire, Dio ha bisogno di noi. Pensate a Gesù: con cosa sentiva compassione se non con il suo cuore? Come guariva se non con il tocco delle sue mani? Come andava da un villaggio all'altro se non con i suoi piedi? Come insegnava se non con le sue labbra? I Vangeli ci mostrano un Gesù che mangia, dorme, parla, cammina, sente. Per farsi capire, per agire nel mondo, Dio si è "incarnato", è diventato corpo in Gesù.

Anche l'apostolo Paolo, parlando della comunità dei credenti, ha usato l'immagine del corpo. Diceva che il corpo "non si compone di un membro solo, ma di molte membra" che lavorano insieme. E aggiungeva: «Ora voi siete il corpo di Cristo» (1 Cor 12,27). Questo significa che Dio ha bisogno di noi, ma ha bisogno di noi insieme gli uni agli altri.

Il cammino che ci propone il cristianesimo non è un percorso da fare da soli, ma un cammino collettivo, che ognuno di noi è chiamato a fare in compagnia di altre persone. Proprio come un corpo ha bisogno di tutti i suoi membri per funzionare, così la comunità dei credenti ha bisogno di ognuno di noi.

Il vero discepolo di Cristo non è solo uno che ascolta la Parola di Dio, ma è anche un "inviato". Gesù manda i suoi discepoli ad annunciare la Buona Notizia e dà loro il potere di fare miracoli e segni del Regno che annunciano. La comunità è chiamata a continuare l'azione di Gesù, che libera, guarisce e salva.

La Chiamata Oggi: Siamo Tutti Apostoli

Duemila anni fa, Gesù ha chiamato i suoi apostoli e loro hanno lasciato tutto per seguirlo. Oggi, Gesù continua a chiamare i suoi apostoli, e questi apostoli siamo noi. A ciascuno e ciascuna di noi è affidato un compito, ad ognuno e ognuna è data una vocazione. Per poter parlare, per poter agire, per poter amare, per poter diventare "corpo", Dio ha bisogno di noi.

Dobbiamo lasciarci coinvolgere, proprio come i primi discepoli, dalla vicinanza di Gesù. Dobbiamo riconoscerlo vivo in mezzo a noi e sentire la sua chiamata a essere testimoni nella Chiesa e nel mondo di oggi. Ognuno di noi, a modo suo, può essere un piccolo ma importante pezzo di quel grande corpo di Cristo che porta avanti il suo amore nel mondo.

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