Le Chiese di Santa Rita da Cascia a Roma: Storia e Architettura

La figura di Santa Rita da Cascia, Margherita Lotti (1381-1457), è una delle sante più venerate della tradizione cattolica, inclusa tra i beati per la sua esemplare condotta e i prodigi a lei attribuiti. Dopo 18 anni di un matrimonio travagliato e violento, la sua esemplare condotta spinse il marito a convertirsi. In un periodo di lotte comunali intestine il marito fu ucciso dalla famiglia dei Casciani; “Margherita”, per evitare sanguinose e infinite vendette trasversali, perdonò i propri compaesani e trovò accoglienza nel Monastero delle Suore Agostiniane di Maria Maddalena. Nel 1442, la notte del Venerdì Santo, ricevette le stimmate da una spina della corona del Crocefisso, che secondo la tradizione, le si conficcò in fronte. La sua devozione ha ispirato la costruzione di diverse chiese, tra cui due significative a Roma, la cui storia è profondamente legata allo sviluppo urbanistico della città.

La Chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli: Dalle Pendici del Campidoglio a Via del Teatro Marcello

La storia più complessa e affascinante è quella della Chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli. Sorta sulla preesistente chiesa di S. Biagio de Mercatello, situata originariamente ai piedi della scalinata dell’Aracoeli, nella scomparsa Via della Pedacchia, la chiesa fu concessa nel 1658 da Papa Alessandro VII Chigi alla Confraternita della Santissima Spina della Corona di Nostro Signore Gesù Cristo. Fondata da Monsignor Cruciano da Cascia, la Confraternita dedicò l'edificio a Santa Rita da Cascia. La ricostruzione della chiesa fu affidata al celebre architetto Carlo Fontana.

Ricostruzione storica della chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli nella sua ubicazione originale

Le Demolizioni e la Ricostruzione

La chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli subì un destino travagliato a causa delle grandi trasformazioni urbanistiche di Roma. Nel 1904, la chiesa, alle pendici del Campidoglio, fu "smontata" (dismantled) per far posto alla costruzione del Monumento a Vittorio Emanuele II. Le demolizioni proseguirono, e nel 1928 l'edificio fu completamente demolito in seguito agli interventi nella zona per l’apertura della Via del Mare, l’attuale Via del Teatro Marcello.

Tuttavia, il tempio non andò perduto. Su proposta dell’architetto Vincenzo Fasolo, la chiesa fu fedelmente ricostruita in Via Montanara (l'attuale Via del Teatro Marcello), con il prospetto originale rivolto verso il Convento delle Oblate. I lavori di ricostruzione si conclusero il 21 aprile 1940. Nel 1952, l’edificio fu affidato alla congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza, fondata da Don Orione, finché nel 1990 divenne proprietà del Comune di Roma.

Architettura della Chiesa Ricostruita

La facciata della chiesa di Santa Rita da Cascia in Campitelli è divisa in due ordini orizzontali. Quello inferiore, più avanzato rispetto a quello sovrastante, è suddiviso da paraste corinzie in tre ordini verticali. Ogni ordine presenta altrettante arcate: quella centrale, sormontata da un oculo, costituisce l’ingresso alla chiesa, mentre quelle laterali sono cieche e sormontate da finestrelle. L’ordine superiore, sul quale spiccano i monti, elementi araldici dello stemma Chigi in onore di Papa Alessandro VII, presenta un grande finestrone centrale, inquadrato da paraste, ed altre due finestre angolari.

L’interno è a pianta ottagonale preceduta da un piccolo atrio fiancheggiato da due vani rettangolari. La volta a botte lunettata con cornici in stucco e le paraste corinzie alle pareti ne rifiniscono le superfici. Nella controfacciata si trova un organo in legno scolpito e dorato.

Fotografia attuale della facciata della Chiesa di Santa Rita da Cascia in Via del Teatro Marcello

La Chiesa di Santa Rita da Cascia alle Vergini: Il Rifugio Temporaneo

Nel rione Trevi a Roma si trova un'altra significativa chiesa dedicata a Santa Rita: la Chiesa di Santa Rita da Cascia alle Vergini, situata in Via delle Vergini (angolo Via dell’Umiltà), vicinissima alla Fontana di Trevi. Questa chiesa, uno dei piccoli capolavori del barocco romano, fu costruita nel 1615 sul luogo di una già esistente chiesa con il titolo di Santa Maria delle Vergini e fu affidata alle cure delle monache agostiniane del vicino Collegio della Madonna del Rifugio.

Santa Rita, patrona delle cause impossibili

Storia e Sviluppo

Solo pochi anni dopo la costruzione iniziale, le monache incaricarono Francesco Peparelli di ricostruire e ingrandire l’edificio, già insufficiente per le esigenze della loro comunità. Vent’anni dopo fu ricostruita e ingrandita, mentre nel 1660 fu terminato il convento, sotto la direzione dell’architetto Domenico Castelli. La facciata, compiuta nel 1696, fu progettata da Mattia de’ Rossi. Alla fine del Seicento, il monastero delle Agostiniane si componeva di due lunghi corpi di fabbrica ad angolo tra via delle Vergini e via dell’Umiltà, saldati assieme dalla Chiesa; all’interno vi era un grande giardino con porticato.

Nel 1871, con la fine del dominio temporale pontificio dopo la Breccia di Porta Pia, il Monastero delle Agostiniane con l’annessa Cappella furono requisiti dallo Stato e le Monache allontanate. Il complesso passò quindi al Demanio. La Chiesa rimase al Vicariato e nel 1904 fu affidata in gestione all’Arciconfraternita della Santa Spina della Corona di Nostro Signore Gesù Cristo e di Santa Rita da Cascia. Questa avvenne in sostituzione della chiesa ai piedi del Campidoglio (quella in Campitelli), dove la confraternita aveva avuto la sua prima sede e che sarebbe stata demolita di lì a poco per l’apertura della via del Mare.

Caratteristiche Artistiche

Una graziosa e semplice facciata introduce a un interno con pianta a croce greca e cupola centrale, riccamente decorato con affreschi e stucchi tardo-seicenteschi (di Filippo Carcani). La ricca decorazione tardo-seicentesca con stucchi e affreschi è ben conservata. Una schiera di santi e angeli popola i begli affreschi della cupola che raffigurano la Gloria del Paradiso, attribuiti al pittore Michelangelo Ricciolini (1695 circa). Il sottarco della cappella maggiore con la Santissima Trinità è opera di Ludovico Gimignani.

Sull’altare destro è il dipinto di Pietro Lucatelli, seguace di Pietro da Cortona, con Sant’Agostino e Santa Monica. Le statue in stucco di S. Agostino (a destra) e San Giuseppe col Bambino sono di Filippo Cercani. Sull’altare di sinistra è il dipinto Cristo e la Maddalena di Giovanni Battista Mercati. Notevole anche l’altare maggiore, collocato all’interno di un baldacchino con statue di angeli. Nel 1912, una delle cappelle a sinistra dell’ingresso (Cappella della Madonna di Lourdes) fu ricostruita per riprodurre l’interno di una grotta. Nel giorno della festa della santa, il 22 maggio, la chiesa si trasforma in un giardino di rose, che vengono benedette e distribuite ai fedeli.

Interno della Chiesa di Santa Rita da Cascia alle Vergini con dettagli degli affreschi

La Basilica di Santa Rita da Cascia (Cascia)

Per completezza, è importante menzionare la Basilica di Santa Rita da Cascia, situata nella città natale della santa, in Umbria. La prima pietra di questa imponente basilica fu posta il 20 giugno del 1937, e solo dieci anni più tardi, il 18 maggio del 1947, l’edificio fu consacrato. L’aspetto attuale si deve alla volontà di Papa Pio XII e all’opera prima del Mons. Spirito Chiapetta e poi degli architetti Martinenghi e Calori.

La Basilica, rivestita di travertino bianco tipico delle cave di Tivoli, presenta un impianto a croce greca con quattro grandi absidi laterali e cupola centrale a dominare il presbiterio. Numerosi artisti moderni di indiscutibile fama hanno partecipato alla realizzazione dell’edificio e degli arredi; le mura sono affrescate fra gli altri da Luigi Montanarini, Luigi Filocamo, Silvio Consadori e Gisberto Ceracchini. Le suppellettili sacre e l’altare maggiore sono opera di Giacomo Manzù. Cesarino Vincenzi di Bologna è l’autore del quadro ad olio della Maddalena, dell’affresco del San Giuseppe nell’ingresso della Basilica e del bel soffitto ad affresco della sagrestia.

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