L'Altare Maggiore della Basilica di Superga: Storia, Arte e Fede

La Basilica di Superga, situata sulla sommità del colle che domina Torino, è ben più di un monumento architettonico: è il simbolo di un legame indissolubile fra storia, fede e cultura. Filippo Juvarra concepì un edificio monumentale che fondesse armoniosamente l’arte barocca con la solennità di una chiesa votiva. La Basilica di Superga non è solo un capolavoro artistico, ma anche un luogo profondamente legato alla storia sabauda, offrendo un’esperienza che unisce arte, storia e spiritualità.

Veduta esterna della Basilica di Superga con il suo contesto panoramico

La Commissione e il Contesto Storico della Basilica

La Basilica fu commissionata dal Duca di Savoia Vittorio Amedeo II come voto di liberazione dopo la vittoria del 1706 sull'esercito francese e realizzata tra il 1717 e il 1731 sotto la direzione dell’architetto Filippo Juvarra. Questo luogo sacro è dedicato alla Natività di Maria e accoglie le tombe di Casa Savoia, racchiudendo al suo interno numerose opere d’arte di inestimabile valore.

Superga, all'epoca, era una deserta collina boscosa. Il 2 settembre del 1706, il Duca Vittorio Amedeo II, insieme al cugino Principe Eugenio di Savoia-Carignano, giunse sul colle per osservare il campo di battaglia dell'assedio di Torino. Dopo aver concertato il piano d'attacco, i due condottieri pregarono nella piccola chiesetta esistente in loco, dove il Duca fece voto dinanzi a una statua lignea secentesca della Vergine (ancora oggi conservata nella Cappella del Voto) che, in caso di vittoria, avrebbe eretto sul colle un magnifico tempio a lei dedicato. Il 7 settembre, grazie anche all'eroico sacrificio di Pietro Micca, l'esercito francese fu sconfitto in maniera definitiva. Nel 1717, dieci anni dopo la disastrosa guerra, Vittorio Amedeo II adempì al suo voto, ponendo la prima pietra della grande Basilica. L'opera fu inaugurata e aperta al pubblico con una solenne cerimonia il 1° novembre 1731.

Architettura Interna e le Cappellette

L'interno della Basilica, concepito come un vasto e luminosissimo invaso, è solenne e a pianta circolare, sormontato da una cupola a doppia volta, sorretta da otto colonne e illuminata da altrettanti finestroni. La cupola è composta da due calotte sovrapposte, una interna, il cui spessore si riduce progressivamente, e una esterna, rialzata. Per alleggerire la struttura, Juvarra svuotò lo spazio tra le due calotte, collegandole nell’intercapedine con una serie di arconi, e inserì otto finestre a tutta altezza lungo il tamburo, oltre a ulteriori aperture ellittiche alla base dei costoloni.

La pianta della chiesa è un ottagono irregolare che si prolunga verso lo spazio quadrato del presbiterio, delimitato da una bassa cupola e caratterizzato da due espansioni laterali a sezione rettangolare, destinate ai banchi dei canonici e alle tribune dell’organo e dei cantori. Dall’aula centrale si aprono due ampie cappelle laterali e, sulle diagonali, altre quattro di dimensioni più limitate. Le cappelle principali celebrano il culto mariano, presentando bassorilievi marmorei dell’Annunciazione a sinistra e della Natività di Maria a destra. Proprio alla Natività di Maria è dedicata la Basilica e, ogni anno, l’8 settembre si svolgono solenni celebrazioni. Le cappelle sono inoltre ornate da pitture e sculture di artisti quali Claudio Francesco Beaumont, Sebastiano Ricci, Carlo Antonio Tantardini, Bernardino Cametti e Agostino Cornacchini.

Interno della Basilica di Superga, con un focus sul presbiterio

L'Altare Maggiore: Dettagli e Simbolismo

Il cuore del presbiterio è l’Altare Maggiore, la cui imponente cornice fu disegnata da Filippo Juvarra. Il fondale è arricchito da un magnifico altorilievo in marmo bianco, opera dello scultore Bernardino Cametti (1669-1736).

La Commissione e la Realizzazione dell'Altorilievo

La pala dell’altare maggiore fu commissionata da Juvarra a Cametti nel 1729, con precise istruzioni sul soggetto, e l’opera fu terminata nel 1731. Realizzato in marmo bianco di Carrara, l'altorilievo celebra la gloriosa battaglia per la liberazione di Torino.

Il Soggetto e la sua Rappresentazione

L'opera rappresenta il Beato Amedeo di Savoia che intercede in preghiera presso la Madonna con il Bambino per la vittoria nella battaglia di Torino del 7 settembre 1706. Il Beato, raffigurato con profonda devozione, indica la battaglia che infuria nella parte bassa dell’opera, con la città di Torino sullo sfondo. La disposizione diagonale-ascensionale del soggetto conferisce movimento e leggerezza alla composizione, richiamando l’ascensione della preghiera verso la Vergine. I giochi di luce e ombra generati dal marmo monocromo sono di suggestiva bellezza, forse più efficaci di quelli ottenibili con opere policrome, esaltando la drammaticità e la spiritualità della scena.

Il Beato Amedeo IX di Savoia

Amedeo IX, Duca di Savoia e Conte di Aosta (1435-1472), fu uomo di profonda fede e terziario francescano. Amatissimo dal popolo, si distinse per il suo impegno nel sostenere i poveri e i bisognosi, incarnando un esempio di carità e devozione.

Dettaglio dell'altorilievo dell'Altare Maggiore della Basilica di Superga

La Cappella del Voto

Alla sinistra dell’Altare Maggiore si accede alla Cappella del Voto, un luogo che invita al raccoglimento e alla preghiera. Questa cappella è dedicata alla Beata Vergine di Superga e conserva al suo interno la statua lignea della Madonna delle Grazie, risalente al 1624. Fu proprio davanti a questa statua - un tempo collocata nella chiesetta in cima alla collina - che il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia si affidò il 2 settembre 1706, formulando il suo voto per la vittoria nella battaglia. La statua è circondata da numerosi ex-voto, testimonianza della riconoscenza di coloro che hanno richiesto l'intercessione della Madonna di Superga. Si ritiene che questa statua della Madonna sia la stessa donata alla preesistente parrocchia di Superga dal Comune di Torino nel 1624.

Le Tombe Reali di Casa Savoia

Nei sotterranei del complesso barocco fu realizzato un grande mausoleo a più vani, che ospita i sepolcri di 58 membri di Casa Savoia, inclusi tutti i re da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto, le regine e numerosi principi dal Settecento in poi. Il complesso delle Tombe Reali, già previsto da Juvarra, fu sistemato definitivamente tra il 1773 e il 1778 ad opera di Francesco Martinez, nipote di Juvarra, in collaborazione con gli architetti Carlo Amedeo Rana, Bosio e Ravelli, e fu inaugurato dal re Vittorio Amedeo III. Al centro della cappella centrale, con pianta a croce e rivestita di marmi e stucchi dorati, si trova il sepolcro di Re Carlo Alberto, ultimo Re di Sardegna. Agli angoli smussati di questa cappella si trovano le statue della Fede, della Carità, della Speranza e del Genio delle Arti, opere di Ignazio e Filippo Collino (1778). In cappelle laterali riposano le spoglie di re come Vittorio Amedeo II, Carlo Emanuele III, Vittorio Amedeo III e Vittorio Emanuele I. Nella cripta delle regine, di particolare rilievo sono i monumenti a Maria Adelaide d'Austria e a Maria Vittoria duchessa d'Aosta, entrambi di Pietro Della Vedova. Tra le altre regine qui sepolte figurano Maria Teresa di Lorena, Maria Clotilde di Savoia e Maria Pia regina del Portogallo. In tempi più recenti, nel 2021 fu sepolto Amedeo di Savoia-Aosta e vi sarà sepolto Vittorio Emanuele di Savoia.

La Tragedia del Grande Torino

La Basilica è tristemente conosciuta anche per un evento tragico: il 4 maggio 1949, l’aereo che trasportava la squadra calcistica del Torino, di ritorno da una partita a Lisbona, a causa della fitta nebbia si schiantò contro il muraglione dietro la Basilica, causando la morte delle trentuno persone a bordo, tra cui l'intera squadra granata, i sei accompagnatori e l’equipaggio. Al di là della fede sportiva, i visitatori di Superga non mancano mai di fare una breve visita al luogo della sciagura, dove una lapide con una croce di marmo ricorda l’accaduto. Ogni anno, nell’anniversario, viene celebrata una Santa Messa in memoria delle vittime.

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