Il concetto dell'Immacolata Concezione occupa un posto centrale nella devozione mariana cattolica, simboleggiando la purezza originaria di Maria fin dal suo concepimento. Questo dogma, proclamato da Papa Pio IX l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, è stato spesso anticipato e rappresentato nell'arte sacra attraverso i secoli.
Il giornalista e vaticanista Marco Tosatti, attraverso le sue analisi e i suoi scritti, ha affrontato diverse tematiche legate alla Chiesa cattolica, includendo aspetti della devozione mariana, le apparizioni di Fatima e le vicende complesse di istituti religiosi come i Frati Francescani dell'Immacolata, contribuendo a fornire un quadro dettagliato delle dinamiche interne e delle sfide contemporanee.
Devozione Mariana e la Rappresentazione dell'Immacolata
La devozione a Maria, spesso manifestata attraverso le cosiddette "Madonnelle", è diffusa in molte aree a maggioranza cattolica. Ad esempio, nel borgo di Monte Santa Maria, lungo due viuzze che fungono da corsi principali, si trova la piccola chiesa di Santa Maria Assunta, sempre chiusa, ma salutata da molti gatti. A pochi passi dall'ingresso del paese, incastonata tra le pietre e incorniciata di rose e fiori, illuminata da lumini, si ammira una stupenda statuina della Madonna in forma di delicata Immacolata Concezione.
Essa è raffigurata in candide vesti e manto azzurro, con cherubini ai piedi e una falce di luna, capelli lunghi e sciolti sul dorso e le mani incrociate sul petto. La Sabina, con il suo paesaggio incantevole cantato da Ovidio, sembra ritrovare la sua armonia divina sotto il manto di Maria, presente in diverse forme ad ogni angolo del paese. Anche a Roma, le "Madonnelle" sono numerose, superando le 500 unità, di cui cinque solo nel Rione Monti, dove una delle più belle è in Via Sant’Agata dei Goti, 5, raffigurata come Madonna della Pietà con gli occhi al cielo. Tuttavia, le rappresentazioni dell'Immacolata Concezione in questa forma sono ritenute rare a Roma.
Un'immagine di Maria Immacolata, stretta all'antica devozione di Maria Bambina, si trova in una chiesa all'interno del Convento delle Maestre Pie Filippini, vicino a Piazza Venezia. Maria Bambina è stata incontrata anche nella parrocchia della Madonna dei Monti, in vestina azzurra e rosa, inginocchiata e pia. Una rappresentazione ancor più sorprendente si trova nella chiesa di Santa Maria in Campitelli: un quadro di Luca Giordano, "La vocazione della Vergine", che mostra Maria bambina in braccio a sua madre, con Dio che invia il dardo dello Spirito Santo in guisa di Croce. A Venezia, nella Chiesa di Santa Maria della Salute, Luca Giordano ritrae Maria, come nell'affresco della Madonna dei Monti, durante la sua presentazione al tempio, con boccoli biondi, manto azzurro e un'aureola.

Il Messaggio di Fatima e il Cuore Immacolato di Maria
Il messaggio delle sei apparizioni mariane succedutesi a Cova da Iria, Fatima, in Portogallo, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917, e le parole rivolte ai bambini Lúcia de Jesus Santos, Francesco e Giacinta Marto da un Angelo, possono essere sintetizzate con la parabola evangelica del figlio prodigo. La Madonna constata l'abbandono di Dio da parte dell'umanità storica, indica nella diffusione del comunismo il castigo per le offese a Dio, e invita alla conversione attraverso la penitenza, unica alternativa alla persecuzione e al martirio subiti dalla Chiesa.
Questo messaggio irrompe nella storia quando il mondo era coinvolto nella prima guerra mondiale, e profetizza che il comunismo avrebbe sparso i suoi errori nel mondo attraverso la Russia, non ancora bolscevica all'epoca delle apparizioni. L'Episcopato portoghese colse questo legame, come riconosciuto nella lettera pastorale collettiva pubblicata in occasione del XXV anniversario delle apparizioni.
Il Portogallo era la "Terra di Santa Maria", e nel 1646 una legge aveva riconosciuto l'Immacolata Patrona del regno. Nel 1917, la nazione subiva una forte persecuzione religiosa da parte di un governo massonico. Nel 1930, le apparizioni furono riconosciute dal vescovo di Leiria, e un colpo di Stato del 1926 aveva ristabilito la pace religiosa. Nel 1936, l'Episcopato portoghese fece voto alla Madonna di Fatima di un pellegrinaggio nazionale se avesse preservato il paese dal comunismo. Così, il 13 maggio 1938, venti tra arcivescovi e vescovi, con mille sacerdoti e cinquecentomila portoghesi, rinnovarono la consacrazione della nazione al Cuore Immacolato di Maria. Nel 1942, durante il secondo conflitto mondiale, le celebrazioni per il Giubileo di Fatima furono ancora maggiori, con la statua della Signora condotta in processione nelle principali città lusitane.
Papa Pio XII notò che dove il messaggio di penitenza e conversione viene accolto, come in Portogallo, giunge anche la pace, nonostante le obiezioni sui "costi" di questa pace. Nel 1937, mons. Alves Correia da Silva comunicò a Papa Pio XI le aspettative della Madonna, rivelate tramite suor Lucia, riguardo alla conversione della Russia attraverso la sua consacrazione ai Cuori di Gesù e di Maria. Nel 1940, suor Lucia trasmise direttamente le richieste di Maria al nuovo Pontefice, Pio XII: la diffusione della pratica dei Cinque Sabati e la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato in unione con tutti i vescovi, per ottenere la conversione di questa nazione.

L'Appello alla Conversione e Penitenza
Con la consacrazione della Chiesa e del mondo al Cuore Immacolato del 1942, il messaggio di Fatima si diffuse. La Signora chiedeva penitenza, conversione, e indicava nel comunismo il castigo terreno per un mondo che aveva abbandonato il suo Signore. L'appello comportava un cambiamento nel modo di vivere dei paesi occidentali, sempre più segnato da secolarismo e "materialismo pratico", fenomeno che il magistero della Chiesa distingueva dal materialismo teorico marxista. La Chiesa percepiva una rapida scristianizzazione e uno squilibrio tra il miglioramento tecnologico e il benessere economico e la mancata crescita della fede cristiana.
La presenza del Papa a Fatima il 13 maggio 1967, per la prima volta, davanti a due milioni di pellegrini, avrebbe potuto rappresentare l'apogeo del messaggio, ma nel Concilio Vaticano II (1962-1965) la condanna del comunismo non fu ribadita per non urtare la sensibilità della Chiesa ortodossa. Dopo la vittoria elettorale anticomunista del 18 aprile 1948, l'uomo occidentale passò rapidamente dalla povertà al benessere, ma anziché ringraziare la Provvidenza, perse la fede. Così, insegnare la dottrina cristiana non era più sufficiente, ma diventava necessario ricostruire le condizioni affinché la fede tornasse ad essere accettazione personale del disegno di salvezza.
Uscendo dalla confusione post-conciliare, il mondo cattolico scoprì di aver dimenticato l'essenziale del messaggio: la conversione e la penitenza. La Chiesa si stava purificando da un certo trionfalismo, ma l'obiettivo della conversione del mondo fu perso. Anche la penitenza perse rilievo, e passarono decenni prima che digiuno e mortificazione fossero riproposti, come veri antidoti al consumismo. Invece, l'ideologia anti-occidentale della Rivoluzione culturale del Sessantotto provocò gravi emorragie nel mondo cattolico.
Tuttavia, alcuni continuarono a pregare e fare penitenza. Il 13 maggio 1981, dopo l'attentato in Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II fu introdotto nel mistero di Fatima. Nel 1981 Fatima ritornò nel cuore della vita della Chiesa, e cinque o sette anni dopo si avverò la profezia del 1917 sulla fine della persecuzione da parte della Russia. L'appello alla conversione e alla penitenza, rinnovato con veemenza dall'Angelo nella terza parte del segreto, rimane di drammatica attualità.
Marco Tosatti: Il Giornalista e il Vaticanista
Marco Tosatti, giornalista e scrittore nato a Genova nella seconda metà degli anni '40, divenne vaticanista de La Stampa di Torino nel 1981, seguendo gran parte dei pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. All'epoca non era credente, ma ritrovò la fede cattolica agli inizi degli anni '90. Il suo approccio al vaticanismo è quello di un giornalista che informa nel modo più veritiero e corretto possibile, indipendentemente dal gradimento dei referenti.
Tosatti ha descritto il lavoro del vaticanista come inizialmente difficile a causa della reticenza delle fonti vaticane, mentre ora il problema è opposto per l'eccesso di informazioni. Ricorda di Giovanni Paolo II l'impressione di "scrivere la storia", in particolare durante la visita alla Collina delle Croci in Lituania e l'abbraccio a un minatore in Colombia. Di Benedetto XVI, lo affascinavano la sua mitezza e l'incredibile acutezza del suo sguardo.

Il Caso dei Frati Francescani dell'Immacolata (FFI)
Origini e Carisma dell'Istituto
I Frati Francescani dell'Immacolata (FFI) sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio, riconosciuto dalla Chiesa cattolica nel 1990. La loro storia inizia il 2 agosto 1970, dopo che Padre Stefano Maria Manelli e Padre Gabriele Maria Pellettieri, frati minori conventuali, meditarono e approfondirono le Fonti Francescane e gli scritti di san Massimiliano Maria Kolbe, in risposta al Concilio Vaticano II che invitava al ritorno alle fonti originarie per un rinnovamento della vita consacrata.
La nuova casa madre fu stabilita a Frigento (AV), attigua al santuario della Beata Vergine del Buon Consiglio. La novità del loro carisma consiste nell'aver sviluppato, oltre ai voti di povertà, castità e obbedienza, un quarto voto, denominato «voto mariano», di consacrazione illimitata all'Immacolata, emesso al primo posto nella professione religiosa. Questo carisma francescano-mariano si basa sulla Regola bollata di san Francesco d'Assisi e sulla Traccia mariana di vita francescana. La rapida crescita dell'istituto portò al riconoscimento pontificio il 1º gennaio 1998.
La famiglia sorella dei frati, le Suore Francescane dell'Immacolata, sono anch'esse legate alla Regola e alla Traccia mariana, e professano il voto mariano. Sono presenti in tutti e cinque i continenti con circa 47 case e circa trecentocinquanta membri, avendo istituito anche monasteri di vita puramente contemplativa chiamati "Colombai dell'Immacolata". La "Missione dell'Immacolata Mediatrice" (MIM) è un'associazione pubblica di fedeli che vive il carisma dell'Istituto.
Il Commissariamento e le Controversie
Dal 2008, il governo dei FFI accolse con generosità il motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI, che permetteva l'uso della cosiddetta "forma straordinaria" del rito romano, promuovendolo nelle case di formazione e in altri conventi. Tuttavia, nella CIVCSVA (Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica) erano sedimentati vecchi pregiudizi contro Padre Manelli e la sua Famiglia religiosa, che si era opposta alla nascita dei FFI tra il 1989 e il 1990, salvo poi essere favorita da Giovanni Paolo II.
Nel luglio 2012, con motivazioni ambigue, partì una Visita Apostolica ai FFI. Il Visitatore, amico degli "appellanti", non visitò le case di formazione e diffuse un questionario ambiguo. Nel luglio 2013, con motivazioni ufficiali poco chiare, partì il Commissariamento. Questo fu devastante: l'uso del Vetus Ordo fu sospeso, superiori e formatori vicini ai Fondatori furono allontanati (alcuni anche all'estero) e sostituiti con frati del partito "golpista". Le giustificazioni e le difese dei frati e dei fondatori non furono considerate dall'Autorità ecclesiastica. Molti frati e suore fuoriuscirono, e le vocazioni europee si azzerarono. Finora, è la Magistratura laica che in qualche modo sta dando ragione a P. Manelli.
Il decreto della Congregazione presieduta dal Cardinale João Braz de Aviz intaccò il divieto ai frati di celebrare la messa secondo la forma straordinaria del rito romano, contraddicendo le disposizioni del Summorum Pontificum. La CIVCSVA ha cercato di far pressione su P. Manelli, il quale, secondo un articolo di Marco Tosatti del 21 novembre 2016, è stato prosciolto da tutte le accuse dalle autorità civili dopo un anno di indagini del Pubblico Ministero presso il Tribunale di Avellino, con conseguente archiviazione del procedimento. Tuttavia, le reali motivazioni del commissariamento ecclesiastico, avvenuto senza una crisi vocazionale dell'ordine, non sono ancora chiare, con l'unica accusa ecclesiastica nota di una "deriva criptolefebvriana".
Accuse e Condotta dei Fondatori
La vicenda del commissariamento è complessa e confusa, e Tosatti ha espresso il suo dispiacere per come la Chiesa ne esce. Ha sottolineato la mancanza di un'accusa formale e di una condanna da parte della Chiesa, nonostante gli strumenti a disposizione. Tosatti ha criticato l'atmosfera di "rieducazione ideologica" e di un "complotto piccolo piccolo" per impossessarsi dei beni, evidenziando l'uso "poco evangelico" di alcuni siti web dietro cui si intravede l'ombra di qualche religioso "spregiudicato".
Il Cardinal Braz de Aviz si è vantato di discendere da Re del Portogallo per via bastarda ed è stato affiliato alla Teologia della Liberazione. Sotto Giovanni Paolo II, si affiliò al movimento dei Focolari, e fu elevato a vescovo in Brasile. Le sue radici filo-comuniste rimasero intatte, come dimostra la sua visita all'ex-presidente Lula in carcere. Successivamente, fu promosso a Roma nel 2013 per guidare la Congregazione dei Religiosi, con sorpresa della Nunziatura in Brasile a causa dei "ricordi amari" lasciati nelle diocesi brasiliane, con lamentele dei preti riguardo all'ossessione economica e atteggiamenti contraddittori e scandalosi. Egli stesso ha riconosciuto una tendenza a coprire i preti con figli, perfino con un suo fratello defunto.
Già in Vaticano, sotto Benedetto XVI, Braz de Aviz divenne difensore della Leadership Conference of Women Religious degli Stati Uniti, sottoposta a Visita Apostolica per deviazioni dottrinarie. Nel maggio 2013, Aviz voleva chiudere la faccenda, nonostante i problemi dottrinali sollevati dalla CDF. Le suore americane furono perdonate da Bergoglio e la Congregazione per i Religiosi ridusse la pena ad una semplice autocritica. Questo atteggiamento di dialogo con suore "rivoluzionarie" fu scandaloso e non si ripeté con congregazioni "rigide" o tradizionali, che invece furono perseguitate e condannate, come i Francescani dell'Immacolata, "massacrati senza pietà". Si parla di oltre settanta istituti commissariati.
Mons. José Carballo, Segretario dei Religiosi, è stato protagonista di un grave dissesto finanziario in ambito religioso, portando i Francescani alla povertà non per amore di Dio. Secondo "Il Fatto Quotidiano", all'origine della bancarotta vi sarebbero "investimenti sbagliati in società legate a traffici illeciti, come quelli di droga e armi", con perdite di circa 50 milioni di euro. Carballo, allora Padre Generale, sarebbe stato responsabile di queste operazioni e, secondo voci non confermate, avrebbe firmato documenti per l'apertura di conti in Svizzera. Nonostante ciò, Carballo non è stato indagato né dalla magistratura né dal Vaticano, e ha assunto l'incarico di Segretario dei Religiosi, firmando poi un documento sulla buona amministrazione nella vita consacrata. La sua impunità solleva interrogativi.
Le residenze e le azioni dei fondatori dei FFI sono note: Padre Stefano Manelli è assegnato al convento di Albenga, mentre Padre Gabriele Pellettieri si trova a Monghidoro (BO). Contrariamente a quanto affermato da Camillo Langone a "Porta a Porta", i fondatori non sono "sconosciuti". Padre Manelli fu trasferito ad Albenga nel 2016 dal Commissario Pontificio don Sabino Ardito a causa delle sue inadempienze e pressioni esterne. Seguì una disposizione vaticana di non allontanarsi senza motivo, anche per limitare i contatti con i monasteri femminili dopo denunce di abusi. Tuttavia, P. Manelli continua a viaggiare e soggiornare presso ex suore e monasteri. I frati di Albenga rispondono con imbarazzo che "il vicepadreterno Manelli" non c'è e non sanno dove sia, alimentando la dietrologia della persecuzione vaticana. Padre Manelli è accusato di cinismo, mancanza di pudore, avidità, e distrazione del patrimonio stabile dell'Istituto. Secondo testimonianze, avrebbe introdotto suore nella sua stanza giustificando amplessi come manifestazioni di misticismo e si sarebbe fatto intestare beni e conti correnti, ricorrendo alla falsificazione testamentaria.
Padre Pellettieri, cofondatore, chiese un luogo ameno rifiutando incarichi di responsabilità o mediazione per risolvere la crisi dell'Istituto, e ha gravi responsabilità di omissione. Si sarebbe dimesso dalla presidenza, inserendo un ignaro fraticello che ha poi subito guai giudiziari. La sua autorevolezza morale avrebbe potuto pacificare la situazione, ma si è perso un'opportunità storica. I frati si vergognerebbero dei fondatori e li sconfesserebbero. Padre Stefano Manelli vuole disporre del complesso conventuale di via Boccea per insediarvi religiosi fuoriusciti dai FFI e nuovi adepti in contrasto con il pontificato di Papa Francesco e il Vaticano II. La "Casa Mariana Editrice", affidata dal Manelli dopo il commissariamento al sig. Claudio Circelli, ha mostrato irregolarità nelle proprietà. Il patrimonio stabile dell'Istituto è stato oggetto di indagini per sottrazione ai FFI. Gli inquirenti hanno scoperto proprietà che spaziano da terreni, appartamenti e ville a negozi, latifondi, emittenti radio televisive e impianti fotovoltaici, intestati al Manelli da persone che lo credevano un santo.
Le notizie sul caso sono state riportate da vari media nazionali, con discussioni sulle accuse di atti libidinosi sulle suore. L'avvocato Alfonso Saviano, padre dell'ex Suor Chiara (Giovanna Saviano), ha intimato al vescovo Mons. Gino Reali di lasciare la parrocchia di Boccea, diventata proprietà dell'Associazione Missione del Cuore Immacolato. La figlia del Saviano, ex Suor Chiara, avrebbe ricevuto un trattamento speciale in convento dopo l'avvento del padre alla presidenza di una delle associazioni, allentando il controllo sulla sua vita privata.
Dibattiti e Controversie nella Chiesa (secondo Tosatti)
Il Terzo Segreto di Fatima
Marco Tosatti è stato tra i primi a sollevare dubbi e domande riguardo allo svelamento della terza parte del segreto di Fatima, con il suo libro del 2002 intitolato Fatima. Il Segreto non svelato. Le discussioni e le polemiche non si sono mai concluse, in parte perché la Santa Sede non ha mai fornito risposte soddisfacenti. Tosatti ammette di non sapere perché Giovanni Paolo II, d'accordo con Joseph Ratzinger e Angelo Sodano, abbia deciso di rivelarne solo una parte, ma ritiene che la storia sia più ricca e ampia di come è stata raccontata, poiché non crede che la Madonna in una rivelazione possa dire "eccetera eccetera...".
La frase del cardinale Dziwisz ("Il problema è sapere che cosa ha detto la Madonna, e che cosa ha detto Suor Lucia") richiama un comunicato della Santa Sede del 1960 in cui Giovanni XXIII decise di non pubblicare la terza parte del Segreto. Tosatti ipotizza che, mentre per le prime due parti non c'erano difficoltà interpretative, per la terza parte e per eventuali messaggi aggiuntivi, esistessero o esistano problemi.
Il Sinodo sulla Famiglia e il Conclave del 2013
Tosatti ha scritto a più riprese sul suo blog, prima "San Pietro e Dintorni" e poi "Stilum Curiae", riguardo al doppio sinodo sulla famiglia. Egli sostiene di essere stato il primo a raccontare come, già nel 2014, si stesse organizzando tutto per arrivare al risultato finale, un documento ambiguo. Ha suggerito che i "gestori di questa operazione" abbiano sottovalutato l'ampiezza e la profondità della resistenza al loro piano.
Riguardo al Conclave del 2013, Tosatti ha raccontato di cene organizzate pochi giorni prima da prelati e cardinali, tra cui Jorge Mario Bergoglio, dove furono scambiate informazioni. Ha anche seguito le notizie sul conclave riportando fatti e aneddoti riguardo il "team Bergoglio" e la "mafia di San Gallo". Secondo il cardinale belga Danneels, l'elezione di Jorge Bergoglio fu frutto di riunioni segrete che cardinali e vescovi, organizzati da Carlo Maria Martini, tennero per anni a San Gallo, in Svizzera. Danneels stesso ammise di aver fatto parte di un "club segreto di cardinali" che si opponevano a Joseph Ratzinger, definendolo un "club mafia". Questa ipotesi solleva interrogativi sull'osservanza delle proibizioni di San Giovanni Paolo II nel motu proprio Universi Dominici Gregis riguardo agli accordi pre-conclave.
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