L'eredità di San Camillo de Lellis: carisma e missione delle Ancelle Missionarie Camilliane e dell'Ordine

Origini e figura di San Camillo de Lellis

San Camillo de Lellis nacque a Bucchianico (Chieti) nel 1550 e si convertì a Dio il 2 febbraio 1575. Consumò la propria vita assistendo gli infermi negli ospedali e nelle case private, perpetuando la sua opera attraverso la fondazione dell'Ordine religioso dei Ministri degli Infermi. Illustre per virtù e miracoli, morì a Roma il 14 luglio 1614.

Nel 1586, la "compagnia di uomini da bene" ottenne l’approvazione da Papa Sisto V e, nel 1591, Papa Gregorio XIV elevò il gruppo a Ordine. Il nome, scelto dal Fondatore, indica che i membri devono avere come modello Cristo, che disse: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire e dare la vita”.

Ritratto storico o iconografia di San Camillo de Lellis impegnato nell'assistenza agli infermi

L'espansione del carisma camilliano

Nei secoli successivi, accanto all'Ordine dei Ministri degli Infermi, si sono costituiti gruppi che si dedicavano alla cura dei malati, dando origine a diverse Congregazioni religiose. A partire dal 1998, con la sigla Grande Famiglia di San Camillo (G.F.S.C.), si riconoscono i diversi Istituti religiosi e secolari e le varie associazioni laicali che si ispirano al carisma del Santo e operano nella pastorale della salute.

Tra le numerose realtà nate nel tempo si annoverano:

  • Suore Terziarie Camilliane (Bologna, XVIII secolo)
  • Ministre degli Infermi (Lucca, XIX secolo, fondate dalla Beata Maria Domenica Brun Barbantini)
  • Figlie di San Camillo (fondate dal Beato Padre Luigi Tezza e Santa Giuseppina Vannini)
  • Ancelle Missionarie Camilliane, insieme ad altre congregazioni come le Ancelle dell’Incarnazione e le Kamillianische Schwestern.

Il contributo del Beato Padre Luigi Tezza

Padre Luigi Tezza, nato a Conegliano Veneto nel 1841, entrò nell'Ordine dei Ministri degli Infermi a soli 14 anni. Il 2 febbraio 1892, su incarico della Generale Consulta, fondò a Roma, insieme a Madre Giuseppina Vannini, l’Istituto delle Figlie di San Camillo. Il Beato Padre Luigi Tezza, ricco di meriti, morì a Lima (Perù) il 26 settembre 1923 ed è stato beatificato il 4 novembre 2001.

Schema cronologico della nascita dei vari rami della famiglia camilliana

Missione e vocazione al servizio dei sofferenti

La Chiesa ha riconosciuto nel carisma della misericordia verso gli infermi la missione propria dell’Ordine. La Congregazione, voluta ed accettata dalla Generale Consulta dei Ministri degli Infermi, intende vivere e operare in conformità di quel particolare carisma di carità nell'assistenza ai malati e sofferenti. I consacrati abbracciano la vocazione dell’Istituto vivendo unicamente per Dio e per Gesù Cristo Misericordioso, servendo gli infermi tramite i voti di Castità, Povertà e Obbedienza.

Testimonianza storica: tra epidemie e impegno sociale

Fedeli all'ideale del fondatore, i religiosi camilliani hanno storicamente operato anche in contesti di grave pericolo, come durante le epidemie di peste. Nei secoli XVII e successivi, centinaia di religiosi sacrificarono la propria vita per assistere gli appestati in Italia, Spagna e America Latina. Oltre alla cura sanitaria, San Camillo si distinse per l'assistenza in periodi di carestia e calamità, ponendo le basi per quello che diverrà un modello di soccorso globale.

L'impegno dei laici nella pastorale della salute

Dopo il Concilio Vaticano II, il ruolo dei laici ha assunto maggiore centralità. Tuttavia, già nel 1592 San Camillo aveva costituito un'associazione laica per collaborare con i religiosi. Oggi, il coinvolgimento di uomini e donne rimane una parte viva dell’ideale camilliano. Le opere assistenziali contemporanee, come le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), integrano l'assistenza tutelare, medica, infermieristica e riabilitativa, offrendo continuità assistenziale e calore umano alle persone fragili.

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