Un'Oasi di Pace e Spiritualità nella Laguna Gradese
L'Isola di Barbana, una piccola isola situata all’estremità orientale della suggestiva laguna di Grado, in Friuli-Venezia Giulia, è un rombo di terra dominata dal santuario mariano, con l’imponente cupola verdognola riconoscibile anche da molto lontano. Dista appena 5 chilometri dalla vivace cittadina di Grado ed è un luogo dove la natura regna sovrana e il tempo sembra scorrere a un’altra velocità, offrendo un'oasi di silenzio e misticismo. L’isola accoglie i visitatori all’approdo con un’originale bandiera, misto fra la simbologia araldica dell’ordine di San Benedetto da Norcia e la Madonna del Mare.

Le Antiche Origini: Dalla Terraferma all'Isola
L’isola di Barbana ha origini geologiche relativamente recenti. La laguna di Grado, infatti, si è formata tra il V e il VII secolo d.C. su un’area che precedentemente era occupata dalla terraferma. In questo periodo, il mare e la terra della costa giuliana subirono ripetuti avanzamenti e arretramenti che provocarono la nascita della laguna e delle sue isole. Quando il sito dell’attuale Barbana non era ancora staccato dalla terraferma, era comunque abitato da eremiti. Si ricordano i nomi di due sante figure, Barbano e Tarilesso, di cui il primo divenne poi eponimo dell’isola. Nel 734, da un documento di papa Gregorio III, si apprende che Barbana era già un’isola, ma la continua azione della laguna ha impedito la conservazione di tracce significative dei santuari più antichi.
Il Santuario Mariano: Una Storia Millenaria di Fede
La storia dell'Isola di Barbana è indissolubilmente legata al suo santuario, le cui origini si perdono nella tradizione. Secondo questa, la nascita del santuario della Madonna di Barbana risale all’anno 589 (o 582 d.C.), quando una violenta mareggiata minacciò la città di Grado. L’eccezionale evento meteorologico si inserisce probabilmente nella genesi dell’attuale laguna. Al termine della tempesta, un’immagine della Madonna, trasportata dalle acque, venne ritrovata ai piedi di un olmo (o, secondo un’altra tradizione, sui suoi rami), nei pressi delle capanne di due eremiti. Qui, il patriarca di Grado Elia fece erigere un primo sepolcro o chiesa come ringraziamento alla Madonna per aver salvato la città; oggi in questo luogo si erge la Cappella del Bosco, a memoria del santo ritrovamento.
Le Comunità Monastiche attraverso i Secoli
Attorno a Barbano si formò una prima comunità di monaci, detti i “barbaniti”, che resse il santuario per i successivi quattro secoli, fino all’anno mille. Nel frattempo Barbana era ormai diventata un’isola sulla quale chiesa e convento vennero ricostruiti più volte, a seconda delle esigenze della comunità. Attorno all’anno mille, ai barbaniti subentrarono i Benedettini che ufficiarono il santuario per cinquecento anni. Dal 1450 è documentata la presenza di frati francescani conventuali, che sostituirono i Benedettini, prima in chiave provvisoria e poi, dal 1619, in modo definitivo. Dal 1450 al 1769, l’isola passò ai frati francescani conventuali che nel 1738 eressero una nuova chiesa a tre navate. Tuttavia, nel 1769 la Repubblica di Venezia soppresse il monastero. Seguì il periodo diocesano (1769-1901), durante il quale il santuario fu affidato ai sacerdoti diocesani (prima di Udine, poi di Gorizia); in questo lasso di tempo vennero costruiti fondamentali argini di protezione e la suggestiva Cappella nel bosco. Nel 1901 i francescani minori fecero ritorno, bonificando l’area ed edificando, a partire dal 1924, l’attuale chiesa e un nuovo convento. Oggi, l'isola è nuovamente sede di una comunità stabile di Monaci Benedettini, in questo caso provenienti dalla Congregazione Benedettina del Brasile, segnando un ritorno alle origini.
Il Santuario della Madonna di Barbana (Grado)
La Chiesa Neoromanica e i Suoi Tesori Artistici
L’edificio attuale del santuario, completato negli anni ’20 del Novecento in stile neoromanico con suggestivi richiami all’architettura orientale, domina l’isola. La sua bella chiesa neoromanica fu progettata dall’architetto Silvano Barich. All’interno, l’atmosfera è di profondo raccoglimento e la chiesa conserva affreschi di gusto moderno e testimonianze artistiche dei precedenti luoghi di culto. L’altare maggiore risale agli inizi del Settecento e allo stesso secolo risalgono i pregiati altari laterali in stile veneziano.
Le Statue della Vergine e gli Ex-Voto
I tesori più preziosi custoditi nel santuario sono due statue lignee della Vergine. Tra queste spicca la “Madonna Mora”, un’affascinante scultura in legno dipinto risalente all’XI-XII secolo, che raffigura la Madonna in piedi con il Bambino, sopravvissuta a innumerevoli peripezie storiche. Un’altra statua lignea della Vergine, opera friulana della fine del Quattrocento, ha preso il posto nella venerazione dei fedeli dell’antica immagine all’origine dell’intero complesso di culto, purtroppo perduta da secoli.
Una delle esperienze più toccanti sull’isola è la visita alla sala degli Ex-Voto. Qui sono custodite centinaia di tavolette dipinte, fotografie, ricami e lamine in argento, donate nei secoli dai pescatori e dai naviganti per ringraziare la Madonna di averli salvati da naufragi, tempeste e malattie.
Il Campanile e le Sue Campane
Accanto alla chiesa svetta il possente campanile alto 48 metri. Una particolarità che pochi conoscono riguarda proprio le sue campane: al termine della Seconda Guerra Mondiale, furono realizzate fondendo i metalli riciclati dei cannoni abbandonati dai tedeschi.

Il Perdòn di Barbana: Una Tradizione Secolare
Ogni anno, proprio durante il mese di luglio, l’Isola di Barbana conosce una grande affluenza di pellegrini e visitatori. La prima domenica del mese si celebra il Perdòn di Barbana, la processione di barche da Grado all’isola. Questa ricorrenza affonda le sue radici nell’anno 1237, quando una grave pestilenza mieté vittime nella regione, decimando la popolazione di Grado. I cittadini fecero voto solenne di recarsi ogni anno in processione a Barbana se l’epidemia fosse cessata.
Durante questa giornata, un grandioso e colorato corteo di barche da pesca, imbandierate e decorate con ghirlande di fiori, parte da Grado scortando la statua della Madonna degli Angeli attraverso la laguna fino al santuario. La processione, che inizia di primo mattino, è guidata dalla “Battella”, l’imbarcazione che trasporta la statua della Madonna degli Angeli custodita nella basilica di Grado. Nell’occasione viene aperto il ponte girevole che collega Grado alla terraferma e l’autorità civile consegna un dono simbolico alla Madonna. Sull’isola di Barbana, la solenne liturgia eucaristica è presieduta da un arcivescovo, rinnovando l'antico rito.

Accoglienza e Vita sull'Isola
Per raggiungere Barbana si deve necessariamente ricorrere a un battello: un servizio regolare di navigazione che parte dal Canale della Schiusa di Grado collega l'isola, e il viaggio dura circa 20-25 minuti. Nei mesi invernali i collegamenti via mare da Grado funzionano soltanto la domenica, per poter partecipare alla liturgia della festa, mentre dalla prima domenica di aprile torneranno quotidiani fino a novembre, per consentire ai turisti di visitare questo luogo appartato e quasi deserto, ingresso di un mondo di quiete e meditazione.
Accanto al santuario sorgono la casa di esercizi spirituali Domus Mariae, la Casa del Pellegrino, per l’accoglienza dei visitatori, la già ricordata Cappella del Bosco e la più recente Cappella della Riconciliazione. Chi vuole semplicemente fermarsi a mangiare, può prenotare alla Mensa del Pellegrino, aperta solo a ora di pranzo (informazioni al numero dei monaci: 0431 80453).
L’isola di Barbana è circondata da un bosco di pini marittimi, cipressi e olmi: è un’oasi di silenzio e misticismo. Un piccolo bosco si estende sul lato occidentale dell’isola e ne copre più della metà della superficie. Passeggiare lungo gli argini dell’isola permette di ammirare la laguna di Grado da una prospettiva privilegiata. Nelle giornate limpide, lo sguardo spazia dall’acqua fino alle montagne all’orizzonte.
La Gatta Cleopatra: Una Residente Illustre
Dentro al santuario di Barbana, da 10 anni vive una residente illustre: la gatta Cleopatra, una soriana sorniona che accompagna frate Stefano durante le visite guidate coi turisti. La micia, che è nata proprio tra inginocchiatoi, acquasantiere e altari, è grande motivo di attrazione per le persone e un soggetto apprezzato per i selfie felini. Frate Stefano la considera "un patrimonio, a tutti gli effetti una componente della nostra famiglia religiosa", ricordando che il Vangelo è popolato da animali, a cominciare dalla colomba della pace.

Grado: L'Isola del Sole e Porta per Barbana
Anche la vicina Grado, se non fosse per il ponte girevole che la unisce alla terraferma, sarebbe un’isola. Dell’isola, tuttavia, mantiene il carattere riservato di cittadina ordinata, che conserva insieme ai tratti contemporanei, il cuore antico dei borghi di mare, con le case dei pescatori che guardano alla laguna. I suoi 120 mila metri quadrati di arenile, invece, guardano a sud, per questo Grado è detta, a buon diritto, l’isola del sole. Situata sull’Alto Adriatico, tra Trieste e Venezia e lungo la pista ciclabile Alpe-Adria che parte da Salisburgo, Grado è la destinazione preferita di molti turisti che la scelgono per la sua dimensione raccolta e di relax.
A Grado si viene anche per le placide gite in barca alla scoperta dei casoni in paglia e in muratura e dei prodotti tipici. Navigando per raggiungere le valli da pesca, si passa davanti alla Madonnina del Mare, omaggiata con ortensie durante la processione delle barche di Barbana.
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