Giubileo della Famiglia: Significato, Storia e Valorizzazione degli Anziani

In occasione del Giubileo della Famiglia, la figura dell’anziano acquista un significato particolarmente profondo e profetico. Chi ha dedicato tutta la vita al volontariato nell’associazionismo cattolico, sente forte la responsabilità e il privilegio di testimoniare quanto gli anziani rappresentino una risorsa essenziale per la vita familiare e comunitaria.

Il momento che stiamo vivendo ci invita a riscoprire la bellezza della vocazione familiare in tutte le sue stagioni, valorizzando anche la presenza e il ruolo di quelli che vivono la Terza e la Quarta Età all’interno del tessuto domestico e civico. In una società che tende spesso a emarginare chi invecchia, relegandolo all’inattività o all’invisibilità, la famiglia cristiana è chiamata a ribaltare questa logica, riscoprendo negli anziani un patrimonio vivente di memoria, saggezza e fede.

Gli anziani sono i custodi delle radici, testimoni della storia familiare e comunitaria, e guide silenziose ma autorevoli per figli e nipoti. Il Giubileo della Famiglia è, dunque, un’opportunità preziosa per restituire dignità e voce agli anziani. È un tempo favorevole per riaffermare il principio che la famiglia non è pienamente tale se non include, accompagna e ascolta le generazioni più anziane. La loro presenza non è solo utile, ma necessaria per l’equilibrio educativo ed emotivo delle nuove generazioni. Dove gli anziani sono valorizzati, la famiglia si rafforza nella sua capacità di affrontare le sfide e di costruire legami duraturi.

Anche nel cammino ecclesiale, gli anziani possono offrire un prezioso contributo, non solo come memoria storica, ma anche come testimoni di fede perseverante e vissuta. Il loro impegno nelle comunità parrocchiali, nei gruppi di preghiera, nelle attività caritative e di volontariato, è segno di un amore che non si spegne con l’età, ma che si rinnova nel servizio a chi è in difficoltà. Pertanto, nel contesto del Giubileo della Famiglia, è doveroso riconoscere il valore degli anziani come parte viva e integrante della vocazione familiare. Onorare la loro presenza, ascoltarne la voce e custodirne l’eredità spirituale significa costruire una famiglia più umana, una Chiesa più accogliente e una società più giusta.

Il Senso del Giubileo: Una Festa delle Generazioni

Più che una festa della famiglia, si configura come una festa delle generazioni, capace di coinvolgere in un solo abbraccio coppie, genitori, figli, nonni, parenti, persone anziane. Ancora meglio: una festa delle buone relazioni che fanno vivere e danno speranza alla Chiesa e al mondo. Perché tra comunità ecclesiale e comunità civile non c’è mai opposizione quando al centro ci sono famiglie attive e consapevoli, disposte a mettersi in gioco per costruire una società più giusta e più vivibile.

Il cammino giubilare dedica tre giorni a tutto ciò che fa famiglia, dai bambini ai nonni, mescolando riflessione e festa, aspetti pastorali e socio-politici, santità familiare e spazi ludici. La vita della famiglia è un prisma con tante sfaccettature, in cui non c’è un aspetto che prevale sull’altro. Dentro - e fuori - le pareti di casa, tutto è importante e tutto dev’essere tenuto in equilibrio: relazioni, preghiera, lavoro, educazione, lavoro di cura, scelte di sobrietà, impegno sociale ed ecclesiale, riposo, svago e tanto altro.

Nella "tre giorni" familiare che anima e umanizza piazze e parchi, il filo conduttore sarà naturalmente quello dell’anno giubilare: la speranza. Una virtù che sembra ritagliata a misura per tutto quanto vive e rappresenta la famiglia, a livello simbolico ma, soprattutto, a livello concreto.

Manifestazione del Giubileo della Famiglia con partecipanti di diverse generazioni in piazza

La Speranza come Filo Conduttore

«Non esiste al mondo nessun altro sistema di relazioni umane così potente da costruire, come riesce a fare la famiglia, fiducia, perdono, riconciliazione, comprensione e tanti altri valori umani, spirituali e civili», ha osservato il sottosegretario del Dicastero laici, famiglia e vita, Gabriella Gambino. D’altra parte, la speranza, in modo diretto o indiretto, prende corpo in tutto ciò che intercetta la vita familiare.

Non c’è esperienza di perdono senza speranza, non c’è impegno educativo che non sia alimentato dalla speranza di regalare a un figlio radici e ali per costruire un futuro migliore per sé e per gli altri, non c’è progetto familiare che possa prendere corpo e decollare senza essere alimentato dai grandi orizzonti della speranza.

Sul piano della spiritualità familiare, il significato della speranza diventa ancora più determinante. Lasciarsi guidare dalla speranza significa vivere la nostra quotidianità adottando il punto di vista dell’eternità. Significa impegnarsi a non trascurare il bene che il Risorto sparge nell’oggi di ogni uomo. Significa che ogni famiglia ha nel suo “qui ed ora” la possibilità di sperimentare e costruire la speranza. Quindi declinare la speranza in chiave familiare dovrebbe riguardare la storia di ogni famiglia, la quotidianità di ogni famiglia.

La speranza è davvero il filo conduttore della vita familiare, dalla prima colazione al rientro dopo una giornata lavorativa, dalla relazione con i figli al “noi” di coppia, dalla presenza degli anziani all’ancora degli amici. Ma la speranza coniugata in chiave familiare investe, con rilievo altrettanto significativo, anche l’impegno sociale.

Impegno Sociale e Associazionismo Familiare

Sabato mattina, durante il convegno dedicato al Family Global Compact, promosso dal Dicastero laici, famiglia e vita, si è parlato di quei temi familiari che necessitano di un urgente approfondimento all’interno delle università cattoliche e dei centri di ricerca e di studi sulla realtà familiari, con l’obiettivo di sviluppare un’azione educativa e pastorale per ricostruire un progetto culturale forte sulla famiglia. L’occasione è stata anche propizia per rilanciare una nuova presenza dell’associazionismo familiare cattolico in ambito internazionale.

«Oggi su questo punto c’è un vuoto preoccupante», osserva Vincenzo Bassi, presidente Fafce (Federazione delle associazioni familiari cattoliche europee), «ma non è più pensabile ipotizzare progetti a favore delle famiglie senza che le famiglie stesse, attraverso le associazioni, possano far sentire la propria voce. Quando per esempio parliamo di progetti per contrastare la violenza sulle donne, come è possibile evitare di coinvolgere le rappresentanze di quelle realtà dove le donne vivono, cioè l’associazionismo familiare?» Da qui la volontà della Fafce di promuovere un nuovo grande progetto associativo di respiro mondiale, capace di fare voce ai desideri e alle speranze dei popoli, mettendo da parte l’ideologia.

Adriano Bordignon, presidente del Forum delle associazioni familiari, sottolinea che «le associazioni e le reti familiari sono innanzitutto reti di prossimità e di cura reciproca, con al centro l’attenzione alle relazioni personali e comunitarie: a partire dall’attenzione alla reciprocità nella coppia».

Famiglie di diverse nazionalità riunite a Roma per il Giubileo

Testimonianze di Fede e Speranza

Molte famiglie con figli piccoli, nonni e anziani al seguito si sono incamminate verso la Porta Santa della Basilica di San Pietro. Milagros, una bambina, pur manifestando impazienza, rappresenta la speranza. I suoi genitori, Hernán e Marilena, colombiani di Barranquilla, hanno vissuto un’esperienza di grande fede quando, poco prima del parto, il medico aveva dato poche speranze di vita alla nascitura. Pregando davanti all’immagine del “Divino Niño”, hanno visto realizzarsi un miracolo, con la nascita di Milagros, il cui nome riassume la sua storia.

Sergio e Pinuccia, coniugi bergamaschi, giunti a Roma con i quattro nipoti, esprimono la loro gratitudine per la gioia ricevuta. La loro presenza testimonia la verità del detto “amore chiama amore”, enfatizzando l’atto d’amore compiuto nell’adottare la loro figlia, Seblé, originaria dell’Etiopia.

Mathias e Regina, tedeschi, raccontano con voce sofferta il periodo difficile superato grazie al percorso curativo intrapreso dalla figlia Samira per la sua dipendenza da stupefacenti, percorso reso possibile dalle strutture di Caritas Austria. La loro esperienza testimonia la forza della speranza e del sostegno familiare.

«Abbiamo attraversato un brutto periodo una volta scoperto che nostra figlia faceva uso di stupefacenti», spiega Mathias. «Superato lo shock iniziale, il passo successivo è stato affrontare insieme un percorso curativo che grazie alle strutture di Caritas Austria ha portato a una definitiva guarigione».

Il Giubileo come Scuola di Misericordia e Speranza

Il Giubileo della Famiglia rappresenta un tempo di riconciliazione e speranza, due parole chiave che Papa Francesco ha voluto porre al centro di questa celebrazione. In un’epoca in cui la famiglia è spesso travolta dalla precarietà economica, dall’isolamento relazionale e dalla fragilità affettiva, il Giubileo ci invita a riscoprire l’esperienza familiare come spazio originario in cui si impara ad amare ed essere amati.

Deve essere anche un’opportunità per la comunità cristiana e per le istituzioni di interrogarsi sul proprio ruolo: stiamo davvero accompagnando e sostenendo le famiglie nella loro vocazione educativa, intergenerazionale e generativa? Il suo significato più profondo risiede nel riconoscere che non esistono famiglie ideali, ma reali: ciascuna con il proprio percorso, le proprie risorse, le proprie speranze e aspirazioni. È tempo di abbandonare ogni approccio giudicante e accogliere tutte le famiglie, in quanto portatrici di un amore gratuito, custodi del futuro e della speranza dell’umanità.

Il “camminare insieme” è un richiamo potente. Significa costruire relazioni inclusive, dove nessuno venga lasciato indietro. In questo percorso, la famiglia ha un ruolo insostituibile: è il luogo in cui si impara l’ascolto reciproco, il rispetto delle differenze, la corresponsabilità. In altre parole, è il contesto in cui si apprende la cura dell’altro, la gestione costruttiva dei conflitti, la capacità di attraversare le crisi in modo rigenerativo.

Politiche di Sostegno alle Famiglie

A partire da questo orizzonte condiviso, è necessario rafforzare politiche coraggiose a sostegno delle famiglie. Si auspica un sistema fiscale più equo, che riconosca il carico familiare con deduzioni significative per i figli e per le persone non autosufficienti. Occorre anche un welfare più capillare, capace di garantire servizi educativi e assistenziali accessibili, soprattutto nelle aree interne e marginali. Fondamentale, inoltre, è intervenire sul fronte dell’housing sociale, per consentire alle giovani famiglie di costruire un progetto di vita autonomo.

A questo si devono affiancare congedi parentali equamente distribuiti tra madri e padri, per superare lo squilibrio ancora troppo marcato nella divisione del lavoro di cura. Il Giubileo delle famiglie dovrebbe diventare un impulso concreto per l’attuazione di riforme strutturali. Le famiglie rappresentano il primo argine contro la solitudine, la povertà e la frammentazione sociale. Eppure, troppo spesso, vengono lasciate sole.

Se vogliamo davvero prenderci cura della nostra “Casa comune”, dobbiamo ripartire da lì: le famiglie devono essere riconosciute, sostenute e messe nelle condizioni di essere generative non solo dal punto di vista biologico, ma anche sociale e spirituale. È necessario avviare una strategia globale per la tutela della famiglia, costruita attraverso la partecipazione delle reti sociali e associative, che integri politiche abitative, educative, lavorative e fiscali.

Papa Francesco Educare alla Speranza

Il Valore del Lavoro di Cura e il Patto Intergenerazionale

A tal fine, si potrebbe istituire un osservatorio permanente sul benessere familiare, capace di monitorare non solo gli aspetti economici, ma anche quelli relazionali e culturali. Va inoltre riconosciuto il valore del lavoro di cura non retribuito svolto all’interno delle mura domestiche, anche in prospettiva previdenziale. Questo riconoscimento è quanto mai urgente, insieme alla promozione di un patto intergenerazionale che favorisca la trasmissione di valori, competenze e solidarietà tra nonni, genitori e figli.

Non a caso, questo Giubileo è dedicato ai bambini, alle famiglie e agli anziani. Ci ricorda che la famiglia non è una realtà privata, ma un bene comune da proteggere in tutte le sue forme.

La Famiglia come Chiesa Domestica

I coniugi cristiani, in virtù del sacramento del matrimonio, si aiutano a vicenda per raggiungere la santità nella vita coniugale; accettando ed educando la prole essi hanno così, nel loro stato di vita e nella loro funzione, il proprio dono in mezzo al popolo di Dio. In questa che si potrebbe chiamare Chiesa domestica, i genitori devono essere per i loro figli i primi maestri della fede e secondare la vocazione propria di ognuno, quella sacra in modo speciale.

In questo contesto, il Sussidio preparato dal Pontificio Consiglio per la famiglia in vista dell’appuntamento giubilare è pensato per essere utilizzato da una famiglia nel breve itinerario verso la Porta Santa. La volontà di celebrare quest’anno giubilare in modo diffuso, in ogni comunità, ha consigliato di privilegiare una celebrazione sobria, composta, di carattere davvero familiare.

Il Sussidio prevede, dopo il segno della croce, la lettura di un passaggio della bolla Misericordia Vultus di papa Francesco e un breve momento di raccoglimento. Ai genitori è suggerito di ricordare «le tappe che li hanno condotti a questo momento di grazia», spiegando ai figli, soprattutto se piccoli, il significato del Giubileo e della Porta Santa.

Il secondo momento è quello della Confessio laudis, in cui ogni famiglia potrà aiutarsi reciprocamente «a riconoscere gli eventi più belli e importanti» della storia familiare sul modello del «Grande hallel’ della tradizione ebraica. Il secondo momento del pellegrinaggio familiare verso la Porta Santa è quello della Confessio vitae, in cui, dopo la lettura di un altro brano della Bolla di indizione, genitori e figli sono invitati alla riflessione sul perdono reciproco. Perdono da chiedere e da offrire in uno sguardo che, dalle relazioni familiari, passa dai rapporti orizzontali a quelli verticali. Ultimo momento quello della Confessio Fidei che segna il passaggio della Porta Santa e si allunga ai momenti successivi, in cui la famiglia sosta davanti al crocefisso per contemplare il «volto delle misericordia di Dio che ci accoglie e ci abbraccia». In conclusione, il Sussidio propone «un gesto di attenzione nei confronti dei più poveri», perché - come ha spiegato l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia - «con la simbologia della porta si vuole sottolineare l’indispensabilità dell’incontro rispetto alla tentazione di chiudere gli spazi. Perché la porta deve custodire, non respingere».

L'Abbraccio come Metafora della Speranza Familiare

In famiglia si impara l’arte di abbracciare: ci si abbraccia tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle. Papa Francesco, parlando alla Azione Cattolica, ha sottolineato l’importanza della cultura dell’abbraccio, affermando: “Non perdiamo mai di vista l’abbraccio del Padre che salva, paradigma della vita e cuore del Vangelo, modello di radicalità dell’amore, che si nutre e si ispira al dono gratuito e sempre sovrabbondante di Dio. Fratelli e sorelle, lasciamoci abbracciare da Lui, come bambini. Ognuno di noi ha nel cuore qualcosa di bambino che ha bisogno di un abbraccio. Lasciamoci abbracciare dal Signore.”

Lasciarsi abbracciare dalla croce come famiglia significa sperimentare che l’amore di Dio è forte e tenero come un abbraccio, che fa sentire accolti, compresi, contenuti e accettati così come si è. Imparare ad abbracciare in famiglia con stile e cura può diventare un potente segno di speranza.

La speranza non delude, mai. Il Giubileo della famiglia rappresenta un tempo di riconciliazione e speranza, in cui riscoprire l’esperienza familiare come spazio originario in cui si impara ad amare ed essere amati. È un invito a rafforzare politiche coraggiose a sostegno delle famiglie e a riconoscere il loro ruolo fondamentale come bene comune da proteggere in tutte le sue forme.

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